[RECENSIONE] Ancora pochi passi, Gabriele Farina

Oggi vi parlo in anteprima di "Ancora pochi passi" di Gabriele Farina, edito da Buendia Books, che uscirà in tutte le librerie il 14 maggio.


Ancora pochi passi
Gabriele Farina
Buendia Books
72 pp. 5,00 €
TRAMA

Quattro inquietanti personaggi si ritrovano al cospetto di una donna dal portamento elegante e austero in una casa opprimente e decadente.Ognuno di loro racconterà una storia, e ogni storia finirà per intrecciarsi alle altre in un vortice di sangue e tensione. Quale mistero nasconde quella dimora sinistra? Chi è quella figura imponente, sempre in ascolto nell'ombra e da cui emana un potere arcano e assoluto? Non tutto è ciò che sembra.


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Avete mai sentito parlare di novelization?
Si tratta di cinema trasposto su carta, solitamente infatti il percorso comune vede un libro diventare un film, in questo caso invece è esattamente il contrario.

"Ancora pochi passi" è il secondo esperimento di questo tipo pubblicato da Buendia Books, dopo "La paura trema contro".
Si tratta della novelization dell'omonimo film di Pupi Oggiano.

Farina, con mano sicura ci porta nell'abisso più oscuro, seduti a un tavolo, in compagnia di quattro persone che ci raccontano ognuno la propria storia... e che storie!

Il consiglio è quello di leggere questo libro, che come suggerisce il nome della collana Fiaschette si legge in un sorso, assolutamente di giorno o quanto meno con quante più luci accese.

L'autore infatti gioca bene con le parole, riuscendo a costruire un'atmosfera di tensione costante, che in alcuni tratti riesce a far sobbalzare il lettore dalla sedia, dando vita a un perfetto effetto jumpscare, degno dei migliori film horror.

Non voglio svelarvi niente per quanto riguarda la trama perché si tratta di una storia da scoprire, passo dopo passo, quello che invece posso dirvi è che ho apprezzato moltissimo il finale e soprattutto i "Titoli di coda" ovvero l'epilogo.

"Ancora pochi passi" è un libro dal quale non riuscirete a staccarvi facilmente, nemmeno dopo aver letto l'ultima riga.

[RECENSIONE] Santi, poeti e commissari tecnici, Angelo Orlando Meloni

Stanchi di Sanremo? Avete voglia di una bella lettura per questo fine settimana?
Nessun problema, ho il libro giusto per voi.
Oggi infatti parliamo di "Santi, poeti e commissari tecnici" dello scrittore Angelo Orlando Meloni, edito da Miraggi.

Santi, poeti e commissari tecnici
Angelo Orlando Meloni
Miraggi Edizioni
192 pp. 16,00 €
TRAMA

Santi, poeti e commissari tecnici è una raccolta che racconta con ironia e tenerezza e una scrittura scoppiettante il senso di una fine: il crollo del mito tutto italiano del "campionato più bello del mondo", una bufala identitaria a cui abbiamo voluto credere per anni, una vera e propria religione di stato la cui dissacrazione ci renderà - si spera - un po' più leggeri e meno tronfi, un po' più umani, sopportabili e meno sfegatati.Santi, poeti e commissari tecnici è uno spaghetti-fantasy calcistico dai toni agrodolci che parla dritto al nostro cuore, al cuore di una nazione che sul calcio ha strepitato troppo e troppo a lungo perché, versata una lacrima, non fosse giunto il momento di riderci su.




Scherza con i fanti, ma lascia stare i santi, dice un famoso proverbio.
Angelo Orlando Meloni però ha osato di più, ha infatti deciso di andare a toccare uno degli argomenti più "sacri" per il popolo italiano e non solo: il calcio.

"Santi, poeti e commissari tecnici" è infatti una raccolta di sei racconti tutti incentrati sul mondo del calcio ma, e qui si trova la novità, un mondo che viene raccontato con ironia, descrivendone gli aspetti peggiori, strizzando continuamente l'occhio al lettore che ride per tutto il tempo, ma non solo!

Meloni infatti costruisce dei racconti che, se da una parte fanno passare al lettore delle ore spensierate a ridacchiare sotto i baffi, dall'altra però lo spingono anche alla riflessione.
Sì, perché questi sei racconti sono agrodolci, non c'è solo l'aspetto comico a farli da padrone.

Penso che emblematico sia il racconto "Ode al perfetto imbecille" che, ammetto, è anche il mio preferito.

Un ragazzo, che non viene mai chiamato per nome, ma solo con un generico "tu", bravissimo a calcio ma allontanato da tutti per via del padre e dei suoi tic e un ragazzo, Delfino, invece che è una schiappa ma che DEVE giocare, proprio per suo padre (o meglio per sua madre) e la sua "importanza".
Non voglio svelarvi altro, posso solo dirvi che alla fine avevo gli occhi lucidi, perché Meloni è proprio bravo con le parole, anche quando descrive la miseria umana, e in questi racconti ne troviamo tanta, non scade mai nel ridicolo o nello scontato, il suo stile è leggero ma non per questo banale.

"Santi, poeti e commissari tecnici" è un libro che si legge con piacere, fa ridere e al tempo stesso riflettere e se siete appassionati di calcio non potete proprio perdervelo.