#TiPresentoUnEditore Buendia Books

È una giornata afosa e, seduta al tavolino di un bar, ascolto rapita Francesca parlare della sua creatura, la Buendia Books. 



Gli occhi le brillano quando mi racconta dei suoi autori, delle mille idee e progetti che ha in serbo per i suoi lettori.

Dalla sua voce traspare tutta la passione e l’entusiasmo che infonde quotidianamente nel suo lavoro e per questo credo sia perfetta questa intervista per dare vita al nostro progetto #TiPresentoUnEditore. 






1) Ciao Francesca ti va di presentarti ai nostri lettori? 


Mi chiamo Francesca Mogavero, ho 33 anni, sono laureata in Filologia e Letterature dell'Antichità, ho avuto un'esperienza museale abbastanza lunga nel coordinamento delle attività didattiche, quindi rapporto con il pubblico, visite guidate, accompagnato sempre da un amore per la letteratura e il libro tant'è che mi sono formata anche durante il mio percorso universitario, ho seguito corsi di editoria, corsi di impaginazione e realizzazione e-book a Milano, esperienze come freelance fino ad approdare poi a questa avventura di editrice indipendente con Buendia Books.


2) In questo momento storico in cui si dice che i lettori sono sempre meno, le librerie chiudono, perché aprire una casa editrice? 


Perché no? (ride). Sentivamo io e miei collaboratori e poi chi mi ha dato anche il coraggio e l'ultima spinta per aprire Buendia, il bisogno di uno spazio accogliente, la prima parola di casa editrice è infatti casa, uno spazio raccolto in cui dar vita alle storie, dare voce sia a scrittori emergenti, sia a chi ha avuto esperienze di pubblicazione in precedenza con altri editori. L’idea è di sperimentare il più possibile quindi di dare spazio a opere inconsuete ma anche a formati inconsueti, primo fra tutti la fiaschetta, opere complete, intense e dense ma piccole dimensioni e piccolo prezzo, come dice una nostra autrice “Libri per tutte le teste e tutte le tasche”.


3) A proposito della vostra collana Fiaschette, mi ha colpito la vostra scelta di dare spazio anche a quei testi brevi che solitamente in editoria non trovano spazio… 


Noi vogliamo rispondere con 3 sì a chi ci dice 3 volte no:

- Non leggo perché non ho tempo

- Non leggo perché i libri sono troppo cari

- Non leggo perché non ho più spazio in casa

Noi rispondiamo con la fiaschetta, un libro che garantisce una lettura in poco tempo: il tempo di attesa alla fermata del pullman, in coda alla posta, durante 
un viaggio in treno; un libro economico, vanno infatti da 2 a massimo 5 euro, e poi c’è sempre spazio per una fiaschetta in borsa o in un angolo della libreria. 


Vogliamo scuotere sia i lettori, far vedere loro che anche le opere di poche pagine sono qualitativamente molto valide, sia i nostri autori, sfidandoli a cimentarsi con generi e forme diverse.

Ad esempio Chiaro di Luna che è una delle nostre prime fiaschette, è il primo racconto di Andrea Castaldi che si è sempre misurato con la forma del romanzo, lo abbiamo sfidato a cimentarsi con il racconto, ne è venuta fuori un'opera valida e sorprendente e l’autore si è appassionato e si sta dedicando a scrivere altri racconti.

L'idea è anche quella di dare spazio e nobilitare questa forma letteraria.

C'è poi anche un aspetto ecologico perché sono tutti stampati in carta riciclata e da una 
tipografia locale, quindi km zero già a partire dalla stampa. 

                                                            


4) Come è nata la scelta del vostro nome e del logo che vi contraddistingue?


Buendia per Cent'anni di solitudine, ammiriamo in maniera particolare la figura di Aureliano Buendia, è la figura del rivoluzionario capace anche di sfuggire ad attentati, a lotte, ma allo stesso modo conserva sempre la capacità di incantarsi davanti alle piccole cose. La farfalla gialla ha un richiamo a Cent’anni di solitudine ma è molto importante anche qui in Piemonte, perché è la prima che spicca il volo quando va via il gelo, è la prima avvisaglia dell’arrivo della bella stagione.
Insomma un'immagine di rottura ma anche di ottimismo.


5) Siete una casa editrice radicata sul territorio… 


La Buendia non è la tipica casa editrice locale, ma è piemontese a livello lavorativo e operativo. I nostri autori vivono tutti qui, pur non avendo sempre origini piemontesi come Amal Bouchareb, nata in Siria, cresciuta in Algeria, vive in provincia di Torino da qualche anno. La nostra è una scelta lavorativa, volevamo entrare in contatto diretto con i nostri autori, poterli incontrare di persona. Anche le storie non sono necessariamente piemontesi.

Distribuzione in tutta Italia ma autori a km zero.

