Film sulla scrittura: Una bugia di troppo

Ritorna la nostra rubrica dedicata ai film con protagonisti scrittori o ambientati nel mondo della scrittura, oggi parliamo di "Una bugia di troppo".



SCHEDA FILM

REGIA:  Brian Robbins
ATTORI: Con Cliff Curtis, Eddie Murphy, Allison Janney, Kerry Washington, Clark Duke, Ariel Winter.
PAESE: USA
DURATA: 91Min
ANNO: 2012

TRAMA

Un agente letterario imbroglione e logorroico finisce vittima di un sortilegio legato ad un albero magico: ad ogni parola usata cadrà una foglia e la sua vita si accorcerà. E l'albero ha solo mille foglie.


COSA NE PENSO...

Jack McCall è un agente letterario spietato, farebbe qualsiasi cosa per riuscire a piazzare un libro di successo, per lui le parole sono solo un mezzo, le usa per compiacere, lusingare, convincere, ma non ne conosce il vero valore.

Fino a quando non si imbatte in Sinja, il guru del momento, la pubblicazione del suo libro frutterebbe un sacco di soldi e lui ovviamente riesce a convincerlo a firmare il contratto per la sua agenzia ma in cambio riceve in dono uno strano albero.

A Thousand Words è il titolo originale di questo film e 1000 sono proprio le foglie che quell'albero possiede, ogni volta che Jack pronuncia una parola una foglia cade e quando l'albero sarà completamente spoglio lui morirà.

Sebbene venga presentato come un film comico e la presenza di Eddie Murphy avvalori ancora di più questa ipotesi, Una bugia di troppo è un film profondo e a tratti commovente.

Quanto valgono le parole che pronunciamo ogni giorno?

Che valore gli attribuiamo?

Un film che vi consiglio perché il compito di ogni bravo scrittore è proprio quello di saper sceglie le parole più accurate per la propria storia.


L'ha letto, vero?
Assolutamente no, perché avrei dovuto? Sta a sentire, tutti i libri migliori contengono quanto serve nelle prime cinque pagine e nelle ultime cinque. 
Ecco: donna incontra uomo, incinta, guerra, sola, guerra finita, bambino cresciuto, uomo nuovo, felici e contenti.
Best seller.

Scrivere Festival 2019

Volete avere la possibilità di parlare del vostro romanzo direttamente con editor e agenti letterari?

L'occasione giusta è lo Scrivere Festival, un festival dedicato agli scrittori esordienti.



Il 15 e il 16 giugno, a Macerata, avrete infatti la possibilità di partecipare a speed date con i nomi più importanti dell'editoria italiana, come: Giunti, Garzanti, Mondadori, Rizzoli, Marsilio e molti altri e con agenti quotati tra cui Rita Vivian e Laura Ceccacci.

Per tutte le informazioni vi rimando al sito. 

[RECENSIONE] Non mi toccare, Massimo Tallone

Cominciamo con le recensioni dedicate ai libri acquistati al Salone del Libro di Torino.

Oggi vi parlo di "Non mi toccare" di Massimo Tallone.

Non mi toccare
Massimo Tallone
Edizioni del Capricorno
316 pp. 12,00 €
TRAMA

Susanna vive alle Faer Øer e fa la traduttrice. È affetta da aptofobia, la paura di essere toccati. La sua è una storia terribile. Sei anni prima, a Torino, i suoi colleghi di lavoro Linda e Ivan vengono massacrati a colpi di pistola. E proprio Susanna, uscita poco prima per una commissione casuale, trova i loro cadaveri rientrando in ufficio. «La strage di via Catania»: qualcuno la ricorderà, perché così si affrettarono a battezzarla giornali e televisioni. Le cause del doppio omicidio restano oscure, ma una cosa appare subito evidente: l'assassino vuole (deve?) finire il lavoro. E Susanna scappa: lascia Torino e si nasconde in Sardegna, poi in Islanda, infine alle isole Faer Øer. Lì, in una casa a picco sulla scogliera, perduta tra l'infinita gamma di grigi del cielo nordico e la perpetua, gelida mobilità dell'oceano, racconta la sua storia a un testimone, un torinese incontrato a Reykyavík (per caso? esiste il caso?). Sarà proprio lui, che di mestiere scrive romanzi noir, a raccontarci la storia che abbiamo fra le mani. Nella quale, però, finisce per rimanere invischiato - ma potrebbe succedere anche a te, che stai leggendo questo risvolto di copertina. Perché le sorprese non sono finite. In un mattino battuto dalla pioggia e dal vento artico, Susanna vede una figura vestita di scuro che passeggia sul bordo della falesia. La riconosce. Va in scena un nuovo incubo. L'ultimo?




