[RECENSIONE] Il caso del collare dei Savoia, Anna Maria Bonavoglia

Per #TiPresentoUnEditore oggi vi parliamo in anticipo di un libro targato Buendia Books che uscirà domani in tutte le librerie nella collana Fiaschette, sto parlando de: "Il caso del collare dei Savoia" di Anna Maria Bonavoglia.

Anna Maria Bonavoglia
Il caso del collare dei Savoia
Buendia Books
60 pp. 4,00 €
TRAMA

Torino, 1892. Nella nebbia si consumano delitti efferati, mentre il furto del collare cavalleresco del Conte Verde minaccia di liberare una forza diabolica: toccherà all'enigmatico Siger e al suo proverbiale acume risolvere un mistero centenario tra storia e magia.


*

RECENSIONE IN ANTEPRIMA

La scrittura di un giallo è uno dei generi più difficili in cui si possa cimentare uno scrittore perché deve non solo creare una trama accattivante e coinvolgente ma anche far combaciare tutto, non sono ammessi infatti errori, quando si scrive un racconto poi, le dimensioni ridotte complicano ancora di più le cose, perché l'autore in poche pagine deve fornire un mistero, un'indagine e uno sviluppo coinvolgenti per il lettore.

Se si vuole scrivere un apocrifo su un mostro sacro come Sherlock Holmes allora le cose si complicano notevolmente.
Gli amanti del celebre detective infatti conoscono a menadito il Canone e sono pronti a cogliere in castagna l'autore che si discosta troppo da esso, collocando il detective in posti o tempi che il grande Arthur Conan Doyle non aveva previsto.

Ecco, Anna Maria Bonavoglia è stata perfetta sotto ogni aspetto: è riuscita a rispettare il Canone e a scrivere un racconto che tiene incollati alle pagine fino alla fine.

Il racconto è infatti ambientato a Torino, nel 1892 e nel Canone, come ci spiega nella postfazione la stessa autrice, c'è un buco tra il 1891 e il 1894 dovuto alla morte inflitta al detective dal suo autore e alla conseguente resurrezione chiesta a gran voce dai lettori, in questo periodo Holmes racconta a Watson di essere stato in Italia per un certo tempo.

In questa indagine troviamo Siger (fan di Sherlock Holmes in ascolto, vi dice niente?) alle prese con la scomparsa di un misterioso collare cavalleresco di argento, con tre nodi d'amore e il motto Fert inciso in oro, appartenuto ad Amedeo VI di Savoia, la cui sparizione avrebbe risvegliato il Demone Guardiano.

Accanto a Siger non troviamo Watson ma un suo valido sostituto: Enrico, un prete il cui nome è maledetto nelle curie e che ha un marchio d'infamia incancellabile.

"Il caso del collare dei Savoia" è un giallo che vi costringerà a fare le ore piccole e che adorerete, parola di un'appassionata lettrice di gialli.

Non siete ancora convinti?

Ecco in anteprima l'incipit.

ANTEPRIMA INCIPIT

Torino dormiva, avvolta in una coltre di nebbia gelida e malata.
Le spesse volute fumose s'intrufolavano nei vicoli oscuri e danzavano  sulle acque del PO, abbracciavano i moderni lampioni a gas e striavano di nulla la collina.
Il silenzio dominava la notte, ma era un "non rumore" innaturale, come se ogni cosa trattenesse il respiro per timore di rivelare a qualcuno, a qualcosa, la propria presenza.

MA NON È FINITA QUI...

Se siete di Torino, sabato 9 novembre alle ore 17.30 presso la Libreria Vecchi e Nuovi Mondi ci sarà la prima presentazione. Con l'autrice dialogherà  la scrittrice Mariangela Cerrino. 



#TiPresentoUnEditore Buendia Books Eventi Novembre

#TiPresentoUnEditore è l'iniziativa creata da Scribacchini per Passione per incentivare l'incontro tra lettori e piccole case editrici indipendenti virtuose, per questo da novembre vi aggiornerò su dove trovare i libri degli editori che abbiamo deciso di seguire.

Cominciamo con la Buendia Books.

Questo è il loro calendario di novembre, un'occasione per conoscerli da vicino e toccare con mano i loro libri, che a noi piacciono proprio tanto!


