[RECENSIONE] La ragazza che levita, Barbara Comyns

Oggi vi parlo di un altro libro che mi ha subito conquistata.
Mi è stato consigliato a Portici di Carta da Denise di Nora Book & Coffee ed è di una delle case editrici indipendenti che amo di più, la Safarà editore (leggete qui), sto parlando de "La ragazza che levita" di Barbara Comyns.

La ragazza che levita
Barbara Comyns
Safarà editore
149 pp. 16,00 €
TRAMA

Cresciuta nel sud di una Londra d'età edoardiana, Alice Rowlands desidera romanticismo e avventura, e la liberazione da una vita triste, restrittiva e solitaria. Suo padre, un sinistro veterinario, è brutale e sprezzante; la sua nuova ragazza sfacciata e lasciva; i pochi amici bizzarri e sfuggenti. Alice cerca rifugio nei ricordi di una madre perduta e nelle fantasie di un indistinto desiderio d'amore, e nella fioritura di ciò che lei percepisce come un potere occulto da nascondere a tutti i costi. Una serie di inesplicabili eventi la porterà a un epilogo di terribile trionfo, durante il quale sarà chiamata a svelare suo malgrado il suo eccezionale potere segreto.




"La ragazza che levita" è il tipico esempio di libro che non vorresti finisse mai, che cerchi di centellinare e di dosare bene per non farlo finire subito ma che al tempo stesso non riesci a fare a meno di divorare.
Sì perché la prosa della Comyns (grazie anche all'ottima traduzione di Cristina Pascotto) è ipnotica.
Riesce a raccontare una vita di soprusi e cattiverie con un tono leggero, come se anche lei levitasse tra le pagine del suo stesso romanzo.

Ho amato il personaggio di Alice, la protagonista di questa storia, con cui viene istintivo e naturale identificarsi, si empatizza con lei nei momenti bui ma anche in quei piccoli lampi di luce che sembrano darle qualche speranza di una vita migliore.

E poi c'è il suo dono: la levitazione.
Ma sarà davvero un dono?

Non posso dirvi altro se non che adorerete questo libro.

Grazie quindi a Denise per l'ottimo consiglio e a Safarà, come sempre, per aver portato questo piccolo gioiello in Italia.

Leggere fa male alla salute?

Leggere farà male alla salute?




In questa celebre vignetta dei Peanuts, ideati dal mitico Charles M. Schulz, Piperita Patty ha paura che a leggere troppo le si stacchi la testa.

Oggi questa vignetta ci fa ridere ma, per quanto possa sembrare paradossale, in passato si credeva realmente che leggere troppo... facesse male alla salute!

Nel 1795, G.J. Heinzemann, in un opuscolo elencò le conseguenze fisiche che avrebbe comportato un eccesso di lettura:


"Predisposizione ai raffreddori, mal di testa, indebolimento degli occhi, infiammazioni, gotta, artrite, emorroidi, asma, apoplessia, male ai polmoni, indigestione, blocco intestinale, disordine nervoso, emicrania, epilessia, ipocondria e depressione".

Johann Adam Bergk sosteneva invece che l'arte di leggere prevedesse lavaggi del viso con acqua fredda e passeggiate all'aria fresca e che non si dovesse leggere immediatamente dopo mangiato o in piedi.

Davvero la lettura può avere questi effetti?

Molto improbabile, nel dubbio però trovo perfetta la risposta di Marcie.

[RECENSIONE] La palude dei fuochi erranti, Eraldo Baldini

Oggi un consiglio assolutamente imperdibile: "La palude dei fuochi erranti" di Eraldo Baldini (qui trovate un'intervista che l'autore ci aveva gentilmente concesso )