Il Piemonte si vede poi nella scelta dell'identikit, che sono questi tre simboli tratti dall'enogastronomia piemontese che raccontano in breve l'opera che il lettore ha tra le mani.

Il primo simbolo riguarda il formato: Barrique per indicare il libro di più ampio respiro, la Fiaschetta per il libro di piccolo formato.

Il secondo simbolo indica a livello molto generale, perché odiamo le classificazioni troppo nette e schematiche, la tematica: i Vermouth per le storie alcoliche, forti, quindi giallo noir e tutte le sfumature intermedie, si arriva fino all’horror e anche un accenno di fantascienza; il Plin la narrativa, come il raviolo ripieno che ha tanti ingredienti, così la narrativa è ripiena di vita, di storie e di emozioni, è la categoria più ampia e infine il Cri Cri che è la letteratura per bambini e ragazzi.

L’ultimo simbolo indica il tempo dell'autore: novello per autori contemporanei, moscati, che arriveranno a breve, e che saranno gli autori vintage. 



                                


6) Quali sono le novità che state preparando? 


Per questo autunno abbiamo due racconti che usciranno il 21 settembre: L'uomo della radura di Cristina Converso che è un noir green, l’autrice, essendo anche Dottore Forestale ama confrontarsi sul tema del delitto ambientale, che lascia conseguenze per tutte le prossime generazioni, lei fa il paragone tra umanità e alberi che forse poi non sono così diversi. 



L'altra opera è La paura trema contro, un esperimento molto particolare perché solitamente il percorso è dal libro al film, qui invece è stato fatto il contrario dal film al racconto, un esperimento di novelization, tratto dal film omonimo di Pupi Oggiano, il racconto è scritto da Corrado Artale e ha una prefazione del giornalista Gabriele Farina. 



Il 28 settembre invece uscirà Glasgow smile che è una barrique, la terza indagine dell’ispettore di polizia Alessandro Scarlatti scritta da Andrea Castaldi, di cui abbiamo già pubblicato le prime due indagini raccolte insieme per la prima volta nel volume cartaceo Finché morte non vi separi, erano nati come due romanzi separati, autopubblicati sotto forma di ebook dall’autore, li abbiamo rilevati, rivisti completamente e uniti per la prima volta in formato cartaceo. Anche Glasgow Smile era già stato pubblicato da un altro editore piemontese dopo aver vinto nel 2016 il primo premio del festival Giallo Garda nella sezione inediti, questa volta lo abbiamo ripubblicato noi con delle aggiunte, perché l’idea centrale di Buendia Books è che le buone storie non hanno data di scadenza e hanno sempre qualcosa da dire. 




7) Il vostro catalogo è molto vario, come scegliete i titoli da pubblicare? 


La scelta è sempre molto difficile perché comunque se qualcuno scrive è perché sente di dover dire qualcosa, la scrittura merita sempre rispetto, specialmente quando si apre verso l'esterno, ovviamente ci colpiscono in primo luogo la qualità, l'originalità e anche una certa correttezza di partenza e poi, e secondo me questo è irrinunciabile, la scelta è anche un po' di pancia, quindi se qualcosa ci coinvolge in prima persona, speriamo possa coinvolgere anche i nostri lettori. Per me uno degli indizi della qualità di un'opera è se riusciamo a vedercela davanti, se ci sentiamo circondati dai protagonisti di quella storia, se riusciamo a vedere una scena, l’ambiente nel quale lo scrittore vuole calarci, siamo sulla buona strada.



8) Cosa consiglieresti a uno scrittore esordiente? 


Innanzitutto leggere molto, non per imitare uno stile, ma per trovare la propria voce, lo dice anche lo scrittore Massimo Tallone che leggere e poi scrivere ci permette di riempire quei cassetti che abbiamo nella mente, riempirli di parole, di immagini per poi trovare la propria strada.
Poi di non fermarsi ai primi no, e di tener conto che l'opera non è immutabile, se l'editore suggerisce spunti, vi propone di rivedere delle parti è perché l'opera può sempre essere migliorata e questo può essere fatto insieme, l'editore non è il tiranno che impone dei cambiamenti ma può dare dei suggerimenti, può essere una levatrice, aiutarti in un momento di difficoltà ma poi sei tu scrittore a dare la vita.


9) La Buendia Books è una casa editrice non a pagamento 


Assolutamente, Buendia è nata anche con questo intento. Si dice sempre che ci sono più scrittori che lettori, noi cerchiamo di essere molto selettivi, pubblichiamo pochi titoli all’anno, il nostro calendario è completo per tutto il 2020 e la finestra per l'invio manoscritti è ancora chiusa, proprio perché vogliamo garantire ai lettori delle opere di qualità e delle opere che sono state coccolate e viziate al massimo all'interno della casa editrice. Tutto quello che facciamo per i nostri autori è assolutamente sulle nostre spalle, loro non pagano nulla, non sono obbligati a comprare copie, proprio perché ci crediamo, è un atto di responsabilità, è una scommessa che facciamo prima di tutto sulla nostra pelle, Buendia si carica di tutti i costi perché crede in quell'opera, quindi è doppiamente scelta.


