[RECENSIONE] Screaming Dora, Laura Scaramozzino

Ecco una nuova recensione dedicata ai miei acquisti al Salone del Libro di Torino, oggi vi parlo di "Screaming Dora" di Laura Scaramozzino.


Screaming Dora
Laura Scaramozzino
Watson Edizioni
154 pp. 16,00 €
TRAMA

Dora ha quindici anni e vive in una società futura che non conosce il dolore e l'invecchiamento. L'Apathoxina ha cancellato qualsiasi forma di sofferenza. Grazie al puntophone, un innesto biotecnologico inserito nel polso, gli uomini possono evitare qualunque situazione avversa e controllare le attività dei robot. Il sesso è regolato da programmi di Libero Accoglimento e la morte arriva dopo i cento anni attraverso il Programma di Accompagnamento Meditativo. Un giorno Dora ha un incubo terribile. Il padre la porta in un centro benessere in cui le viene iniettata una dose rafforzativa di Apathoxina. Ma dopo essere tornata nella villa liberty in cui vive inizia ad avere delle visioni e a pensare in modo ossessivo alla madre morta. Sempre più in ansia e incomprensibilmente libera dall'effetto del farmaco, Dora ricorda di aver sognato un misterioso quadro del passato. Un presentimento la porta a collegare la morte della madre all'opera. Decisa a far luce sul mistero chiede aiuto all'unica persona di cui si fida: il compagno di classe Gabriele. Grazie a delle memoproiezioni e a una vecchia favola piena di indizi, Dora e il suo migliore amico partono alla ricerca di verità nascoste...





Un quadro è al centro del romanzo "Screaming Dora" di Laura Scaramozzino che, oltre a esserne l'autrice, in questo caso assume anche le vesti di un'abile pittrice.


Con grande maestria infatti, Laura dipinge sotto ai nostri occhi un mondo distopico dove non esiste la paura, né la tristezza o la vecchiaia, un mondo dove vivere protetti da ogni cosa, che sembra all'apparenza perfetto.


Ma non per Dora, la protagonista di questa storia, che sembra percepire qualcosa, una crepa, una frattura in questa apparente perfezione e che decide di buttarsi a capofitto nella pericolosa ricerca di uno strano quadro.


Un quadro in realtà famosissimo, ma che Dora e gli altri personaggi di questo libro non conoscono a causa della censura imposta.


Laura è brava a tratteggiare i personaggi, le ambientazioni, gli snodi narrativi in cui si muovono i personaggi, a soffermarsi sui particolari e i dettagli che rendono il suo mondo verosimile e riesce a spingere il lettore ad addentrarsi sempre più nella storia, così come avviene davanti a un bel quadro, in cui lo spettatore si avvicina per cogliere meglio le varie pennellate, allo stesso modo il lettore si immerge tra le pagine, seguendo Dora in quella che è poi una ricerca della verità.


Una vita in cui non si prova alcuna emozione, può considerarsi una vera vita?

E in che misura l'arte può incidere sulla nostra vita?

"Screaming Dora" è un romanzo che presenta diversi strati di lettura e di riflessione e per fare questo bisogna essere abili nell'usare il pennello, o meglio la penna e Laura Scaramozzino ci ha dato prova, senza ombra di dubbio, di esserne particolarmente capace.

[RECENSIONE] Il salto del salmone, Roberto Turolla

Oggi vi parlo di un libro molto particolare e che mi ha piacevolmente colpita, sto parlando de "Il salto del salmone" di Roberto Turolla.

Il salto del salmone
Roberto Turolla
Golem Edizioni
153 pp. 15,00 €
TRAMA

Quattro racconti concatenati che, come salmoni, vanno controcorrente. Vanno controcorrente perché ogni racconto è cronologicamente precedente a quello che lo precede e ne svela l'antefatto fino all'ultimo che chiuderà il cerchio rimandandoci così alla visione di circolarità del tempo. Vanno controcorrente perché sono i "politicamente scorretti" in quanto sono presenti personaggi "diversi" che vengono disprezzati o derisi per la loro diversità. Vanno controcorrente perché raccontano episodi drammatici ma riescono a far sorridere, e spesso anche ridere, cosa che oggi non è da poco.


*
Il salto del salmone, di Roberto Turolla, ufficialmente viene presentato come una raccolta di racconti ed effettivamente è di questo che si tratta.

Quattro racconti, autoconclusivi, che possono essere letti indipendentemente l'uno dall'altro ed eventualmente anche nell'ordine che si vuole ma, il lettore che incautamente seguisse un ordine casuale si perderebbe un fil rouge straordinario che rende questo libro tanto particolare e unico nel suo genere.

