Scrivere è un (duro) lavoro

Scrivere è un duro lavoro, dice Snoopy e ha perfettamente ragione, ma andiamo con ordine.



Scrivere può essere considerato un lavoro? 
Assolutamente sì.

Come mai allora, nell'immaginario comune, quando si parla di scrittura si pensa (quasi) sempre a un semplice hobby?

Perché da sempre aleggia un alone romantico attorno a questa professione.

Lo scrittore viene visto come colui che compone le sue opere nel cuore della notte sorseggiando una tazza di caffè...



Quanto sarà mai difficile infatti scrivere un libro? Basta sedersi a una scrivania e buttare giù di getto duecento pagine, vero?

Assolutamente no e ce lo spiega molto bene la regina del giallo Agatha Christie in un brano del suo romanzo "Carte in tavola".

«Oh Signora Oliver, che cosa meravigliosa deve essere quella di saper scrivere!».
La Signora Oliver si fregò la fronte con un dito nero per essere stato a contatto con la carta copiativa e disse «perché?».
«Oh - fece Rhoda un po' sconcertata - bé pensavo che dovesse essere così. Che meraviglia sedersi a un tavolo e scrivere da cima a fondo un romanzo!».
«A dir la verità non succede esattamente così» disse la Signora Oliver.
«Effettivamente bisogna anche pensarci, prima, sapete? E quella di pensare è sempre una gran seccatura. E poi bisogna anche pianificarle le cose. E di tanto in tanto si finisce per trovarsi fermi in un punto morto, o bloccati da qualche difficoltà e si ha l'impressione di non riuscire più a cavarsela da quell'incaglio... invece, poi, ci si riesce. No, scrivere non è particolarmente piacevole. È un lavoro faticoso, come qualsiasi altro».

Questa idea romantica, secondo me, è stata ed è un grande ostacolo per prendere sul serio un mestiere che ha pari dignità come tutti gli altri.
Certo, vivere di scrittura è molto difficile, come per altro avviene per ogni lavoro artistico, ma non è su questo che voglio focalizzarmi.

Si scrive indubbiamente (anche) per piacere ma non bisogna mai dimenticarsi che la scrittura è un lavoro come tutti gli altri, con gioie e dolori annessi.

Per questo non sminuite mai voi stessi e le vostre opere.
Quel manoscritto che avete sul computer e che vi è costato un sacco di tempo, di fatica, che vi ha fatto perdere diottrie alla ricerca di refusi è un lavoro, magari non perfetto, ma è un lavoro, non permette mai che qualcuno dica il contrario.












"Te la sei cercata" Louise O'Neill

"Te la sei cercata" è purtroppo una delle frasi che si sente più spesso pronunciare quando una donna denuncia uno stupro, ma è anche il titolo di un bellissimo romanzo di Louise O'Neill pubblicato in Italia da Il Castoro nella sua splendida collana HotSpot.


Te la sei cercata
Louise O'Neill
Il Castoro
273 pp. 16,00 €
TRAMA:
In una cittadina di provincia dove tutti si conoscono, Emma O'Donovan è diversa. Lei è speciale: diciotto anni, bellissima, popolare, potente. È sempre perfetta e ama essere desiderata. Tutte le ragazze vorrebbero essere sue amiche, e tutti i ragazzi vorrebbero uscire con lei. Fino a quella notte. A quella festa d'estate, Emma era troppo ubriaca per rendersi conto di cosa stava accadendo, troppo ubriaca per dire basta, troppo ubriaca per ricordare. Ma quelle immagini, quelle fotografie che tutti hanno visto online, significano che non potrà mai dimenticare. E dopo la violenza comincia un nuovo incubo: Emma era speciale, ma ora è solo una fonte di imbarazzo. È sulla bocca di tutti, assurdamente additata e accusata. Davvero se l'è cercata? Davvero è sua la colpa? Senza punti di riferimento, Emma comincia a dubitare persino di se stessa.