Susanna è affetta da una fobia che è per lei una maledizione ma in alcuni momenti anche una fonte di salvezza, ha paura di essere toccata, in termini medici è aptofobica.

Massimo è uno scrittore in vacanza in Islanda, alla ricerca di nuovi scenari per i suoi libri.

I due si incontrano per caso a Reykjavík e Susanna decide di invitare Massimo alle Fær Øer, dove si è da tempo rifugiata, per raccontargli la sua storia e lui a sua volta la racconta a noi, come in un gioco di scatole cinesi, avvalendosi della sua consueta abile maestria.
Sì, perché il pregio di Tallone è proprio la capacità di far immergere il lettore completamente all'interno della storia.

Bastano poche righe per calarsi nei panni di Susanna, per condividere le sue paure, la sua fuga in angoli del mondo sempre più lontani e poco abitati, per scappare da una brutta storia, un caso di omicidio che l'ha sconvolta e che l'ha condannata a diventare la prossima vittima, perché ormai sa troppo, ha visto troppo.

E così anche noi ci ritroviamo in quella stessa stanza con Susanna e Massimo, e ascoltiamo e sussultiamo, pagina dopo pagina, alla ricerca di risposte.

Non mi toccare è una storia coinvolgente, assolutamente da leggere tutta d'un fiato.

#SalTo19: NORA Book & Coffee e Officina della Scrittura

Il Salone del Libro di Torino è quel posto dove si possono incontrare case editrici e scrittori amati, ma anche dove è possibile conoscere posti nuovi e fare delle piacevoli scoperte.

A me è successo proprio così con: NORA Book & Coffee e con l'Officina della Scrittura.

NORA Book & Coffee

Libreria? Caffetteria?
NORA Book & Coffee è questo e molto altro.
È infatti una libreria specializzata in tematiche di genere, femminismi e cultura lgbt.

Al Salone del Libro erano ospiti presso lo stand di Jona editore.

I titoli e le tematiche dei libri esposti hanno catturato subito la mia attenzione e così ho conosciuto Denise, con cui ho scoperto di condividere lo stesso percorso di studi.

È stata una bellissima chiacchierata, Denise mi ha illustrato gli eventi e le attività del loro locale, mi ha parlato delle difficoltà ma anche delle gioie che nascono dal trattare tematiche così importanti in questo preciso momento storico.

Mi ha consigliato il saggio "Antropologia di genere" di Giovanna Campani e devo dire che è stato di sicuro un'ottimo acquisto.



È stato davvero bello confrontarsi con lei e non vedo l'ora di andare a trovarla.

NORA si trova nel centro storico di Torino, in via delle Orfane 24/D.

Qui trovate la loro pagina Facebook.


L'altra scoperta è stata invece...

Officina della Scrittura

Girovagando infatti tra i vari stand mi sono imbattuta in questo.



Sapete che a Torino esiste il primo museo al mondo dedicato al Segno?

Oltre 2.500 metri quadri suddivisi in aree ben distinte, ma tra loro profondamente interconnesse: dal racconto delle origini del segno, alla prima macchina da scrivere Remington; dal viaggio all’interno della scrittura alla sezione dedicata alla storia delle penne stilografiche, dove è possibile apprezzare una selezione delle 13 penne iconiche del XX secolo, come la Waterman’s 22 del 1896 e la Hastil Aurora disegnata da Marco Zanuso nel 1970 ed esposta al MoMA di New York.

