Bilancio libresco: i migliori e i peggiori libri del 2018

Il 2018 è ormai agli sgoccioli è quindi il momento giusto per una riflessione sulle letture che mi hanno accompagnato durante questo lungo e faticoso anno.
Devo ammettere che è stato un anno di ottime letture, di riletture terapeutiche e di alcune ottime scoperte.
Ecco quindi le mie migliori e peggiori letture del 2018.

IL LIBRO PIÙ BELLO


"Quello che non ti ho mai detto" Celeste Ng


Quello che non ti ho mai detto
Celeste Ng
Bollati Boringhieri
232 pp. 12,00 € 

TRAMA


È una scena che abbiamo visto spesso al cinema e nelle serie TV: la madre apre la porta della camera della figlia e la trova vuota, il letto intatto. Si teme subito il peggio. Si chiede agli amici, ai vicini, poi si chiama la polizia. La sedicenne Lydia Lee viene ritrovata morta, annegata nel lago vicino a casa: è stata uccisa? E da chi? Oppure si è trattato di un incidente? Perché è uscita di notte? Tutte domande che continuano a tenere il lettore con il fiato sospeso, come in un romanzo giallo. Ma presto altre domande si insinuano nella sua mente, molto meno esplicite ma altrettanto inquietanti.

COMMENTO

Sebbene siano stati tanti i bei libri letti quest'anno, non ho dubbi su quale scegliere come migliore.
Mi aspettavo di trovarmi davanti a un giallo e invece l'autrice è riuscita a spiazzarmi completamente.
"Quello che non ti ho mai detto" è un romanzo potente, un pugno nello stomaco del lettore, un romanzo che parla di razzismo, di un uomo che cerca disperatamente di essere uguale agli altri e di una donna che farebbe di tutto pur di differenziarsi, di due persone che non riescono a trovare un equilibrio, della fragilità di una ragazza che scompare. 
Un libro da leggere e rileggere.

IL LIBRO PIÙ BRUTTO


"Il patto" Jodi Picoult


Il Patto
Jodi Picoult
HarperCollins
477 pp. 9,90 €


TRAMA

Fino a quella telefonata alle tre del mattino di una giornata di novembre, i Gold e i loro vicini di casa, gli Harte, sono sempre stati inseparabili. Per ben diciotto anni. Non è stata una sorpresa per nessuno, dunque, quando i loro figli adolescenti, Chris ed Emily, da semplici amici sono diventati qualcosa di più.
Ma adesso la diciassettenne Emily è morta uccisa da un colpo di pistola alla testa sparatole da Chris, in un apparente patto suicida lasciando le due famiglie devastate e alla disperata ricerca di risposte su un gesto inimmaginabile, di due figli che forse non conoscevano bene come credevano.
È rimasta una sola pallottola nella pistola che Chris ha preso dall'armadio del padre, una pallottola che secondo la sua versione era destinata a se stesso. Cos'è successo veramente?
Un detective della polizia del luogo nutre più di un dubbio sul patto suicida descritto dal ragazzo e inizia un'indagine che terrà il lettore col fiato sospeso fino all'ultima pagina.


COMMENTO

Quest'anno sono stati veramente pochi i libri brutti in cui mi sono imbattuta, sarà perché ho scelto con maggior accuratezza o perché ho avuto fortuna? Non lo so, so solo che questo rientra sicuramente tra i più brutti.
L'avevo scelto come libro da portarmi dietro durante le vacanze estive, alla ricerca di qualcosa di poco impegnativo per rilassarmi, mai scelta fu più sbagliata.
Lento, noioso, ripetitivo ma, e questa è la cosa più grave, è un libro di un maschilismo allucinante e fatico veramente tanto a capire come quella tra Chris ed Emily possa essere definita una storia d'amore.
Assolutamente sconsigliato.

IL MIGLIOR GIALLO

"La serie di Agatha Raisin" di M.C Beaton

Agatha Raisin e la quiche letale
M.C Beaton
Astoria
257 pp. 16,00 €
 
TRAMA

Agatha Raisin, cinquantenne dal carattere difficile, decide di cambiare vita: chiude la società di PR, che le ha permesso di guadagnare un bel po' di soldi, lascia Londra e si trasferisce nei Cotswolds, un'area di pittoresca bellezza nel cuore dell'Inghilterra. Carsely, il piccolo e perfetto villaggio dei suoi sogni, è sublime: gli abitanti sono stravaganti e gentili, il cottage comprato da Agatha è scomodo al punto giusto, abbondano i vestiti a fiori, tipo Laura Ashley, e la cordialità è un po' di facciata. A Londra non si era accorta di non avere amici, ma giunta a Carsely si ritrova sola e isolata. Donna attiva e prepotente, Agatha non si accontenta di inserirsi nella nuova comunità ma vuole diventare anche popolare. Come fare? Partecipare a una gara culinaria. E se non si è in grado di cucinare? Andare a Londra e comprare un'ottima quiche. E se il giudice della gara muore mangiando la quiche? Ingiustamente accusata di aver provocato una morte e giustamente additata per aver imbrogliato, Agatha investiga...


COMMENTO

Da amante dei gialli non potevo non dedicargli uno spazio a sé in questa classifica e al primo posto inserisco senza dubbio questa serie di cui mi sono follemente innamorata, tanto da leggerne i primi 5 volumi in poco più di un mese.
Agatha è un personaggio fuori dagli schemi, molto diversa dai tipici detective ai quali siamo abituati, cinica ma assolutamente adorabile.
Una serie imperdibile.


IL PEGGIOR GIALLO


"L'uomo che voleva uccidermi" Yoshida Shūichi


L'uomo che voleva uccidermi
Yoshida Shūichi
Feltrinelli
309 pp. 17,00 € 

TRAMA

In una fredda sera di dicembre, Ishibashi Yoshino saluta le amiche per andare a incontrare il suo ragazzo in un parco di Hakata, nella città di Fukuoka. Il mattino successivo, il cadavere della giovane viene rinvenuto nei pressi del valico di Mitsuse, un luogo impervio e inquietante: è stata strangolata.
Chi ha ucciso Yoshino? Chi è l’uomo che doveva incontrare al parco? Perché la cronologia delle chiamate e dei messaggi del suo telefono cellulare racconta una storia diversa da quella che conoscono gli amici e i familiari?
La morte violenta di una giovane innesca un intreccio di narrazioni accomunate dal senso di solitudine, dalla difficoltà di vivere in una società sempre più complessa, dalla desolazione dei paesaggi urbani, dall’incapacità di amare.


