Film sulla scrittura: "Parole magiche - La storia di J.K. Rowling"

Ritorna la nostra rubrica dedicata ai film con protagonisti scrittori o ambientati nel mondo della scrittura, oggi parliamo di: "Parole magiche - La storia di J.K. Rowling"





SCHEDA FILM:

REGIA: Paul A. Kaufman 
ATTORI:  Poppy Montgomery, Emily Holmes, Antonio Cupo, Janet Kidder, Madison Desjarlai
PAESE: USA
DURATA: 90 Min
ANNO: 2011

TRAMA

Durante un fatidico viaggio in treno da Manchester a Londra nel 1990, una giovane madre single di nome Joanne Rowling concepisce l'idea di un libro per bambini su un piccolo mago di nome Harry Potter. Cinque anni dopo, quell'idea ha dato luce alla saga letteraria di maggior successo nella storia dell'editoria. Per arrivare a essere una delle donne più ricche al mondo, Joanne ha però fatto i conti con una vita non sempre facile e con la perdita della madre in giovanissima età.




COSA NE PENSO...

Inutile girarci attorno, la storia di Joanne Rowling è il sogno segreto di ogni aspirante scrittore perché, sebbene Harry Potter sia conosciuto ormai in tutto il Mondo e abbia fatto sognare e appassionare intere generazioni, la sua pubblicazione non è stata immediata.

Harry Potter e la pietra filosofale fu infatti rifiutato da diversi editori prima di trovare una casa editrice disposta a pubblicarlo.

Joanne Rowling non era una scrittrice affermata ma una giovane madre single che viveva grazie ai sussidi statali.

Eppure la Rowling credeva talmente tanto nel suo libro che non si è mai arresa e... il resto è storia.

Un film quindi non solo per gli appassionati del celebre maghetto ma per tutti coloro che sognano un futuro da scrittori.

"Solo un piccolo consiglio: Non lasci il suo impiego. Nessuno diventa milionario scrivendo libri per ragazzi".

#TiPresentoUnEditore Buendia Books

È una giornata afosa e, seduta al tavolino di un bar, ascolto rapita Francesca parlare della sua creatura, la Buendia Books. 



Gli occhi le brillano quando mi racconta dei suoi autori, delle mille idee e progetti che ha in serbo per i suoi lettori.

Dalla sua voce traspare tutta la passione e l’entusiasmo che infonde quotidianamente nel suo lavoro e per questo credo sia perfetta questa intervista per dare vita al nostro progetto #TiPresentoUnEditore. 






1) Ciao Francesca ti va di presentarti ai nostri lettori? 


Mi chiamo Francesca Mogavero, ho 33 anni, sono laureata in Filologia e Letterature dell'Antichità, ho avuto un'esperienza museale abbastanza lunga nel coordinamento delle attività didattiche, quindi rapporto con il pubblico, visite guidate, accompagnato sempre da un amore per la letteratura e il libro tant'è che mi sono formata anche durante il mio percorso universitario, ho seguito corsi di editoria, corsi di impaginazione e realizzazione e-book a Milano, esperienze come freelance fino ad approdare poi a questa avventura di editrice indipendente con Buendia Books.


2) In questo momento storico in cui si dice che i lettori sono sempre meno, le librerie chiudono, perché aprire una casa editrice? 


Perché no? (ride). Sentivamo io e miei collaboratori e poi chi mi ha dato anche il coraggio e l'ultima spinta per aprire Buendia, il bisogno di uno spazio accogliente, la prima parola di casa editrice è infatti casa, uno spazio raccolto in cui dar vita alle storie, dare voce sia a scrittori emergenti, sia a chi ha avuto esperienze di pubblicazione in precedenza con altri editori. L’idea è di sperimentare il più possibile quindi di dare spazio a opere inconsuete ma anche a formati inconsueti, primo fra tutti la fiaschetta, opere complete, intense e dense ma piccole dimensioni e piccolo prezzo, come dice una nostra autrice “Libri per tutte le teste e tutte le tasche”.