Grazie mille a Francesca per averci concesso questa intervista e continuate a seguire insieme a noi la Buendia Books!



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#TiPresentoUnEditore

Ogni anno vengono pubblicati circa 60000 libri, ma il numero dei lettori continua a scendere.

Gli scaffali delle librerie si riempiono ogni giorno di novità che hanno poco tempo a disposizione per emergere e farsi notare.

Ma in questo mondo editoriale, che diventa sempre più veloce e frenetico, esiste anche una piccola editoria di qualità che passa purtroppo quasi sempre in sordina.

Una piccola editoria indipendente, che sceglie con cura e attenzione i testi da pubblicare, che coccola i propri autori.

Una piccola editoria che fa un lavoro splendido e ingiustamente poco conosciuto.

Come lettrice, da sempre mi sono chiesta come poter contribuire a far conoscere queste case editrici virtuose.

Il Salone del Libro, che è l’evento culturale che mi ha vista crescere e che non mi perdo da quando ho iniziato a leggere, è venuto in mio aiuto.

Nel 2002 infatti grazie al Salone è nato il progetto Adotta uno scrittore, uno straordinario modo per mettere in relazione e far incontrare lettori e autori, tanto che in 17 anni di vita sono stati adottati 370 autori da 369 classi, 12 case di reclusione, 1 ospedale, 1 sede universitaria, per un totale di 11251 ragazzi coinvolti.

Un risultato grandioso!

Così, complice una giornata afosa di metà agosto, mi sono chiesta perché non fare la stessa cosa con le case editrici?

È questo lo spunto che mi ha portata alla creazione del progetto #TiPresentoUnEditore

Ho deciso di mettere il mio blog a disposizione della buona editoria, vi presenterò quindi piccole case editrici indipendenti, di alta qualità, rigorosamente non a pagamento.

Vi presenterò chi c'è fisicamente dietro la casa editrice ma anche i testi che hanno scelto di pubblicare, che troverete recensiti su queste pagine, le fiere a cui parteciperanno e le loro idee e progetti futuri.

L'intento è quello di dar vita a un processo virtuoso.

Servirà a qualcosa? 

Sarà una semplice goccia nell'infinito mare editoriale?

Non lo so, so solo che voglio provarci.

E voi? Siete pronti a seguirci?


[RECENSIONE] L'uomo della radura, Cristina Converso

Oggi abbiamo un'esclusiva, ho infatti il piacere di presentarvi in anteprima il libro di Cristina Converso "L'uomo della radura" che troverete in tutte le librerie dal 21 settembre.


L'uomo della radura
Cristina Converso
Buendia Books
80 pp. 4,50 €
Trama

Sandra è una capotreno, ogni giorno osserva pendolari e viaggiatori occasionali, ne immagina le vite. Elisa è una giovane anima affine, e sarà a lei, complice una sosta forzata, che Sandra racconterà una storia di ferocia e natura, di delitti e rimorsi, un segreto celato nel tronco del frassino di Moncenisio.



Le anime gemelle si riconoscono a pelle, ma questo non vale solo in amore.

Sandra è una capotreno, da due anni vede Elisa salire ad Avigliana e scendere a Susa, non le ha mai parlato ma le è bastato uno sguardo per riconoscerla, per accorgersi che nonostante i quasi quarant'anni di differenza, loro due sono uguali, condividono infatti lo stesso dolore: quello di essere orfane.


E così, complice un guasto ferroviario, Sandra si siede accanto a Elisa e comincia a raccontarle la sua storia.


La storia della sua vita a lungo taciuta, quasi una sorta di confessione, uno sfogo catartico che serve a liberarla dal passato ma contemporaneamente anche a dare speranza al futuro, un futuro incarnato proprio dalla ragazza seduta di fronte a lei.

Cristina Converso sa catturare l'attenzione del lettore che si trova, quasi per magia, catapultato accanto a Sandra ed Elisa, ad ascoltare una storia che non può lasciare indifferenti.

"L'uomo della radura" è un romanzo breve ma intenso, sulla natura ma anche sulla natura degli uomini, un romanzo che rapisce e incanta, una fiaba a tratti crudele con un finale che colpisce ma che accende una luce di speranza nel cuore dei lettori.