I salmoni nuotano controcorrente e il titolo che Roberto ha scelto indica proprio la particolare struttura di questo romanzo.

Sì, lo chiamo romanzo perché secondo me di questo si tratta.

Un romanzo che si dipana al contrario, in modo affascinante, come una rete da pesca che una volta gettata in mare viene trascinata a riva, così ci troviamo davanti a storie che una dopo l'altra ci spiegano meglio gli eventi, per poi chiudere definitivamente il cerchio.

Roberto è stato particolarmente abile nel giocare con i suoi personaggi, tanto che sembrano vivi e si muovono con disinvoltura da una storia all'altra, facendo capolino e sorprendendo il lettore, che aggiunge così un ulteriore pezzo a questo vero e proprio puzzle che segue le voci dei quattro protagonisti: Nick, Virginia, Denzel, Brian.

Non si tratta di storie consolatorie, né politicamente corrette, ma di storie che senza dubbio colpiscono il lettore nel profondo.

Ringrazio Roberto per avermi inviato il suo libro.

Film sulla scrittura: Morto tra una settimana (o ti ridiamo i soldi)

Ritorna la nostra rubrica dedicata ai film con protagonisti scrittori o ambientati nel mondo della scrittura, oggi parliamo di: "Morto tra una settimana (o ti ridiamo i soldi).


SCHEDA FILM:

REGIA: Tom Edmunds
ATTORI: Aneurin Barnard, Tom Wilkinson, Marion Bailey, Christopher Eccleston, Velibor Topic, Gethin Anthony, Freya Mavor, Nigel Lindsay
PAESE: Gran Bretagna
DURATA: 90 Min
ANNO: 2017

TRAMA

William (Aneurin Barnard) è un giovane scrittore profondamente insoddisfatto della sua vita che, dopo aver tentato più volte di suicidarsi, decide di ingaggiare Leslie (Tom Wilkinson), killer professionista prossimo alla pensione, per porre fine ai propri tormenti. Con un contratto firmato, William attende di morire entro una settimana ma la sua vita prende improvvisamente una piega inaspettata: trova un editore, si fidanza con la ragazza dei suoi sogni, e di conseguenza non ha più voglia di morire. Ma per Leslie il contratto non è più rescindibile. Quindi William ha una settimana per sfuggire al killer che lui stesso ha pagato.



COSA NE PENSO...

L'incubo di ogni scrittore è che nessuno reputi il tuo manoscritto degno di essere pubblicato.
William, depresso, decide così di farla finita e di suicidarsi ma, per una serie di buffe circostanze i suoi tentativi non vanno mai a buon fine, sino a quando non incontra Leslie, uno strano sicario che si offre di ucciderlo in cambio di soldi e accetta.
L'accordo prevede che Leslie lo ucciderà entro sette giorni ma... proprio quando ormai ha deciso di farla finita trova un editore interessato a pubblicare il suo romanzo ma Leslie non vuole assolutamente annullare il contratto.
Una simpatica black comedy, con un bravissimo Tom Wilkinson, da vedere, sopratutto se si è alla disperata ricerca di un editore.


Ehi, alla fine ti ammazzerai sul serio?
È probabile.
Grande! Così a quel punto facciamo uscire l'edizione tascabile.

[RECENSIONE] È stato Baudelaire, Francesca Gerbi

Ecco una nuova recensione dedicata ai miei acquisti al Salone del Libro di Torino, oggi vi parlo di "È stato Baudelaire" di Francesca Gerbi edito da Buendia Books.

È stato Baudeliare
Francesca Gerbi
Buendia Books
120 pp. 12,50 €

TRAMA

Il maresciallo Antonio Rodda, burbero, single incallito, tanto abile nelle indagini quanto poco incline a elargire informazioni alla stampa, e Fulvia Grimaldi, giornalista caparbia e intraprendente, sono stati segnati da una comune tragedia: il brutale assassinio della quattordicenne Marina nel 1992, migliore amica di Fulvia e unica macchia nella carriera di Rodda. Una ferita mai rimarginata, un mistero irrisolto in un angolo apparentemente tranquillo della provincia Granda, un omicidio senza spiegazioni né colpevole. Un incubo che li perseguita ancora, oggi più che mai: Baudelaire - questa la firma dell'assassino - è tornato, con i suoi messaggi in versi e il suo carico di ricordi e segreti. Toccherà ai due protagonisti tornare a quegli anni terribili, ricostruire vicende, volti e storie, spalancare porte sigillate e abissi oscuri e profondi. Perché nulla è come sembra: l'aguzzino sa assumere forme insospettabili, e il male di vivere si annida in luoghi inattesi, tra amene colline, paesi senza tempo e animi quieti come acqua.