Insomma, il sogno di ogni scrittore!

Ho avuto il piacere di parlare con la Direttrice di Officina della Scrittura, che mi ha raccontato del museo e dei loro progetti, facendomi venire una gran voglia di andare presto a visitarlo.

Se anche voi siete interessati, potete trovare qui maggiori dettagli.

#SalTo19: Safarà Editore e ABEditore

Nuovo appuntamento dedicato al Salone del Libro di Torino.

Oggi vi parlo di due case editrici che hanno un posto speciale nel mio cuore di lettrice, due case editrici che sono diventate una tappa fissa del mio Salone: Safarà Editore e ABEditore.


Safarà Editore




Ho conosciuto Safarà Editore con il loro "Ragazze che scompaiono" ma sono riusciti a conquistarsi un posto nel mio cuore al Salone dello scorso anno.
Ho avuto infatti il piacere di chiacchierare con Cristina che mi ha illustrato con passione il loro catalogo e tra i vari titoli mi ha consigliato "Onnazaka"  che si è rivelato una scelta perfetta.

Quest'anno sono andata a colpo sicuro al loro stand, avendo in realtà già un'idea di che cosa acquistare ma sono stata, una volta ancora di più, piacevolmente colpita da come Cristina mi ha raccontato il libro che avevo scelto: "Vita e avventure di Jack Engle" (di cui vi parlerò prossimamente).



Si percepisce infatti dalle sue parole l'amore per i libri che decidono di pubblicare e la passione che infondono nel loro lavoro, un libro non vale l'altro, ma viene scelto accuratamente prima di darlo alle stampe.

È veramente una realtà editoriale che mi piace molto e che apprezzo. Ecco, quando penso a come debba essere una casa editrice indipendente è il loro nome che mi viene in mente.

Il loro marchio distintivo è dato dal taglio obliquo dei libri, che indica la volontà di pubblicare libri trasversali, imprevedibili.




Cinque le loro collane:


  • Narrativa: principalmente orientata verso autori contemporanei europei e americani, con particolare attenzione per le opere in lingua inglese.
  • Animalia:  dedicata all'approfondimento dell’interazione tra animali umani e animali non-umani, nelle sue forme difettive come in quelle più virtuose.
  • Graphic Novel
  • Giovani Adulti
  • La mano che pensa: nasce dalla volontà di esplorare un territorio della conoscenza in cui l’architettura e il design possano confrontarsi con il vasto orizzonte aperto dalle neuroscienze.

Qui trovate il loro sito





ABEditore


Riuscite a passare davanti alla vetrina di una pasticceria senza farvi tentare?
Dilettanti!
Provate a passare davanti allo stand della ABEditore senza acquistare nulla, questa sì che è una vera prova di coraggio.




Ogni anno, quando passo dal loro stand, non riesco a resistere e mi faccio piacevolmente tentare.

Quest'anno, quando mi è stato chiesto se potevano aiutarmi a scegliere, ho esordito con "il vero problema è scegliere cosa non comprare", sì perché la voglia di acquistare l'intero catalogo a occhi chiusi è veramente tanta.

Il loro punto di forza è una grafica accattivante accompagnata da idee davvero molto originali, come questa bellissima shopper.




All'interno del loro catalogo si può trovare di tutto, per tutti i gusti: 

  • Piccoli mondi: opere poco conosciute di autori classici con una grafica curata e accattivante
  • Narrativa: raccoglie sia le opere di scrittori emergenti che quelle di autori già affermati
  • Saggistica: dedicata a temi di attualità, cronaca, filosofia
  • Bottega musicale: dedicata agli appassionati di musica e ai professionisti
  • Arte x te: collana di didattica pensata per i bambini della scuola primaria


Qui trovate il loro sito


#SalTo19: Buendia Books e Autori Riuniti

Eccoci a un nuovo appuntamento dedicato al Salone del Libro di Torino.

Oggi gioco in casa e vi voglio parlare di due case editrici torinesi, rigorosamente indipendenti e ovviamente non a pagamento, che ho ritrovato con piacere al Salone.

