[RECENSIONE] "La sposa scomparsa" Rosa Teruzzi

Oggi parliamo di gialli con Rosa Teruzzi e il suo "La sposa scomparsa".

La sposa scomparsa
Rosa Teruzzi
Sonzogno
171 pp. 14,00 €
TRAMA

Dentro Milano esistono tante città, e quasi inavvertitamente si passa dall'una all'altra. C'è poi chi sceglie le zone di confine, come i Navigli, a cavallo tra i locali della movida e il quartiere popolare del Giambellino. Proprio da quelle parti Libera quarantasei anni portati magnificamente ha trasformato un vecchio casello ferroviario in una casa-bottega, dove si mantiene creando bouquet di nozze. È lì che vive con la figlia Vittoria, giovane agente di polizia, un po' bacchettona, e la settantenne madre Iole, hippie esuberante, seguace dell'amore libero. In una piovosa giornata di luglio, alla loro porta bussa una donna vestita di nero: indossa un lutto antico per la figlia misteriosamente scomparsa e cerca giustizia. Il caso risale a tanti anni prima e, poiché è rimasto a lungo senza risposta, è stato archiviato. Eppure la vecchia signora non si dà per vinta: all'epoca alcune piste, dice, sono state trascurate, e se si è spinta fino a quel casello è perché spera che la signorina poliziotta possa fare riaprire l'inchiesta. Vittoria, irrigidita nella sua divisa, è piuttosto riluttante, ma sia Libera che Iole hanno molte buone ragioni per gettarsi a capofitto nell'impresa. E così, nel generale scetticismo delle autorità, una singolare équipe di improvvisate investigatrici a dispetto delle stridenti diversità generazionali e dei molti bisticci che ne seguono riuscirà a trovare, in modo originale, il bandolo della matassa.



Una delle cose più belle per un lettore è avere un libraio di fiducia che conosce i tuoi gusti e sa sempre consigliarti il libro giusto.

Dopo questo lungo lockdown, in un'afosa giornata estiva, sono tornata dalla mia libraia, Catia, in cerca di un buon libro da leggere, dopo aver consumato la mia scorta, e lei è andata a colpo sicuro, consigliandomi "La sposa scomparsa".

Da amante dei gialli mi è bastata leggere la quarta di copertina per convincermi e dopo la prima pagina Rosa Teruzzi mi aveva già conquistata.

In questa serie, che al momento consta di cinque avventure, l'investigatore non è solo uno ma sono addirittura in tre.
Un variegato trio di donne che si discostano dalla classica figura che indaga a cui siamo abituati e che ne fa proprio uno dei punti di forza.

Ci troviamo davanti a tre generazioni: nonna Iole, hippie con una vita sentimentale molto attiva e che ho adorato da quando fa la sua comparsa in scena, la figlia Libera che ha trasformato un casello ferroviario nel suo nido dove vive e crea bouquet da sposa fortunati (o forse no) e infine la nipote Vittoria, l'unica che sarebbe autorizzata a indagare, essendo agente di polizia, ma che invece non è per nulla intenzionata a riaprire un vecchio caso, quello della scomparsa della giovane Carmen.

La madre di Carmen, Rosalia, è una donna forte che non si arrende alla cocciutaggine di Vittoria, vuole sapere che fine ha fatto la figlia, il cui cadavere non è mai stato rinvenuto, sebbene si sia a lungo sospettato che fosse stata uccisa dall'ex fidanzato.
Per questo si rivolge a Libera, pregandola di convincere la figlia a continuare a indagare.

Non ci vuole molto perché Libera si immedesimi nel dolore di quella madre e che insieme a Iole inizi a indagare, dando l'input giusto per riaprire ufficialmente l'indagine.

"La sposa scomparsa" è un gran bel giallo, che si legge in un soffio e che ha il pregio di avere dei personaggi simpatici e indimenticabili, descritti così bene che sembra quasi di conoscerli e che, a lettura ultimata piacerebbe poter incontrare dal vivo, dimenticandosi per qualche istante che sono "solo" frutto della creatività dell'autrice.

È un romanzo in cui non manca la comicità ma anche i momenti di riflessione ed empatia.