Film sulla scrittura: Hitchcock

Ritorna la nostra rubrica dedicata ai film con protagonisti scrittori o ambientati nel mondo della scrittura, oggi parliamo di: "Hitchcock" 






SCHEDA FILM:

REGIA: Sacha Gervasi
ATTORI: Anthony Hopkins, Helen Mirren, Scarlett Johansson, Jessica Biel, Toni Collette, Danny Huston, Ralph Macchio.
PAESE: USA
DURATA: 98 Min
ANNO: 2013


TRAMA

Hitchcock è un film biografico incentrato sul rapporto tra il regista Alfred Hitchcock e sua moglie Alma Reville durante la lavorazione del film Psycho, partendo dalla storia dell'assassino Ed Gein, che ha ispirato il personaggio di Norman Bates, fino alla distribuzione della pellicola nelle sale cinematografiche nel 1960.


                                



COSA NE PENSO...


Vi starete forse chiedendo cosa ci faccia un film sul famoso regista in questa rubrica dedicata agli scrittori, in realtà penso che rientri alla perfezione.

La volta precedente abbiamo parlato del rapporto tra una scrittrice e la realizzazione del film tratto dal suo celebre libro (qui trovate l'articolo su Saving Mr. Banks) oggi invece parliamo dell'opposto.

Hitchcock narra infatti la storia di come il famoso regista scelse di trasporre sullo schermo il romanzo Psycho di Robert Bloch.

Siamo nel 1960 e Hitchcock era sulla cresta dell'onda dopo Intrigo Internazionale ma era anche alla ricerca di un soggetto nuovo, diverso dal solito, capace di entusiasmarlo e fu così che si imbatté proprio in Psycho.

Nessuno però era disposto ad assecondarlo, quella storia appariva troppo horror, troppo strana per finire sullo schermo ma Hitchcock non si arrese e decise di autoprodurselo, dando vita al geniale film che tutti conosciamo, grazie anche all'aiuto della moglie Alma.

Un film dunque interessante non solo per i fan del regista, ma anche per osservare come una storia possa affascinare al punto da scommetterci sopra qualunque cosa, anche la propria villa con piscina (semicit.).



Questa è l’autentica ispirazione da cui nasce Psycho: tutti noi nascondiamo un lato oscuro di violenza e di orrore, io sono solo un uomo con una cinepresa, nascosto in un angolo, che guarda".


Consigli per l'estate: "Le mille e una Venezia" Liana Pastorin

Oggi vi parlo de "Le mille e una Venezia" di Liana Pastorin


Le mille e una Venezia
Liana Pastorin
Buendia Books
42 pp. 4,00 €
Trama:
Racconti incantati e senza tempo come la Serenissima, sfaccettati e brillanti come una biglia blu, uno sguardo, un giro in giostra, un incontro, un ricordo… Come gli angoli nascosti, i lampi di vita e le ombre di infiniti mondi (im)possibili.


Ferragosto è passato, ma l'estate per fortuna non ci ha ancora abbandonato, per questo prosegue la nostra rubrica dedicata ai consigli estivi con "Le mille e una Venezia" di Liana Pastorin, edito da Buendia Books nel suo agile (e da me amato) formato delle fiaschette.

In particolare questo testo è una Fiaschetta: un formato snello pensato per racconti da leggere in un sorso; è un Plin: una storia ripiena di vita ed emozioni; ed è un Novello: un testo inedito e contemporaneo.

Se mi seguite, sapete quanto io ami i racconti, e Liana Pastorin ha dato vita a una raccolta che è in realtà uno scrigno prezioso, uno scrigno che contiene dieci piccoli racconti, dieci piccole perle.

Massimo Tallone, nella prefazione, afferma che ci troviamo davanti a un testo sospettoso, una di quelle opere che temono di incontrare un lettore frettoloso e per questo una volta concluse vanno rilette per trovare sfumature sempre nuove e sono assolutamente d'accordo con lui.

Questa raccolta nasconde al suo interno particolari e dettagli che una lettura affrettata rischierebbe di farvi perdere.

Liana Pastorin ha compiuto un lavoro di labor limae e cesello fantastico, ha giocato con le parole per poi restituirle a noi lettori sotto forma di piccoli capolavori. 

Volete un esempio?


Teodora non aveva ancora imparato a fare le somme che la madre le aveva già insegnato la sottrazione: meno sorrisi, meno affetto, meno attenzioni, che lei ricercava con ostinazione mandando segnali della cui violenza non si rendeva conto, come quando morse il cucciolo che i genitori avevano regalato al fratello, non per gelosia, ma per testare l'effetto emotivo prima di quello fisico.

Dal racconto: Gli amici di Teodora

"Le mille e una Venezia" è un'opera raffinata ed eclettica, spietata e nostalgica, che riesce a stupire e sorprendere il lettore riga dopo riga, parola dopo parola, un'opera insomma assolutamente da leggere. E rileggere. E rileggere ancora.

Consigli per l'estate: La ragazza di Lucento, Maurizio Blini

Continuano i nostri consigli di lettura per l'estate, ovviamente con un giallo, la prima indagine di Alessandro Meucci e Maurizio Vivaldi, sto parlando de "La ragazza di Lucento" di Maurizio Blini.