BUENDIA BOOKS CALENDARIO PRESENTAZIONI DI NOVEMBRE



  • Venerdì 8 novembre, ore 21: Le due vigne a Corneliano d'Alba - Luigina Lorenzi Zago dialoga con la scrittrice e giornalista Francesca Gerbi (qui l'evento Facebook)
  • Sabato 9 novembre, ore 17.30: Prima presentazione de Il caso del collare dei Savoia alla Libreria Vecchi e Nuovi Mondi - Anna Maria Bonavoglia dialoga con la scrittrice Mariangela Cerrino (qui l'evento Facebook)
  • Sabato 16 novembre, ore 17.30: Il bosco in tazza: L'uomo della radura di Cristina Converso alla Libreria To Liber di Giaveno con degustazione di tisane e biscotti dell'erboristeria Ape Maja (qui l'evento Facebook)
  • Giovedì 21 novembre, ore 17.30: Giornata Nazionale degli Alberi con L'uomo della radura di Cristina Converso alla Biblioteca Civica Bonhoeffer - Letture di Ilenia Speranza (qui l'evento Facebook)
  • Venerdì 22 novembre, ore 21: La paura trema contro (DVD e libro) al Librificio - Saranno presenti il regista Pupi Oggiano e l'autore del libro Corrado Artale (qui l'evento Facebook)
  • Sabato 23 novembre, ore 10.30: Dal Kenya a Parigi in due sogni alla Biblioteca Civica Lelio Basso di Trofarello - Barbara Del Sordo dialoga con l'artista Haider Bucar + Laboratorio per i più piccoli a cura delle bibliotecarie (qui l'evento Facebook)
  • Sabato 23 novembre, ore 21: La paura trema contro (DVD e libro) alla Casa nel Parco di Mirafiori - Saranno presenti il regista Pupi Oggiano e l'autore del libro Corrado Artale (qui l'evento Facebook)
  • Domenica 24 novembre, ore 17.30: Le due vigne al Mondadori Bookstore di Pinerolo - Luigina Lorenzi Zago dialoga con il giornalista Marco Bertello (qui l'evento Facebook)
  • Martedì 26 novembre, ore 19: Storie dalla preistoria in anteprima nazionale alla Libreria Belgravia - Loredana Garnero dialoga con l'editrice (qui l'evento Facebook)
  • Venerdì 29 novembre, ore 18.30: Un libro di...vino: Le due vigne di Luigina Lorenzi Zago, l’Azienda Vitivinicola Stefano Rossotto e l'Alveare di San Salvario insieme per un evento tra vino, territorio, editoria e letteratura... a Km0! Evento con degustazione di 3 vini a 5 euro (qui l'evento Facebook)
  • Sabato 30 novembre, ore 15.30: La custode della seta alla Biblioteca di San Maurizio Canavese, nell'ambito della rassegna "Noir a Nord di Torino" - Manuela Chiarottino dialoga con l'editrice
RECENSIONE LIBRI BUENDIA BOOKS

Su questo blog trovate le recensioni dei seguenti libri pubblicati dalla Buendia Books:

"L'uomo della radura" di Cristina Converso (qui)

"Le mille e una Venezia" di Liana Pastorin (qui)

"È stato Baudelaire" di Francesca Gerbi (qui)

"L'odore" di Amal Bouchareb (qui)

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[RECENSIONE] La ragazza che levita, Barbara Comyns

Oggi vi parlo di un altro libro che mi ha subito conquistata.
Mi è stato consigliato a Portici di Carta da Denise di Nora Book & Coffee ed è di una delle case editrici indipendenti che amo di più, la Safarà editore (leggete qui), sto parlando de "La ragazza che levita" di Barbara Comyns.

La ragazza che levita
Barbara Comyns
Safarà editore
149 pp. 16,00 €
TRAMA

Cresciuta nel sud di una Londra d'età edoardiana, Alice Rowlands desidera romanticismo e avventura, e la liberazione da una vita triste, restrittiva e solitaria. Suo padre, un sinistro veterinario, è brutale e sprezzante; la sua nuova ragazza sfacciata e lasciva; i pochi amici bizzarri e sfuggenti. Alice cerca rifugio nei ricordi di una madre perduta e nelle fantasie di un indistinto desiderio d'amore, e nella fioritura di ciò che lei percepisce come un potere occulto da nascondere a tutti i costi. Una serie di inesplicabili eventi la porterà a un epilogo di terribile trionfo, durante il quale sarà chiamata a svelare suo malgrado il suo eccezionale potere segreto.




"La ragazza che levita" è il tipico esempio di libro che non vorresti finisse mai, che cerchi di centellinare e di dosare bene per non farlo finire subito ma che al tempo stesso non riesci a fare a meno di divorare.
Sì perché la prosa della Comyns (grazie anche all'ottima traduzione di Cristina Pascotto) è ipnotica.
Riesce a raccontare una vita di soprusi e cattiverie con un tono leggero, come se anche lei levitasse tra le pagine del suo stesso romanzo.

Ho amato il personaggio di Alice, la protagonista di questa storia, con cui viene istintivo e naturale identificarsi, si empatizza con lei nei momenti bui ma anche in quei piccoli lampi di luce che sembrano darle qualche speranza di una vita migliore.

E poi c'è il suo dono: la levitazione.
Ma sarà davvero un dono?

Non posso dirvi altro se non che adorerete questo libro.

Grazie quindi a Denise per l'ottimo consiglio e a Safarà, come sempre, per aver portato questo piccolo gioiello in Italia.

Leggere fa male alla salute?

Leggere farà male alla salute?




In questa celebre vignetta dei Peanuts, ideati dal mitico Charles M. Schulz, Piperita Patty ha paura che a leggere troppo le si stacchi la testa.