Il brutale omicidio di una giovane ragazza, i versi del poeta maledetto per eccellenza e un assassino che sembra riemergere dal passato, sono questi gli ingredienti esplosivi di "È stato Baudelaire" di Francesca Gerbi.

L'autrice, con abile maestria, ci conduce nel cuore di un piccolo paese di provincia, uno di quei tipici paesini dove tutti si conoscono, sanno tutto di tutti e paradossalmente proprio per questo è più difficile che i segreti vengano a galla.
E un omicidio non è certo qualcosa che possa lasciare indifferenti, specialmente se la vittima è una ragazzina di quattordici anni.

Ma gli anni scorrono e l'omicidio rimane insoluto fino a quando a Fulvia, migliore amica della vittima, oggi giornalista, non arriva una strana lettera contenente il ciondolo scomparso dell'amica e dei versi di Baudelaire.

Ecco che il caso si riapre, grazie anche al maresciallo Antonio Rodda, che non ha mai dimenticato Marina e il suo brutale omicidio.

Francesca ci conduce alla risoluzione di questo mistero tramite interrogatori, flashback e sconvolgenti rivelazioni.

È stato Baudelaire è un noir cupo, che ci pone davanti al lato più malvagio e malato dell'umanità, senza sconti ma senza nemmeno scendere mai in dettagli morbosi e questo è senza dubbio un grande pregio, insieme alle ottime descrizioni, pennellate che fanno sembrare al lettore di trovarsi fisicamente all'interno della storia.

Un plauso infine alle illustrazioni di Haider Bucar, veramente belle e a tema, che arricchiscono il romanzo.

[RECENSIONE] "Admira e Bosko. Sarajevo 1993" Miriam Tahri, Andrea Roccioletti

Continuano le recensioni dedicate ai miei acquisti al Salone del Libro di Torino, acquisti che si stanno rivelando particolarmente soddisfacenti, oggi vi parlo di "Admira e Bosko. Sarajevo 1993" di Miriam Tahri e Andrea Roccioletti edito da Autori Riunti.

Admira e Bosko. Sarajevo 1993
Miriam Tahri, Andrea Roccioletti
Autori Riuniti
54 pp. 6,00 €


TRAMA

Due ragazzi, lei musulmana e lui cristiano, tengono vivo il loro amore in una Sarajevo sotto assedio. Una narrazione a quattro mani, una scrittura veloce ma densa: una Giulietta e un Romeo contemporanei, e l'eterno conflitto tra odio e amore, in una storia vera del nostro recente passato che riverbera ancora oggi sul nostro tempo presente.





Esce oggi in tutte le librerie "Admira e Bosko. Sarajevo 1993" che io ho avuto il piacere di acquistare in anteprima al Salone.

Raccontare una storia, partendo da fatti veri, non è semplice come sembra, soprattutto se ha per oggetto la drammatica vicenda di due ragazzi.
Admira e Bosko infatti sono realmente esistiti, il giornalista Kurt Erich Schork fu il primo a raccontare la loro storia e a definirli il Romeo e la Giulietta di Sarajevo.

Lei musulmana, lui cristiano, in questo romanzo breve ma intenso seguiamo la loro storia, sullo sfondo di una Sarajevo sotto assedio.

Le voci di Miriam Tahri e Andrea Roccioletti si amalgamano bene, fondendosi in una sola, riuscendo così a tenerci incollati alle pagine in balia dei sentimenti che gli stessi protagonisti provano: l'amore, la speranza, il dolore, la paura e ancora l'amore, quello vero, che dura per sempre, fino all'ultimo respiro.

"Admira e Bosko. Sarajevo 1993" inaugura, insieme a "Lo stato dell'arte" di Demetrio Paolin, la collana I Bugiardini: per salvare da cassetti testi di esordienti e di autori di acclamata fama, scritti solitamente incompatibili con i formati editoriali standard: tra le 40 e le 60 pagine, una forma letteraria audace e che raramente trova una sua collocazione.