Sto parlando della Buendia Books e di Autori Riuniti.


Buendia Books




Se siete appassionati di Gabriel García Márquez, vi sarete subito resi conto che il nome di questa casa editrice è proprio un omaggio a un suo personaggio: il colonnello Aureliano di Cent'anni di solitudine.

Il loro marchio è una farfalla gialla perché è il primo insetto che si mostra non appena il gelo e le giornate si allungano.

Sono una casa editrice radicata sul territorio piemontese e lo si capisce anche dalla scelta del nome originale delle loro collane: cri cri, vermouth e plin per indicare i macrotemi, novelli e moscati per distinguere gli inediti dai classici.




Pubblicano sia storie molto brevi: le fiaschette (qui trovate la recensione de "L'odore) sia romanzi: le barrique (prossimamente troverete la recensione de "È stato Baudelaire" acquistato a questo Salone).

Al Salone ho avuto il piacere di ricevere in omaggio un tè letterario, che contiene un'anticipazione sul loro prossimo titolo: "L'uomo della radura" di Cristina Converso, da settembre in libreria.



Tumulto editoriale, sperimentazione, colore e voglia di qualità e leggerezza sono il loro marchio distintivo.

Qui il loro sito


Autori Riuniti







È la prima (e unica!) casa editrice gestita interamente da autori.

Si presentano con un manifesto in 10 punti, che pubblico qui in forma ridotta, ma che potete trovare sul loro sito e al fondo dei loro libri:


  1. Una casa per gli autori, una casa degli autori
  2. Pubblicare è come fare l’amore: è commovente solo se è gratis.
  3. Un libro che piace a tutti è solo ovvietà in formato tascabile
  4. Siamo una coppia aperta
  5. Si vive per scrivere, certo, ma nessuno vieta che si possa anche scrivere per vivere
  6. Questa è casa tua
  7. Tutto il resto è noia
  8. C’è una vita da vivere
  9. Tocca anche al lettore
  10. Non abbiamo idea di come andrà finire

Anche le loro collane hanno nomi molto originali: 

  • I nasi Lunghi: per i romanzi
  • Le gambe corte: per racconti e scritture brevi
Al Salone hanno presentato in anteprima una nuova collana:

  • I Bugiardini: per salvare da cassetti testi di esordienti e di autori di acclamata fama, scritti solitamente incompatibili con i formati editoriali standard: tra le 40 e le 60 pagine, una forma letteraria audace e che raramente trova una sua collocazione.
Inaugurano la collana: "Admira e Bosko - Sarajevo 1993" di Miriam Tahri e Andrea Roccioletti (che ho acquistato e di cui vi parlerò prossimamente) e "Lo stato dell'arte" di Demetrio Paolin.




Un tratto distintivo che caratterizza i loro libri è la numerazione delle pagine in ordine... decrescente, così potete sapere sempre quante pagine vi restano prima della parole fine, un'idea, secondo me, davvero originale.

Qui trovate il loro sito.

#SalTo19: Acquisti scrittevoli

Eccoci al nostro secondo appuntamento dedicato al Salone del Libro di Torino.

Oggi vi parlerò dei miei acquisti scrittevoli (in rigoroso ordine di acquisto):




"È stato Baudelaire", Francesca Gerbi, Buendia Books



Trama: Il maresciallo Antonio Rodda, burbero, single incallito, tanto abile nelle indagini quanto poco incline a elargire informazioni alla stampa, e Fulvia Grimaldi, giornalista caparbia e intraprendente, sono stati segnati da una comune tragedia: il brutale assassinio della quattordicenne Marina nel 1992, migliore amica di Fulvia e unica macchia nella carriera di Rodda. Una ferita mai rimarginata, un mistero irrisolto in un angolo apparentemente tranquillo della provincia Granda, un omicidio senza spiegazioni né colpevole. Un incubo che li perseguita ancora, oggi più che mai: Baudelaire – questa la firma dell’assassino – è tornato, con i suoi messaggi in versi e il suo carico di ricordi e segreti. Toccherà ai due protagonisti tornare a quegli anni terribili, ricostruire vicende, volti e storie, spalancare porte sigillate e abissi oscuri e profondi. Perché nulla è come sembra: l’aguzzino sa assumere forme insospettabili, e il male di vivere si annida in luoghi inattesi, tra amene colline, paesi senza tempo e animi quieti come acqua.