Eraldo Baldini
La palude dei fuochi erranti
Rizzoli
224 pp. 18,00 €
TRAMA

Anno del Signore 1630. A Lancimago, villaggio perso tra campi e acquitrini, gli abitanti aspettano con angoscia la peste che si avvicina. Per prepararsi al peggio, i monaci della vicina abbazia decidono di preparare una fossa comune. Ma durante i lavori di scavo trovano numerosi scheletri sepolti in modo strano, con legacci intorno agli arti e crani fracassati. La memoria collettiva non sa dire chi siano e i frati più anziani, interrogati, rispondono con un muro di reticenza e silenzio. Mentre, con poteri di commissario apostolico, arriva monsignor Diotallevi, incaricato di allestire i cordoni sanitari per contenere il contagio, nelle paludi nebbiose, nei poderi smisurati e nelle boscaglie intorno cominciano a succedere cose inspiegabili e inquietanti: fuochi che paiono sospesi nell'aria, animali scomparsi, presunti untori che si aggirano tra le vigne. «È opera del Demonio» dicono i paesani, e subito cercano streghe e fantasmi da combattere; ma c'è anche chi a Satana si rifiuta di credere, e in nome della scienza perlustra i terreni a caccia di risposte.



Un romanzo storico che strizza l'occhio al paranormale con incursioni di streghe e demoni?
Assolutamente no.
Basta il nome del suo autore per capire che ci troviamo davanti a qualcosa di totalmente diverso.
Qualcosa di spettacolare.

Sì, perché Eraldo Baldini è per me il miglior scrittore italiano contemporaneo, inventore del genere Gotico Rurale (dal titolo di una sua raccolta di racconti), antropologo, con "La palude dei fuochi erranti" torna alla grande alla narrativa dopo un intervallo di tre anni, durante il quale si è dedicato alla saggistica.

Baldini riesce a far paura senza dover ricorrere a trucchi abusati, né facendo saltare mostri da sotto il letto, riesce a spaventare il lettore con l'uso sapiente delle parole, con una storia che lascia l'amaro in bocca, cattiva al punto giusto.

E poi ci sono i personaggi, riusciti come sempre, a partire da monsignor Diotallevi, che deve affrontare ancora i mostri del suo passato, a Maddalena "la Santa" che vive su un albero da dieci anni, a Luigia, la strega, il mio personaggio preferito e che mi ha ricordato Zi' Pachina di Faccia di Sale (uno dei personaggi più belli che siano mai stati scritti).

"La palude dei fuochi erranti" è un romanzo che tiene il lettore incollato alle pagine, lo sorprende, lo ferisce, un romanzo così bello come non se ne leggevano da tempo.


«Adesso ditemi: c’è il Diavolo, qui?»
«Ce ne sono tanti. Ma non hanno l’aspetto che voi pensate.»


Le frontiere mobili del noir

Amate i noir? 
Avete sempre sognato di scriverne uno? 
Allora non potete perdervi questo corso!
Di che cosa si tratta?
Lascio la parola allo scrittore Massimo Tallone, che vi guiderà in questo appassionante percorso.


LE FRONTIERE MOBILI DEL NOIR

Ho ideato un programma didattico di ampio respiro dedicato alla stesura di un noir.

Le statistiche dicono che questo ‘oggetto letterario’ sta occupando buona parte del panorama editoriale odierno. Ma, come spesso accade, la corsa al ‘genere’ rischia di causare un vistoso abbassamento della qualità. Ora, è mia ferma convinzione che il noir sia e debba essere letteratura a tutti gli effetti. Per farlo deve possedere ossature solide, contare su impasti narrativi in cui il pensiero e lo spessore umano svolgano il ruolo di lievito, deve disegnare scenari complessi, poggiare su robuste colonne di stile e di potenza espressiva.

Per ottenere questi risultati, a mio avviso, l’autore è tenuto a scandagliare la psiche, a radiografare la società, a captare temi etici, a governare sintassi complesse e al tempo stesso fluide. Insomma, un noir non si improvvisa. Non basta una buona trama. Non è sufficiente un detective. Occorre la vita e il marcio che la accompagna, l’umanità e la violenza che si porta dietro, le occasioni e la persistenza degli errori. 

Le frontiere mobili del noir è il mio contributo alla preparazione di autori che vogliono volare alto. Sedici sabati a cadenza quindicinale.

