Bilancio libresco: i migliori e i peggiori libri del 2018

Il 2018 è ormai agli sgoccioli è quindi il momento giusto per una riflessione sulle letture che mi hanno accompagnato durante questo lungo e faticoso anno.
Devo ammettere che è stato un anno di ottime letture, di riletture terapeutiche e di alcune ottime scoperte.
Ecco quindi le mie migliori e peggiori letture del 2018.

IL LIBRO PIÙ BELLO


"Quello che non ti ho mai detto" Celeste Ng


Quello che non ti ho mai detto
Celeste Ng
Bollati Boringhieri
232 pp. 12,00 € 

TRAMA


È una scena che abbiamo visto spesso al cinema e nelle serie TV: la madre apre la porta della camera della figlia e la trova vuota, il letto intatto. Si teme subito il peggio. Si chiede agli amici, ai vicini, poi si chiama la polizia. La sedicenne Lydia Lee viene ritrovata morta, annegata nel lago vicino a casa: è stata uccisa? E da chi? Oppure si è trattato di un incidente? Perché è uscita di notte? Tutte domande che continuano a tenere il lettore con il fiato sospeso, come in un romanzo giallo. Ma presto altre domande si insinuano nella sua mente, molto meno esplicite ma altrettanto inquietanti.

COMMENTO

Sebbene siano stati tanti i bei libri letti quest'anno, non ho dubbi su quale scegliere come migliore.
Mi aspettavo di trovarmi davanti a un giallo e invece l'autrice è riuscita a spiazzarmi completamente.
"Quello che non ti ho mai detto" è un romanzo potente, un pugno nello stomaco del lettore, un romanzo che parla di razzismo, di un uomo che cerca disperatamente di essere uguale agli altri e di una donna che farebbe di tutto pur di differenziarsi, di due persone che non riescono a trovare un equilibrio, della fragilità di una ragazza che scompare. 
Un libro da leggere e rileggere.

IL LIBRO PIÙ BRUTTO


"Il patto" Jodi Picoult


Il Patto
Jodi Picoult
HarperCollins
477 pp. 9,90 €


TRAMA

Fino a quella telefonata alle tre del mattino di una giornata di novembre, i Gold e i loro vicini di casa, gli Harte, sono sempre stati inseparabili. Per ben diciotto anni. Non è stata una sorpresa per nessuno, dunque, quando i loro figli adolescenti, Chris ed Emily, da semplici amici sono diventati qualcosa di più.
Ma adesso la diciassettenne Emily è morta uccisa da un colpo di pistola alla testa sparatole da Chris, in un apparente patto suicida lasciando le due famiglie devastate e alla disperata ricerca di risposte su un gesto inimmaginabile, di due figli che forse non conoscevano bene come credevano.
È rimasta una sola pallottola nella pistola che Chris ha preso dall'armadio del padre, una pallottola che secondo la sua versione era destinata a se stesso. Cos'è successo veramente?
Un detective della polizia del luogo nutre più di un dubbio sul patto suicida descritto dal ragazzo e inizia un'indagine che terrà il lettore col fiato sospeso fino all'ultima pagina.


COMMENTO

Quest'anno sono stati veramente pochi i libri brutti in cui mi sono imbattuta, sarà perché ho scelto con maggior accuratezza o perché ho avuto fortuna? Non lo so, so solo che questo rientra sicuramente tra i più brutti.
L'avevo scelto come libro da portarmi dietro durante le vacanze estive, alla ricerca di qualcosa di poco impegnativo per rilassarmi, mai scelta fu più sbagliata.
Lento, noioso, ripetitivo ma, e questa è la cosa più grave, è un libro di un maschilismo allucinante e fatico veramente tanto a capire come quella tra Chris ed Emily possa essere definita una storia d'amore.
Assolutamente sconsigliato.