Oggi questa vignetta ci fa ridere ma, per quanto possa sembrare paradossale, in passato si credeva realmente che leggere troppo... facesse male alla salute!

Nel 1795, G.J. Heinzemann, in un opuscolo elencò le conseguenze fisiche che avrebbe comportato un eccesso di lettura:


"Predisposizione ai raffreddori, mal di testa, indebolimento degli occhi, infiammazioni, gotta, artrite, emorroidi, asma, apoplessia, male ai polmoni, indigestione, blocco intestinale, disordine nervoso, emicrania, epilessia, ipocondria e depressione".

Johann Adam Bergk sosteneva invece che l'arte di leggere prevedesse lavaggi del viso con acqua fredda e passeggiate all'aria fresca e che non si dovesse leggere immediatamente dopo mangiato o in piedi.

Davvero la lettura può avere questi effetti?

Molto improbabile, nel dubbio però trovo perfetta la risposta di Marcie.

[RECENSIONE] La palude dei fuochi erranti, Eraldo Baldini

Oggi un consiglio assolutamente imperdibile: "La palude dei fuochi erranti" di Eraldo Baldini (qui trovate un'intervista che l'autore ci aveva gentilmente concesso )

Eraldo Baldini
La palude dei fuochi erranti
Rizzoli
224 pp. 18,00 €
TRAMA

Anno del Signore 1630. A Lancimago, villaggio perso tra campi e acquitrini, gli abitanti aspettano con angoscia la peste che si avvicina. Per prepararsi al peggio, i monaci della vicina abbazia decidono di preparare una fossa comune. Ma durante i lavori di scavo trovano numerosi scheletri sepolti in modo strano, con legacci intorno agli arti e crani fracassati. La memoria collettiva non sa dire chi siano e i frati più anziani, interrogati, rispondono con un muro di reticenza e silenzio. Mentre, con poteri di commissario apostolico, arriva monsignor Diotallevi, incaricato di allestire i cordoni sanitari per contenere il contagio, nelle paludi nebbiose, nei poderi smisurati e nelle boscaglie intorno cominciano a succedere cose inspiegabili e inquietanti: fuochi che paiono sospesi nell'aria, animali scomparsi, presunti untori che si aggirano tra le vigne. «È opera del Demonio» dicono i paesani, e subito cercano streghe e fantasmi da combattere; ma c'è anche chi a Satana si rifiuta di credere, e in nome della scienza perlustra i terreni a caccia di risposte.



Un romanzo storico che strizza l'occhio al paranormale con incursioni di streghe e demoni?
Assolutamente no.
Basta il nome del suo autore per capire che ci troviamo davanti a qualcosa di totalmente diverso.
Qualcosa di spettacolare.

Sì, perché Eraldo Baldini è per me il miglior scrittore italiano contemporaneo, inventore del genere Gotico Rurale (dal titolo di una sua raccolta di racconti), antropologo, con "La palude dei fuochi erranti" torna alla grande alla narrativa dopo un intervallo di tre anni, durante il quale si è dedicato alla saggistica.

Baldini riesce a far paura senza dover ricorrere a trucchi abusati, né facendo saltare mostri da sotto il letto, riesce a spaventare il lettore con l'uso sapiente delle parole, con una storia che lascia l'amaro in bocca, cattiva al punto giusto.

E poi ci sono i personaggi, riusciti come sempre, a partire da monsignor Diotallevi, che deve affrontare ancora i mostri del suo passato, a Maddalena "la Santa" che vive su un albero da dieci anni, a Luigia, la strega, il mio personaggio preferito e che mi ha ricordato Zi' Pachina di Faccia di Sale (uno dei personaggi più belli che siano mai stati scritti).

"La palude dei fuochi erranti" è un romanzo che tiene il lettore incollato alle pagine, lo sorprende, lo ferisce, un romanzo così bello come non se ne leggevano da tempo.


«Adesso ditemi: c’è il Diavolo, qui?»
«Ce ne sono tanti. Ma non hanno l’aspetto che voi pensate.»


Le frontiere mobili del noir

Amate i noir? 
Avete sempre sognato di scriverne uno? 
Allora non potete perdervi questo corso!
Di che cosa si tratta?
Lascio la parola allo scrittore Massimo Tallone, che vi guiderà in questo appassionante percorso.


LE FRONTIERE MOBILI DEL NOIR

Ho ideato un programma didattico di ampio respiro dedicato alla stesura di un noir.

Le statistiche dicono che questo ‘oggetto letterario’ sta occupando buona parte del panorama editoriale odierno. Ma, come spesso accade, la corsa al ‘genere’ rischia di causare un vistoso abbassamento della qualità. Ora, è mia ferma convinzione che il noir sia e debba essere letteratura a tutti gli effetti. Per farlo deve possedere ossature solide, contare su impasti narrativi in cui il pensiero e lo spessore umano svolgano il ruolo di lievito, deve disegnare scenari complessi, poggiare su robuste colonne di stile e di potenza espressiva.