"Admira e Bosko. Sarajevo 1993", Miriam Tahri, Andrea Roccioletti, Autori Riuniti



Trama: Due ragazzi, lei musulmana e lui cristiano, tengono vivo il loro amore in una Sarajevo sotto assedio. Una narrazione a quattro mani, una scrittura veloce ma densa: una Giulietta e un Romeo contemporanei, e l'eterno conflitto tra odio e amore, in una storia vera del nostre recente passato che riverbera ancora oggi sul nostro tempo presente.ù

"Screaming Dora", Laura Scaramozzino, Watson Edizioni




Trama: Dora ha quindici anni e vive in una società futura che non conosce il dolore e l’invecchiamento. L’Apathoxina ha cancellato qualsiasi forma di sofferenza. Grazie al puntophone, un innesto biotecnologico inserito nel polso, gli uomini possono evitare qualunque situazione avversa e controllare le attività dei robot. Il sesso è regolato da programmi di Libero Accoglimento, mentre la morte arriva dopo i cento anni attraverso il Programma di Accompagnamento Meditativo.
Un giorno Dora ha un incubo terribile, evento insolito nel suo tempo.
Il padre la porta in un centro benessere in cui le viene iniettata una dose rafforzativa di Apathoxina. Ma dopo essere tornata nella villa liberty in cui vive con il genitore, uno storico dell’arte, inizia ad avere delle visioni e a pensare in modo ossessivo alla madre morta.
Sempre più in ansia e incomprensibilmente libera dall’effetto del farmaco, Dora ricorda di aver sognato un misterioso quadro del passato.
Un presentimento la porta a collegare la morte della madre all’opera. Decisa a far luce sul mistero chiede aiuto all’unica persona di cui si fida: il compagno di classe Gabriele.
Grazie a delle memoproiezioni e a una vecchia favola piena di indizi, Dora e il suo migliore amico partono alla ricerca di verità nascoste e inconfessabili.

"Vita e avventure di Jack Engle", Walt Whitman, Safarà Editore




Trama: Caro lettore, incontrerai il protagonista di questa tumultuosa vicenda in una New York fumosa traboccante di virtù e furfanteria, di santi e canaglie. Jack Engle, orfano nella grande città, conoscerà bottegai magnanimi, perfidi avvocati, ballerine seducenti, loschi affaristi e quacchere dal cuore d’oro. Nel corso delle sue avventure, un omicidio verrà scoperto, un’eredità verrà rubata e un piano sarà attuato per rimettere tutto a posto. Sono questi gli elementi del romanzo perduto di Walt Whitman, riscoperto dopo centosessantacinque anni da un ricercatore dell’Università di Houston: un mirabile thriller ottocentesco, per chi ha amato i romanzi di Charles Dickens e Wilkie Collins.

"Non mi toccare", Massimo Tallone, Edizioni del Capricorno



Trama: Susanna vive alle Faer Øer e fa la traduttrice. È affetta da aptofobia, la paura di essere toccati. La sua è una storia terribile. Sei anni prima, a Torino, i suoi colleghi di lavoro Linda e Ivan vengono massacrati a colpi di pistola. E proprio Susanna, uscita poco prima per una commissione casuale, trova i loro cadaveri rientrando in ufficio. «La strage di via Catania»: qualcuno la ricorderà, perché così si affrettarono a battezzarla giornali e televisioni. Le cause del doppio omicidio restano oscure, ma una cosa appare subito evidente: l'assassino vuole (deve?) finire il lavoro. E Susanna scappa: lascia Torino e si nasconde in Sardegna, poi in Islanda, infine alle isole Faer Øer. Lì, in una casa a picco sulla scogliera, perduta tra l'infinita gamma di grigi del cielo nordico e la perpetua, gelida mobilità dell'oceano, racconta la sua storia a un testimone, un torinese incontrato a Reykyavík (per caso? esiste il caso?). Sarà proprio lui, che di mestiere scrive romanzi noir, a raccontarci la storia che abbiamo fra le mani. Nella quale, però, finisce per rimanere invischiato - ma potrebbe succedere anche a te, che stai leggendo questo risvolto di copertina. Perché le sorprese non sono finite. In un mattino battuto dalla pioggia e dal vento artico, Susanna vede una figura vestita di scuro che passeggia sul bordo della falesia. La riconosce. Va in scena un nuovo incubo. L'ultimo?

