Si può vivere di poesia?

Salve Scribacchini, secondo voi si può vivere di poesia? Oggi abbiamo come nostra ospite Maria Teresa Vivino, scrittrice e giornalista talentuosa, che abbiamo ospitato diverse volte su queste pagine, (qui) che ci racconta dei suoi dieci anni dedicati alla poesia.
A lei la parola!


Gentili colleghe e colleghi,
so che siete oberati di notizie e di lavoro, ma mi piacerebbe condividere con voi la gioia di questi “10 anni in cui convivo con la Poesia”.
  
   Magari, questa storia non potrà trovare spazio nelle vostre pagine, ma spero possa entrare, a punta di piedi, nel vostro cuore.

Nei momenti di solitudine, che di tutti noi fanno parte talvolta, ci sono parole, ci sono frasi, ci sono versi che tornano a bussare alla mia porta. Poeti, autori che hanno già chiuso gli occhi ed altri che ancora incontro per strada, di cui posso assaporare gli scritti e la voce.

   Chissà, il sogno di ogni poeta forse è proprio “donare emozioni e riflessioni” in attimi e pillole, a me ne hanno donate molte le letture che ho fatto in questi anni, ma soprattutto è stato importante assaporare i versi in “presa diretta”, nel contesto di reading di poesia e premi letterari, mi piacerebbe donare qualche emozione anch’io;
mi chiedo se in questi 10 anni ci sia riuscita…



Ho iniziato a scrivere poesie tra la fine del 2004 e l’inizio del 2005, avevo 15 anni e non pensavo mai di trovarmi a condividere la strada con la poesia;  eppure è stata lei a bussare alla mia porta, grazie ad alcuni autori locali, Dino Ariasetto e Rosalinda Osano, in primis. I primi versi sono scaturiti in momenti di grande dolore personale, un anno della mia vita tormentato da tanta sofferenza e dai primi battiti di cuore per il “primo” amore, dall’adolescenza anche che svegliava i primi sentimenti forti e radicati nell’anima.

    Dall’amore non corrisposto sono nate parole di profonda speranza, parole con cui ho partecipato a concorsi letterari che, negli anni, mi hanno condotta in giro per l’Italia, in un turismo culturale, accompagnata dalla mia famiglia, mio padre Pietro, l’autista ufficiale, mia mamma Erminia la mia sponsor ufficiale, mia sorella Ilenia, fonte di grande ispirazione per me.

   Savona, Recco, Roccavaldina, Rocca Imperiale, Sale, Torino… alcune delle città in cui sono arrivata per ritirare la coppa, l’attestato,  ma soprattutto per riempire il cuore di pensieri, parole ed emozioni altrui, che mi hanno arricchita e continuano ad essere il mio serbatoio di bellezza negli anni.

    Ho pubblicato a 16 anni la mia prima raccolta di poesie “Poesie dal cuore…” Tipografo Melli, nel 2006, e poi a seguire nel 2007 il mio primo romanzo breve, risultato finalista al concorso Jacques Prévert, “Nel cuore dell’Africa”, Montedit Edizioni.

   Più giravo per l’Italia, fisicamente o con il pensiero, più incontravo poeti e poetesse con cui desideravo condividere nuovi percorsi dell’anima.
Così, sono nati nel 2009 “Volo sulle note dell’anima” Montedit Edizioni a quattro mani, con il poeta Roberto Gennaro, nel 2011 “Il risveglio – Storia di animali, persone e sogni” Oak edizioni, ideato e scritto a quattro mani con l’alpinista e scrittore Lodovico Marchisio e, poi, è venuta alla luce la silloge “Libertà – Poesie d’amore” Oak edizioni, nel 2012, 177 pagine di pensieri e versi scritti in circa 7 anni.

Nell’ambito del giornalismo, mi occupo di cronaca locale, ma cerco sempre la poesia anche in essa; ognuno di noi ha una bella storia da raccontare. Bella non vuol dire facile, né liscia, né semplice, vuol dire colma di bivi e di sentimenti, e spesso sono loro che hanno fatto la differenza nelle scelte di ognuno.

