Recensione "Una brutta storia" Pulixi

Salve Scribacchini, al Salone del Libro ho acquistato "Il canto degli innocenti" di Piergiorgio Pulixi (la recensione la trovate qui) lo stile e la storia mi sono così tanto piaciuti che ho deciso di recuperare anche gli altri libri dell'autore, iniziando dalla saga di Mazzeo, questa è la recensione della prima avventura "Una brutta storia" nelle prossime settimane seguiranno le recensioni degli altri romanzi.

Una brutta storia
Piergiorgio Pulixi
Edzioni E/O
460 pag. 16 euro


TRAMA:

Quella dell'ispettore Biagio Mazzeo non è una famiglia normale. È composta solo da poliziotti, un clan molto unito, un branco dove si combatte insieme contro il crimine. Ma Mazzeo e i suoi ragazzi non sono poliziotti comuni: sono una banda di sbirri corrotti in seno alla Narcotici, che dopo una feroce guerra di bande contro il narcotraffico hanno preso il controllo delle strade con pugno di ferro. Ma quando sulla loro strada spunta il cadavere di un criminale ceceno le cose si complicano imprevedibilmente. e per uscire da questa brutta storia Biagio Mazzeo dovrà scendere a patti con la sua stessa anima. Una brutta storia è allo stesso tempo una grande saga criminale e un dramma poliziesco in piena filosofia Sabot/age, un romanzo di cruda verità davanti al quale è impossibile rimanere indifferenti. 

RECENSIONE:

“La famiglia: tutto ruota attorno a questa dannata ossessione. È sempre stato il suo sogno: creare una grande famiglia dove tutti si vogliono bene e si proteggono a vicenda. Ma è una follia, Miriam, una stronzata bell'e buona. Questa famiglia ha qualcosa che non va: troppa violenza, troppi fantasmi, troppi silenzi, troppi segreti, cazzo!”.
Protagonista di questa storia è Biagio Mazzeo, capo di una famiglia di poliziotti corrotti, in città il mercato della droga, della prostituzione, dei traffici illeciti è loro, chi non si adegua o cerca di mettergli i bastoni tra le ruote è un morto che cammina; i superiori sanno ma chiudono gli occhi, la banda di poliziotti corrotti è infatti un male necessario per la città ma soprattutto con i loro arresti danno lustro a tutto il dipartimento.
Un giorno però le cose si complicano, durante una rapina a un supermarket, commissionata a dei nigeriani per dare una lezione al proprietario, viene ucciso Goran Ivankov, fratello del boss ceceno Sergej che, appena appresa la notizia, corre in Italia per scoprire chi sia il mandante dell’omicidio e saldare i conti, deciso a vendicarsi e a distruggere la famiglia creata da Mazzeo.
Nei ringraziamenti si apprende che il libro è frutto di un lungo lavoro di ricerca durato tre anni e non si fatica a crederlo, la storia è un enorme puzzle di personaggi ed eventi, incatenati con sapienza e abile maestria.
Pulixi con il suo stile asciutto, che colpisce dritto al cuore del lettore, ci trasporta nel mondo di Mazzeo e Ivankov, due boss apparentemente diversi ma in realtà molto più simili di quanto appaia, spietati ma “resi deboli” dall’amore, amore che rischierà di far saltare i loro regni, tanto da chiedersi se il gioco vale la candela.
Biagio è un criminale, un assassino ma non si può non rimanere affascinati dal suo carisma e sperare sempre che se la cavi e, nonostante la giustizia cerchi di metterlo con le spalle contro il muro, attraverso la figura di Valerio Bucciarelli, vicequestore aggiunto, uomo indefesso e incorruttibile, beh, ci si ritrova a fare ugualmente il tifo per Mazzeo, senza troppi sensi di colpa.
“Una brutta storia” è un libro che, nonostante le 440 pagine, si beve in un sorso, bastano un paio di pagine per rimanere invischiati nella trama e ridursi (come nel mio caso) a fare le ore piccole per capire cosa succederà, per fortuna ci sono altri 3 libri prima di leggere definitivamente la parola fine.

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