Per chi se lo stesse chiedendo: no, non sono riuscita a scoprire chi fosse il colpevole, anzi... ero totalmente fuori strada!

Ho particolarmente apprezzato anche le diverse citazioni letterarie presenti nel corso della storia (appuntandomele tutte e ampliando così la mia lista di prossime letture).

Non vedo l'ora quindi di tornare dalla mia libraia ad acquistare il seguito.

Lettura assolutamente consigliata!

[RECENSIONE] "Louise Brooks. Due vite parallele" Laura Scaramozzino

Oggi passiamo alle atmosfere cinematografica con Laura Scaramozzino e il suo ultimo romanzo "Louise Brooks. Due vite parallele" edito da Watson edizioni.

Louise Brooks. Due vite parallele
Laura Scaramozzino
Watson edizioni
134 pp. 12,00 €
TRAMA

Louise Brooks è una giovane attrice. Vive a Hollywood ed è un'esponente del Nuovo Cinema Impulsoriale: un'elaborazione moderna del cinema muto del passato. Dopo una notte trascorsa in compagnia della collega Greta, riceve sul cellulare un messaggio inquietante: Edmond J. Lermann è morto. La ragazza non conosce nessuno con quel nome e quando prova a risalire al mittente del messaggio fallisce nell'intento. Grazie a Internet, Louise scopre che l'uomo esiste ed è morto davvero, ucciso con un colpo di pistola a Torino, in Italia, e che era originario della sua cittadina natale: Cherryvalle nel Kansas. Inizia così un'avventura in cui la giovane attrice si trova costretta a fare i conti con il proprio passato. C'è una voce che la perseguita da quando aveva otto anni. Una minaccia che non l'ha mai abbandonata e recita: "Questa bambina è mia".

***

Questo è il secondo romanzo, sempre edito dalla Watson, che recensisco di Laura e devo dire che se già con Screaming Dora (qui trovate la recensione) aveva fatto un ottimo lavoro, con Louise Brooks. Due vite parallele, si avverte un ancor maggiore grado di maturazione e professionalità.

Laura Scaramozzino infatti ci regala un'opera cinematografica. 
E non mi riferisco solo al fatto che la protagonista sia la famosa attrice, realmente esistita, Louise Brooks.
Leggere questo romanzo è come accomodarsi in poltrona e gustarsi un buon film.
Un film che parte mettendoti a tuo agio e in cui più si va avanti e più il ritmo diventa incalzante e misterioso, si avverte un'atmosfera tipicamente lynchiana dalla quale è difficile schiodarsi.

L'autrice, con questo romanzo breve, si spinge al massimo della sperimentazione artistica, sia a livello di trama, fondendo in maniera omogenea e a volte quasi inestricabile, la realtà con la finzione e portandoci in tempi e luoghi differenti, sia a livello stilistico.

Ha infatti la capacità unica di piegare le parole e trasformarle in un intreccio che fonde l'arte cinematografica e letteraria dando vita a un prodotto che si discosta da quanto letto finora.

Si avverte inoltre il profondo lavoro di ricerca che c'è dietro, per delineare al meglio la figura di Louise e della sua vita.

Una notizia fresca fresca, pubblicata proprio ieri dalla casa editrice, è che verrà tradotto e sbarcherà negli USA.

Non posso che fare i miei complimenti all'autrice e consigliare a voi lettori di correre a comprarlo!

[RECENSIONE] "Fuori di galera" Sofia Gallo, Pino Pace

Eccoci con un'altra recensione di un bellissimo libro per ragazzi (ma non solo!): "Fuori di galera" di Sofia Gallo e Pino Pace, edito da Marcos y Marcos.


Fuori di galera
Sofia Gallo, Pino Pace
Marcos y Marcos
224 pp. 12,00 €
TRAMA

Ilde sta per compiere quindici anni e il suo regalo è un padre che esce di galera. Ha rapinato, forse ucciso; per lei è uno sconosciuto. La madre di Ilde lo ama ancora, i nonni materni lo temono come la peste. Ilde non fa in tempo a capire cosa prova che si trova catapultata in un viaggio al mare con questo padre imprevedibile. Un'avventura frenetica e pericolosa di fughe, incontri e scoperte. Ne usciranno cambiati, con le idee molto più chiare sulla giustizia e sull'amore. Età di lettura: da 12 anni.