Inizio dei lavori il 26 ottobre 2019.


[RECENSIONE] L'uomo nel fango, Livio Milanesio

Giorno nuovo, recensione nuova, oggi vi parlo de "L'uomo nel fango" di Livio Milanesio.

L'uomo nel fango
Livio Milanesio
Autori Riuniti
45 pp. 6,00 €
TRAMA

Alla periferia di una città di cui non conosciamo il nome, in un tempo che potrebbe già essere il nostro, appare un uomo di fango. Convinto di riconoscerlo, un bambino lo accoglie nel suo mondo: un palazzo abbandonato dove ogni cosa precipita verso il suo destino. Milanesio fa nuotare il lettore nelle acque alte di un oceano rarefatto, compiuto. Mostra le periferie della vita dove tutti, almeno una volta, siamo stati, dove la risacca della storia sparge pezzi di destini personali da ricomporre.


*
Ho appena finito di leggere questa storia e mi trovo in seria difficoltà su come scrivere questa recensione, non perché non mi sia piaciuta, anzi, ma perché son ben cosciente che qualsiasi cosa possa dirvi non sarà mai in grado di fornirvi una chiara idea di che cosa sia questo breve romanzo.

Livio Milanesio ci butta all'interno della storia, senza darci coordinate, non sappiamo dove ci troviamo, né in che epoca, se è una storia ambientata in un futuro post apocalittico oppure in una delle tante degradate periferie italiane, ma in realtà questi elementi non sono essenziali ai fini del racconto.

Siamo in un mondo marcio, un mondo che si disgrega, si decompone o meglio si scioglie come i celebri orologi del dipinto "La persistenza della memoria" di Salvador Dalì, un mondo in cui "Dopo due o tre giorni che abiti qui la smetti di pulire tutto ciò che si sporca di fango. Tutto diventa viscido o secco e polveroso, dipende dalla stagione. Anche le cose da mangiare sanno di fango. Anche quelle appena portate dalla città. Perché il fango ce l'abbiamo in bocca".

Non posso raccontarvi troppo, per non togliervi il piacere di scoprirlo pagina dopo pagina, riga dopo riga, posso solo consigliarvene la lettura perché ci vuole una grande abilità per riuscire in appena quaranta pagine a dar vita a una storia con un tale impatto, una storia che di certo non vi lascerà indifferenti.


Portici di Carta 2019

Cos'è Portici di Carta?



La libreria più lunga del mondo, che si snoda per ben 2 km sotto i portici di Torino.

Da lettrice non potevo certo perdermela, per cui ecco qui una breve carrellata delle cose belle che ho visto (e comprato!)



BUENDIA BOOKS


Buendia Books ha inaugurato la nostra iniziativa #TiPresentoUnEditore e la nostra prima tappa a Portici è stata ovviamente da lei!
Francesca quando parla dei suoi autori ha un tale entusiasmo da riuscire a convincere ad acquistare un testo di una sua autrice anche a una signora che si era fermata lì per caso.
Io ho preso "Sotto l'ala di Lilith" di Roberta Anau che non vedo l'ora di leggere e di recensire per voi.

NEL MONDO DI OZ



Massimiliano Feroldi è un illustratore geniale e poetico, bramavo Oz da tanto tempo e adesso è finalmente tra le mie mani, con tanto di dedica/disegno originale!

LA PIOLA LIBRERIA DI CATIA



Non poteva mancare un salto dalla mia libreria di fiducia!

NORA BOOK & COFFEE 


Conosciuta al Salone del Libro di Torino, è stato un vero piacere parlare di nuovo con Denise, che mi ha consigliato "La ragazza che levita" di Barbara Comyns, Safarà Editore (casa editrice che adoro), me ne ha parlato così bene che non potevo non acquistarlo!

LIBRERIA IL PONTE SULLA DORA



Qui ho acquistato "Dovremmo essere tutti femministi" di Chimamanda Ngozi Adichie e "Storia della morte in occidente" di Philippe Ariès.  Un plauso al libraio che non ha fatto una piega per queste scelte così strane tra loro e che mi ha regalato anche due cioccolatini squisiti. Vi verrò a trovare presto.