"Antropologia di genere", Giovanna Campani, Rosenberg & Sellier
(Acquistato allo Stand di Nora Book & Coffee, di cui vi parlerò nei prossimi giorni)




Trama: Un manuale snello e al tempo stesso rigoroso che ripercorre la storia di una disciplina che non ha ancora trovato adeguato spazio nelle università italiane ma si sta oggi conquistando una ribalta grazie all'interesse suscitato dagli studi sul concetto di genere. Il testo ricostruisce nascita e definizione scientifica dell'antropologia, in particolare dell'antropologia culturale e sociale, e il suo sviluppo contrassegnato da una crescente attenzione alle donne, ai ruoli femminili e maschili e alle relazioni tra i sessi, per opera sia di singoli studiosi che delle varie scuole antropologiche in diversi contesti sociali, politici e culturali, con un'attenzione particolare alle controversie contemporanee su antropologia femminista, di genere, queer. "Il genere non è un'ideologia, ma un concetto analitico, fondato su una solida ricerca scientifica, che si è sviluppato all'interno di una disciplina l'antropologia - nata per comprendere l'uomo nella sua totalità e complessità". 

"Piccola guida tascabile ai mestieri sconsigliabili in letteratura", ABEditore



Trama: Quante volte abbiamo desiderato sottrarci alla routine quotidiana dello spegnere la sveglia, chiedere pietà alle stelle mentre si torna ad avere un aspetto pseudo umano tramite dosi massicce di caffè endovena, pregare in aramaico che il treno/bus/tram non sia in ritardo, arrivare a lavoro e venire inghiottiti da un turbinio di fogli, moduli e telefonate? Bene, eppure c'è chi farebbe volentieri a cambio. Perché abbandonare l'oasi felice del piumone pare ben poca cosa rispetto all'entrare in competizione con il Diavolo per una parte a teatro o lavorare nell'attesa di un disastro preannunciato da bizzarre e incomprensibili visioni. Se siete incerti sulla carriera da intraprendere nel vostro futuro, questa "Piccola guida" saprà indirizzarvi a dovere verso le i professioni che richiedono stomaco; spina dorsale e una buona dose di nervi saldi. Insomma, sì, lavori da affrontare a proprio rischio e pericolo, sempre tenendo a mente che ciò che conta, alla fine, è amare quello che si fa. Contiene: Il segnalatore, Charles Dickens; Poseidone, Franz Kafka; Due attori per una parte, Théophile Gautier; Spettatore di un'impiccagione, Ambrose Bierce; Il guardiano del louvre, Arthur Conan Doyle; Due indovini, Auguste de Villiers de l'Isle-Adam; Il giudice Hharbottle, Joseph Sheridan Le Fanu; L'ammalato e il pompiere, Robert Louis Stevenson.

"Discorso di un albero sulla fragilità degli uomini", Olivier Bleys, Edizioni Clichy




Trama: Alla periferia di Shenyang, città industriale della Cina nord orientale, la famiglia Zhang vive miseramente in mezzo a fabbriche abbandonate. Eppure, Wei e i suoi possiedono un tesoro: l'ultimo albero della lacca sopravvissuto in città. Il loro sogno: diventare proprietari della loro piccola casa, in modo da onorare una promessa fatta ai parenti, sepolti sotto il famoso albero. Questo sogno sta per realizzarsi quando un grande progetto di estrazione minaccia improvvisamente la famiglia di espulsione. Tra l'umile famiglia di Wei e i rappresentanti del capitalismo cinese si ingaggerà allora una dura lotta. Prendendo come sfondo le trasformazioni violente della Cina contemporanea, "Discorso di un albero sulla fragilità degli uomin"i rivisita l'impari lotta tra Davide e Golia. Bella e profonda meditazione sui legami che uniscono l'uomo e la natura, questo romanzo è un racconto reale che non lascerà indifferenti.