Ilde per il suo compleanno vorrebbe un cane, ma sa già che non potrà averlo, quello che invece scopre, tramite una raccomandata arrivata all'improvviso, è che il giorno del suo compleanno suo padre uscirà di galera.

Ilde non l'ha mai conosciuto, era troppo piccola quando è stato arrestato per omicidio per ricordarsene e dopo aver accompagnato un paio di volte sua madre a fargli visita in carcere ha deciso di non andarci più.

Ora vive in un piccolo appartamento con Manuela, sua madre e con Rita, la nonna paterna.

Ilde non sa bene che cosa provi sua madre per quell'uomo. Ci sono stati diversi "zii", alcuni decenti, altri invece violenti, ma alla fine Angelo è sempre stato il suo grande amore.

L'equilibrio che Manuela, Ilde e Rita alla fine sono riuscite con fatica a costruire sembra però spezzarsi con l'uscita di galera di Angelo.

Nonostante gli anni trascorsi è ancora piacente, e sa come conquistare le donne.
Manuela ne è ancora innamorata e farebbe qualsiasi cosa per tornare con lui, ma Angelo vuole invece trascorrere del tempo da solo con sua figlia.
Per poterla conoscere e farsi conoscere.

Andranno al mare. Ma vedere il mare d'inverno non è come una vacanza. E la loro infatti non sarà una vacanza.

Il rapporto tra Ilde e Angelo non è idilliaco, né viene descritto con toni edulcorati. 
Non basta una gita per mettere tutto a posto e colmare gli anni di lontananza, né per trovare una risposta alle numerose domande che Ilde si è fatta e a cui Angelo non sa dare una risposta.
Gli autori ci descrivono il loro rapporto in maniera reale, senza trascurare i problemi e le difficoltà che i due personaggi si troveranno ad affrontare.

Sofia Gallo e Pino Pace ci regalano una storia dalle mille sfaccettature, narrata con uno stile coinvolgente e che parla dritto al cuore del lettore, qualunque sia la sua età. 

Lettura assolutamente consigliata.

[RECENSIONE] Carne mangia carne, Andrea Monticone

Ritornano i consigli letterari di Scribacchini per Passione e oggi abbiamo scelto di parlarvi di "Carne mangia carne" di Andrea Monticone, edito da Buendia Books.

Carne mangia carne
Andrea Monticone
Buendia Books
57 pp. 1,99 €
TRAMA

Una ragazza fatta a pezzi, un pensionato dal cuore strappato. In una Torino blindata dal Coronavirus, il colonnello Sodano deve affrontare la mafia nigeriana.


***

«Non insegnare al leopardo come cacciare le iene. E adesso vattene».
«Vado, vado. Cerca di ricordartelo, George, magari la mia carne mangerà la tua carne».

Siamo a Torino, in pieno lockdown, quando il colonnello Sodano viene chiamato in piena notte.
C'è stato un efferato omicidio. Un uomo a cui hanno letteralmente strappato il cuore e Sodano sa bene che questo è un segno inequivocabile della mafia nigeriana.
Comincia così l'indagine che lo vedrà protagonista di un intricato caso che vede anche l'omicidio e la mutilazione di una giovane prostituta.

Impossibile svelare di più, perché Carne mangia carne è uno di quei libri che ti afferra alla gola e ti trascina, pagina dopo pagina, grazie all'uso tagliente che l'autore sa fare delle parole, in un vortice di degradazione e criminalità.

È un libro che fa male, perché non ci risparmia niente, né induce in spiegazioni rassicuranti ed edulcorate per compiacere il lettore.
Si vede che l'autore si è informato in maniera approfondita prima di avvicinarsi a una tematica così attuale ma allo stesso tempo così poco conosciuta.

Carne mangia carne è un libro coinvolgente, con un finale al cardiopalmo che ho apprezzato moltissimo.

Un'altra fiaschetta da bere in un solo sorso.

Ricordo infine la lodevole iniziativa dell'autore e della casa editrice: Lo scrittore devolverà i diritti d’autore di questo volume a sostegno della Croce Rossa Italiana, in prima fila nell'emergenza.