IL MIGLIOR GIALLO

"La serie di Agatha Raisin" di M.C Beaton

Agatha Raisin e la quiche letale
M.C Beaton
Astoria
257 pp. 16,00 €
 
TRAMA

Agatha Raisin, cinquantenne dal carattere difficile, decide di cambiare vita: chiude la società di PR, che le ha permesso di guadagnare un bel po' di soldi, lascia Londra e si trasferisce nei Cotswolds, un'area di pittoresca bellezza nel cuore dell'Inghilterra. Carsely, il piccolo e perfetto villaggio dei suoi sogni, è sublime: gli abitanti sono stravaganti e gentili, il cottage comprato da Agatha è scomodo al punto giusto, abbondano i vestiti a fiori, tipo Laura Ashley, e la cordialità è un po' di facciata. A Londra non si era accorta di non avere amici, ma giunta a Carsely si ritrova sola e isolata. Donna attiva e prepotente, Agatha non si accontenta di inserirsi nella nuova comunità ma vuole diventare anche popolare. Come fare? Partecipare a una gara culinaria. E se non si è in grado di cucinare? Andare a Londra e comprare un'ottima quiche. E se il giudice della gara muore mangiando la quiche? Ingiustamente accusata di aver provocato una morte e giustamente additata per aver imbrogliato, Agatha investiga...


COMMENTO

Da amante dei gialli non potevo non dedicargli uno spazio a sé in questa classifica e al primo posto inserisco senza dubbio questa serie di cui mi sono follemente innamorata, tanto da leggerne i primi 5 volumi in poco più di un mese.
Agatha è un personaggio fuori dagli schemi, molto diversa dai tipici detective ai quali siamo abituati, cinica ma assolutamente adorabile.
Una serie imperdibile.


IL PEGGIOR GIALLO


"L'uomo che voleva uccidermi" Yoshida Shūichi


L'uomo che voleva uccidermi
Yoshida Shūichi
Feltrinelli
309 pp. 17,00 € 

TRAMA

In una fredda sera di dicembre, Ishibashi Yoshino saluta le amiche per andare a incontrare il suo ragazzo in un parco di Hakata, nella città di Fukuoka. Il mattino successivo, il cadavere della giovane viene rinvenuto nei pressi del valico di Mitsuse, un luogo impervio e inquietante: è stata strangolata.
Chi ha ucciso Yoshino? Chi è l’uomo che doveva incontrare al parco? Perché la cronologia delle chiamate e dei messaggi del suo telefono cellulare racconta una storia diversa da quella che conoscono gli amici e i familiari?
La morte violenta di una giovane innesca un intreccio di narrazioni accomunate dal senso di solitudine, dalla difficoltà di vivere in una società sempre più complessa, dalla desolazione dei paesaggi urbani, dall’incapacità di amare.


COMMENTO

L'ho abbandonato una prima volta dopo poche pagine ma, avendo letto che è un romanzo cult in Giappone, ho deciso di dargli una seconda possibilità.
Lo ammetto è stata dura arrivare fino alla fine. È un romanzo lento, che si perde molto spesso in divagazioni superflue, un giallo banale e che, secondo me, non riesce a raggiungere lo scopo che l'autore si era prefissato, ovvero di utilizzare il genere giallo per parlare di un tema più profondo.
Mi dispiace ma lo boccio.


IL MIGLIOR CLASSICO

"L'Agnese va a morire" Renata Viganò

L'Agnese va a morire
Renata Viganò
Einaudi
250 pp. 12,00€


TRAMA

La storia è ambientata nelle Valli di Comacchio durante la seconda guerra mondiale, nello specifico nel periodo degli otto mesi precedenti alla liberazione dell'Italia. La protagonista è una lavandaia di mezz'età, di nome Agnese, che, dopo la morte del marito deportato, non essendosi mai interessata prima di politica, inizia a collaborare con i partigiani assumendo il ruolo di staffetta.


COMMENTO


Romanzo che purtroppo non è così conosciuto come meriterebbe. 
Cresciuta con le storie di mio nonno partigiano, questo libro mi ha permesso di approfondire un'altro aspetto della Resistenza in Italia.
L'Agnese è una donna forte, pronta a sacrificare la sua vita in nome di un ideale, una donna che, come ci spiega la Viganò in appendice, è realmente esistita e alla quale si è ispirata per scrivere questa storia.
Un libro da riscoprire e leggere attentamente, specialmente di questi tempi.