Come potete notare ho scelto libri che spaziano molto, sia come genere che come tematiche, continuate a seguirci per leggere le recensioni che verranno pubblicate nei prossimi mesi e... non perdete l'appuntamento di domani, dedicato a due case editrici indipendenti torinesi, conosciute al Salone.

Salone Internazionale del Libro di Torino 2019

Per me maggio vuol dire una sola cosa: Salone del libro di Torino.

Una full immersion in mezzo a bei libri, una cinque giorni che mi dà la possibilità di incontrare gli scrittori e gli editori che amo, ma anche di conoscere nuove storie, nuove case editrici, nuovi autori.

Insomma il Salone del libro di Torino è per me un appuntamento unico e irrinunciabile.

Questa sera il Salone chiuderà i battenti per dare appuntamento ai suoi lettori al prossimo anno, ma noi di Scribacchini per Passione vogliamo prolungare questa festa per un'altra settimana.

Da domani infatti, su questo blog vi racconterò di tutte le cose belle che ho visto, letto e comprato.

Seguitemi!


Film sulla scrittura: Nella casa

Ritorna la nostra rubrica dedicata ai film con protagonisti scrittori o ambientati nel mondo della scrittura, oggi parliamo di "Nella casa".



SCHEDA FILM

REGIA: François Ozon
ATTORI: Fabrice Luchini, Ernst Umhauer, Kristin Scott Thomas, Emmanuelle Seigner, Denis Ménochet, Bastien Ughetto, Jean-François Balmer, Yolande Moreau, Catherine Davenier, Vincent Schmitt, Jacques Bosc, Diana Stewart
PAESE: Francia
DURATA: 105 Min
ANNO: 2012

TRAMA

A Germain, professore ormai senza entusiasmo, l'incontro con il sedicenne Claude cambia completamente la vita: incuriosito dal talento del giovane, lo convince a frequentare abitualmente la casa di un compagno di classe, incitandolo così a scrivere appassionanti racconti e scatenando una serie di eventi incontrollabili.




COSA NE PENSO...

"Nella casa" è la storia di una doppia ossessione: quella dello scrittore e quella del lettore.

Germain è un professore di un liceo francese, da giovane sognava di diventare scrittore ma, dopo una pubblicazione non troppo riuscita, si è reso conto di non essere portato e ha abbandonato il suo sogno ma non il suo amore per i libri.

La storia prende il via da un banalissimo tema che un giorno dà ai suoi allievi: raccontare cosa si è fatto durante il weekend.

Tra tutti i temi mediocri spicca quello di Claude che, partendo dalla visita a casa della famiglia borghese di un suo compagno di classe, riesce con le sue parole a catturare l'attenzione di Germain, anche grazie a un continua scritto al fondo della pagina.

Da quel momento Claude darà vita a un romanzo a puntate che ruota attorno alla casa del suo compagno di classe e dei suoi abitanti, sotto la guida del suo professore che gli farà conoscere nuovi autori, gli spiegherà tecniche di scrittura ma entrambi finiranno in un vortice pericoloso, non riuscendo più a distaccarsi e uscire da quella casa.

"Nella casa" è un film molto particolare ma anche molto interessante, assolutamente consigliato proprio per capire bene le dinamiche che fanno nascere l'ossessione per una storia.


La prima cosa che deve chiedersi uno scrittore è per chi voglio scrivere. Per chi vuoi scrivere tu? 
Vedi è molto facile mostrare l'aspetto peggiore di qualcuno perché i mediocri che si credono superiori lo prendono in giro, lo trovano ridicolo.
Il difficile è avvicinarsi il più possibile ai personaggi senza apriorismi, senza condannarli, pensa a Flaubert, è l'esempio perfetto.