3) A proposito della vostra collana Fiaschette, mi ha colpito la vostra scelta di dare spazio anche a quei testi brevi che solitamente in editoria non trovano spazio… 


Noi vogliamo rispondere con 3 sì a chi ci dice 3 volte no:

- Non leggo perché non ho tempo

- Non leggo perché i libri sono troppo cari

- Non leggo perché non ho più spazio in casa

Noi rispondiamo con la fiaschetta, un libro che garantisce una lettura in poco tempo: il tempo di attesa alla fermata del pullman, in coda alla posta, durante 
un viaggio in treno; un libro economico, vanno infatti da 2 a massimo 5 euro, e poi c’è sempre spazio per una fiaschetta in borsa o in un angolo della libreria. 


Vogliamo scuotere sia i lettori, far vedere loro che anche le opere di poche pagine sono qualitativamente molto valide, sia i nostri autori, sfidandoli a cimentarsi con generi e forme diverse.

Ad esempio Chiaro di Luna che è una delle nostre prime fiaschette, è il primo racconto di Andrea Castaldi che si è sempre misurato con la forma del romanzo, lo abbiamo sfidato a cimentarsi con il racconto, ne è venuta fuori un'opera valida e sorprendente e l’autore si è appassionato e si sta dedicando a scrivere altri racconti.

L'idea è anche quella di dare spazio e nobilitare questa forma letteraria.

C'è poi anche un aspetto ecologico perché sono tutti stampati in carta riciclata e da una 
tipografia locale, quindi km zero già a partire dalla stampa. 

                                                            


4) Come è nata la scelta del vostro nome e del logo che vi contraddistingue?


Buendia per Cent'anni di solitudine, ammiriamo in maniera particolare la figura di Aureliano Buendia, è la figura del rivoluzionario capace anche di sfuggire ad attentati, a lotte, ma allo stesso modo conserva sempre la capacità di incantarsi davanti alle piccole cose. La farfalla gialla ha un richiamo a Cent’anni di solitudine ma è molto importante anche qui in Piemonte, perché è la prima che spicca il volo quando va via il gelo, è la prima avvisaglia dell’arrivo della bella stagione.
Insomma un'immagine di rottura ma anche di ottimismo.


5) Siete una casa editrice radicata sul territorio… 


La Buendia non è la tipica casa editrice locale, ma è piemontese a livello lavorativo e operativo. I nostri autori vivono tutti qui, pur non avendo sempre origini piemontesi come Amal Bouchareb, nata in Siria, cresciuta in Algeria, vive in provincia di Torino da qualche anno. La nostra è una scelta lavorativa, volevamo entrare in contatto diretto con i nostri autori, poterli incontrare di persona. Anche le storie non sono necessariamente piemontesi.

Distribuzione in tutta Italia ma autori a km zero.

Il Piemonte si vede poi nella scelta dell'identikit, che sono questi tre simboli tratti dall'enogastronomia piemontese che raccontano in breve l'opera che il lettore ha tra le mani.

Il primo simbolo riguarda il formato: Barrique per indicare il libro di più ampio respiro, la Fiaschetta per il libro di piccolo formato.

Il secondo simbolo indica a livello molto generale, perché odiamo le classificazioni troppo nette e schematiche, la tematica: i Vermouth per le storie alcoliche, forti, quindi giallo noir e tutte le sfumature intermedie, si arriva fino all’horror e anche un accenno di fantascienza; il Plin la narrativa, come il raviolo ripieno che ha tanti ingredienti, così la narrativa è ripiena di vita, di storie e di emozioni, è la categoria più ampia e infine il Cri Cri che è la letteratura per bambini e ragazzi.

L’ultimo simbolo indica il tempo dell'autore: novello per autori contemporanei, moscati, che arriveranno a breve, e che saranno gli autori vintage. 



                                


6) Quali sono le novità che state preparando? 


Per questo autunno abbiamo due racconti che usciranno il 21 settembre: L'uomo della radura di Cristina Converso che è un noir green, l’autrice, essendo anche Dottore Forestale ama confrontarsi sul tema del delitto ambientale, che lascia conseguenze per tutte le prossime generazioni, lei fa il paragone tra umanità e alberi che forse poi non sono così diversi. 