La ragazza di Lucento
Maurizio Blini
Fratelli Frilli Editori
253 pp. 12,90 €
TRAMA

Una pallina di carta schizza come impazzita dalla finestrella di una cantina. Tre ragazzi adolescenti la prendono a calci mimando i loro eroi del pallone. Poi, giunti sotto casa del primo, anziché aprirla, scommettono sul suo contenuto e decidono di conservarla all'interno di un barattolo. Ma il tempo passa e quel barattolo resta dimenticato per sedici anni all'interno di un cassetto. Dopo tutto questo tempo, i tre amici si ritrovano scoprendo una drammatica verità che dà il via ad un'indagine strana, complessa e ardita, che parte da molto lontano. La casualità e l'ironia della sorte la rendono per certi versi paradossale. Perché tutto ciò che appare può rivelarsi fatuo, assurdo, imprevedibile. Dietro a questa lente troviamo lui, Maurizio Vivaldi, il nostro poliziotto in cerca della verità, ovviamente. Ma non sarà solo. Perché la vita spesso sa confonderci, ma anche assisterci, aiutarci, illuminarci. Nulla è mai quello che appare. E il lettore lo scoprirà con sorpresa solamente alla fine del romanzo. Una storia malata, intricata e infestata da fantasmi, ovvero, paure e fragilità che riemergono prepotenti dal passato. Un'indagine corale che sa scandagliare le profondità dell'animo umano e svelarne i suoi segreti più intimi.



Un tarlo è alla base di questo romanzo.
Un tarlo che ha una forma ben precisa: quella di una pallina di carta racchiusa in un barattolo.

Una pallina di carta calciata per gioco e custodita per scommessa.
Una pallina di carta che è in realtà un messaggio in una bottiglia, o meglio un disperato grido d'aiuto, letto però troppo tardi, ben sedici anni dopo ed è da lì che nasce il tarlo.

Se quel biglietto fosse stato letto prima, si sarebbe potuto fare qualcosa?
Se anziché giocarci, con quella maledetta pallina, quei tre ragazzi l'avessero aperta subito, Giulia sarebbe stata salvata?

È questo che non dà pace a Maurizio Vivaldi, ormai cresciuto e diventato poliziotto, che deciderà di indagare insieme ad Alessandro Meucci. 

L'abilità di Blini risiede, non solo nella costruzione di un'ottima trama gialla, ma anche e soprattutto nella caratterizzazione psicologica dei personaggi.

"La ragazza di Lucento" è un cold case anomalo, una storia pervasa fin dalle prime pagine da un senso di inquietudine che si scioglie soltanto nelle ultime battute, come solo un bravo giallista è in grado di fare.

Stroncare i classici

La settimana scorso vi ho parlato degli insulti che illustri scrittori si sono scambiati, oggi parliamo invece di stroncature a opera di lettori contemporanei.

A tutti gli scrittori è capitato o capiterà prima o poi di ricevere una stroncatura, come sempre se argomentata può essere utile, altrimenti potete benissimo ignorarla.

Certo è che le stroncature fanno male, sapere però che, anche in questo caso, non siete gli unici e che autori ben più illustri e famosi di voi le hanno ricevute, può essere un pochino di consolazione.

Ecco quindi 5 classici... stroncati da anonimi recensori.


Italo Svevo "La coscienza di Zeno"

ovvero

Usare in caso di grigliata all'aperto

Orribile.... Mi ci hanno costretto a scuola, lettura pesantissima che non arriva mai alla conclusione. Ottimo per far accendere il barbecue. La copertina favorisce la combustione lenta.


Secondo voi come l'ha presa Svevo?
Luigi Pirandello "Uno, nessuno e centomila" 

ovvero

Pirandello se la poteva risparmiare sta schifezza

È un'opera lenta, senza spunti, una brodaglia che si trascina vuota per centinaia di pagine e non giunge mai al tanto atteso exploit, a quel momento di attrazione che renderebbe (almeno minimamente) interessante il prosieguo della lettura. Un libro interrotto a pagina 163 (di 360) per esasperazione. 163 pagine lette tutte in un giorno nel tentativo (vano e diaperato) di giungere ad un quid, ad uno spunto che giustificasse il tempo perso per leggere quelle pagine e motivasse il prosieguo della lettura. Nulla di tutto ciò. Un continuo vomitarsi di eventi narrati in prima persona e con ignobile distacco che non creano minimamente interesse ne spunti di riflessione (se non in alcuni casi e comunque banali e scontati).
Schifoso. Di raro schifo.