COMMENTO

L'ho abbandonato una prima volta dopo poche pagine ma, avendo letto che è un romanzo cult in Giappone, ho deciso di dargli una seconda possibilità.
Lo ammetto è stata dura arrivare fino alla fine. È un romanzo lento, che si perde molto spesso in divagazioni superflue, un giallo banale e che, secondo me, non riesce a raggiungere lo scopo che l'autore si era prefissato, ovvero di utilizzare il genere giallo per parlare di un tema più profondo.
Mi dispiace ma lo boccio.


IL MIGLIOR CLASSICO

"L'Agnese va a morire" Renata Viganò

L'Agnese va a morire
Renata Viganò
Einaudi
250 pp. 12,00€


TRAMA

La storia è ambientata nelle Valli di Comacchio durante la seconda guerra mondiale, nello specifico nel periodo degli otto mesi precedenti alla liberazione dell'Italia. La protagonista è una lavandaia di mezz'età, di nome Agnese, che, dopo la morte del marito deportato, non essendosi mai interessata prima di politica, inizia a collaborare con i partigiani assumendo il ruolo di staffetta.


COMMENTO


Romanzo che purtroppo non è così conosciuto come meriterebbe. 
Cresciuta con le storie di mio nonno partigiano, questo libro mi ha permesso di approfondire un'altro aspetto della Resistenza in Italia.
L'Agnese è una donna forte, pronta a sacrificare la sua vita in nome di un ideale, una donna che, come ci spiega la Viganò in appendice, è realmente esistita e alla quale si è ispirata per scrivere questa storia.
Un libro da riscoprire e leggere attentamente, specialmente di questi tempi.

IL MIGLIOR ESORDIO


"La terra dei sussurri" Laura Frassetto


La terra dei sussurri
Laura Frassetto
Elliot
242 pp. 17,50 €


TRAMA

Tre ragazzi decidono di partire alla ricerca di una loro amica, una studentessa del Politecnico di Torino scomparsa più di un anno prima. Le tracce di Vanessa si sono perse in Messico, al termine di un periodo come volontaria a Colola, località nota per la schiusa delle uova di tartaruga. I tre la cercano tra le spiagge della costa pacifica e le montagne dell'entroterra, sulle quali svernano le farfalle Monarca. Si immergono in un ecosistema complesso, habitat naturale di tassisti adepti al culto della Santa Muerte, tortugueros poco loquaci, narcotrafficanti di provincia, texane sradicate e veggenti dal passato ambiguo. Un romanzo dalle mille voci e dai mille echi, sullo sfondo del quale si rintracciano Frida Kahlo e Pedro Pàramo e intorno a cui risuona il frastuono del fenomeno mondiale del femminicidio.


COMMENTO

Può un libro che parla di omicidi in Messico spingere a voler visitare questa terra, dopo averlo letto? Sembra un paradosso ma la risposta è sì. 
L'autrice è bravissima nelle descrizioni e con maestria ci porta insieme a Lali, Pier e Nirvana in questo viaggio, un viaggio alla ricerca della verità perché, come i protagonisti, anche noi lettori siamo consapevoli che trovare Vanessa viva sia impossibile ma, nonostante l'angoscia crescente, si va avanti con loro, pagina dopo pagina.
La Frassetto non indugia in particolari macabri, né cerca qualche espediente per impietosire il lettore, ci presenta invece una storia in tutta la sua crudeltà, mostrandoci come si possa arrivare a quella che ormai è una piaga mondiale: il femminicidio.
Un'autrice da tenere sott'occhio.

UNA PIACEVOLE SCOPERTA


Louise O'Neill




Quest'anno ho scoperto una scrittrice: Louise O'Neill.
Ho letto "Solo per sempre tua" (qui trovate la recensione) e "Te la sei cercata" (qui trovate la recensione) e ho apprezzato moltissimo il suo modo di parlare ai ragazzi, affrontando temi scomodi ma senza dover infilarci per forza un lieto fine zuccheroso, in cui, come per magia tutto si risolve.
Ecco, mi piacerebbe davvero tanto saper scrivere come lei.



UNA (PROFONDA) DELUSIONE


"La scomparsa di Stephanie Mailer" Joël Dicker


La scomparsa di Stephanie Mailer
Joël Dicker
La nave di Teseo
640 pp. 22,00 €



TRAMA

30 luglio 1994. La cittadina di Orphea, stato di New York, si prepara a inaugurare la prima edizione del locale festival teatrale, quando un terribile omicidio sconvolge l'intera comunità: il sindaco viene ucciso in casa insieme a sua moglie e suo figlio. Nei pressi viene ritrovato anche il cadavere di una ragazza, Meghan, uscita di casa per fare jogging. Il caso viene affidato e risolto da due giovani, promettenti, ambiziosi agenti, giunti per primi sulla scena del crimine: Jesse Rosenberg e Derek Scott. 23 giugno 2014. Jesse Rosenberg, ora capitano di polizia, a una settimana dalla pensione viene avvicinato da una giornalista, Stephanie Mailer, la quale gli annuncia che il caso del 1994 non è stato risolto, che la persona a suo tempo incriminata è innocente. Ma la donna non ha il tempo per fornire le prove, perché pochi giorni dopo viene denunciata la sua scomparsa. Che cosa è successo a Stephanie Mailer? Che cosa aveva scoperto? Se Jesse e Derek si sono sbagliati sul colpevole vent'anni prima, chi è l'autore di quegli omicidi? E cosa è davvero successo la sera del 30 luglio 1994 a Orphea? Derek, Jesse e una nuova collega, la vicecomandante Anna Kanner, dovranno riaprire l'indagine, immergersi nei fantasmi di Orphea. E anche nei propri.