AUTORI RIUNITI


Un'altra casa editrice che avevo conosciuto al Salone, qui ho acquistato "La distrazione di Dio" di Alessio Cuffaro i cui diritti sono stati opzionati per una serie tv.

Cos'è dunque la felicità?

Una libreria lunga 2 km


[RECENSIONE] Lo straordinario, Eva Clesis

Oggi vi parlo di un libro il cui titolo rispecchia davvero il suo contenuto: "Lo straordinario" di Eva Clesis.


Lo straordinario
Eva Clesis
Las Vegas Edizioni
220 pp. 14,00 €

Trama


Alla tenera età di 37 anni, Lea sta cercando se stessa, ma le basterebbe trovare un nuovo inizio: ha rotto con il fidanzato, ha perso il lavoro presso una rivista di moda e sogna una carriera da giornalista d’assalto. Come se non bastasse, ha una sorella gemella di successo e una madre lontana e ipercritica.
Nonostante pensi di avere più sfiga che talento, le cose iniziano a girare per il verso giusto non appena Lea mette piede nella sua nuova casa, in un condominio della periferia milanese. I suoi abitanti lo chiamano “Lo Straordinario”. I padroni di casa sono una coppia di anziani gentilissimi, la mansarda in cui va a vivere è deliziosa, il prezzo dell’affitto incredibilmente basso, gli inquilini zelanti e prodighi di attenzioni. Tutti sono pronti ad accogliere Lea come in una grande famiglia.
Ma ogni famiglia è infelice a modo suo. E giorno dopo giorno Lea sospetta di essere diventata la pedina di un gioco sconosciuto, prigioniera della sua stessa casa e dei suoi vicini. Come potrà mai riuscire a evadere da ciò che si è trasformato in un Eden asfissiante?




Niente è come sembra.
Lo si capisce fin dalle prime pagine del prologo, che si concludono lasciando il lettore sbalordito, per poi proseguire con una storia che appare totalmente differente.

Si può essere licenziate e scoprire che il tuo fidanzato ti tradisce nello stesso giorno?
No. Accade solo nei film e in certe serie tv, o almeno è quello che si ripete Lea e invece è proprio quello che le succede.

Lea: trentasette anni, senza un lavoro, senza un fidanzato, senza una casa, con una gemella perfetta e una madre psicoterapeuta in pensione.

Mentre tutto sta volgendo al peggio però, sembra intervenire il caso a darle una mano, ed ecco così spuntare l'annuncio di una casa perfetta, a un prezzo irrisorio, fuori Milano.

Lo Straordinario è il nome del condominio.

I proprietari sono di una straordinaria gentilezza, così come i vicini, che la accolgono come se fosse una di famiglia, le riempiono la dispensa di leccornie, le regalano persino un gatto ma... tutta questa perfezione è troppo straordinaria per non apparire sospetta.

Perché sì, c'è qualcosa di decisamente strano sotto.


Ma cosa?
Cosa si nasconde dietro a tutta quella perfezione?
Perché c'è sempre quell'odore intenso?

E perché gli uccellini cantano ogni giorno alle sei in punto della mattina? E ancora come mai i condomini non vogliono che Lea si allontani dallo Straordinario?

La prima immagine che mi si è formata nella mente mentre leggevo questo romanzo è quella di un pacco avvolto in una carta da regalo scintillante. Un pacco che scarti e al cui interno trovi un altro pacco, sempre avvolto da altra carta scintillante, e più scarti e più trovi altri pacchetti e più ti viene voglia di scoprire che cosa ci sia alla fine al suo interno.

Eva Clesis ha dato vita a un romanzo che tiene il lettore incollato dalla prima all'ultima pagina grazie anche a uno stile scoppiettante, un romanzo che si divora in poche ore, con un epilogo davvero originale e totalmente inaspettato.

Lo Straordinario non è quello che sembra.
È molto di più.