[RECENSIONE] La candidata perfetta, Greer Hendricks, Sarah Pekkanen

Oggi vi parlo della mia ultima lettura "La candidata perfetta" di Greer Hendricks e Sarah Pekkanen


La candidata perfetta
Greer Hendricks, Sarah Pekkanen
Piemme
420pp. 19,90
TRAMA

Eminente psichiatra di New York cerca donne tra i 18 e i 32 anni per uno studio su etica e morale. Compenso generoso. Anonimato garantito. Una sola richiesta: sincerità assoluta. Quando Jessica Farris, make-up artist squattrinata, accetta di partecipare a uno studio condotto da un certo dr. Shields, misterioso psichiatra della New York University, non sa bene cosa immaginarsi. Ma in fondo a lei interessa più che altro il compenso "generoso", e forse il brivido della novità: la sua vita è fatta di corse su e giù per Manhattan a truccare studentesse per le loro notti pazze, di tranquille serate in compagnia del suo cane e poco altro. Eppure, nel momento in cui mette piede nell'aula 214 - una stanza asettica con soltanto un computer accesso, su cui lampeggia un: Benvenuta, Soggetto 52 - qualcosa le dice che forse è stata troppo avventata. Sincerità assoluta: ne sarà capace? Ti senti in colpa se dici una bugia? Hai mai fatto molto male a qualcuno a cui tieni? Spieresti i messaggi del tuo partner? Pian piano, le domande del fantomatico dr. Shields si fanno più incalzanti, più personali, più pericolose. È come se avesse capito tutto di Jess: quello che pensa, quello che nasconde. E quando le chiederà di passare dall'aula 214 al mondo reale, per lei sarà già troppo tardi per sottrarsi al gioco. Perché Jessica Farris è la candidata perfetta per quello che il dr. Shields ha in mente. Almeno finché, ormai prigioniera di una sottile rete di lusinghe, dipendenza, e ossessione, Jess non scoprirà che la stessa sorte è toccata a qualcun'altra prima di lei...


Prima di parlarvi di questo libro voglio confessarvi un mio segreto.

Amo i gialli e i thriller.

Ok, questo non è un segreto.

Ho sviluppato però una vera e propria dipendenza per quei thriller televisivi che trasmettono solitamente in estate, quei film che una volta andavano in onda su rai due con il titolo "Nel segno del giallo".

Queste cose qua, per intenderci.


Si tratta di film pensati unicamente per la televisione, sono brevi, generalmente sotto l'ora e mezza, e sono dei thriller/gialli molto molto soft.

Sono film che se ti allontani un momento per andare in bagno o ti metti nel frattempo a fare altro, non perdi di certo indizi rilevanti.

(Provate a fare la stessa cosa con "Memento", ad esempio!).

Questo non significa che non li trovi piacevoli, anzi! Ma già dall'inizio sai che c'è uno psicopatico o psicopatica che vuole uccidere qualcuno per un suo oscuro segreto e già dopo i primi minuti hai capito chi morirà e in che cosa consiste questo oscuro segreto.


La candidata perfetta è il corrispettivo letterario di questo genere di film.

E fin qui non ci sarebbe nulla di male.
Leggere vuol dire anche staccare la spina, i libri non devono essere solo impegnati, anzi! 
Ma qui ci sono troppi ma.

In queste storie al lettore viene richiesto un alto grado di sospensione dell'incredulità, ma qui si parte con basi troppo flebili per farle accettare come se niente fosse.


La protagonista riesce a intrufolarsi tra i candidati per uno studio psicologico su etica e morale e già dalle prime domande che le vengono poste appare subito tanto, troppo scossa, senza per altro che ci sia ancora un valido motivo.


Racconta della sua vita sessuale senza che le venga esplicitamente richiesto: se ti chiedono "Descriva una circostanza della sua vita in cui è stata disonesta" e tu stai partecipando allo studio per amore dei soldi e non della scienza e soprattutto hai un'oscuro segreto, non ti metti a raccontare i fatti tuoi.
Tra l'altro non capisco perché rimanga sconvolta quando scopre che il dottore è in realtà una dottoressa e si imbarazza al pensiero di averle raccontato dei particolari intimi della sua vita, se fosse stato un uomo invece non ci sarebbero stati problemi? Viva la professionalità.

Il suo segreto è intuibile già dalle prime pagine (e la sua rivelazione non desta sorpresa nemmeno quando lo confessa, per la serie: lo sapevano già tutti) e, come già detto, non sarebbe nemmeno un gran problema ma, mentre in uno di questi film in un'ora e poco più è tutto finito, qui la storia viene trascinata troppo a lungo per non cadere nella monotonia e i tentativi di spiazzare ripetutamente il lettore sono inutili e francamente fastidiosi.


Il vero problema de La candidata perfetta è proprio questo: la storia si trascina stancamente troppo a lungo per rientrare nella categoria dei thriller prevedibili ma godibili.


Non è un brutto libro ma di sicuro non è un thriller mozzafiato.

Se siete interessati a questo genere vi consiglio "La fidanzata perfetta" di Karen Hamilton oppure "Che cosa hai fatto?" di  Lucy Dawson, decisamente migliori.