L'altra opera è La paura trema contro, un esperimento molto particolare perché solitamente il percorso è dal libro al film, qui invece è stato fatto il contrario dal film al racconto, un esperimento di novelization, tratto dal film omonimo di Pupi Oggiano, il racconto è scritto da Corrado Artale e ha una prefazione del giornalista Gabriele Farina. 



Il 28 settembre invece uscirà Glasgow smile che è una barrique, la terza indagine dell’ispettore di polizia Alessandro Scarlatti scritta da Andrea Castaldi, di cui abbiamo già pubblicato le prime due indagini raccolte insieme per la prima volta nel volume cartaceo Finché morte non vi separi, erano nati come due romanzi separati, autopubblicati sotto forma di ebook dall’autore, li abbiamo rilevati, rivisti completamente e uniti per la prima volta in formato cartaceo. Anche Glasgow Smile era già stato pubblicato da un altro editore piemontese dopo aver vinto nel 2016 il primo premio del festival Giallo Garda nella sezione inediti, questa volta lo abbiamo ripubblicato noi con delle aggiunte, perché l’idea centrale di Buendia Books è che le buone storie non hanno data di scadenza e hanno sempre qualcosa da dire. 




7) Il vostro catalogo è molto vario, come scegliete i titoli da pubblicare? 


La scelta è sempre molto difficile perché comunque se qualcuno scrive è perché sente di dover dire qualcosa, la scrittura merita sempre rispetto, specialmente quando si apre verso l'esterno, ovviamente ci colpiscono in primo luogo la qualità, l'originalità e anche una certa correttezza di partenza e poi, e secondo me questo è irrinunciabile, la scelta è anche un po' di pancia, quindi se qualcosa ci coinvolge in prima persona, speriamo possa coinvolgere anche i nostri lettori. Per me uno degli indizi della qualità di un'opera è se riusciamo a vedercela davanti, se ci sentiamo circondati dai protagonisti di quella storia, se riusciamo a vedere una scena, l’ambiente nel quale lo scrittore vuole calarci, siamo sulla buona strada.



8) Cosa consiglieresti a uno scrittore esordiente? 


Innanzitutto leggere molto, non per imitare uno stile, ma per trovare la propria voce, lo dice anche lo scrittore Massimo Tallone che leggere e poi scrivere ci permette di riempire quei cassetti che abbiamo nella mente, riempirli di parole, di immagini per poi trovare la propria strada.
Poi di non fermarsi ai primi no, e di tener conto che l'opera non è immutabile, se l'editore suggerisce spunti, vi propone di rivedere delle parti è perché l'opera può sempre essere migliorata e questo può essere fatto insieme, l'editore non è il tiranno che impone dei cambiamenti ma può dare dei suggerimenti, può essere una levatrice, aiutarti in un momento di difficoltà ma poi sei tu scrittore a dare la vita.


9) La Buendia Books è una casa editrice non a pagamento 


Assolutamente, Buendia è nata anche con questo intento. Si dice sempre che ci sono più scrittori che lettori, noi cerchiamo di essere molto selettivi, pubblichiamo pochi titoli all’anno, il nostro calendario è completo per tutto il 2020 e la finestra per l'invio manoscritti è ancora chiusa, proprio perché vogliamo garantire ai lettori delle opere di qualità e delle opere che sono state coccolate e viziate al massimo all'interno della casa editrice. Tutto quello che facciamo per i nostri autori è assolutamente sulle nostre spalle, loro non pagano nulla, non sono obbligati a comprare copie, proprio perché ci crediamo, è un atto di responsabilità, è una scommessa che facciamo prima di tutto sulla nostra pelle, Buendia si carica di tutti i costi perché crede in quell'opera, quindi è doppiamente scelta.


Grazie mille a Francesca per averci concesso questa intervista e continuate a seguire insieme a noi la Buendia Books!