Per ottenere questi risultati, a mio avviso, l’autore è tenuto a scandagliare la psiche, a radiografare la società, a captare temi etici, a governare sintassi complesse e al tempo stesso fluide. Insomma, un noir non si improvvisa. Non basta una buona trama. Non è sufficiente un detective. Occorre la vita e il marcio che la accompagna, l’umanità e la violenza che si porta dietro, le occasioni e la persistenza degli errori. 

Le frontiere mobili del noir è il mio contributo alla preparazione di autori che vogliono volare alto. Sedici sabati a cadenza quindicinale.

Inizio dei lavori il 26 ottobre 2019.


[RECENSIONE] L'uomo nel fango, Livio Milanesio

Giorno nuovo, recensione nuova, oggi vi parlo de "L'uomo nel fango" di Livio Milanesio.

L'uomo nel fango
Livio Milanesio
Autori Riuniti
45 pp. 6,00 €
TRAMA

Alla periferia di una città di cui non conosciamo il nome, in un tempo che potrebbe già essere il nostro, appare un uomo di fango. Convinto di riconoscerlo, un bambino lo accoglie nel suo mondo: un palazzo abbandonato dove ogni cosa precipita verso il suo destino. Milanesio fa nuotare il lettore nelle acque alte di un oceano rarefatto, compiuto. Mostra le periferie della vita dove tutti, almeno una volta, siamo stati, dove la risacca della storia sparge pezzi di destini personali da ricomporre.


*
Ho appena finito di leggere questa storia e mi trovo in seria difficoltà su come scrivere questa recensione, non perché non mi sia piaciuta, anzi, ma perché son ben cosciente che qualsiasi cosa possa dirvi non sarà mai in grado di fornirvi una chiara idea di che cosa sia questo breve romanzo.

Livio Milanesio ci butta all'interno della storia, senza darci coordinate, non sappiamo dove ci troviamo, né in che epoca, se è una storia ambientata in un futuro post apocalittico oppure in una delle tante degradate periferie italiane, ma in realtà questi elementi non sono essenziali ai fini del racconto.

Siamo in un mondo marcio, un mondo che si disgrega, si decompone o meglio si scioglie come i celebri orologi del dipinto "La persistenza della memoria" di Salvador Dalì, un mondo in cui "Dopo due o tre giorni che abiti qui la smetti di pulire tutto ciò che si sporca di fango. Tutto diventa viscido o secco e polveroso, dipende dalla stagione. Anche le cose da mangiare sanno di fango. Anche quelle appena portate dalla città. Perché il fango ce l'abbiamo in bocca".

Non posso raccontarvi troppo, per non togliervi il piacere di scoprirlo pagina dopo pagina, riga dopo riga, posso solo consigliarvene la lettura perché ci vuole una grande abilità per riuscire in appena quaranta pagine a dar vita a una storia con un tale impatto, una storia che di certo non vi lascerà indifferenti.


Portici di Carta 2019

Cos'è Portici di Carta?



La libreria più lunga del mondo, che si snoda per ben 2 km sotto i portici di Torino.

Da lettrice non potevo certo perdermela, per cui ecco qui una breve carrellata delle cose belle che ho visto (e comprato!)



BUENDIA BOOKS


Buendia Books ha inaugurato la nostra iniziativa #TiPresentoUnEditore e la nostra prima tappa a Portici è stata ovviamente da lei!
Francesca quando parla dei suoi autori ha un tale entusiasmo da riuscire a convincere ad acquistare un testo di una sua autrice anche a una signora che si era fermata lì per caso.
Io ho preso "Sotto l'ala di Lilith" di Roberta Anau che non vedo l'ora di leggere e di recensire per voi.

NEL MONDO DI OZ



Massimiliano Feroldi è un illustratore geniale e poetico, bramavo Oz da tanto tempo e adesso è finalmente tra le mie mani, con tanto di dedica/disegno originale!

LA PIOLA LIBRERIA DI CATIA



Non poteva mancare un salto dalla mia libreria di fiducia!

NORA BOOK & COFFEE 


Conosciuta al Salone del Libro di Torino, è stato un vero piacere parlare di nuovo con Denise, che mi ha consigliato "La ragazza che levita" di Barbara Comyns, Safarà Editore (casa editrice che adoro), me ne ha parlato così bene che non potevo non acquistarlo!

LIBRERIA IL PONTE SULLA DORA



Qui ho acquistato "Dovremmo essere tutti femministi" di Chimamanda Ngozi Adichie e "Storia della morte in occidente" di Philippe Ariès.  Un plauso al libraio che non ha fatto una piega per queste scelte così strane tra loro e che mi ha regalato anche due cioccolatini squisiti. Vi verrò a trovare presto.

AUTORI RIUNITI


Un'altra casa editrice che avevo conosciuto al Salone, qui ho acquistato "La distrazione di Dio" di Alessio Cuffaro i cui diritti sono stati opzionati per una serie tv.