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Emma è bella e lo sa.
Emma è andata a una festa.
Emma indossava un vestito troppo corto.
Emma ha bevuto.
Emma ha accettato di prendere della droga.
Emma è stata stuprata.
Ma non lo sa, o meglio non lo ricorda, lo scopre nel momento in cui vede le sue foto su internet.
Foto del suo corpo: nudo, violato, oggetto di scherno anche da parte di gente che conosce da una vita, suoi compagni di scuola. 
Ormai il suo corpo non le appartiene più, è della rete.
Tutto questo non è solo finzione, frutto della fantasia dell'autrice, ma richiama tristemente numerosi casi di cronaca.
La seconda parte del romanzo, quella ambientata un anno dopo la violenza, è quella che ho apprezzato di più.
Cosa succede a una vittima di stupro?
La O'Neill non ci risparmia nulla, ci mostra una ragazza che sprofonda, una famiglia che spera che fingendo che non sia successo nulla tutto si aggiusti, gli insulti, le angherie, i "te la sei cercata".
Il finale è un pugno nello stomaco ma è vero e proprio per questo deve far riflettere.
"Te la sei cercata" è un libro che dovrebbe essere adottato in tutte le scuole superiori, che dovrebbe essere oggetto di dibattito tra i ragazzi ma anche tra gli adulti, genitori e insegnanti, perché è fondamentale che si comprenda fino in fondo il messaggio che:


No. In nessun caso te la sei cercata.

E questo va gridato a squarciagola, come ha fatto la bravissima Louise O'Neill con il suo splendido romanzo.

Salone del Libro di Torino 2018

Il Salone del Libro di Torino è l'Appuntamento italiano imperdibile per tutti gli amanti dei libri e noi di Scribacchini per Passione non potevamo ovviamente mancare!


La vostra Scribacchina che si "sacrifica" per visitare il Salone



Non si può andare al Salone e uscirne a mani vuote, ecco quindi i miei acquisti libreschi:



"Te la sei cercata", Louise O'Neill, Il Castoro

Amo molto la collana HotSpot della Castoro perché ha il coraggio di pubblicare libri young adult che trattano tematiche importanti, questo è un libro molto forte e secondo me, oggi più che mai, necessario. Inoltre la chiacchierata con loro è stata piacevolissima.


"A cosa servono le ragazze", David Blixt, La Corte Editore

Ringrazio Gianni La Corte per avermi consigliato questo libro, permettendomi così di ampliare il materiale che sto raccogliendo sulla grande giornalista investigativa Nellie Bly, una donna straordinaria, tutta da (ri)scoprire.

"Onnazaka", Fumiko Enchi, Safarà Editore


Avevo conosciuto la casa editrice Safarà ai tempi di "Ragazze che scompaiono" della Oliver, ho avuto il piacere di ritrovarla al Salone con un nuovissimo e davvero molto interessante catalogo, mi sono fiondata subito su questo perla, che promette bene. Chiacchierare con loro è stato molto affascinante.


"L'altra metà delle fiabe" a cura di Antonella Castello e "Leggende Polinesiane", ABEditore


Questa casa editrice pubblica dei piccoli gioielli, sia dal punto di vista della scelta dei titoli che dal punto di vista della grafica dei loro libri. La voglia di acquistare l'intero catalogo era fortissima!

"Come far volare un gatto", Massimiliano Feroldi, Lavieri


Massimiliano Feroldi è il mio illustratore preferito, i suoi disegni sono splendidi, da restare a bocca aperta. Ho avuto il piacere di conoscerlo e di avere anche una dedica speciale! Se volete rifarvi gli occhi questo è il suo sito



"Il club degli assassini", Pamela Branch, Polillo Editore

È diventata ormai per me una tradizione acquistare ogni anno al Salone un giallo della Polillo, la sua collana "I bassotti" pubblica romanzi polizieschi sconosciuti e/o introvabili. Mentre spulciavo i vari titoli e trame, un'altra lettrice, anche lei intenta nella mia stessa ricerca, mi ha suggerito questo romanzo, dicendomi che le era molto piaciuto. Non so chi tu sia ma... mi sono fidata e sono sicura di non aver sbagliato!