  Ho scritto versi sui tovagliolini del bar, nell’armadio, su fogli volanti, sul computer, sul telefono, su di un vecchio libro, sulla stoffa e nel mio cuore.

   “Di poesia non si vive” è la frase che più  mi sono sentita ripetere in questi 10 anni, e probabilmente è vero...
La storia insegna che “il poeta”, se non era maledetto e con una buona dose di follia, viveva d’altro e continuava a scrivere per “hobby”. Ma dopo morti i grandi poeti sono finalmente “solo poeti” e sono ricordati per quello, non tanto per ciò che hanno fatto d’altro per vivere, ma perché la poesia li ha fatti vivere e li fa sopravvivere anche ora che non ci sono più fisicamente.
   Scrivo poesie perché mi fa sentire viva, non perché si possa vivere di poesia;
la macchina va avanti grazie alle ruote, ma si può forse dire che il carburante non sia importante?

   Quest’anno, il concorso letterario “Dino Ariasetto”, dedicato ad un poeta ancora vivente, da me ideato e organizzato grazie ad un congruo numero di persone che mi hanno sostenuta e mi sostengono, giunge alla Quinta edizione.
   A Bardonecchia, paese in cui vivo, in questi 5 anni, ho stretto le mani di molti autori di tutta Italia, e anche provenienti dalla Francia; ho legato i loro cuori al mio e mi sono detta “qualcosa ho dato, qualcosa mi hanno lasciato”, talvolta mi hanno lasciato proprio tanto.

  La premiazione si terrà sabato 4 giugno presso il prestigioso Palazzo delle Feste di Bardonecchia; mi piacerebbe festeggiare con tutti voi questi miei 10 anni di poesia e i 5 anni del nostro concorso nella Perla delle Alpi, una collana di emozioni, strette insieme, in un vortice di parole, che ritornano anche nei silenzi, a distanza di tempo.

 Tra le centinaia e centinaia di poesie che ho scritto, pubblicato, condiviso o nascosto tra le pieghe del cuore e i meandri di un cassetto, forse questi descrivono ciò che per me è scrivere, in particolare poesie:

…Sulle mura… “Volo sulle note dell’anima”

Quando non avrò fogli
Su cui scrivere
Utilizzerò le gambe
E quando non le avrò
Più
Scriverò sulle mura
Delle mie prigioni.

…2008…

Il destino di una rosa “Volo sulle note dell’anima”

Quanto costa
Il destino di una rosa
Dolce, sensibile, ma fragile…
Fragile fino
Ad aver paura
Del vento,
di uno sguardo…
Fino ad aver
Paura della vita
Che anche
L’ultimo petalo
Muoia…

… estate 2008…

Il poeta “Libertà – Poesie d’amore”

Il poeta è un gondoliere
sereno e sognante
con i turisti a Venezia.

Tu “Libertà – Poesie d’amore”

Tu enigma perpetuo
Evangelico Pensiero
in un fiore d’inferno…


Scrivere poesie “Libertà – Poesie d’amore”

Scrivere poesie è come correre in un campo
Quando lo fai ti senti libera e felice come non mai…
Liberi il tuo cuore ed esprimi il tuo vero essere
e l’anima prende forma.

Scrivere poesie è come gridare
i suoni sembrano non avere senso
invece sono la massima espressione
di rabbia e di sfogo.

Scrivere poesie è un’arte che esce dal cuore
e come un dipinto
prende forma poco a poco, parola dopo parola
immagine dopo immagine…


Non è il momento “Libertà – Poesie d’amore”

Quante volte non è il momento.
Quante volte è passato troppo in fretta.
Quante volte è troppo tardi.
Quante volte l’amore al vento.
Quante volte un bambino che piange.
Quante volte l’ultima volta.

Troppe volte non è andata come volevamo…

Causa ed effetto
verità e menzogna
amore e odio…

Il contrario del mondo.