Cos'è dunque la felicità?

Una libreria lunga 2 km


[RECENSIONE] Lo straordinario, Eva Clesis

Oggi vi parlo di un libro il cui titolo rispecchia davvero il suo contenuto: "Lo straordinario" di Eva Clesis.


Lo straordinario
Eva Clesis
Las Vegas Edizioni
220 pp. 14,00 €

Trama


Alla tenera età di 37 anni, Lea sta cercando se stessa, ma le basterebbe trovare un nuovo inizio: ha rotto con il fidanzato, ha perso il lavoro presso una rivista di moda e sogna una carriera da giornalista d’assalto. Come se non bastasse, ha una sorella gemella di successo e una madre lontana e ipercritica.
Nonostante pensi di avere più sfiga che talento, le cose iniziano a girare per il verso giusto non appena Lea mette piede nella sua nuova casa, in un condominio della periferia milanese. I suoi abitanti lo chiamano “Lo Straordinario”. I padroni di casa sono una coppia di anziani gentilissimi, la mansarda in cui va a vivere è deliziosa, il prezzo dell’affitto incredibilmente basso, gli inquilini zelanti e prodighi di attenzioni. Tutti sono pronti ad accogliere Lea come in una grande famiglia.
Ma ogni famiglia è infelice a modo suo. E giorno dopo giorno Lea sospetta di essere diventata la pedina di un gioco sconosciuto, prigioniera della sua stessa casa e dei suoi vicini. Come potrà mai riuscire a evadere da ciò che si è trasformato in un Eden asfissiante?




Niente è come sembra.
Lo si capisce fin dalle prime pagine del prologo, che si concludono lasciando il lettore sbalordito, per poi proseguire con una storia che appare totalmente differente.

Si può essere licenziate e scoprire che il tuo fidanzato ti tradisce nello stesso giorno?
No. Accade solo nei film e in certe serie tv, o almeno è quello che si ripete Lea e invece è proprio quello che le succede.

Lea: trentasette anni, senza un lavoro, senza un fidanzato, senza una casa, con una gemella perfetta e una madre psicoterapeuta in pensione.

Mentre tutto sta volgendo al peggio però, sembra intervenire il caso a darle una mano, ed ecco così spuntare l'annuncio di una casa perfetta, a un prezzo irrisorio, fuori Milano.

Lo Straordinario è il nome del condominio.

I proprietari sono di una straordinaria gentilezza, così come i vicini, che la accolgono come se fosse una di famiglia, le riempiono la dispensa di leccornie, le regalano persino un gatto ma... tutta questa perfezione è troppo straordinaria per non apparire sospetta.

Perché sì, c'è qualcosa di decisamente strano sotto.


Ma cosa?
Cosa si nasconde dietro a tutta quella perfezione?
Perché c'è sempre quell'odore intenso?

E perché gli uccellini cantano ogni giorno alle sei in punto della mattina? E ancora come mai i condomini non vogliono che Lea si allontani dallo Straordinario?

La prima immagine che mi si è formata nella mente mentre leggevo questo romanzo è quella di un pacco avvolto in una carta da regalo scintillante. Un pacco che scarti e al cui interno trovi un altro pacco, sempre avvolto da altra carta scintillante, e più scarti e più trovi altri pacchetti e più ti viene voglia di scoprire che cosa ci sia alla fine al suo interno.

Eva Clesis ha dato vita a un romanzo che tiene il lettore incollato dalla prima all'ultima pagina grazie anche a uno stile scoppiettante, un romanzo che si divora in poche ore, con un epilogo davvero originale e totalmente inaspettato.

Lo Straordinario non è quello che sembra.
È molto di più.

Film sulla scrittura: "Parole magiche - La storia di J.K. Rowling"

Ritorna la nostra rubrica dedicata ai film con protagonisti scrittori o ambientati nel mondo della scrittura, oggi parliamo di: "Parole magiche - La storia di J.K. Rowling"





SCHEDA FILM:

REGIA: Paul A. Kaufman 
ATTORI:  Poppy Montgomery, Emily Holmes, Antonio Cupo, Janet Kidder, Madison Desjarlai
PAESE: USA
DURATA: 90 Min
ANNO: 2011

TRAMA

Durante un fatidico viaggio in treno da Manchester a Londra nel 1990, una giovane madre single di nome Joanne Rowling concepisce l'idea di un libro per bambini su un piccolo mago di nome Harry Potter. Cinque anni dopo, quell'idea ha dato luce alla saga letteraria di maggior successo nella storia dell'editoria. Per arrivare a essere una delle donne più ricche al mondo, Joanne ha però fatto i conti con una vita non sempre facile e con la perdita della madre in giovanissima età.




COSA NE PENSO...

Inutile girarci attorno, la storia di Joanne Rowling è il sogno segreto di ogni aspirante scrittore perché, sebbene Harry Potter sia conosciuto ormai in tutto il Mondo e abbia fatto sognare e appassionare intere generazioni, la sua pubblicazione non è stata immediata.

