Consigli per l'estate: "Le mille e una Venezia" Liana Pastorin

Oggi vi parlo de "Le mille e una Venezia" di Liana Pastorin


Le mille e una Venezia
Liana Pastorin
Buendia Books
42 pp. 4,00 €
Trama:
Racconti incantati e senza tempo come la Serenissima, sfaccettati e brillanti come una biglia blu, uno sguardo, un giro in giostra, un incontro, un ricordo… Come gli angoli nascosti, i lampi di vita e le ombre di infiniti mondi (im)possibili.


Ferragosto è passato, ma l'estate per fortuna non ci ha ancora abbandonato, per questo prosegue la nostra rubrica dedicata ai consigli estivi con "Le mille e una Venezia" di Liana Pastorin, edito da Buendia Books nel suo agile (e da me amato) formato delle fiaschette.

In particolare questo testo è una Fiaschetta: un formato snello pensato per racconti da leggere in un sorso; è un Plin: una storia ripiena di vita ed emozioni; ed è un Novello: un testo inedito e contemporaneo.

Se mi seguite, sapete quanto io ami i racconti, e Liana Pastorin ha dato vita a una raccolta che è in realtà uno scrigno prezioso, uno scrigno che contiene dieci piccoli racconti, dieci piccole perle.

Massimo Tallone, nella prefazione, afferma che ci troviamo davanti a un testo sospettoso, una di quelle opere che temono di incontrare un lettore frettoloso e per questo una volta concluse vanno rilette per trovare sfumature sempre nuove e sono assolutamente d'accordo con lui.

Questa raccolta nasconde al suo interno particolari e dettagli che una lettura affrettata rischierebbe di farvi perdere.

Liana Pastorin ha compiuto un lavoro di labor limae e cesello fantastico, ha giocato con le parole per poi restituirle a noi lettori sotto forma di piccoli capolavori. 

Volete un esempio?


Teodora non aveva ancora imparato a fare le somme che la madre le aveva già insegnato la sottrazione: meno sorrisi, meno affetto, meno attenzioni, che lei ricercava con ostinazione mandando segnali della cui violenza non si rendeva conto, come quando morse il cucciolo che i genitori avevano regalato al fratello, non per gelosia, ma per testare l'effetto emotivo prima di quello fisico.

Dal racconto: Gli amici di Teodora

"Le mille e una Venezia" è un'opera raffinata ed eclettica, spietata e nostalgica, che riesce a stupire e sorprendere il lettore riga dopo riga, parola dopo parola, un'opera insomma assolutamente da leggere. E rileggere. E rileggere ancora.

Consigli per l'estate: La ragazza di Lucento, Maurizio Blini

Continuano i nostri consigli di lettura per l'estate, ovviamente con un giallo, la prima indagine di Alessandro Meucci e Maurizio Vivaldi, sto parlando de "La ragazza di Lucento" di Maurizio Blini.

La ragazza di Lucento
Maurizio Blini
Fratelli Frilli Editori
253 pp. 12,90 €
TRAMA

Una pallina di carta schizza come impazzita dalla finestrella di una cantina. Tre ragazzi adolescenti la prendono a calci mimando i loro eroi del pallone. Poi, giunti sotto casa del primo, anziché aprirla, scommettono sul suo contenuto e decidono di conservarla all'interno di un barattolo. Ma il tempo passa e quel barattolo resta dimenticato per sedici anni all'interno di un cassetto. Dopo tutto questo tempo, i tre amici si ritrovano scoprendo una drammatica verità che dà il via ad un'indagine strana, complessa e ardita, che parte da molto lontano. La casualità e l'ironia della sorte la rendono per certi versi paradossale. Perché tutto ciò che appare può rivelarsi fatuo, assurdo, imprevedibile. Dietro a questa lente troviamo lui, Maurizio Vivaldi, il nostro poliziotto in cerca della verità, ovviamente. Ma non sarà solo. Perché la vita spesso sa confonderci, ma anche assisterci, aiutarci, illuminarci. Nulla è mai quello che appare. E il lettore lo scoprirà con sorpresa solamente alla fine del romanzo. Una storia malata, intricata e infestata da fantasmi, ovvero, paure e fragilità che riemergono prepotenti dal passato. Un'indagine corale che sa scandagliare le profondità dell'animo umano e svelarne i suoi segreti più intimi.



