Conviene pubblicare a pagamento?

Nel precedente articolo abbiamo chiarito cosa sono le case editrici a pagamento (qui) oggi cerchiamo di rispondere a un'annosa questione: conviene pubblicare a pagamento?

Due premesse fondamentali:

  • Le case editrici a pagamento sono legali: chiedere soldi in cambio della pubblicazione non vìola nessuna legge, è (forse) immorale, ma di certo non illegale.
  • Ciascuno è libero di spendere i propri soldi come meglio crede, se una persona vuole pagare per pubblicare, perché impedirglielo?
Detto questo torniamo al punto: Pubblicazione a pagamento sì o no?



Risposta secca: decisamente no.

Risposta articolata:

Vi è appena arrivata la famosa mail da parte del direttore editoriale che, entusiasta, vi dice che il vostro libro è bellissimo ma, che dovete pagare un tot di soldi per contribuire alle spese, perché conviene rispondere "no grazie" anziché "a chi devo intestare l'assegno"?

Per prima cosa iniziate a guardare il sito della casa editrice.

Quanti libri pubblica mediamente? 
Generalmente il catalogo degli editori a pagamento è molto vasto, questo perché di solito non fanno selezione e pubblicano tutto ciò che gli arriva, basta che l'autore paghi.
Voi direte: perché deve importarmi di quanti autori vengono pubblicati?
Molto semplice: tanti autori significa poca cura. 
Come fa infatti una piccola casa editrice "costretta a tirare avanti con i contributi dei poveri autori" (sono ironica, eh!) a seguire tutti quei libri? 
Perché pubblicare non significa solo premere "stampa", significa leggere e valutare la bontà del romanzo proposto, fare un editing approfondito (nessun libro è mai perfetto, anche dietro alle opere dei più grandi scrittori c'è sempre la mano sapiente e paziente di un editor) che dovrebbe essere un processo lungo e accurato, impaginare il libro seguendo le norme redazionali della casa editrice, scegliere e progettare la copertina, fare un ulteriore giro di correzione bozze (che qualche refuso rimane sempre) e infine (avrò dimenticato qualcosa?) il visto si stampi.
Ecco: se gli autori sono tanti, come si riesce a seguire bene tutte queste fasi?
Di conseguenze il lettore avrà altissime probabilità di trovarsi davanti a un testo magari bellissimo, ma illeggibile perché non curato bene.

Ritorniamo al sito della casa editrice: 
È più facile trovare il modo per inviare il vostro manoscritto che il suo catalogo? 
Secondo voi perché? Semplice, perché il loro cliente è l'autore non il lettore!

Come abbiamo detto nel precedente articolo, di solito le richieste di contributi oscillano tra i 500 e i 5000 euro, moltiplicateli per i libri pubblicati annualmente e avrete la risposta su dove prende i soldi l'editore.

Ma, obietterete, stampare i libri costa. Così tanto, vi chiedo io? Provate ad andare in una tipografia a farvi un preventivo e avrete la risposta (tra l'altro una casa editrice, stampando molte copie, avrà prezzi ancora più bassi rispetto al singolo cliente).

Ma i soldi non sono per la stampa, vi ha detto l'editore a pagamento, sono per tutto quello che porta alla pubblicazione del libro.

Ok.

Per l'editing, forse? 
Direi di no, visto che, basta aprire un libro pubblicato a pagamento, per trovare refusi ovunque.

Per la pubblicità, allora? 
Avete mai visto un libro a pagamento pubblicizzato? E lo avete mai visto in libreria? Forse sì, ma vi garantisco che non è per merito dell'editore, ma per la tenacia dell'autore, che sarà andato a parlare personalmente con il libraio.

Perché quindi pagare cifre, anche molto alte, per pubblicare? 
Sarete avvantaggiati in qualche modo? 
NO.
In compenso però:

Vi sarete bruciati il vostro romanzo, frutto magari di mesi/anni di duro lavoro, perché sarà pubblicato senza cura e sarà praticamente impossibile da reperire, e in più avrete dei soldi in meno.

Volete lo stesso pubblicare a pagamento?

Come ho detto all'inizio, ognuno è libero di spendere i propri soldi come meglio crede, l'importante è che ne sia consapevole.

Alcuni a questo punto diranno però che ci sono anche case editrici che non chiedono contributi, ma che pubblicano libri pieni di refusi, con grafiche poco curate e che non si trovano in libreria: avete ragione e ne parleremo con un articolo dedicato proprio a questo tema, nel frattempo la mia risposta secca e concisa è: il risultato è lo stesso, ma almeno non avrete pagato nulla.

Vi lascio con un video bellissimo, che prende in giro l'editoria a pagamento, creato da 
Studio 83


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