E voi l'avete visitato? Vi è piaciuto? Quali libri avete acquistato?





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Le bugie degli editori a pagamento

La maggior parte degli editori a pagamento (qui spieghiamo chi sono) ha dei veri e propri cavalli di battaglia per convincere gli autori esordienti a pagare.
Oggi ci divertiamo a sfatare tre di questi miti, i più celebri:


Tutti pagano per pubblicare:


Non è vero, anzi, è vero proprio il contrario!
La norma è che non si paga ma si viene pagati, perché scrivere è un lavoro e come tutti i lavori va giustamente retribuito.
Chissà perché solo in campo editoriale si dà per scontato che si debba pagare il proprio datore per poter lavorare.
Per cui se vi dicono che tutti hanno pagato o sono male informati o sono in cattiva fede.


Non esistono case editrici free:


Basta avere un collegamento internet per scoprire che neppure questo punto è vero.
Esistono le case editrici che pubblicano senza chiedere alcun contributo agli autori e, vi svelo un segreto, sono anche numerose!
Consiglio sempre, per farsi un'idea del mondo editoriale, di visitare il forum del Writer's Dream, qui trovate censite più di trecento case editrici che non chiedono nemmeno un centesimo all'autore e le testimonianze positive o negative degli utenti (attenzione: non sono l'amministratrice del Writer's Dream, se trovate errori o inesattezze nelle liste, non comunicateli a me ma al suo staff)



Anche Italo Svevo ha pagato:



Generalmente, quando un autore è indeciso, l'asso che viene calato per convincerlo è: "Anche Italo Svevo ha pubblicato a pagamento" che è un modo per sottintendere: vedi, Italo Svevo ha pagato e adesso i suoi testi vengono studiati anche a scuola.
Studiando con più attenzione la vita di Svevo però, scoprirete che il suo insegnante di inglese era niente meno che Joyce (sì, quel Joyce, l'autore del celebre "Ulisse") e che era grande amico di un giovane poeta, Eugenio Montale (vi dice nulla questo nome?).
Joyce e Montale rimasero così colpiti da "La coscienza di Zeno" che ne favorirono la diffusione.
Se oggi Svevo è uno scrittore celebre, quindi, non è di sicuro per merito del suo editore.

"La città delle streghe" Luca Buggio

Per la nostra rubrica dedicata ai consigli letterari, oggi parliamo del romanzo di Luca Buggio “La città delle streghe” edito da La Corte Editore.

La città delle streghe
Luca Buggio
La Corte Editore
16,90 € 392 pp.

TRAMA:

Agli inizi del 1700 la politica spregiudicata di Vittorio Amedeo II porta il Ducato di Savoia in guerra contro la Francia. Laura Chevalier, cresciuta vicino a Nizza, crede di essere al sicuro fuggendo a Torino, ma scopre che la capitale del Ducato non è una città come tutte le altre. Ci sono cose di cui non si può parlare se non sotto la protezione dei Santi, perché l’Uomo del Crocicchio è sempre a caccia di anime e potrebbe essere in ascolto. Misteriose presenze si aggirano per le vie quando scende la notte, e cadaveri mutilati vengono ritrovati la mattina seguente. Lo sa bene Gustìn, un tempo monello di strada che si è fatto le ossa fra imbrogli, furti e truffe fino a diventare una delle spie del Duca. Disilluso e intraprendente, è l’uomo giusto per fare i lavori sporchi, ma anche per mettersi a caccia di banditi, streghe e serial killer.
Le loro vite si sfiorano mentre la città si prepara a sostenere l’assedio che deciderà i destini della guerra e del Ducato, tremando per i segni diabolici, affidandosi ai presagi celesti.