Un tarlo è alla base di questo romanzo.
Un tarlo che ha una forma ben precisa: quella di una pallina di carta racchiusa in un barattolo.

Una pallina di carta calciata per gioco e custodita per scommessa.
Una pallina di carta che è in realtà un messaggio in una bottiglia, o meglio un disperato grido d'aiuto, letto però troppo tardi, ben sedici anni dopo ed è da lì che nasce il tarlo.

Se quel biglietto fosse stato letto prima, si sarebbe potuto fare qualcosa?
Se anziché giocarci, con quella maledetta pallina, quei tre ragazzi l'avessero aperta subito, Giulia sarebbe stata salvata?

È questo che non dà pace a Maurizio Vivaldi, ormai cresciuto e diventato poliziotto, che deciderà di indagare insieme ad Alessandro Meucci. 

L'abilità di Blini risiede, non solo nella costruzione di un'ottima trama gialla, ma anche e soprattutto nella caratterizzazione psicologica dei personaggi.

"La ragazza di Lucento" è un cold case anomalo, una storia pervasa fin dalle prime pagine da un senso di inquietudine che si scioglie soltanto nelle ultime battute, come solo un bravo giallista è in grado di fare.

Stroncare i classici

La settimana scorso vi ho parlato degli insulti che illustri scrittori si sono scambiati, oggi parliamo invece di stroncature a opera di lettori contemporanei.

A tutti gli scrittori è capitato o capiterà prima o poi di ricevere una stroncatura, come sempre se argomentata può essere utile, altrimenti potete benissimo ignorarla.

Certo è che le stroncature fanno male, sapere però che, anche in questo caso, non siete gli unici e che autori ben più illustri e famosi di voi le hanno ricevute, può essere un pochino di consolazione.

Ecco quindi 5 classici... stroncati da anonimi recensori.


Italo Svevo "La coscienza di Zeno"

ovvero

Usare in caso di grigliata all'aperto

Orribile.... Mi ci hanno costretto a scuola, lettura pesantissima che non arriva mai alla conclusione. Ottimo per far accendere il barbecue. La copertina favorisce la combustione lenta.


Secondo voi come l'ha presa Svevo?
Luigi Pirandello "Uno, nessuno e centomila" 

ovvero

Pirandello se la poteva risparmiare sta schifezza

È un'opera lenta, senza spunti, una brodaglia che si trascina vuota per centinaia di pagine e non giunge mai al tanto atteso exploit, a quel momento di attrazione che renderebbe (almeno minimamente) interessante il prosieguo della lettura. Un libro interrotto a pagina 163 (di 360) per esasperazione. 163 pagine lette tutte in un giorno nel tentativo (vano e diaperato) di giungere ad un quid, ad uno spunto che giustificasse il tempo perso per leggere quelle pagine e motivasse il prosieguo della lettura. Nulla di tutto ciò. Un continuo vomitarsi di eventi narrati in prima persona e con ignobile distacco che non creano minimamente interesse ne spunti di riflessione (se non in alcuni casi e comunque banali e scontati).
Schifoso. Di raro schifo.


Pirandello non l'ha presa decisamente bene


Mary Shelley "Frankenstein"

ovvero

Avrei dovuto immaginarlo

Avendo intravisto qualche spezzone dei film a lui dedicati cosa potevo aspettarmi in fondo? L'idea avrebbe meritato penna migliore. Una penna intrisa di reale angoscia esistenziale e non di morbosi pruriti da ragazzina viziata. Miss Mary Shelley avrebbe senz'altro trovato una cifra più consona cimentandosi nella letteratura erotica se ne avesse avuto -ahi lei- una seppur minima esperienza!
Il libro non regge alla prova del tempo ma credo non reggesse già quando venne scritto. Siamo ai livelli dei diari adolescenziali che trovano la loro sorte predestinata nell'oblio di un cassetto polveroso. Luogo in cui Frankenstein avrebbe dovuto riposare in pace il giorno dopo essere stato scritto.