COMMENTO

Se l'anno scorso "La verità sul caso Harry Quebert" era stato il miglior libro del mio 2017, entrando a pieno titolo anche tra i miei libri preferiti, "La scomparsa di Stephanie Mailer" è stata invece una vera delusione.
Premetto che sono partita piena di aspettative, ma... troppi personaggi e troppi "colpi di scena" hanno reso questo libro la mia più grande delusione del 2018.
Certo, Dicker scrive benissimo per cui, nonostante le 640 pagine, la storia scorre bene e non si può nemmeno dire che sia un brutto libro, ma siamo purtroppo lontanissimi dal libro che lo ha reso (giustamente) famoso.


Qual è la vostra classifica del 2018?

[Recensione] "Solo per sempre tua" Louise O'Neill

Per la nostra rubrica di consigli libreschi, oggi parliamo di "Solo per sempre tua" di Louise O'Neill.


Solo per sempre tua
Louise O'Neill
HotSpot
367 pp. 16,50 €
Trama:
Sono sempre state amiche, Freida e Isabel. Ora hanno sedici anni, frequentano l'ultimo anno della scuola e sono in attesa della cerimonia dove sperano di essere scelte come compagne da uomini ricchi e potenti. L'alternativa è diventare concubine, o non essere scelte affatto e andare incontro a un destino terribile. Come tutte le altre ragazze, freida e isabel sono state prodotte in laboratorio e allevate con l'unico scopo di diventare perfette: la cura del corpo deve essere la sola ragione di vita, il loro carattere deve essere socievole e disponibile. Ora che il momento sta per arrivare la pressione è fortissima, isabel mette a rischio la sua sfolgorante bellezza perché non vuole più sottostare alle regole di questo mondo spietato... Poi finalmente i ragazzi arrivano, per scegliere le loro compagne, freida sa che deve combattere per il suo futuro, anche se per questo deve tradire la sua migliore amica, anche se significa innamorarsi quando è vietato, anche se sa che le conseguenze possono essere irreparabili... La storia di freida e isabel (senza maiuscole perché non possono essere delle vere persone) è ambientata in una società futura, dalle regole ferree e sconvolgenti. Eppure, leggendo di questo futuro immaginario, freida e isabel sono più vicine a noi di quanto possa sembrare.
                                                 


                                                   

Amo molto la collana HotSpot della casa editrice Il Castoro perché trovo che riesca a presentare al pubblico italiano degli young adult che sono delle piccole gemme, dei romanzi che trattano temi scottanti e attuali senza mai banalizzarli.

Questa estate avevo letto "Te la sei cercata" romanzo che mi aveva profondamente colpito (qui trovate la recensione) per questo ho deciso di leggere altro della stessa autrice e oggi voglio proprio parlarvi del suo primo libro "Solo per sempre tua".

Come avrete capito leggendo la trama, si tratta di un distopico, ma la cosa impressionante è che, eliminando gli elementi tipici di questo genere, ci troviamo di fronte a una realtà oggettivante della donna che non è così diversa da quella attuale.

Donne che vengono create con il solo scopo di obbedire, servire e compiacere l'uomo, donne che vengono messe l'una contro l'altra per occupare il primo posto di una classifica compilata da uomini che aspettano il loro sedicesimo anno per scegliere mogli e concubine.

La donna deve lavorare costantemente su se stessa, mai avere un capello fuori posto o il trucco sbavato perché, sebbene sia stata progettata alla perfezione, c'è sempre un margine di miglioramento.

Le donne sono le protagoniste di questa storia, ma nella vita il loro ruolo è marginale, tanto che il loro nome è sempre scritto con la lettera iniziale minuscola (a differenza di quello degli uomini) e vengono chiamate dalle loro insegnanti addirittura per numero.

La O'Neill, come per altro già in "Te la sei cercata", non è consolatoria ma ci presenta la realtà, in questo caso sotto forma di distopia, per quello che è, nuda e cruda.

Forse si poteva tagliare qualche parte per rendere la storia più scorrevole, ma sono dettagli, semplici bazzecole, "Solo per sempre tua" è un libro che trasmette angoscia, pagina dopo pagina, ma è anche un libro essenziale, uno quei libri che dovrebbero essere letti, dalle donne ma anche dagli uomini, per riflettere seriamente sulla spaventosa deriva verso cui ci stiamo dirigendo.



Tutte le eva devono saper gestire la propria condotta e comportarsi sempre da signore. 
Un comportamento emotivo può risultare sgradevole agli uomini e deve essere controllato.

"Tutto quel buio" Cristiana Astori

Nonostante questo autunno anomalo, l'altra sera la nebbia era talmente fitta che mi sembrava di essere quasi all'interno di un romanzo giallo e questo mi ha fatto venire voglia di rilassarmi concedendomi una lettura a tema, mi sono detta perché non una bella storia di mistero, magari che parli di vampiri, ambientata tra Torino e Budapest?

E il libro perfetto, che contiene tutti questi elementi, è senza dubbio “Tutto quel buio” di Cristiana Astori

Si tratta in realtà di una rilettura ma, dal momento che non l’avevo ancora recensito su questo blog, ne approfitto per farlo oggi.



Tutto quel buio
Cristiana Astori
Elliot Edizioni
254 pp. 17,50 €

Trama:
Susanna Marino, una studentessa squattrinata laureata in cinema, viene incaricata da un misterioso collezionista torinese di ritrovare una preziosa pellicola degli anni Venti, scomparsa durante l'occupazione nazista. Il regista è l'ungherese Károly Lajthay, il titolo "Drakula halála". Si dice infatti che sia questo, e non il "Nosferatu" di Murnau, il primo film in cui compare il personaggio di Dracula di Bram Stoker; nessuno però è mai riuscito a trovarlo, o, se l'ha fatto, non l'ha potuto raccontare. La pellicola pare infatti maledetta, e una mano misteriosa uccide chiunque tenti di venirne in possesso. Una volta giunta a Budapest, Susanna dovrà muoversi in una città dalle atmosfere espressioniste, tra tetti acuminati e oscuri sotterranei, in mezzo a cacciatori di pellicole privi di scrupoli, poliziotti sospettosi e ambigui musicisti noise, lungo una pista di sangue che affonda le radici in un tragico passato.





Prima di cominciare a leggere “Tutto quel buio”, lo avevo inserito provvisoriamente nella mia libreria trovandogli un posticino accanto a “Il club Dumas” dello scrittore spagnolo Arturo Pérez-Reverte e devo dire che, senza saperlo, gli avevo trovato un posto perfetto, l’atmosfera del libro della Astori infatti mi ha ricordato proprio quella del romanzo di Pérez-Reverte, che rientra a pieno titolo tra i miei libri preferiti, insomma un’affinità libresca a prima vista!