Pirandello non l'ha presa decisamente bene


Mary Shelley "Frankenstein"

ovvero

Avrei dovuto immaginarlo

Avendo intravisto qualche spezzone dei film a lui dedicati cosa potevo aspettarmi in fondo? L'idea avrebbe meritato penna migliore. Una penna intrisa di reale angoscia esistenziale e non di morbosi pruriti da ragazzina viziata. Miss Mary Shelley avrebbe senz'altro trovato una cifra più consona cimentandosi nella letteratura erotica se ne avesse avuto -ahi lei- una seppur minima esperienza!
Il libro non regge alla prova del tempo ma credo non reggesse già quando venne scritto. Siamo ai livelli dei diari adolescenziali che trovano la loro sorte predestinata nell'oblio di un cassetto polveroso. Luogo in cui Frankenstein avrebbe dovuto riposare in pace il giorno dopo essere stato scritto.


Mary Shelley mentre medita vendetta


Bram Stoker "Dracula"

ovvero

Una palla mortale.....!!!

Finalmente sono riuscita a finire questo libro dopo mesi di tentativi...!!!!
E' Raccontato tramite i diari dei protagonisti e questo già non mi piace.
Poi lungo e lento, noioso e pesante, per niente coinvolgente.
Per non parlare del finale... Sbrigativo, banale e deludente.....
Lo classifico Tra i libri più noiosi della mia vita.
Come fate a dire che sia un capolavoro? Mah!!!!


Stocker si sta rivoltando nella tomba. Occhio!

Jane Austen "Orgoglio e Pregiudizio"

ovvero

Romanzetto armony

Non è un romanzo corposo, ha uno stile armony, ricco di frivolezze.
L'inizio è veramente bello, poi è decadente, a tratti noioso. Si fa fatica a finirlo.


Romanzetto armony (sic.)? Really??

Disclaimer: Nessun autore o lettore è stato maltrattato per scrivere questo articolo.
Le recensioni sono state trascritte esattamente com'erano, errori ortografici inclusi.

Insulti tra scrittori

Nella vita di ogni scrittore arriva il momento in cui ci si trova davanti a una critica feroce.

Le critiche, se ben argomentate, sono di sicuro un ottimo strumento per crescere e migliorare, ma non sempre sono costruttive, vi capiterà infatti di leggere critiche che assomigliano più a insulti, in questo caso può consolarvi il sapere di non essere i soli.

Ecco i cinque peggiori insulti tra scrittori:



Vladimir Nabokov vs Ernest Hemingway





Per quanto riguarda Hemingway, lo lessi la prima volta agli inizi degli anni Quaranta, qualcosa su palle, tori e campane. L’ho detestato.




Robert Louis Stevenson vs Walt Whitman




È come un grosso cane a pelo lungo, che appena sciolto il guinzaglio, dissotterra tutte le spiagge del mondo e ulula alla luna.


Virginia Woolf vs James Joyce



(Riferendosi all'Ulisse) L’opera di un nauseabondo studente universitario che si schiaccia i brufoli.


Mark Twain vs Jane Austen




Non ci guadagno nulla a stroncare libri, e non lo faccio a meno che non li odi. Spesso ho provato a scrivere di Jane Austen, ma i suoi libri mi fanno diventare matto a tal punto che non riesco a nascondere la mia furia al lettore; perciò devo fermarmi ogni volta che comincio. Tutte le volte che leggo Orgoglio e Pregiudizio mi viene voglia di disseppellirla e colpirla sul cranio con la sua stessa tibia.


Filippo Tommaso Marinetti vs Gabriele d’Annunzio



È un cretino con lampi di imbecillità

Film sulla scrittura: Saving Mr. Banks

Ritorna la nostra rubrica dedicata ai film con protagonisti scrittori o ambientati nel mondo della scrittura, oggi parliamo di: "Saving Mr. Banks".



SCHEDA FILM:

REGIA: John Lee Hancock
ATTORI:  Tom Hanks, Emma Thompson, Colin Farrell, Paul Giamatti, Jason Schwartzman, B.J. Novak
PAESE: USA
DURATA: 120 Min
ANNO: 2013

TRAMA

Quando le sue figlie lo pregarono di realizzare un film tratto dal loro libro preferito “Mary Poppins”, dell’autrice P.L. Travers, Walt Disney fece loro una promessa, non immaginando che ci sarebbero voluti 20 anni per riuscire a mantenerla. Nella sua ricerca per ottenerne i diritti, infatti, Walt si trova ad affrontare un’ipocondriaca scrittrice, irremovibile nella sua decisione di non permettere che il personaggio della sua amata e magica tata venga stravolto dalla macchina di Hollywood. Ma non appena il successo dei libri diminuisce, insieme ai guadagni, la Travers con una certa riluttanza accetta di andare a Los Angeles ad ascoltare le idee di Walt Disney per l’adattamento cinematografico. Durante quelle due brevi settimane nel 1961, Walt Disney utilizza ogni risorsa a sua disposizione per convincerla. Armato di fantasiosi storyboard e divertenti canzoni, create dai talentuosi fratelli Sherman, Walt tenta il tutto per tutto senza riuscire a convincerla. Man mano che la Travers diventa sempre più irremovibile, Walt Disney vede la possibilità di ottenere i diritti, allontanarsi sempre di più. Solo quando cercherà nei suoi ricordi d’infanzia Walt capirà il senso delle paure che assillano la scrittrice, e insieme riusciranno a dare vita a Mary Poppins, facendone uno dei più teneri film della storia del cinema.