Mary Shelley mentre medita vendetta


Bram Stoker "Dracula"

ovvero

Una palla mortale.....!!!

Finalmente sono riuscita a finire questo libro dopo mesi di tentativi...!!!!
E' Raccontato tramite i diari dei protagonisti e questo già non mi piace.
Poi lungo e lento, noioso e pesante, per niente coinvolgente.
Per non parlare del finale... Sbrigativo, banale e deludente.....
Lo classifico Tra i libri più noiosi della mia vita.
Come fate a dire che sia un capolavoro? Mah!!!!


Stocker si sta rivoltando nella tomba. Occhio!

Jane Austen "Orgoglio e Pregiudizio"

ovvero

Romanzetto armony

Non è un romanzo corposo, ha uno stile armony, ricco di frivolezze.
L'inizio è veramente bello, poi è decadente, a tratti noioso. Si fa fatica a finirlo.


Romanzetto armony (sic.)? Really??

Disclaimer: Nessun autore o lettore è stato maltrattato per scrivere questo articolo.
Le recensioni sono state trascritte esattamente com'erano, errori ortografici inclusi.

Insulti tra scrittori

Nella vita di ogni scrittore arriva il momento in cui ci si trova davanti a una critica feroce.

Le critiche, se ben argomentate, sono di sicuro un ottimo strumento per crescere e migliorare, ma non sempre sono costruttive, vi capiterà infatti di leggere critiche che assomigliano più a insulti, in questo caso può consolarvi il sapere di non essere i soli.

Ecco i cinque peggiori insulti tra scrittori:



Vladimir Nabokov vs Ernest Hemingway





Per quanto riguarda Hemingway, lo lessi la prima volta agli inizi degli anni Quaranta, qualcosa su palle, tori e campane. L’ho detestato.




Robert Louis Stevenson vs Walt Whitman




È come un grosso cane a pelo lungo, che appena sciolto il guinzaglio, dissotterra tutte le spiagge del mondo e ulula alla luna.


Virginia Woolf vs James Joyce



(Riferendosi all'Ulisse) L’opera di un nauseabondo studente universitario che si schiaccia i brufoli.


Mark Twain vs Jane Austen




Non ci guadagno nulla a stroncare libri, e non lo faccio a meno che non li odi. Spesso ho provato a scrivere di Jane Austen, ma i suoi libri mi fanno diventare matto a tal punto che non riesco a nascondere la mia furia al lettore; perciò devo fermarmi ogni volta che comincio. Tutte le volte che leggo Orgoglio e Pregiudizio mi viene voglia di disseppellirla e colpirla sul cranio con la sua stessa tibia.


Filippo Tommaso Marinetti vs Gabriele d’Annunzio



È un cretino con lampi di imbecillità

Film sulla scrittura: Saving Mr. Banks

Ritorna la nostra rubrica dedicata ai film con protagonisti scrittori o ambientati nel mondo della scrittura, oggi parliamo di: "Saving Mr. Banks".



SCHEDA FILM:

REGIA: John Lee Hancock
ATTORI:  Tom Hanks, Emma Thompson, Colin Farrell, Paul Giamatti, Jason Schwartzman, B.J. Novak
PAESE: USA
DURATA: 120 Min
ANNO: 2013

