Intervista all'editor Stefania Crepaldi

Stephen King nella prefazione al suo "On writing" dice "scrivere è umano, editare è divino" e io sono assolutamente d'accordo con lui!

Ma cosa fa esattamente un editor?

Oggi abbiamo come ospite Stefania Crepaldi, una fantastica editor che ho avuto la fortuna di conoscere questa estate, quando ho usufruito del suo servizio gratuito: scheda tecnica di valutazione. Mi sono trovata benissimo, è stata puntuale e professionale e non vedo l'ora di poter lavorare di nuovo con lei!



Ciao Stefania, ti va di presentarti ai nostri lettori?

Ciao Valentina, grazie per questa bella opportunità. Per me è un piacere essere ospitata sul tuo blog. Mi piace definirmi una lettrice compulsiva, una che ha una letale dipendenza per i libri e le belle storie. Questa mia ossessione mi ha portato nel tempo a diventare una editor di romanzi freelance. Da bambina leggevo per evadere, perché mi faceva stare bene. Da grande ho trasformato questa passione per i romanzi nel mio lavoro.

Quando hai deciso di diventare una editor? Qual è la tua formazione?
A dire il vero penso di essermi sempre formata, senza esserne consapevole, per diventare una editor. Ho fatto il passo decisivo quattro anni fa. Mi sono laureata alla facoltà di lettere dell’università di Pisa. Avevo seguito un corso di editing e scrittura editoriale, trovandolo di una bellezza tale da farmi capire che probabilmente era quella la mia strada. Poi ho seguito un corso di formazione professionale e ho deciso di aprire il mio sito. L’idea era quella di fornire un’alternativa valida, il più onesta possibile, quasi brutale in alcuni momenti, sul mondo editoriale, cercando di dare una mano a chi desidera davvero diventare uno scrittore di mestiere. Quello che conta davvero, però, è la possibilità di lavorare direttamente sui romanzi, sperimentando, correggendo. Si impara molto di più sporcandosi le mani, che studiando.

Ti andrebbe di spiegare ai nostri lettori cosa fa di preciso un editor?
Un editor può agire in due momenti diversi.
Può aiutare uno scrittore nella fase che precede la stesura di un romanzo, cercando di suggerire alcune soluzioni per la storia che desidera scrivere, per esempio dando spessore a un protagonista, o verificando se la trama regge ed è originale.
Oppure può valutare un romanzo che è stato già scritto da un aspirante scrittore, individuarne i punti forti e i punti deboli, spiegando che cosa proprio non funziona. A quel punto si imposta una strategia di editing. È fondamentale eliminare i punti deboli della narrazione, trasformandoli fino a quando non diventano soluzioni forti e originali della storia che lo scrittore sta cercando di comunicare.
L’editor è un alleato prezioso, un paio di occhi esterni e dalla vista acuta, che aiuta lo scrittore a trasformare un romanzo grezzo in una storia rifinita, al massimo delle sue potenzialità.

Ci elenchi le tre caratteristiche, secondo te, imprescindibili per lavorare come editor?
La prima caratteristica è senz'altro la precisione. Si deve essere quasi maniacali per scovare il refuso nascosto tra le righe; precisi quando si revisiona la forma di una storia, dal punto di vista lessicale, ortografico, semantico, grammaticale; quando si edita bisogna evitare di incappare in errori, magari piccoli, ma che possono spezzare il patto di finzione narrativa che ogni storia instaura con il lettore.
La seconda è l’umiltà. Nessun editor al mondo sa tutto. È necessario, fondamentale, possedere una base inattaccabile della lingua italiana. Ma è ancora più necessario sapere dove andare a cercare in caso di lacune, e continuare a studiare, ad aggiornarsi con umiltà, attraverso gli ultimi romanzi e saggi che sono usciti sul mercato.
La terza caratteristica è il rispetto. Molto spesso sottovalutato, ma fondamentale. Un editor deve rispettare profondamente il cliente con cui si ritrova a collaborare. Lo deve rispettare dal punto di vista umano, certo, ma anche come scrittore. Troppo spesso leggo di aspiranti scrittori che si sono affidati a editor che non hanno rispettato la loro opera; di quelli che sono convinti che la storia su cui stanno lavorando sia anche un po’ loro, sentendosi in diritto di modificare, integrare e cambiare interi capitoli senza consultare lo scrittore. Ecco, questa è una cosa che mi fa arrabbiare.

Sul tuo sito offri un servizio molto interessante per tutti gli scrittori: una scheda di valutazione tecnica, ci spieghi in che cosa consiste e come mai hai deciso di offrirla gratuitamente?
La scheda di valutazione tecnica è una analisi esplorativa dove individuo punti forti e deboli dell’opera, sia a livello lessicale che strutturale. Secondo me è lo strumento perfetto da cui partire per testare le proprie qualità di scrittura. Io sono una lettrice accanita prima di essere una editor. Questo significa che leggo moltissimo e conosco abbastanza bene le storie. Una volta individuati pregi e difetti dell’opera suggerisco all'autore dei cambiamenti da apportare alla storia per renderla più appetibile. Spesso frugo nella mia memoria e consiglio di leggere un particolare romanzo, per approfondire un argomento tecnico in cui lo scrittore è particolarmente carente, come ad esempio il punto di vista, o la caratterizzazione dei personaggi. È un servizio che offro gratuitamente perché credo fermamente nel dare una possibilità concreta di miglioramento a chi desidera davvero scrivere nella vita, ma non ha ancora capito se possiede delle capacità su cui puntare per trasformare la passione in professione.
Ci sono persone che hanno un grande potenziale, ma non sanno come esprimere e comunicare quello che sentono dentro.