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Ho conosciuto Luca al Salone del Libro di Torino nel 2010, lui presentava il suo romanzo“La danza delle marionette” e io la mia raccolta "Racconti tratti da un Moleskine", sono contenta di ritrovarlo oggi con un nuovo libro. 

Se nel precedente aveva già dato prova delle sue doti letterarie, in questi anni la sua scrittura è cresciuta in maniera notevole.

Ho acquistato subito il suo romanzo non solo per la stima che nutro nei suoi confronti come autore, ma anche perché quando si parla di streghe, serial killer e di Torino non riesco proprio a resistere.

Il titolo e la cover, una suggestiva fotografia di Valerio Minato, colpiscono subito l'attenzione del lettore, che non rimarrà certo deluso dalla storia.

Quando si parla di misteri c'è sempre il rischio di svelare troppo, per questo non voglio addentrarmi nella trama, vi dirò invece 5 motivi per cui, secondo me, dovreste leggere questo libro:


  1. Luca, oltre che scrittore è un regista teatrale e si vede! "La città delle streghe" è un romanzo molto visivo, ricco di descrizioni particolareggiate, l'autore ha infatti la dote di condurre per mano il lettore all'interno della storia e di fargliela vivere insieme ai suoi personaggi.
  2. Per scrivere un romanzo storico è necessario documentarsi bene e Luca l'ha fatto, curando ogni singolo dettaglio, raccontando bene la città e il periodo storico, senza però eccedere, riuscendo a rendere così tutte le informazioni digeribili persino a me che non vado matta per i romanzi storici!
  3. I personaggi non sono piatti, statici, ma tridimensionali, con un ottimo approfondimento psicologico, ho apprezzato in particolar modo la cura nella costruzione della figura di Laura, la protagonista (e di sicuro non deve essere stato semplice calarsi nei panni di una giovane donna nella Torino del 1700).
  4. "La città delle streghe" è un romanzo storico ma anche un giallo ed è davvero affascinate il mistero che si dipana nel corso delle sue pagine: Chi è l'autore di questi efferati delitti? È l'uomo del Crocicchio? E chi o che cos'è?
  5. Il finale ha un degno colpo di scena, da lasciare spiazzato anche il lettore di gialli più smaliziato.

Ultimo consiglio... per accompagnare al meglio la lettura, vi suggerisco un buon bicerin e come colonna sonora il “Se chanto” dei Lou Dalfin che ha ispirato l’autore stesso nella stesura del libro. 



Buona lettura!


P.s Se avete letto e amato "La città delle streghe" ho per voi un'ottima notizia: Al Salone del Libro di Torino verrà presentato in anteprima il nuovo romanzo di Luca "La città dell'assedio" La Corte Editore 

Torino che Legge incontra Torino che scrive

Dal 16 al 23 aprile c'è Torino che legge, un altro imperdibile appuntamento per noi amanti dei libri.
Un'intera settimana di eventi e iniziative dedicate alla lettura.
Qui trovate il programma completo.
Tra le tante iniziative ci tengo a segnalarvi "Torino che legge incontra Torino che scrive" dove non solo verrà presentata l'antologia "La Piola racconta" a cui ho partecipato con il racconto "Acqua e menta" ma si parlerà di un tema che mi sta molto a cuore: la cultura in periferia.
L'appuntamento è venerdì 20 aprile, alle ore 21, presso l'Open 011, in corso Venezia 11, Torino.


Festival Libri in Piola 2018

Un'occasione imperdibile per tutti i lettori torinesi, torna infatti il festival "Libri in piola... e non solo".
Una carrellata di eventi (e di buon cibo!) per tutti i palati.
L'appuntamento è dal 12 al 15 aprile in via Bibiana 31, Torino.
Qui sotto la locandina con tutti gli eventi.
Qui la pagina Facebook dedicata, con tutte le informazioni.