TRAMA

Quando le sue figlie lo pregarono di realizzare un film tratto dal loro libro preferito “Mary Poppins”, dell’autrice P.L. Travers, Walt Disney fece loro una promessa, non immaginando che ci sarebbero voluti 20 anni per riuscire a mantenerla. Nella sua ricerca per ottenerne i diritti, infatti, Walt si trova ad affrontare un’ipocondriaca scrittrice, irremovibile nella sua decisione di non permettere che il personaggio della sua amata e magica tata venga stravolto dalla macchina di Hollywood. Ma non appena il successo dei libri diminuisce, insieme ai guadagni, la Travers con una certa riluttanza accetta di andare a Los Angeles ad ascoltare le idee di Walt Disney per l’adattamento cinematografico. Durante quelle due brevi settimane nel 1961, Walt Disney utilizza ogni risorsa a sua disposizione per convincerla. Armato di fantasiosi storyboard e divertenti canzoni, create dai talentuosi fratelli Sherman, Walt tenta il tutto per tutto senza riuscire a convincerla. Man mano che la Travers diventa sempre più irremovibile, Walt Disney vede la possibilità di ottenere i diritti, allontanarsi sempre di più. Solo quando cercherà nei suoi ricordi d’infanzia Walt capirà il senso delle paure che assillano la scrittrice, e insieme riusciranno a dare vita a Mary Poppins, facendone uno dei più teneri film della storia del cinema.



COSA NE PENSO...

Scrivere un libro è sempre un'esperienza entusiasmante che ti porta a vivere per un certo periodo di tempo in simbiosi con i tuoi personaggi, spingendoti a volerli proteggere a ogni costo.
Mary Poppins è uno dei film più conosciuti al mondo, basta solo pronunciarne il nome perché a chiunque venga in mente la famosa Julie Andrews, una tata molto particolare che canta e balla entrando e uscendo da dipinti animati.
Il nome di P.L Travers non ha però lo stesso effetto che ha quello della sua creatura.
Pochi la conosco e forse ancora meno hanno letto il libro (io l'ho fatto e... il film della Disney ha talmente pervaso il mio immaginario che l'ho trovata una lettura molto strana e straniante).
Ho deciso oggi di consigliarvi questo film per la nostra rubrica perché trovo affascinante osservare, seppur in forma romanzata, il rapporto tra una scrittrice e il mondo del cinema.
Cosa succede quando vengono scelti personaggi molto lontani dall'immaginario dell'autore o che proprio non ama? 
La Travers ad esempio non voleva assolutamente Dick Van Dyck.
Né era favorevole all'utilizzo di scene sotto forma di cartoni animati o al fatto che la madre dei bambini venisse presentata come suffragetta.
Saving Mr. Banks è un film bellissimo, da vedere rigorosamente con una scorta formato famiglia di fazzoletti.


Perché è questo quello che facciamo noi narratori, ristabiliamo l'ordine con l'immaginazione, infondiamo speranza senza sosta, ancora e ancora.

Consigli per l'estate: Montagne in noir

Ho deciso che il libro perfetto per aprire la nostra rubrica dedicata ai consigli di lettura estivi è "Montagne in noir" del collettivo Torinoir.


Montagne in noir
Torinoir
Edizioni del Capricorno
173 pp. 7,90 €

Se l'afa anche da voi in questi giorni è opprimente e non potete andare in montagna a trovare refrigerio, vi consiglio di leggere "Montagne in noir".

Gli autori di questa raccolta di racconti sono un collettivo di scrittori nato con l'intento di raccontare i cambiamenti di Torino con il mezzo del giallo-noir.

In questo libro troverete cinque racconti, scritti ciascuno a quattro mani, che hanno come comune denominatore le montagne piemontesi e il genere giallo-noir.

È Patrizia Durante ad aprire questa raccolta con un'interessante prefazione in cui ci parla dell'asprezza della montagna ma al tempo stesso anche dell'amore che l'uomo nutre nei suoi confronti e che lo spinge ad arrampicate impervie e faticose, per poi concludere con due casi di cronaca che hanno visto la montagna come luogo di scomparsa e di morte.

Segue poi il racconto di Beccaccini & Tallone "Fra' Martino" ambientato a Bardonecchia, alta valle Susa, che vi farà senza dubbio provare un brivido ogni volta che sentirete questa celebre filastrocca. 

In "Tempo da lupi" di Dibenedetto&Girelli  ci troviamo invece a Rimella, val Mastellone, alle prese con un omicidio che sembra dar vita a una vecchia leggenda.