COSA NE PENSO...

Scrivere un libro è sempre un'esperienza entusiasmante che ti porta a vivere per un certo periodo di tempo in simbiosi con i tuoi personaggi, spingendoti a volerli proteggere a ogni costo.
Mary Poppins è uno dei film più conosciuti al mondo, basta solo pronunciarne il nome perché a chiunque venga in mente la famosa Julie Andrews, una tata molto particolare che canta e balla entrando e uscendo da dipinti animati.
Il nome di P.L Travers non ha però lo stesso effetto che ha quello della sua creatura.
Pochi la conosco e forse ancora meno hanno letto il libro (io l'ho fatto e... il film della Disney ha talmente pervaso il mio immaginario che l'ho trovata una lettura molto strana e straniante).
Ho deciso oggi di consigliarvi questo film per la nostra rubrica perché trovo affascinante osservare, seppur in forma romanzata, il rapporto tra una scrittrice e il mondo del cinema.
Cosa succede quando vengono scelti personaggi molto lontani dall'immaginario dell'autore o che proprio non ama? 
La Travers ad esempio non voleva assolutamente Dick Van Dyck.
Né era favorevole all'utilizzo di scene sotto forma di cartoni animati o al fatto che la madre dei bambini venisse presentata come suffragetta.
Saving Mr. Banks è un film bellissimo, da vedere rigorosamente con una scorta formato famiglia di fazzoletti.


Perché è questo quello che facciamo noi narratori, ristabiliamo l'ordine con l'immaginazione, infondiamo speranza senza sosta, ancora e ancora.

Consigli per l'estate: Montagne in noir

Ho deciso che il libro perfetto per aprire la nostra rubrica dedicata ai consigli di lettura estivi è "Montagne in noir" del collettivo Torinoir.


Montagne in noir
Torinoir
Edizioni del Capricorno
173 pp. 7,90 €

Se l'afa anche da voi in questi giorni è opprimente e non potete andare in montagna a trovare refrigerio, vi consiglio di leggere "Montagne in noir".

Gli autori di questa raccolta di racconti sono un collettivo di scrittori nato con l'intento di raccontare i cambiamenti di Torino con il mezzo del giallo-noir.

In questo libro troverete cinque racconti, scritti ciascuno a quattro mani, che hanno come comune denominatore le montagne piemontesi e il genere giallo-noir.

È Patrizia Durante ad aprire questa raccolta con un'interessante prefazione in cui ci parla dell'asprezza della montagna ma al tempo stesso anche dell'amore che l'uomo nutre nei suoi confronti e che lo spinge ad arrampicate impervie e faticose, per poi concludere con due casi di cronaca che hanno visto la montagna come luogo di scomparsa e di morte.

Segue poi il racconto di Beccaccini & Tallone "Fra' Martino" ambientato a Bardonecchia, alta valle Susa, che vi farà senza dubbio provare un brivido ogni volta che sentirete questa celebre filastrocca. 

In "Tempo da lupi" di Dibenedetto&Girelli  ci troviamo invece a Rimella, val Mastellone, alle prese con un omicidio che sembra dar vita a una vecchia leggenda.

Con  Ballario&Giacchino  in "Una telefonata accorcia la vita" ci troviamo davanti a un furto che si trasforma in qualcosa di cruento e inaspettato, in questo caso siamo a Sampeyre, in valle Varaita.

A Fenestrelle, Val Chisone è ambientato "Morte al forte" di Ballacchino&Blini che ha al centro della storia la morte di un famoso chef televisivo.

Chiude il libro "La stangata" di Pandiani&Rinarelli, una storia ambientata nelle Valli di Lanzo durante la guerra, in cui bisogna fare attenzione a chi sia la vera spia.





Non mi resta che augurarvi... Buona lettura!



[RECENSIONE] Screaming Dora, Laura Scaramozzino

Ecco una nuova recensione dedicata ai miei acquisti al Salone del Libro di Torino, oggi vi parlo di "Screaming Dora" di Laura Scaramozzino.