Uno dei punti forti di questa storia è dato dall'originalità della costruzione dei personaggi, Susanna è un’investigatrice sui generis, chi di voi infatti si è mai imbattuto in una protagonista che soffre di narcolessia? Ma oltre a questa sua peculiarità è un personaggio a cui ci si affeziona subito e ci vuole veramente poco per lasciarsi trascinare e immergersi con lei alla ricerca della copia perduta (e maledetta) del "Drakula halàla".

Ho apprezzato molto la scelta stilistica di scrivere dei capitoli brevi e incisivi, che invogliano il lettore a proseguire la lettura, bevendo un capitolo dopo l’altro, senza accorgersi di fare le ore piccole perché troppo impegnati nella scoperta di nuovi indizi.

Il colpo di scena finale è una vera chicca, senza svelare troppo (che se no poi, a ragione, mi dovete uccidere) vi dico solo che la parte ambientata nei sotterranei è da brividi, mi sembrava di essere in un film di Hitchcock e di questo va dato merito alla Astori, non è per nulla semplice replicare su carta l’atmosfera cinematografica e lei ci è perfettamente riuscita, dando vita a un finale che è “cattivo” al punto giusto.

Mi complimento anche con l’autrice per l’immenso lavoro di ricerca che si avverte esserci dietro questo testo, come Susanna non deve essere stato facile andare alla ricerca di tutti questi indizi perduti!

Piccola curiosità: Susanna è la protagonista anche della Trilogia dei Colori: “Tutto quel nero”, “Tutto quel rosso”, “Tutto quel blu” edita nella collana Giallo Mondadori, ma che purtroppo è quasi introvabile, spero che la Elliot, visto il successo che quest’ultimo volume (che ci tengo a sottolineare è autoconclusivo e si può leggere indipendentemente dagli altri) sta riscuotendo tra i lettori, decida di ripubblicarla, i lettori di Cristiana, e di Susanna, ne sarebbero davvero felici.

"Amore, musica e confetti" Chiara Orlando

Oggi iniziamo la giornata (e la settimana) con un consiglio libresco...

Chiara Orlando
Amore, musica e confetti
Panesi editore
110 pp. 3,11 €

Trama
Adria è una giovane donna proveniente da una famiglia benestante della provincia piemontese. Abbandonando gli studi e le prospettive di carriera auspicate dai genitori, decide di lavorare come pasticciera presso una piccola confetteria di paese. Affetta da un radicato complesso di inferiorità nei riguardi della sorella gemella Brunilde, Adria nasconde le sue insicurezze dietro una quotidianità banale e priva di ambizioni lavorative e sentimentali.
Nicholas Zaliani è un geniale compositore e musicista. Con un passato difficile alle spalle, è un uomo freddo e insofferente. L’improvvisa perdita dell’ispirazione lo riporterà al paese natale del padre, lo stesso padre che lo ha abbandonato durante l’infanzia e che lo ha reso un figlio illegittimo.
Adria e Nicholas s’incontrano per caso, grazie a un confetto. La loro storia si dipanerà sullo sfondo di un paese piccolo ma ricco di storia. Riusciranno i due a incastrare i pezzi del disordinato puzzle che è la loro vita, riuscendo a trovare il coraggio per affrontare i problemi del passato e un futuro incerto ma ricco di speranza?





Adria ha un lavoro che ama in una piccola confetteria, un appartamento vicino al centro e un quasi (molto quasi) fidanzato che lavora come becchino, insomma cosa si potrebbe volere di più dalla vita?
Niente, a meno che tu di cognome non faccia Rampante e non abbia una sorella gemella come Brunilde che invece è prefetta sotto ogni aspetto.
Insomma la vita di Adria appare agli occhi del mondo insipida come un bollito senza sale, se poi ci aggiungiamo anche l'imminente matrimonio della sorella con un uomo per cui Adria aveva in passato una cotta e il fatto che la sorella non l'abbia scelta nemmeno come damigella, il quadro sembra essere completo.
Ma la vita di Adria non è poi così negativa, è infatti circondata da un gruppo di amiche speciali che le vogliono molto bene: il Club SFJ (pronunciato esfigei) ovvero "Segrete fanatiche di Jane" che si riuniscono per parlare di libri e spettegolare presso la libreria Book and Tea.
Nicholas è il tipico esempio di genio e sregolatezza.
Alto, bello e affascinante, le donne cadono ai suoi piedi senza alcuno sforzo, ed è anche un famoso compositore e pianista, cosa potrebbe volere di più dalla vita?
Ritrovare l'ispirazione perduta, ed è proprio questo che lo spinge a un viaggio che lo riporterà in un piccolo borgo piemontese dove si annida il suo doloroso passato, ma anche dove vive Adria, una donna completamente diversa dai suoi standard abituali ma che è in grado di dar vita a dei confetti che sembrano delle opere d'arte e sarà proprio un confetto color pesca a far incontrare questi due personaggi così diversi.

Amore, musica e confetti è una bella storia d'amore, ma anche di amicizia, dal sapore vagamente rétro, è uno di quei libri che si sorseggiano come una buona tazza di tè caldo in una piovosa giornata autunnale.

Consigli per Halloween

La magica notte di Halloween è alla porte e, per gustare al meglio l'atmosfera, ecco i nostri consigli per tutti i gusti:

SAGGIO

È vero che Halloween è una festa americana? Assolutamente no!
Se volete conoscere l'origine e il vero significato di questa festa non potete perdere il saggio di Eraldo Baldini e Giuseppe Bellosi


Eraldo Baldini, Giuseppe Bellosi
Halloween. Origini, significato e tradizione di una festa antica anche in Italia
Il Ponte Vecchio
336 pp. 16,90 €

Trama: La celebrazione di Halloween ha preso piede anche in Italia, tanto da proporsi oggi come uno degli appuntamenti più attesi. Bambini mascherati, zucche intagliate, clima horror. Ciò non manca di suscitare un dibattito, dato che si tratterebbe di usanze ritenute importate, estranee alle nostre tradizioni. Ma è davvero così? Ora, se è vero che il boom odierno è dovuto a suggestioni mediatiche provenienti da oltreoceano, è vero altrettanto che nel folklore di tutte le regioni d'Italia, nei giorni che vanno dalla vigilia di Ognissanti (31 ottobre) a San Martino (11 novembre) sono da sempre presenti, o almeno lo erano fino a pochi decenni fa, tutti gli elementi costitutivi della festa, improntata sulla celebrazione di un "ritorno dei morti". L'intero bagaglio della ricorrenza è in effetti di derivazione europea, come mostrano Baldini e Bellosi in un viaggio suggestivo nel folklore del nostro Paese, nel mondo delle tradizioni, delle dinamiche culturali e del costume che non mancherà di affascinare ogni genere di lettore.