Harry Potter e la pietra filosofale fu infatti rifiutato da diversi editori prima di trovare una casa editrice disposta a pubblicarlo.

Joanne Rowling non era una scrittrice affermata ma una giovane madre single che viveva grazie ai sussidi statali.

Eppure la Rowling credeva talmente tanto nel suo libro che non si è mai arresa e... il resto è storia.

Un film quindi non solo per gli appassionati del celebre maghetto ma per tutti coloro che sognano un futuro da scrittori.

"Solo un piccolo consiglio: Non lasci il suo impiego. Nessuno diventa milionario scrivendo libri per ragazzi".

#TiPresentoUnEditore Buendia Books

È una giornata afosa e, seduta al tavolino di un bar, ascolto rapita Francesca parlare della sua creatura, la Buendia Books. 



Gli occhi le brillano quando mi racconta dei suoi autori, delle mille idee e progetti che ha in serbo per i suoi lettori.

Dalla sua voce traspare tutta la passione e l’entusiasmo che infonde quotidianamente nel suo lavoro e per questo credo sia perfetta questa intervista per dare vita al nostro progetto #TiPresentoUnEditore. 






1) Ciao Francesca ti va di presentarti ai nostri lettori? 


Mi chiamo Francesca Mogavero, ho 33 anni, sono laureata in Filologia e Letterature dell'Antichità, ho avuto un'esperienza museale abbastanza lunga nel coordinamento delle attività didattiche, quindi rapporto con il pubblico, visite guidate, accompagnato sempre da un amore per la letteratura e il libro tant'è che mi sono formata anche durante il mio percorso universitario, ho seguito corsi di editoria, corsi di impaginazione e realizzazione e-book a Milano, esperienze come freelance fino ad approdare poi a questa avventura di editrice indipendente con Buendia Books.


2) In questo momento storico in cui si dice che i lettori sono sempre meno, le librerie chiudono, perché aprire una casa editrice? 


Perché no? (ride). Sentivamo io e miei collaboratori e poi chi mi ha dato anche il coraggio e l'ultima spinta per aprire Buendia, il bisogno di uno spazio accogliente, la prima parola di casa editrice è infatti casa, uno spazio raccolto in cui dar vita alle storie, dare voce sia a scrittori emergenti, sia a chi ha avuto esperienze di pubblicazione in precedenza con altri editori. L’idea è di sperimentare il più possibile quindi di dare spazio a opere inconsuete ma anche a formati inconsueti, primo fra tutti la fiaschetta, opere complete, intense e dense ma piccole dimensioni e piccolo prezzo, come dice una nostra autrice “Libri per tutte le teste e tutte le tasche”.


3) A proposito della vostra collana Fiaschette, mi ha colpito la vostra scelta di dare spazio anche a quei testi brevi che solitamente in editoria non trovano spazio… 


Noi vogliamo rispondere con 3 sì a chi ci dice 3 volte no:

- Non leggo perché non ho tempo

- Non leggo perché i libri sono troppo cari

- Non leggo perché non ho più spazio in casa

Noi rispondiamo con la fiaschetta, un libro che garantisce una lettura in poco tempo: il tempo di attesa alla fermata del pullman, in coda alla posta, durante 
un viaggio in treno; un libro economico, vanno infatti da 2 a massimo 5 euro, e poi c’è sempre spazio per una fiaschetta in borsa o in un angolo della libreria. 


Vogliamo scuotere sia i lettori, far vedere loro che anche le opere di poche pagine sono qualitativamente molto valide, sia i nostri autori, sfidandoli a cimentarsi con generi e forme diverse.

Ad esempio Chiaro di Luna che è una delle nostre prime fiaschette, è il primo racconto di Andrea Castaldi che si è sempre misurato con la forma del romanzo, lo abbiamo sfidato a cimentarsi con il racconto, ne è venuta fuori un'opera valida e sorprendente e l’autore si è appassionato e si sta dedicando a scrivere altri racconti.

L'idea è anche quella di dare spazio e nobilitare questa forma letteraria.

C'è poi anche un aspetto ecologico perché sono tutti stampati in carta riciclata e da una 
tipografia locale, quindi km zero già a partire dalla stampa. 

                                                            


4) Come è nata la scelta del vostro nome e del logo che vi contraddistingue?


Buendia per Cent'anni di solitudine, ammiriamo in maniera particolare la figura di Aureliano Buendia, è la figura del rivoluzionario capace anche di sfuggire ad attentati, a lotte, ma allo stesso modo conserva sempre la capacità di incantarsi davanti alle piccole cose. La farfalla gialla ha un richiamo a Cent’anni di solitudine ma è molto importante anche qui in Piemonte, perché è la prima che spicca il volo quando va via il gelo, è la prima avvisaglia dell’arrivo della bella stagione.
Insomma un'immagine di rottura ma anche di ottimismo.