Ci parli del tuo corso “Progettazione su misura”? A chi è rivolto?
Progettazione su misura è un corso online. Era da un po’ che accarezzavo l’idea di scrivere un manuale su come pensare un romanzo dall’inizio alla fine. In commercio ci sono moltissimi saggi di scrittura creativa, o di narratologia, ma mancava, secondo me, un qualcosa che guidasse uno scrittore nel processo di creazione e decodificazione di una storia. Chi scrive di getto spesso compie una serie di errori che vanno a inficiare moltissimo sulla credibilità, coerenza e verosimiglianza della storia. E sappiamo che la storia deve possedere queste tre caratteristiche per essere davvero amata da un pubblico di lettori. Progettazione su misura è un percorso che guida chi desidera scrivere un romanzo durante tutto il processo creativo, obbligandolo a prendere delle decisioni narrative prima di iniziare la stesura. Trovo sia fondamentale per non perdere tempo prezioso e per non buttare pagine e pagine non abbastanza buone. Il corso, nella versione base, comprende un manuale con esercizi. Lo scopo è di aiutare lo scrittore a diventare autonomo e sviluppare un metodo pratico che gli consenta di progettare il romanzo che desidera scrivere da una vita.

Quali sono secondo te gli errori più comuni che commettono gli scrittori esordienti?
Ce ne sono moltissimi. Sto lavorando a un nuovo progetto, spero uscirà a breve, dove individuo le 100 domande fondamentali che uno scrittore si deve porre mentre revisiona il suo romanzo. Gli errori più grossolani non riguardano, come tanti pensano, la scrittura di per sé. Non intendo dire che la qualità della scrittura non sia importante, perché è fondamentale. Ma uno scrittore acerbo che inizia un editing dà il via a un processo di formazione. E questa formazione colmerà per sempre alcune grosse lacune. No, gli errori più comuni di uno scrittore esordiente riguardano l’atteggiamento.
Il primo è che moltissimi di loro sono supponenti e auto-celebrativi. E lo si capisce dal tono con cui presentano il romanzo, dal modo in cui sono convinti di proporre un prodotto eccezionale, e dal modo in cui reagiscono alle critiche costruttive della mia valutazione tecnica.
Il secondo è che vanno in giro a dire che possono scrivere quello che vogliono, perché loro scrivono per se stessi. Il che mi fa sempre sorridere perché, guarda un po’, avrei detto si scrivesse per chi compra il libro, no? Che fine ha fatto il lettore?
Il terzo è che non considerano il mondo dell’editoria tradizionale come quello che veramente è: un mercato. E molti non si rendono conto che spesso, per rendere un prodotto vendibile, è necessario riuscire a scrivere un’opera originale, che instauri un dialogo con il lettore e lo convinca di aver speso bene il suo denaro. Personalmente non amo le tendenze di mercato, ma le case editrici sì, guardano al loro tornaconto, sono aziende, e per emergere lo scrittore, a meno che non voglia auto-pubblicarsi, il mercato deve guardarlo eccome.

C’è chi dice che è meglio un libro brutto ma con uno stile interessante piuttosto che un libro bello ma privo di stile, cosa ne pensi?
Io sono fermamente convinta che lo stile faccia il romanzo. E per stile intendo la somma di contenuto e resa di scrittura. Se non esiste questo connubio non si va da nessuna parte. Recentemente ho letto una raccolta di racconti, “Latte” di Christian Raimo. È stata scritta pensando unicamente allo stile, perché la lingua italiana è stata piegata a virtuosismi lessicali, restituendo dei racconti al lettore di difficile comprensione e interpretazione. Se si scava un po’ più a fondo, e si decifra la storia che ogni racconto narra, alla fine ci si rende conto che sono vicende banali, normali. L’autore ha voluto trasformare quest’opera in un qualcosa di non accessibile a un ampio pubblico di lettori. Storie banali, messaggio difficile da decodificare, lingua ampollosa. Questa triade allontana chi si approccia alla lettura, e non è mai una buona idea.
Uno scrittore italiano fenomenale, che unisce uno stile impeccabile a delle storie mai banali è Giuseppe Culicchia. Consiglio di leggere “Venere in metrò”. Il romanzo non sarebbe stato così tanto bello senza quella scrittura abbinata a quella storia. Stessa cosa si può dire di scrittori come Lorenzo Marone e Alessandro Barbaglia entrambi, non a caso, nella sestina finalista 2017 del Premio Bancarella.