ROMANZO

Stephen King non ha mai nascosto il suo debito nei confronti di questo libro per il suo "It", sto parlando de "Il popolo dell'autunno di Ray Bradbury:

Ray Bradbury
Il popolo dell'autunno
Mondadori
278 pp. 10,00 €

Trama: Green Town, anonimo centro dell'Illinois. Manca una settimana alla festa di Halloween, quando la sonnacchiosa cittadina viene sconvolta da un "carnevale nero" scatenato da un circo misterioso che sembra promettere l'avverarsi di tutti i desideri e l'eterna giovinezza. Saranno due amici tredicenni, James Nightshade e William Halloway, a sconfiggere le forze del Male e a riscattare le anime dell'intera comunità. Ma impareranno fin troppo presto a fare i conti con i propri incubi.
RACCOLTA DI RACCONTI

Una raccolta di racconti tutta italiana:

AA.VV
Obscuria. Horror italiano. Halloween edition
Damster editore
302 pp. 14 €
Trama: Conoscete già le creature del male. Sapete come agiscono, in quale angoli oscuri dei vostri incubi si nascondono. Siete pronti ad affrontarle, non avete paura.
Ma attenti, state per entrare in una dimensione plasmata dalle storie di 22 autori italiani tra i più esperti nel raccontare la paura. State per entrare nel luogo dove l’impossibile è possibile. State per entrare in Obscuria. E forse non potrete più uscirne.
Autori: Cristiana Astori, Danilo Arona, Andrea Carlo Cappi, Roberto Carboni, Marco Carosi, Alessandro Chiometti, Diego Collaveri, Stefano Di Marino, Federica Gaspari, Olga Gnecchi, Claudio Guerra, Andrea Guglielmino, Enrico Luceri, Sara Magnoli, Gianluca Morozzi, Fabio Mundadori, Luca Occhi, Catia Pieragostini, Biagio Proietti, Gianfranco Staltari, Simona Teodori, Giada Trebeschi.

GRAPHIC NOVEL

Anche il celebre Batman si ritrova ad affrontare la notte di Halloween


Jeph Loeb
Batman. Il lungo Halloween
DC Comics
384 pp. 29,95 €

Trama: Un eroe in costume impara che non può avere fiducia negli altri. Un serial killer compie i suoi omicidi nei giorni di festa. Un signore del crimine cerca di non perdere il controllo del suo fragile impero. Una città assediata dai gangster diventa il rifugio di un esercito di mostri. Un onesto procuratore distrettuale nasconde un terribile segreto. Una dama seducente tenta di conquistare il Cavaliere Oscuro. E un'amicizia rischia di essere distrutta per sempre. Ecco i tasselli di questo mistero.

AUDIOBOOK

Ho da poco scoperto questi due ragazzi straordinari che hanno un canale YouTube dedicato agli audiobooks, la voce narrante è di Lorenzo Loreti mentre le musiche sono di Filippo T. Casanova. Sono veramente molto bravi, sul loro canale potete trovare diverse opere di King adatte per Halloween, io vi suggerisco un classico...





FILM

Che Halloween sarebbe senza un bel film dell'orrore?  Ce ne sono tantissimi, io però ne ho scelto uno poco conosciuto, molto suggestivo e non eccessivamente pauroso "La vendetta di Halloween"


GENERE: Horror
ANNO: 2007
REGIA: Michael Dougherty
PAESE: USA
DURATA: 82 Min

Trama: In una cittadina dell'Ohio, quattro storie raccapriccianti si intrecciano tra loro, nella notte di Halloween. Laurie, una giovane donna travestita da cappuccetto rosso, si reca da sola attraverso il bosco. Steven un padre di famiglia che nasconde un'identità da serial killer, cerca disperatamente una zucca per suo figlio. Un gruppo di adolescenti si dirige nel luogo in cui accadde una tragedia per architettare uno scherzo alquanto macabro. Infine, un uomo scontroso, l'anziano signor Kreeg, combatte contro un malizioso demone di nome Sam, uno strano gnomo con la testa a forma di zucca. Nella notte stregata, i quattro racconti hanno come denominatore comune strane creature, non-morti e spiriti che vagano insieme agli esseri umani.

Scrivere è un (duro) lavoro

Scrivere è un duro lavoro, dice Snoopy e ha perfettamente ragione, ma andiamo con ordine.



Scrivere può essere considerato un lavoro? 
Assolutamente sì.

Come mai allora, nell'immaginario comune, quando si parla di scrittura si pensa (quasi) sempre a un semplice hobby?

Perché da sempre aleggia un alone romantico attorno a questa professione.

Lo scrittore viene visto come colui che compone le sue opere nel cuore della notte sorseggiando una tazza di caffè...



Quanto sarà mai difficile infatti scrivere un libro? Basta sedersi a una scrivania e buttare giù di getto duecento pagine, vero?

Assolutamente no e ce lo spiega molto bene la regina del giallo Agatha Christie in un brano del suo romanzo "Carte in tavola".

«Oh Signora Oliver, che cosa meravigliosa deve essere quella di saper scrivere!».
La Signora Oliver si fregò la fronte con un dito nero per essere stato a contatto con la carta copiativa e disse «perché?».
«Oh - fece Rhoda un po' sconcertata - bé pensavo che dovesse essere così. Che meraviglia sedersi a un tavolo e scrivere da cima a fondo un romanzo!».
«A dir la verità non succede esattamente così» disse la Signora Oliver.
«Effettivamente bisogna anche pensarci, prima, sapete? E quella di pensare è sempre una gran seccatura. E poi bisogna anche pianificarle le cose. E di tanto in tanto si finisce per trovarsi fermi in un punto morto, o bloccati da qualche difficoltà e si ha l'impressione di non riuscire più a cavarsela da quell'incaglio... invece, poi, ci si riesce. No, scrivere non è particolarmente piacevole. È un lavoro faticoso, come qualsiasi altro».