5) Siete una casa editrice radicata sul territorio… 


La Buendia non è la tipica casa editrice locale, ma è piemontese a livello lavorativo e operativo. I nostri autori vivono tutti qui, pur non avendo sempre origini piemontesi come Amal Bouchareb, nata in Siria, cresciuta in Algeria, vive in provincia di Torino da qualche anno. La nostra è una scelta lavorativa, volevamo entrare in contatto diretto con i nostri autori, poterli incontrare di persona. Anche le storie non sono necessariamente piemontesi.

Distribuzione in tutta Italia ma autori a km zero.

Il Piemonte si vede poi nella scelta dell'identikit, che sono questi tre simboli tratti dall'enogastronomia piemontese che raccontano in breve l'opera che il lettore ha tra le mani.

Il primo simbolo riguarda il formato: Barrique per indicare il libro di più ampio respiro, la Fiaschetta per il libro di piccolo formato.

Il secondo simbolo indica a livello molto generale, perché odiamo le classificazioni troppo nette e schematiche, la tematica: i Vermouth per le storie alcoliche, forti, quindi giallo noir e tutte le sfumature intermedie, si arriva fino all’horror e anche un accenno di fantascienza; il Plin la narrativa, come il raviolo ripieno che ha tanti ingredienti, così la narrativa è ripiena di vita, di storie e di emozioni, è la categoria più ampia e infine il Cri Cri che è la letteratura per bambini e ragazzi.

L’ultimo simbolo indica il tempo dell'autore: novello per autori contemporanei, moscati, che arriveranno a breve, e che saranno gli autori vintage. 



                                


6) Quali sono le novità che state preparando? 


Per questo autunno abbiamo due racconti che usciranno il 21 settembre: L'uomo della radura di Cristina Converso che è un noir green, l’autrice, essendo anche Dottore Forestale ama confrontarsi sul tema del delitto ambientale, che lascia conseguenze per tutte le prossime generazioni, lei fa il paragone tra umanità e alberi che forse poi non sono così diversi. 



L'altra opera è La paura trema contro, un esperimento molto particolare perché solitamente il percorso è dal libro al film, qui invece è stato fatto il contrario dal film al racconto, un esperimento di novelization, tratto dal film omonimo di Pupi Oggiano, il racconto è scritto da Corrado Artale e ha una prefazione del giornalista Gabriele Farina. 



Il 28 settembre invece uscirà Glasgow smile che è una barrique, la terza indagine dell’ispettore di polizia Alessandro Scarlatti scritta da Andrea Castaldi, di cui abbiamo già pubblicato le prime due indagini raccolte insieme per la prima volta nel volume cartaceo Finché morte non vi separi, erano nati come due romanzi separati, autopubblicati sotto forma di ebook dall’autore, li abbiamo rilevati, rivisti completamente e uniti per la prima volta in formato cartaceo. Anche Glasgow Smile era già stato pubblicato da un altro editore piemontese dopo aver vinto nel 2016 il primo premio del festival Giallo Garda nella sezione inediti, questa volta lo abbiamo ripubblicato noi con delle aggiunte, perché l’idea centrale di Buendia Books è che le buone storie non hanno data di scadenza e hanno sempre qualcosa da dire. 




7) Il vostro catalogo è molto vario, come scegliete i titoli da pubblicare? 


La scelta è sempre molto difficile perché comunque se qualcuno scrive è perché sente di dover dire qualcosa, la scrittura merita sempre rispetto, specialmente quando si apre verso l'esterno, ovviamente ci colpiscono in primo luogo la qualità, l'originalità e anche una certa correttezza di partenza e poi, e secondo me questo è irrinunciabile, la scelta è anche un po' di pancia, quindi se qualcosa ci coinvolge in prima persona, speriamo possa coinvolgere anche i nostri lettori. Per me uno degli indizi della qualità di un'opera è se riusciamo a vedercela davanti, se ci sentiamo circondati dai protagonisti di quella storia, se riusciamo a vedere una scena, l’ambiente nel quale lo scrittore vuole calarci, siamo sulla buona strada.



8) Cosa consiglieresti a uno scrittore esordiente? 


Innanzitutto leggere molto, non per imitare uno stile, ma per trovare la propria voce, lo dice anche lo scrittore Massimo Tallone che leggere e poi scrivere ci permette di riempire quei cassetti che abbiamo nella mente, riempirli di parole, di immagini per poi trovare la propria strada.
Poi di non fermarsi ai primi no, e di tener conto che l'opera non è immutabile, se l'editore suggerisce spunti, vi propone di rivedere delle parti è perché l'opera può sempre essere migliorata e questo può essere fatto insieme, l'editore non è il tiranno che impone dei cambiamenti ma può dare dei suggerimenti, può essere una levatrice, aiutarti in un momento di difficoltà ma poi sei tu scrittore a dare la vita.


