"Tutto quel buio" Cristiana Astori

Nonostante questo autunno anomalo, l'altra sera la nebbia era talmente fitta che mi sembrava di essere quasi all'interno di un romanzo giallo e questo mi ha fatto venire voglia di rilassarmi concedendomi una lettura a tema, mi sono detta perché non una bella storia di mistero, magari che parli di vampiri, ambientata tra Torino e Budapest?

E il libro perfetto, che contiene tutti questi elementi, è senza dubbio “Tutto quel buio” di Cristiana Astori

Si tratta in realtà di una rilettura ma, dal momento che non l’avevo ancora recensito su questo blog, ne approfitto per farlo oggi.



Tutto quel buio
Cristiana Astori
Elliot Edizioni
254 pp. 17,50 €

Trama:
Susanna Marino, una studentessa squattrinata laureata in cinema, viene incaricata da un misterioso collezionista torinese di ritrovare una preziosa pellicola degli anni Venti, scomparsa durante l'occupazione nazista. Il regista è l'ungherese Károly Lajthay, il titolo "Drakula halála". Si dice infatti che sia questo, e non il "Nosferatu" di Murnau, il primo film in cui compare il personaggio di Dracula di Bram Stoker; nessuno però è mai riuscito a trovarlo, o, se l'ha fatto, non l'ha potuto raccontare. La pellicola pare infatti maledetta, e una mano misteriosa uccide chiunque tenti di venirne in possesso. Una volta giunta a Budapest, Susanna dovrà muoversi in una città dalle atmosfere espressioniste, tra tetti acuminati e oscuri sotterranei, in mezzo a cacciatori di pellicole privi di scrupoli, poliziotti sospettosi e ambigui musicisti noise, lungo una pista di sangue che affonda le radici in un tragico passato.





Prima di cominciare a leggere “Tutto quel buio”, lo avevo inserito provvisoriamente nella mia libreria trovandogli un posticino accanto a “Il club Dumas” dello scrittore spagnolo Arturo Pérez-Reverte e devo dire che, senza saperlo, gli avevo trovato un posto perfetto, l’atmosfera del libro della Astori infatti mi ha ricordato proprio quella del romanzo di Pérez-Reverte, che rientra a pieno titolo tra i miei libri preferiti, insomma un’affinità libresca a prima vista!

Uno dei punti forti di questa storia è dato dall'originalità della costruzione dei personaggi, Susanna è un’investigatrice sui generis, chi di voi infatti si è mai imbattuto in una protagonista che soffre di narcolessia? Ma oltre a questa sua peculiarità è un personaggio a cui ci si affeziona subito e ci vuole veramente poco per lasciarsi trascinare e immergersi con lei alla ricerca della copia perduta (e maledetta) del "Drakula halàla".

Ho apprezzato molto la scelta stilistica di scrivere dei capitoli brevi e incisivi, che invogliano il lettore a proseguire la lettura, bevendo un capitolo dopo l’altro, senza accorgersi di fare le ore piccole perché troppo impegnati nella scoperta di nuovi indizi.

Il colpo di scena finale è una vera chicca, senza svelare troppo (che se no poi, a ragione, mi dovete uccidere) vi dico solo che la parte ambientata nei sotterranei è da brividi, mi sembrava di essere in un film di Hitchcock e di questo va dato merito alla Astori, non è per nulla semplice replicare su carta l’atmosfera cinematografica e lei ci è perfettamente riuscita, dando vita a un finale che è “cattivo” al punto giusto.

Mi complimento anche con l’autrice per l’immenso lavoro di ricerca che si avverte esserci dietro questo testo, come Susanna non deve essere stato facile andare alla ricerca di tutti questi indizi perduti!

Piccola curiosità: Susanna è la protagonista anche della Trilogia dei Colori: “Tutto quel nero”, “Tutto quel rosso”, “Tutto quel blu” edita nella collana Giallo Mondadori, ma che purtroppo è quasi introvabile, spero che la Elliot, visto il successo che quest’ultimo volume (che ci tengo a sottolineare è autoconclusivo e si può leggere indipendentemente dagli altri) sta riscuotendo tra i lettori, decida di ripubblicarla, i lettori di Cristiana, e di Susanna, ne sarebbero davvero felici.

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