Questa idea romantica, secondo me, è stata ed è un grande ostacolo per prendere sul serio un mestiere che ha pari dignità come tutti gli altri.
Certo, vivere di scrittura è molto difficile, come per altro avviene per ogni lavoro artistico, ma non è su questo che voglio focalizzarmi.

Si scrive indubbiamente (anche) per piacere ma non bisogna mai dimenticarsi che la scrittura è un lavoro come tutti gli altri, con gioie e dolori annessi.

Per questo non sminuite mai voi stessi e le vostre opere.
Quel manoscritto che avete sul computer e che vi è costato un sacco di tempo, di fatica, che vi ha fatto perdere diottrie alla ricerca di refusi è un lavoro, magari non perfetto, ma è un lavoro, non permette mai che qualcuno dica il contrario.












"Te la sei cercata" Louise O'Neill

"Te la sei cercata" è purtroppo una delle frasi che si sente più spesso pronunciare quando una donna denuncia uno stupro, ma è anche il titolo di un bellissimo romanzo di Louise O'Neill pubblicato in Italia da Il Castoro nella sua splendida collana HotSpot.


Te la sei cercata
Louise O'Neill
Il Castoro
273 pp. 16,00 €
TRAMA:
In una cittadina di provincia dove tutti si conoscono, Emma O'Donovan è diversa. Lei è speciale: diciotto anni, bellissima, popolare, potente. È sempre perfetta e ama essere desiderata. Tutte le ragazze vorrebbero essere sue amiche, e tutti i ragazzi vorrebbero uscire con lei. Fino a quella notte. A quella festa d'estate, Emma era troppo ubriaca per rendersi conto di cosa stava accadendo, troppo ubriaca per dire basta, troppo ubriaca per ricordare. Ma quelle immagini, quelle fotografie che tutti hanno visto online, significano che non potrà mai dimenticare. E dopo la violenza comincia un nuovo incubo: Emma era speciale, ma ora è solo una fonte di imbarazzo. È sulla bocca di tutti, assurdamente additata e accusata. Davvero se l'è cercata? Davvero è sua la colpa? Senza punti di riferimento, Emma comincia a dubitare persino di se stessa.


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Emma è bella e lo sa.
Emma è andata a una festa.
Emma indossava un vestito troppo corto.
Emma ha bevuto.
Emma ha accettato di prendere della droga.
Emma è stata stuprata.
Ma non lo sa, o meglio non lo ricorda, lo scopre nel momento in cui vede le sue foto su internet.
Foto del suo corpo: nudo, violato, oggetto di scherno anche da parte di gente che conosce da una vita, suoi compagni di scuola. 
Ormai il suo corpo non le appartiene più, è della rete.
Tutto questo non è solo finzione, frutto della fantasia dell'autrice, ma richiama tristemente numerosi casi di cronaca.
La seconda parte del romanzo, quella ambientata un anno dopo la violenza, è quella che ho apprezzato di più.
Cosa succede a una vittima di stupro?
La O'Neill non ci risparmia nulla, ci mostra una ragazza che sprofonda, una famiglia che spera che fingendo che non sia successo nulla tutto si aggiusti, gli insulti, le angherie, i "te la sei cercata".
Il finale è un pugno nello stomaco ma è vero e proprio per questo deve far riflettere.
"Te la sei cercata" è un libro che dovrebbe essere adottato in tutte le scuole superiori, che dovrebbe essere oggetto di dibattito tra i ragazzi ma anche tra gli adulti, genitori e insegnanti, perché è fondamentale che si comprenda fino in fondo il messaggio che:


No. In nessun caso te la sei cercata.

E questo va gridato a squarciagola, come ha fatto la bravissima Louise O'Neill con il suo splendido romanzo.

Salone del Libro di Torino 2018

Il Salone del Libro di Torino è l'Appuntamento italiano imperdibile per tutti gli amanti dei libri e noi di Scribacchini per Passione non potevamo ovviamente mancare!


La vostra Scribacchina che si "sacrifica" per visitare il Salone



Non si può andare al Salone e uscirne a mani vuote, ecco quindi i miei acquisti libreschi:



"Te la sei cercata", Louise O'Neill, Il Castoro

Amo molto la collana HotSpot della Castoro perché ha il coraggio di pubblicare libri young adult che trattano tematiche importanti, questo è un libro molto forte e secondo me, oggi più che mai, necessario. Inoltre la chiacchierata con loro è stata piacevolissima.


"A cosa servono le ragazze", David Blixt, La Corte Editore

Ringrazio Gianni La Corte per avermi consigliato questo libro, permettendomi così di ampliare il materiale che sto raccogliendo sulla grande giornalista investigativa Nellie Bly, una donna straordinaria, tutta da (ri)scoprire.

"Onnazaka", Fumiko Enchi, Safarà Editore


Avevo conosciuto la casa editrice Safarà ai tempi di "Ragazze che scompaiono" della Oliver, ho avuto il piacere di ritrovarla al Salone con un nuovissimo e davvero molto interessante catalogo, mi sono fiondata subito su questo perla, che promette bene. Chiacchierare con loro è stato molto affascinante.


"L'altra metà delle fiabe" a cura di Antonella Castello e "Leggende Polinesiane", ABEditore


Questa casa editrice pubblica dei piccoli gioielli, sia dal punto di vista della scelta dei titoli che dal punto di vista della grafica dei loro libri. La voglia di acquistare l'intero catalogo era fortissima!