9) La Buendia Books è una casa editrice non a pagamento 


Assolutamente, Buendia è nata anche con questo intento. Si dice sempre che ci sono più scrittori che lettori, noi cerchiamo di essere molto selettivi, pubblichiamo pochi titoli all’anno, il nostro calendario è completo per tutto il 2020 e la finestra per l'invio manoscritti è ancora chiusa, proprio perché vogliamo garantire ai lettori delle opere di qualità e delle opere che sono state coccolate e viziate al massimo all'interno della casa editrice. Tutto quello che facciamo per i nostri autori è assolutamente sulle nostre spalle, loro non pagano nulla, non sono obbligati a comprare copie, proprio perché ci crediamo, è un atto di responsabilità, è una scommessa che facciamo prima di tutto sulla nostra pelle, Buendia si carica di tutti i costi perché crede in quell'opera, quindi è doppiamente scelta.


Grazie mille a Francesca per averci concesso questa intervista e continuate a seguire insieme a noi la Buendia Books!



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#TiPresentoUnEditore

Ogni anno vengono pubblicati circa 60000 libri, ma il numero dei lettori continua a scendere.

Gli scaffali delle librerie si riempiono ogni giorno di novità che hanno poco tempo a disposizione per emergere e farsi notare.

Ma in questo mondo editoriale, che diventa sempre più veloce e frenetico, esiste anche una piccola editoria di qualità che passa purtroppo quasi sempre in sordina.

Una piccola editoria indipendente, che sceglie con cura e attenzione i testi da pubblicare, che coccola i propri autori.

Una piccola editoria che fa un lavoro splendido e ingiustamente poco conosciuto.

Come lettrice, da sempre mi sono chiesta come poter contribuire a far conoscere queste case editrici virtuose.

Il Salone del Libro, che è l’evento culturale che mi ha vista crescere e che non mi perdo da quando ho iniziato a leggere, è venuto in mio aiuto.

Nel 2002 infatti grazie al Salone è nato il progetto Adotta uno scrittore, uno straordinario modo per mettere in relazione e far incontrare lettori e autori, tanto che in 17 anni di vita sono stati adottati 370 autori da 369 classi, 12 case di reclusione, 1 ospedale, 1 sede universitaria, per un totale di 11251 ragazzi coinvolti.

Un risultato grandioso!

Così, complice una giornata afosa di metà agosto, mi sono chiesta perché non fare la stessa cosa con le case editrici?

È questo lo spunto che mi ha portata alla creazione del progetto #TiPresentoUnEditore

Ho deciso di mettere il mio blog a disposizione della buona editoria, vi presenterò quindi piccole case editrici indipendenti, di alta qualità, rigorosamente non a pagamento.

Vi presenterò chi c'è fisicamente dietro la casa editrice ma anche i testi che hanno scelto di pubblicare, che troverete recensiti su queste pagine, le fiere a cui parteciperanno e le loro idee e progetti futuri.

L'intento è quello di dar vita a un processo virtuoso.

Servirà a qualcosa? 

Sarà una semplice goccia nell'infinito mare editoriale?

Non lo so, so solo che voglio provarci.

E voi? Siete pronti a seguirci?


[RECENSIONE] L'uomo della radura, Cristina Converso

Oggi abbiamo un'esclusiva, ho infatti il piacere di presentarvi in anteprima il libro di Cristina Converso "L'uomo della radura" che troverete in tutte le librerie dal 21 settembre.


L'uomo della radura
Cristina Converso
Buendia Books
80 pp. 4,50 €
Trama

Sandra è una capotreno, ogni giorno osserva pendolari e viaggiatori occasionali, ne immagina le vite. Elisa è una giovane anima affine, e sarà a lei, complice una sosta forzata, che Sandra racconterà una storia di ferocia e natura, di delitti e rimorsi, un segreto celato nel tronco del frassino di Moncenisio.



Le anime gemelle si riconoscono a pelle, ma questo non vale solo in amore.

Sandra è una capotreno, da due anni vede Elisa salire ad Avigliana e scendere a Susa, non le ha mai parlato ma le è bastato uno sguardo per riconoscerla, per accorgersi che nonostante i quasi quarant'anni di differenza, loro due sono uguali, condividono infatti lo stesso dolore: quello di essere orfane.


E così, complice un guasto ferroviario, Sandra si siede accanto a Elisa e comincia a raccontarle la sua storia.


La storia della sua vita a lungo taciuta, quasi una sorta di confessione, uno sfogo catartico che serve a liberarla dal passato ma contemporaneamente anche a dare speranza al futuro, un futuro incarnato proprio dalla ragazza seduta di fronte a lei.

Cristina Converso sa catturare l'attenzione del lettore che si trova, quasi per magia, catapultato accanto a Sandra ed Elisa, ad ascoltare una storia che non può lasciare indifferenti.

"L'uomo della radura" è un romanzo breve ma intenso, sulla natura ma anche sulla natura degli uomini, un romanzo che rapisce e incanta, una fiaba a tratti crudele con un finale che colpisce ma che accende una luce di speranza nel cuore dei lettori.