Tre consigli che ti senti di dare a uno scrittore esordiente?
Scrivere è un mestiere, esattamente come tutti gli altri. È necessario formarsi per diventare scrittore, non affidarsi solo all'intuito e all'ispirazione, ma studiare e approfondire molte tematiche: affinare l’italiano, studiare alcuni elementi narrativi, capire come comunicare un messaggio al lettore, provare a studiare la comunicazione narrativa, imparando il perché e il come l’essere umano si sia sempre circondato di storie. Essere curiosi, leggere le interviste di chi riesce a campare di scrittura, carpire i consigli di autori internazionali, cercando di essere critici e auto-critici.
Il secondo consiglio è convincersi che si impara a scrivere solo se si impara a leggere i romanzi oltre le parole scritte. Se un aspirante scrittore non ama la manualistica può imparare alcune tecniche di scrittura direttamente dai romanzi, facendo caso alla struttura della fabula, all'intreccio, alla caratterizzazione del personaggio, all’uso di narratore e punto di vista… Leggere molto aiuta anche a scrivere meglio e ad avere maggiore padronanza del lessico.
Il terzo e ultimo consiglio è quello di revisionare il romanzo con gli occhi del lettore. Non è semplice, ma è necessario che un esordiente si stacchi dalla sua opera, ne prenda le distanze e la rilegga con occhio critico. Controlli se dal punto di vista della scrittura è tutto in ordine e non ci siano strafalcioni evidenti. E poi dovrebbe chiedersi… ma, perché un lettore dovrebbe acquistare il mio romanzo? Ho raccontato davvero una storia originale? Sono riuscito a intrattenere e tenere alta l'attenzione? Cosa ho comunicato al lettore?

Qual è il tuo “libro della vita”? Quello che ti accompagna da sempre e che ami rileggere?
Mmm. Questa è una domanda difficile. Ho tanti libri bellissimi nella mia libreria. Alcuni non li rileggo per scelta, perché voglio serbare il ricordo della prima volta in cui li ho assaporati. Un libro che mi è capitato di rileggere più volte è “Il fu Mattia Pascal”, di Pirandello. Credo sia stato il mio primo romanzo di spessore, e averlo letto ha cambiato la mia percezione della lettura. Una sorta di spartiacque: pre Pirandello era solo evasione, divertimento; post Pirandello è diventata vera e propria formazione personale.

Per poterla contattare:

Corso di scrittura: Scrivere Zen

Carissimi, un corso di scrittura assolutamente imperdibile targato Giovanni Del Ponte, l'autore della famosa saga per ragazzi Gli Invisibili, edita dalla De Agostini e tradotta e pubblicata in ben 12 paesi!



Nella tecnica zen di tiro con l’arco per molti anni si apprende semplicemente l’atto di tendere l’arco, cui segue l’altrettanto lungo processo, che permette alla freccia di liberarsi. La freccia deve viaggiare per conto proprio verso un bersaglio che non deve mai essere considerato.
Lo stesso vale per la scrittura. La cosa davvero importante è scrivere sempre di ciò che ci appassiona, attingere insomma a noi stessi e alla nostra curiosità, alle emozioni, senza curarci di altro. Ma ciò non significa che non esistano tecniche, norme, procedimenti e trucchi del mestiere. Questo corso si prefigge di fornire le basi tecniche della scrittura narrativa, affinché, con molta pratica, possiate scoccare la vostra freccia… e liberare la passione.

In qualità di scrittori, viaggiamo per altri mondi non come semplici sognatori, ma come sciamani con il potere magico di rievocarli e di rimodellarli in forma di storie da condividere. I nostri racconti hanno il potere di guarire, di rinnovare il mondo, di offrire metafore per comprendere meglio la vita... a iniziare dalla nostra.

PRIMA LEZIONE GRATUITA.
Prenotazione OBBLIGATORIA, entro martedì 28/3, allo 011.8980406 o a corsi@tuttocina.it

Orario e durata:
12 ore + 1. Ogni mercoledì dalle ore 19.30 alle 21.30 per 6 settimane più un’ora di tutoring individuale online o in sede.

Costo:
Solo per questa volta un prezzo eccezionale:
100 € + 30 € di iscrizione annuale a CentrOriente
Termine ultimo iscrizioni: 27 marzo 2017

Il docente:
Giovanni Del Ponte
Appassionato di fumetti e di cinema, dai 14 ai 30 anni si è cimentato nella regia per il cinema indipendente realizzando vari corti e mediometraggi. La sua serie di romanzi per ragazzi Gli Invisibili (De Agostini) si è aggiudicata diversi premi letterari ed è attualmente tradotta in 12 Paesi. Per De Agostini ha inoltre pubblicato il fanta-thriller “Acqua tagliente”.
Dal sito ufficiale dell'autore www.giovannidelponte.com è possibile scaricare i primi 3 capitoli di ogni suo libro, ascoltare un capitolo audio e accedere alle pagine di approfondimento sui temi affrontati nei romanzi, sulle fonti d'ispirazione, sui consigli per aspiranti scrittori…