"Come far volare un gatto", Massimiliano Feroldi, Lavieri


Massimiliano Feroldi è il mio illustratore preferito, i suoi disegni sono splendidi, da restare a bocca aperta. Ho avuto il piacere di conoscerlo e di avere anche una dedica speciale! Se volete rifarvi gli occhi questo è il suo sito



"Il club degli assassini", Pamela Branch, Polillo Editore

È diventata ormai per me una tradizione acquistare ogni anno al Salone un giallo della Polillo, la sua collana "I bassotti" pubblica romanzi polizieschi sconosciuti e/o introvabili. Mentre spulciavo i vari titoli e trame, un'altra lettrice, anche lei intenta nella mia stessa ricerca, mi ha suggerito questo romanzo, dicendomi che le era molto piaciuto. Non so chi tu sia ma... mi sono fidata e sono sicura di non aver sbagliato!


E voi l'avete visitato? Vi è piaciuto? Quali libri avete acquistato?





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Le bugie degli editori a pagamento

La maggior parte degli editori a pagamento (qui spieghiamo chi sono) ha dei veri e propri cavalli di battaglia per convincere gli autori esordienti a pagare.
Oggi ci divertiamo a sfatare tre di questi miti, i più celebri:


Tutti pagano per pubblicare:


Non è vero, anzi, è vero proprio il contrario!
La norma è che non si paga ma si viene pagati, perché scrivere è un lavoro e come tutti i lavori va giustamente retribuito.
Chissà perché solo in campo editoriale si dà per scontato che si debba pagare il proprio datore per poter lavorare.
Per cui se vi dicono che tutti hanno pagato o sono male informati o sono in cattiva fede.


Non esistono case editrici free:


Basta avere un collegamento internet per scoprire che neppure questo punto è vero.
Esistono le case editrici che pubblicano senza chiedere alcun contributo agli autori e, vi svelo un segreto, sono anche numerose!
Consiglio sempre, per farsi un'idea del mondo editoriale, di visitare il forum del Writer's Dream, qui trovate censite più di trecento case editrici che non chiedono nemmeno un centesimo all'autore e le testimonianze positive o negative degli utenti (attenzione: non sono l'amministratrice del Writer's Dream, se trovate errori o inesattezze nelle liste, non comunicateli a me ma al suo staff)



Anche Italo Svevo ha pagato:



Generalmente, quando un autore è indeciso, l'asso che viene calato per convincerlo è: "Anche Italo Svevo ha pubblicato a pagamento" che è un modo per sottintendere: vedi, Italo Svevo ha pagato e adesso i suoi testi vengono studiati anche a scuola.
Studiando con più attenzione la vita di Svevo però, scoprirete che il suo insegnante di inglese era niente meno che Joyce (sì, quel Joyce, l'autore del celebre "Ulisse") e che era grande amico di un giovane poeta, Eugenio Montale (vi dice nulla questo nome?).
Joyce e Montale rimasero così colpiti da "La coscienza di Zeno" che ne favorirono la diffusione.
Se oggi Svevo è uno scrittore celebre, quindi, non è di sicuro per merito del suo editore.

"La città delle streghe" Luca Buggio

Per la nostra rubrica dedicata ai consigli letterari, oggi parliamo del romanzo di Luca Buggio “La città delle streghe” edito da La Corte Editore.

La città delle streghe
Luca Buggio
La Corte Editore
16,90 € 392 pp.

TRAMA:

Agli inizi del 1700 la politica spregiudicata di Vittorio Amedeo II porta il Ducato di Savoia in guerra contro la Francia. Laura Chevalier, cresciuta vicino a Nizza, crede di essere al sicuro fuggendo a Torino, ma scopre che la capitale del Ducato non è una città come tutte le altre. Ci sono cose di cui non si può parlare se non sotto la protezione dei Santi, perché l’Uomo del Crocicchio è sempre a caccia di anime e potrebbe essere in ascolto. Misteriose presenze si aggirano per le vie quando scende la notte, e cadaveri mutilati vengono ritrovati la mattina seguente. Lo sa bene Gustìn, un tempo monello di strada che si è fatto le ossa fra imbrogli, furti e truffe fino a diventare una delle spie del Duca. Disilluso e intraprendente, è l’uomo giusto per fare i lavori sporchi, ma anche per mettersi a caccia di banditi, streghe e serial killer.
Le loro vite si sfiorano mentre la città si prepara a sostenere l’assedio che deciderà i destini della guerra e del Ducato, tremando per i segni diabolici, affidandosi ai presagi celesti.


                                             __________________________________________


Ho conosciuto Luca al Salone del Libro di Torino nel 2010, lui presentava il suo romanzo“La danza delle marionette” e io la mia raccolta "Racconti tratti da un Moleskine", sono contenta di ritrovarlo oggi con un nuovo libro. 

Se nel precedente aveva già dato prova delle sue doti letterarie, in questi anni la sua scrittura è cresciuta in maniera notevole.

Ho acquistato subito il suo romanzo non solo per la stima che nutro nei suoi confronti come autore, ma anche perché quando si parla di streghe, serial killer e di Torino non riesco proprio a resistere.

Il titolo e la cover, una suggestiva fotografia di Valerio Minato, colpiscono subito l'attenzione del lettore, che non rimarrà certo deluso dalla storia.

Quando si parla di misteri c'è sempre il rischio di svelare troppo, per questo non voglio addentrarmi nella trama, vi dirò invece 5 motivi per cui, secondo me, dovreste leggere questo libro:


  1. Luca, oltre che scrittore è un regista teatrale e si vede! "La città delle streghe" è un romanzo molto visivo, ricco di descrizioni particolareggiate, l'autore ha infatti la dote di condurre per mano il lettore all'interno della storia e di fargliela vivere insieme ai suoi personaggi.
  2. Per scrivere un romanzo storico è necessario documentarsi bene e Luca l'ha fatto, curando ogni singolo dettaglio, raccontando bene la città e il periodo storico, senza però eccedere, riuscendo a rendere così tutte le informazioni digeribili persino a me che non vado matta per i romanzi storici!
  3. I personaggi non sono piatti, statici, ma tridimensionali, con un ottimo approfondimento psicologico, ho apprezzato in particolar modo la cura nella costruzione della figura di Laura, la protagonista (e di sicuro non deve essere stato semplice calarsi nei panni di una giovane donna nella Torino del 1700).
  4. "La città delle streghe" è un romanzo storico ma anche un giallo ed è davvero affascinate il mistero che si dipana nel corso delle sue pagine: Chi è l'autore di questi efferati delitti? È l'uomo del Crocicchio? E chi o che cos'è?
  5. Il finale ha un degno colpo di scena, da lasciare spiazzato anche il lettore di gialli più smaliziato.