Screaming Dora
Laura Scaramozzino
Watson Edizioni
154 pp. 16,00 €
TRAMA

Dora ha quindici anni e vive in una società futura che non conosce il dolore e l'invecchiamento. L'Apathoxina ha cancellato qualsiasi forma di sofferenza. Grazie al puntophone, un innesto biotecnologico inserito nel polso, gli uomini possono evitare qualunque situazione avversa e controllare le attività dei robot. Il sesso è regolato da programmi di Libero Accoglimento e la morte arriva dopo i cento anni attraverso il Programma di Accompagnamento Meditativo. Un giorno Dora ha un incubo terribile. Il padre la porta in un centro benessere in cui le viene iniettata una dose rafforzativa di Apathoxina. Ma dopo essere tornata nella villa liberty in cui vive inizia ad avere delle visioni e a pensare in modo ossessivo alla madre morta. Sempre più in ansia e incomprensibilmente libera dall'effetto del farmaco, Dora ricorda di aver sognato un misterioso quadro del passato. Un presentimento la porta a collegare la morte della madre all'opera. Decisa a far luce sul mistero chiede aiuto all'unica persona di cui si fida: il compagno di classe Gabriele. Grazie a delle memoproiezioni e a una vecchia favola piena di indizi, Dora e il suo migliore amico partono alla ricerca di verità nascoste...





Un quadro è al centro del romanzo "Screaming Dora" di Laura Scaramozzino che, oltre a esserne l'autrice, in questo caso assume anche le vesti di un'abile pittrice.


Con grande maestria infatti, Laura dipinge sotto ai nostri occhi un mondo distopico dove non esiste la paura, né la tristezza o la vecchiaia, un mondo dove vivere protetti da ogni cosa, che sembra all'apparenza perfetto.


Ma non per Dora, la protagonista di questa storia, che sembra percepire qualcosa, una crepa, una frattura in questa apparente perfezione e che decide di buttarsi a capofitto nella pericolosa ricerca di uno strano quadro.


Un quadro in realtà famosissimo, ma che Dora e gli altri personaggi di questo libro non conoscono a causa della censura imposta.


Laura è brava a tratteggiare i personaggi, le ambientazioni, gli snodi narrativi in cui si muovono i personaggi, a soffermarsi sui particolari e i dettagli che rendono il suo mondo verosimile e riesce a spingere il lettore ad addentrarsi sempre più nella storia, così come avviene davanti a un bel quadro, in cui lo spettatore si avvicina per cogliere meglio le varie pennellate, allo stesso modo il lettore si immerge tra le pagine, seguendo Dora in quella che è poi una ricerca della verità.


Una vita in cui non si prova alcuna emozione, può considerarsi una vera vita?

E in che misura l'arte può incidere sulla nostra vita?

"Screaming Dora" è un romanzo che presenta diversi strati di lettura e di riflessione e per fare questo bisogna essere abili nell'usare il pennello, o meglio la penna e Laura Scaramozzino ci ha dato prova, senza ombra di dubbio, di esserne particolarmente capace.

[RECENSIONE] Il salto del salmone, Roberto Turolla

Oggi vi parlo di un libro molto particolare e che mi ha piacevolmente colpita, sto parlando de "Il salto del salmone" di Roberto Turolla.

Il salto del salmone
Roberto Turolla
Golem Edizioni
153 pp. 15,00 €
TRAMA

Quattro racconti concatenati che, come salmoni, vanno controcorrente. Vanno controcorrente perché ogni racconto è cronologicamente precedente a quello che lo precede e ne svela l'antefatto fino all'ultimo che chiuderà il cerchio rimandandoci così alla visione di circolarità del tempo. Vanno controcorrente perché sono i "politicamente scorretti" in quanto sono presenti personaggi "diversi" che vengono disprezzati o derisi per la loro diversità. Vanno controcorrente perché raccontano episodi drammatici ma riescono a far sorridere, e spesso anche ridere, cosa che oggi non è da poco.


*
Il salto del salmone, di Roberto Turolla, ufficialmente viene presentato come una raccolta di racconti ed effettivamente è di questo che si tratta.

Quattro racconti, autoconclusivi, che possono essere letti indipendentemente l'uno dall'altro ed eventualmente anche nell'ordine che si vuole ma, il lettore che incautamente seguisse un ordine casuale si perderebbe un fil rouge straordinario che rende questo libro tanto particolare e unico nel suo genere.

I salmoni nuotano controcorrente e il titolo che Roberto ha scelto indica proprio la particolare struttura di questo romanzo.

Sì, lo chiamo romanzo perché secondo me di questo si tratta.

Un romanzo che si dipana al contrario, in modo affascinante, come una rete da pesca che una volta gettata in mare viene trascinata a riva, così ci troviamo davanti a storie che una dopo l'altra ci spiegano meglio gli eventi, per poi chiudere definitivamente il cerchio.

Roberto è stato particolarmente abile nel giocare con i suoi personaggi, tanto che sembrano vivi e si muovono con disinvoltura da una storia all'altra, facendo capolino e sorprendendo il lettore, che aggiunge così un ulteriore pezzo a questo vero e proprio puzzle che segue le voci dei quattro protagonisti: Nick, Virginia, Denzel, Brian.

Non si tratta di storie consolatorie, né politicamente corrette, ma di storie che senza dubbio colpiscono il lettore nel profondo.

Ringrazio Roberto per avermi inviato il suo libro.