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#TiPresentoUnEditore

Ogni anno vengono pubblicati circa 60000 libri, ma il numero dei lettori continua a scendere.

Gli scaffali delle librerie si riempiono ogni giorno di novità che hanno poco tempo a disposizione per emergere e farsi notare.

Ma in questo mondo editoriale, che diventa sempre più veloce e frenetico, esiste anche una piccola editoria di qualità che passa purtroppo quasi sempre in sordina.

Una piccola editoria indipendente, che sceglie con cura e attenzione i testi da pubblicare, che coccola i propri autori.

Una piccola editoria che fa un lavoro splendido e ingiustamente poco conosciuto.

Come lettrice, da sempre mi sono chiesta come poter contribuire a far conoscere queste case editrici virtuose.

Il Salone del Libro, che è l’evento culturale che mi ha vista crescere e che non mi perdo da quando ho iniziato a leggere, è venuto in mio aiuto.

Nel 2002 infatti grazie al Salone è nato il progetto Adotta uno scrittore, uno straordinario modo per mettere in relazione e far incontrare lettori e autori, tanto che in 17 anni di vita sono stati adottati 370 autori da 369 classi, 12 case di reclusione, 1 ospedale, 1 sede universitaria, per un totale di 11251 ragazzi coinvolti.

Un risultato grandioso!

Così, complice una giornata afosa di metà agosto, mi sono chiesta perché non fare la stessa cosa con le case editrici?

È questo lo spunto che mi ha portata alla creazione del progetto #TiPresentoUnEditore

Ho deciso di mettere il mio blog a disposizione della buona editoria, vi presenterò quindi piccole case editrici indipendenti, di alta qualità, rigorosamente non a pagamento.

Vi presenterò chi c'è fisicamente dietro la casa editrice ma anche i testi che hanno scelto di pubblicare, che troverete recensiti su queste pagine, le fiere a cui parteciperanno e le loro idee e progetti futuri.

L'intento è quello di dar vita a un processo virtuoso.

Servirà a qualcosa? 

Sarà una semplice goccia nell'infinito mare editoriale?

Non lo so, so solo che voglio provarci.

E voi? Siete pronti a seguirci?


[RECENSIONE] L'uomo della radura, Cristina Converso

Oggi abbiamo un'esclusiva, ho infatti il piacere di presentarvi in anteprima il libro di Cristina Converso "L'uomo della radura" che troverete in tutte le librerie dal 21 settembre.


L'uomo della radura
Cristina Converso
Buendia Books
80 pp. 4,50 €
Trama

Sandra è una capotreno, ogni giorno osserva pendolari e viaggiatori occasionali, ne immagina le vite. Elisa è una giovane anima affine, e sarà a lei, complice una sosta forzata, che Sandra racconterà una storia di ferocia e natura, di delitti e rimorsi, un segreto celato nel tronco del frassino di Moncenisio.



Le anime gemelle si riconoscono a pelle, ma questo non vale solo in amore.

Sandra è una capotreno, da due anni vede Elisa salire ad Avigliana e scendere a Susa, non le ha mai parlato ma le è bastato uno sguardo per riconoscerla, per accorgersi che nonostante i quasi quarant'anni di differenza, loro due sono uguali, condividono infatti lo stesso dolore: quello di essere orfane.


E così, complice un guasto ferroviario, Sandra si siede accanto a Elisa e comincia a raccontarle la sua storia.


La storia della sua vita a lungo taciuta, quasi una sorta di confessione, uno sfogo catartico che serve a liberarla dal passato ma contemporaneamente anche a dare speranza al futuro, un futuro incarnato proprio dalla ragazza seduta di fronte a lei.

Cristina Converso sa catturare l'attenzione del lettore che si trova, quasi per magia, catapultato accanto a Sandra ed Elisa, ad ascoltare una storia che non può lasciare indifferenti.

"L'uomo della radura" è un romanzo breve ma intenso, sulla natura ma anche sulla natura degli uomini, un romanzo che rapisce e incanta, una fiaba a tratti crudele con un finale che colpisce ma che accende una luce di speranza nel cuore dei lettori.