Libri in edicola

La crisi in questo momento sta toccando tutti i settori, quello editoriale incluso, come fare quindi per permettere ai lettori di continuare a leggere, visto che molte librerie sono ancora chiuse?

La casa editrice Buendia Books, che abbiamo adottato con il progetto #TiPresentoUnEditore ha avuto un'idea che reputo ottima, per aggirare questo ostacolo.

In che cosa consiste?

Lascio direttamente la parola a Francesca Mogavero, per farcela raccontare.



Portare le Fiaschette in edicola è da sempre uno dei nostri obiettivi: un canale parallelo alla distribuzione libraria e alla vendita diretta in fiera per stimolare la “scelta d’impulso”.

I giornali e le riviste sono una sorta di rito quotidiano, anche in giornate particolari e difficili come quelle che stiamo vivendo: perché non affiancare alle notizie della nostra città, oppure alle pagine di moda, cucina e tempo libero, una trama avvincente nata dalla penna di un’autrice o un autore del territorio?

Le librerie e le presentazioni restano fondamentali e speriamo di poter tornare al più presto a incontrare i lettori faccia a faccia, ma tra i nostri motti c’è quello di “invadere” gli spazi di pagine e di letteratura: della serie, oggi le edicole, domani, perché no?, le panetterie e le pasticcerie… perché i buoni libri sono come il pane: necessari e nutrienti.

Devietti Logistica Distribuzione ci sta dando l’opportunità di fare proprio questo: arrivare contemporaneamente in una serie di edicole di Torino e provincia, dando comunque l’opportunità agli edicolanti e ai loro utenti di richiedere e ricevere ulteriori rifornimenti, altri titoli e proposte in tempi rapidi. Affezionandosi. Perché una Fiaschetta tira l’altra… leggere per credere!

Le Fiaschette sono la scommessa della nostra casa editrice: sono un formato pensato per libri da leggere… in un sorso. Di piccole dimensioni, stampate in carta riciclata e con una rilegatura leggera, sono letture di qualità, selezionate e realizzate con cura, una risposta entusiastica e rivoluzionaria a tre comunissimi NO:
  • “Non leggo perché i libri sono cari”: le “Fiaschette” sono economiche, il prezzo di copertina varia da 2 a 5 euro, a seconda del numero di pagine, dell'uso del colore ecc.;
  •  “Non leggo perché non ho tempo”: le “Fiaschette” sono le compagne di viaggio ideali, in treno, sul bus... o in fila d’attesa;
  • “Non leggo perché non ho spazio”: in borsa, in tasca, in un angolo della libreria... c’è sempre posto per una “Fiaschetta”!
In sintesi? Grandi storie a un piccolo prezzo, con una loro identità riconoscibile, lampante,
capaci di catturare lo sguardo (e il cuore!) del lettore… che magari non sa ancora di esserlo. 



[RECENSIONE] L'assassino di Giocattoli, Marco G. Dibenedetto

Il mondo dei libri, nonostante il difficile periodo, non si ferma e la Buendia Books ha deciso di far uscire oggi, in anteprima in ebook, il racconto inedito di Marco G. Dibenedetto "L'assassino di giocattoli" a soli 99 centesimi.
Scaricatelo! Passerete un'oretta in ottima compagnia e aiuterete la piccola editoria indipendente.



L'assassino di Giocattoli
Marco G. Dibenedetto
Buendia Books
28 pp. 0,99 €

TRAMA

Luca Morini scopre un segreto legato alla sua nascita, un mistero taciuto per ventisei anni che spalanca un abisso di curiosità e rabbia. Il giovane indaga tra vecchi fatti di torbida cronaca, cerca risposte, ottenendo in cambio soltanto silenzi: fino a che punto può spingersi la sua sete di verità?


**

Aveva un compito da svolgere: doveva sapere, voleva sapere e non avrebbe più permesso a nessuno di dirgli che il passato non si tocca, che è meglio non svegliarlo, che la vita va avanti e non è giusto tornare indietro.