Con  Ballario&Giacchino  in "Una telefonata accorcia la vita" ci troviamo davanti a un furto che si trasforma in qualcosa di cruento e inaspettato, in questo caso siamo a Sampeyre, in valle Varaita.

A Fenestrelle, Val Chisone è ambientato "Morte al forte" di Ballacchino&Blini che ha al centro della storia la morte di un famoso chef televisivo.

Chiude il libro "La stangata" di Pandiani&Rinarelli, una storia ambientata nelle Valli di Lanzo durante la guerra, in cui bisogna fare attenzione a chi sia la vera spia.





Non mi resta che augurarvi... Buona lettura!



[RECENSIONE] Screaming Dora, Laura Scaramozzino

Ecco una nuova recensione dedicata ai miei acquisti al Salone del Libro di Torino, oggi vi parlo di "Screaming Dora" di Laura Scaramozzino.


Screaming Dora
Laura Scaramozzino
Watson Edizioni
154 pp. 16,00 €
TRAMA

Dora ha quindici anni e vive in una società futura che non conosce il dolore e l'invecchiamento. L'Apathoxina ha cancellato qualsiasi forma di sofferenza. Grazie al puntophone, un innesto biotecnologico inserito nel polso, gli uomini possono evitare qualunque situazione avversa e controllare le attività dei robot. Il sesso è regolato da programmi di Libero Accoglimento e la morte arriva dopo i cento anni attraverso il Programma di Accompagnamento Meditativo. Un giorno Dora ha un incubo terribile. Il padre la porta in un centro benessere in cui le viene iniettata una dose rafforzativa di Apathoxina. Ma dopo essere tornata nella villa liberty in cui vive inizia ad avere delle visioni e a pensare in modo ossessivo alla madre morta. Sempre più in ansia e incomprensibilmente libera dall'effetto del farmaco, Dora ricorda di aver sognato un misterioso quadro del passato. Un presentimento la porta a collegare la morte della madre all'opera. Decisa a far luce sul mistero chiede aiuto all'unica persona di cui si fida: il compagno di classe Gabriele. Grazie a delle memoproiezioni e a una vecchia favola piena di indizi, Dora e il suo migliore amico partono alla ricerca di verità nascoste...





Un quadro è al centro del romanzo "Screaming Dora" di Laura Scaramozzino che, oltre a esserne l'autrice, in questo caso assume anche le vesti di un'abile pittrice.


Con grande maestria infatti, Laura dipinge sotto ai nostri occhi un mondo distopico dove non esiste la paura, né la tristezza o la vecchiaia, un mondo dove vivere protetti da ogni cosa, che sembra all'apparenza perfetto.


Ma non per Dora, la protagonista di questa storia, che sembra percepire qualcosa, una crepa, una frattura in questa apparente perfezione e che decide di buttarsi a capofitto nella pericolosa ricerca di uno strano quadro.


Un quadro in realtà famosissimo, ma che Dora e gli altri personaggi di questo libro non conoscono a causa della censura imposta.


Laura è brava a tratteggiare i personaggi, le ambientazioni, gli snodi narrativi in cui si muovono i personaggi, a soffermarsi sui particolari e i dettagli che rendono il suo mondo verosimile e riesce a spingere il lettore ad addentrarsi sempre più nella storia, così come avviene davanti a un bel quadro, in cui lo spettatore si avvicina per cogliere meglio le varie pennellate, allo stesso modo il lettore si immerge tra le pagine, seguendo Dora in quella che è poi una ricerca della verità.


Una vita in cui non si prova alcuna emozione, può considerarsi una vera vita?

E in che misura l'arte può incidere sulla nostra vita?

"Screaming Dora" è un romanzo che presenta diversi strati di lettura e di riflessione e per fare questo bisogna essere abili nell'usare il pennello, o meglio la penna e Laura Scaramozzino ci ha dato prova, senza ombra di dubbio, di esserne particolarmente capace.