Recensione "Per sempre" Piergiorgio Pulixi

Salve Scribacchini, eccoci alla recensione del terzo libro della saga di Mazzeo, "Per sempre".

Per sempre
Piergiorgio Pulixi
Edizioni E/O
pag. 304, 16,50€

TRAMA:

La paura è più forte dell’amore e l’ispettore Mazzeo l’ha vissuto sulla sua pelle. Per la prima volta il poliziotto è tentato di lasciarsi tutto alle spalle e ricominciare da zero con Nicky, la ragazzina che gli è stata affidata. I suoi nemici non sono dello stesso parere e lottare per la sopravvivenza sarà di nuovo l'unica opzione possibile. Mazzeo, combattuto tra il desiderio di essere un capo freddo e temuto come Ivankov, il mafioso ceceno da cui è ossessionato, e l’amore fraterno per i suoi uomini, dovrà decidere una volta per tutte chi essere e da che parte stare, e scegliere tra l'amore per la sua “famiglia” e il potere. In un finale che cambierà per sempre il suo destino, Mazzeo scoprirà che la vendetta non è un'arte ma una scienza.


RECENSIONE:
"Ora tutto era cambiato. Biagio era uno sconosciuto. Non condivideva più niente con gli altri. Era sempre teso, sempre in guardia, come se avesse paura che da un momento all'altro potessero sparare loro addosso. Non c'era più traccia dell'amico di un tempo".

Più si va avanti in questa saga e più Piergiorgio Pulixi, con abile maestria, riesce a trascinarci sempre più a fondo nel mondo di Mazzeo e della sua banda di poliziotti corrotti.
Siamo partiti con una squadra di uomini forti, intoccabili, temuti da tutti e ci ritroviamo in questo terzo capitolo con una banda sempre più allo sfascio, con una talpa insospettabile all'interno che passa tutti i segreti a Irene Piscitelli, dirigente dello SCO.
Biagio è diventato un burattino della 'ndrangheta, tenuto in pungo dal loro fortissimo potere, impossibile liberarsi, l'unica via di uscita è la fuga. Forse.
Ma c'è un altro nemico che Mazzeo non ha tenuto in conto: Vatslava Demidov, unica sopravvissuta nello scontro contro la banda di ceceni, che cova dentro di sé la vendetta.
Unico elemento che riesce ad ancorare alla realtà Biagio è Nicky, la figlia di Santo, l'unico vero amore rimasto nella sua vita, tanto che progetta di abbandonare tutto e tutti e fuggire con lei, ma, come gli aveva insegnato Sergej nel primo capitolo di questa storia, l'amore è una debolezza se vuoi condurre questo tipo di vita.
La discesa negli inferi di Biagio è accompagnata da un mutamento nello stile dell'autore, che diventa sempre più crudo e asciutto, ridotto all'essenziale, volto a colpire con forza, con le sue parole, il lettore.
E la fine del libro colpisce come un pugno allo stomaco il lettore, consiglio di leggere pagina 253 con questa colonna sonora: lacrime assicurate.
Ora non mi resta che leggere l'ultimo capitolo, sapendo che, in ogni caso, sarà comunque triste separarsi da Biagio e la sua banda.

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