Se mi conoscete, sapete che io amo i racconti brevi.
Ci vuole una grande abilità a costruire un racconto che nel giro di poche pagine racconti tutto coinvolgendo allo stesso tempo il lettore, senza apparire superficiale.
Marco G. Dibenedetto ce l'ha fatta. E in sole 28 pagine!

Un segreto scoperto un giorno per caso, qualcosa di troppo grande e troppo personale per ignorarlo, ma come fare per scoprire la verità? 
A chi chiedere?
Perché anche quello è un elemento da non sottovalutare. Come può essere sicuro Luca che gli verrà raccontata la verità e non l'ennesima bugia?

Marco G. Dibenedetto riesce con la sua scrittura a dar vita a un racconto in crescendo. Parola dopo parola condividiamo l'angoscia di Luca e come lui vogliamo arrivare alla soluzione.

"L'assassino di Giocattoli" ha un ritmo serrato e uno stile incalzante, perfetto per la storia che racconta, con un finale con un colpo di scena che lascia a bocca aperta.

Insomma, la Bunedia Books ha pubblicato un'altra fiaschetta che si beve in un sorso, con gran piacere.

[RECENSIONE] In piedi nella neve, Nicoletta Bortolotti

"In piedi nella neve" di Nicoletta Bortolotti credo sia una lettura perfetta per i ragazzi in questo periodo perché mescola con sapienza realtà e narrazione, partendo da un episodio storico poco conosciuto e che generalmente non viene fatto studiare a scuola, la cosiddetta partita della morte, disputata nel 1942 tra nazisti e prigionieri ucraini.


In piedi nella neve
Nicoletta Bortolotti
Einaudi Ragazzi



Trama

Sasha ha quasi tredici anni e una passione bruciante: il calcio. Come potrebbe essere altrimenti? Suo padre è Nikolai Trusevyc, portiere della squadra più forte del Paese: la Dynamo Kiev. Ma in Ucraina, nel 1942, il pallone non è cosa per ragazze. E dopo l'invasione da parte del Reich non è cosa nemmeno per i campioni della Dynamo: accusati dai nazisti di collaborare con i sovietici e ridotti per questo alla fame e all'inattività, i giocatori hanno perso la voglia di vivere. Quando, a sorpresa, i tedeschi organizzano un campionato cittadino, non lo fanno certo per perdere; Sasha, d'altra parte, sa che suo padre e i compagni giocano sempre per vincere... Stavolta, però, vincere significherebbe morire. E qual è la vera vittoria? Lottare fino all'ultima azione, come chiede il pallone, o sabotare la partita, come le ha intimato un misterioso spettro, nel buio di un sottopasso? Mentre il fiume Dnepr, gelido, si porta via l'infanzia di Sasha, la Storia segue il proprio corso: il match avrà un esito così incredibile che nessuno, per lungo tempo, potrà raccontarlo. 



"Ecco perché Oleh mi ha dato una scarpata sulla mano e la farfalla è morta nel barattolo e Hitler è venuto a Kiev senza che noi lo avessimo invitato e Maksym non ha detto niente per difendermi da Oleh, anche se è mio amico: quando c'è da aprire un barattolo e magari puoi far volare via una farfalla, la paura non te lo fa aprire".

Nicoletta Bortolotti in "In piedi nella neve" ci narra una storia di passione e coraggio, che predominano sulla paura e la violenza dettate dalla guerra e lo fa attraverso gli occhi di una bambina, Sasha e della sua famiglia e i suoi amici.

Una partita di calcio realmente avvenuta anche se romanzata, che dà la forza ai personaggi di questa storia di scegliere da che parte stare e di lottare fino alla fine per i propri ideali, ben consapevoli delle conseguenze.

La Bortolotti abbatte gli stereotipi di genere, la sua protagonista è una bambina forte, che ama il calcio anche se non è considerato uno sport adatto alle femmine, che calcia di nascosto quando le viene proibito e che non riesce a non provare invidia per il suo amico Maksym che può giocare ma che invece vorrebbe solo ballare.

Una storia di formazione ambientata durante la guerra, narrata in punta di penna, che permette al lettore di immedesimarsi nei protagonisti, di condividere le loro ansie e paure, che fa provare gioia per ogni gol andato a segno e che non impedisce a una lacrima di scendere una volta giunti alla fine.