IL MIGLIOR ESORDIO


"La terra dei sussurri" Laura Frassetto


La terra dei sussurri
Laura Frassetto
Elliot
242 pp. 17,50 €


TRAMA

Tre ragazzi decidono di partire alla ricerca di una loro amica, una studentessa del Politecnico di Torino scomparsa più di un anno prima. Le tracce di Vanessa si sono perse in Messico, al termine di un periodo come volontaria a Colola, località nota per la schiusa delle uova di tartaruga. I tre la cercano tra le spiagge della costa pacifica e le montagne dell'entroterra, sulle quali svernano le farfalle Monarca. Si immergono in un ecosistema complesso, habitat naturale di tassisti adepti al culto della Santa Muerte, tortugueros poco loquaci, narcotrafficanti di provincia, texane sradicate e veggenti dal passato ambiguo. Un romanzo dalle mille voci e dai mille echi, sullo sfondo del quale si rintracciano Frida Kahlo e Pedro Pàramo e intorno a cui risuona il frastuono del fenomeno mondiale del femminicidio.


COMMENTO

Può un libro che parla di omicidi in Messico spingere a voler visitare questa terra, dopo averlo letto? Sembra un paradosso ma la risposta è sì. 
L'autrice è bravissima nelle descrizioni e con maestria ci porta insieme a Lali, Pier e Nirvana in questo viaggio, un viaggio alla ricerca della verità perché, come i protagonisti, anche noi lettori siamo consapevoli che trovare Vanessa viva sia impossibile ma, nonostante l'angoscia crescente, si va avanti con loro, pagina dopo pagina.
La Frassetto non indugia in particolari macabri, né cerca qualche espediente per impietosire il lettore, ci presenta invece una storia in tutta la sua crudeltà, mostrandoci come si possa arrivare a quella che ormai è una piaga mondiale: il femminicidio.
Un'autrice da tenere sott'occhio.

UNA PIACEVOLE SCOPERTA


Louise O'Neill




Quest'anno ho scoperto una scrittrice: Louise O'Neill.
Ho letto "Solo per sempre tua" (qui trovate la recensione) e "Te la sei cercata" (qui trovate la recensione) e ho apprezzato moltissimo il suo modo di parlare ai ragazzi, affrontando temi scomodi ma senza dover infilarci per forza un lieto fine zuccheroso, in cui, come per magia tutto si risolve.
Ecco, mi piacerebbe davvero tanto saper scrivere come lei.



UNA (PROFONDA) DELUSIONE


"La scomparsa di Stephanie Mailer" Joël Dicker


La scomparsa di Stephanie Mailer
Joël Dicker
La nave di Teseo
640 pp. 22,00 €



TRAMA

30 luglio 1994. La cittadina di Orphea, stato di New York, si prepara a inaugurare la prima edizione del locale festival teatrale, quando un terribile omicidio sconvolge l'intera comunità: il sindaco viene ucciso in casa insieme a sua moglie e suo figlio. Nei pressi viene ritrovato anche il cadavere di una ragazza, Meghan, uscita di casa per fare jogging. Il caso viene affidato e risolto da due giovani, promettenti, ambiziosi agenti, giunti per primi sulla scena del crimine: Jesse Rosenberg e Derek Scott. 23 giugno 2014. Jesse Rosenberg, ora capitano di polizia, a una settimana dalla pensione viene avvicinato da una giornalista, Stephanie Mailer, la quale gli annuncia che il caso del 1994 non è stato risolto, che la persona a suo tempo incriminata è innocente. Ma la donna non ha il tempo per fornire le prove, perché pochi giorni dopo viene denunciata la sua scomparsa. Che cosa è successo a Stephanie Mailer? Che cosa aveva scoperto? Se Jesse e Derek si sono sbagliati sul colpevole vent'anni prima, chi è l'autore di quegli omicidi? E cosa è davvero successo la sera del 30 luglio 1994 a Orphea? Derek, Jesse e una nuova collega, la vicecomandante Anna Kanner, dovranno riaprire l'indagine, immergersi nei fantasmi di Orphea. E anche nei propri.


COMMENTO

Se l'anno scorso "La verità sul caso Harry Quebert" era stato il miglior libro del mio 2017, entrando a pieno titolo anche tra i miei libri preferiti, "La scomparsa di Stephanie Mailer" è stata invece una vera delusione.
Premetto che sono partita piena di aspettative, ma... troppi personaggi e troppi "colpi di scena" hanno reso questo libro la mia più grande delusione del 2018.
Certo, Dicker scrive benissimo per cui, nonostante le 640 pagine, la storia scorre bene e non si può nemmeno dire che sia un brutto libro, ma siamo purtroppo lontanissimi dal libro che lo ha reso (giustamente) famoso.


Qual è la vostra classifica del 2018?