Ultimo consiglio... per accompagnare al meglio la lettura, vi suggerisco un buon bicerin e come colonna sonora il “Se chanto” dei Lou Dalfin che ha ispirato l’autore stesso nella stesura del libro. 



Buona lettura!


P.s Se avete letto e amato "La città delle streghe" ho per voi un'ottima notizia: Al Salone del Libro di Torino verrà presentato in anteprima il nuovo romanzo di Luca "La città dell'assedio" La Corte Editore 

Torino che Legge incontra Torino che scrive

Dal 16 al 23 aprile c'è Torino che legge, un altro imperdibile appuntamento per noi amanti dei libri.
Un'intera settimana di eventi e iniziative dedicate alla lettura.
Qui trovate il programma completo.
Tra le tante iniziative ci tengo a segnalarvi "Torino che legge incontra Torino che scrive" dove non solo verrà presentata l'antologia "La Piola racconta" a cui ho partecipato con il racconto "Acqua e menta" ma si parlerà di un tema che mi sta molto a cuore: la cultura in periferia.
L'appuntamento è venerdì 20 aprile, alle ore 21, presso l'Open 011, in corso Venezia 11, Torino.


Festival Libri in Piola 2018

Un'occasione imperdibile per tutti i lettori torinesi, torna infatti il festival "Libri in piola... e non solo".
Una carrellata di eventi (e di buon cibo!) per tutti i palati.
L'appuntamento è dal 12 al 15 aprile in via Bibiana 31, Torino.
Qui sotto la locandina con tutti gli eventi.
Qui la pagina Facebook dedicata, con tutte le informazioni.


Dieci modi per farsi rifiutare da un editore

Hai spedito il tuo manoscritto a tutti gli editori esistenti ma nessuno ti ha risposto, nemmeno per dirti che il tuo romanzo fa schifo?
Prima di appendere la penna al chiodo e decidere di darti all'ippica, leggi la lista qui sotto, magari il tuo libro non è brutto, semplicemente stai sbagliando il modo in cui ti proponi!


Dieci modi (sicuri) per farsi rifiutare da un editore






Spedire un romanzo chick lit ad Adelphi: Prima di spedire un romanzo è essenziale controllare il catalogo dell'editore. No, le case editrici non pubblicano qualsiasi cosa basta che sia bella, ogni editore ha una sua linea editoriale, c'è chi pubblica solo romanzi di genere, chi non pubblica fantasy, chi pubblica solo saggi. Se mandi un romanzo chick lit all'Adelphi non ti stupire poi se non ti rispondono.

Spedire un romanzo lasciando visibili come destinatari 100 editori diversi: Non è per nulla un buon biglietto da visita, dà l'idea che hai scaricato un elenco da internet e hai spedito a caso, sperando nel mucchio di imbroccare l'editore giusto. Questo non vuol dire che non puoi inviare il tuo manoscritto a più editori contemporaneamente ma, se non perdi nemmeno cinque minuti di tempo per informarti su chi sia la persona a cui stai scrivendo, perché un editore dovrebbe leggere il tuo libro?

Spedire un romanzo senza allegare una lettera di presentazione: Invieresti un curriculum vitae senza lettera di presentazione? Allora perché non farlo quando si contatta un editore? Iniziare con un buongiorno, dire chi sei, di che cosa tratta il tuo romanzo e perché ti stai rivolgendo proprio a quella casa editrice non ha mai ucciso nessuno ma anzi è un segno di cura, attenzione e buona educazione. Provare per credere!

Scrivere nella lettera di presentazione che se l'editore vuole sapere chi sei e che cosa hai scritto può cercare su internet: Sai quanti romanzi arrivano alle case editrici? Secondo te un editore ha davvero il tempo materiale di fare una ricerca su google per ogni singolo aspirante autore? Scrivi direttamente tutto nella mail, renderai il lavoro dell'editore più veloce ed eviterai di correre il rischio di essere subito cestinato.

Scrivere nella lettera di presentazione all'editore che tanto ormai si pubblica solo spazzatura e/o raccomandati: Sputare nel piatto in cui si vorrebbe mangiare non è mai una strategia vincente. Se davvero credi che ormai tutto quello che si pubblica sia spazzatura perché stai contattando un editore? Se invece pensi che non sia vero, perché scriverlo?

Scrivere nella lettera di presentazione che: tua madre, i tuoi amici e il tuo cane reputano il tuo romanzo strepitoso: Mi dispiace deluderti ma una presentazione del genere non ha mai incuriosito nessun editore, anzi, ti farà apparire come una persona con un ego enorme, incapace di riconoscere le vere critiche e farà finire il tuo manoscritto diritto nel cestino.

Scrivere all'editore che il tuo manoscritto è depositato alla SIAE: Molti editori non la prendono molto bene. Perché? Perché sottolinearlo nella lettera di presentazione è come dire, nemmeno tanto velatamente, a un editore che non ti fidi di lui, che lo reputi un ladro e per questo ti sei già premunito. Non è molto carino vero? Voglio subito tranquillizzarti, quella degli editori che rubano le idee agli esordienti è una leggenda metropolitana, ma se proprio hai paura c'è un metodo a costo zero (qui un vecchio articolo che spiega come).

Se ti chiedono il manoscritto completo invii solo la sinossi o viceversa: Ogni editore ha un suo metodo di lavoro. C'è chi chiede il manoscritto intero, chi invece inizialmente una sinossi e qualche capitolo. Perché non seguire le indicazioni? Fare di testa propria è sempre controproducente e porta sempre a finire nel cestino.

Inviare solo l'idea perché la storia non l'hai ancora scritta: Capisco che i tempi dell'editoria siano biblici, ma cosa speri di ottenere contattando un editore prima ancora di aver scritto un libro? Mettiamo che all'editore l'idea piaccia, quando ti chiederà tutto il manoscritto cosa dirai? Due giorni e lo scrivo?

Inviare a me il tuo manoscritto: Non ho una casa editrice ma puntualmente mi arrivano testi di aspiranti scrittori, perché? Ricollegandoci al punto 1: Non inviare a caso! 
Inviare a tutti, indiscriminatamente, è il modo più semplice per non pubblicare il tuo libro.