"Virtual life. Realtà Parallele" Joe Lake.

Salve Scribacchini, oggi abbiamo un'ospite, si tratta di Joe Lake che ci parla del suo romanzo "Virtual life. Realtà parallele".


Virtual Life
Joe Lake
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130 pag. 10 euro

TRAMA


In un futuro non molto lontano l'inquinamento terrestre ha raggiunto livelli esponenziali. Aria fetida e piogge acide minacciano la salute e l'equilibrio psichico degli abitanti. Perseguitati da una pubblicità ossessiva ad ogni angolo, dominati da regimi polizieschi e dittatoriali, gli esseri umani trovano rifugio nelle loro case. L'unica via d'uscita: collegarsi alla rete per vivere una virtual life, ovvero una realtà parallela che li ripaghi dello scempio subito, ma... tutto non è come sembra.

Ciao Joe, vuoi raccontarci di come hai iniziato a scrivere?

Iniziare a scrivere per me è stato come un gioco. Fin dalle elementari amavo inventare storie, rinchiudermi in un mondo fantastico di avventure e personaggi che poi trasponevo sulla carta, costruendo racconti di vario genere. Ricordo ancora quando mi mettevo davanti alla vecchia Olivetti di mio padre, iniziando a battere su quei tasti che ogni tanto saltavano, con quel suono picchiettante che tanto mi piaceva. Sono poi arrivati i primi concorsi letterari per i racconti brevi e i primi apprezzamenti e premi che mi hanno incitato a proseguire in questo cammino fino alla realizzazione dei miei romanzi.

Perché hai deciso di pubblicare sotto pseudonimo?

La scelta di questo mio pseudonimo risale ad una decina di anni fa e devo confessarti che non è casuale. Analizzando il mio nome “da artista”, Joe è un omaggio, in versione maschile, alla protagonista di “Piccole Donne”, un romanzo che ha segnato la mia adolescenza e che ancora porto volentieri nel cuore. Lake ha il significato di “Lago” in italiano e quindi elemento della natura composto di acqua dolce, come è dolce immergersi nelle acque dell’ispirazione. Avere uno pseudonimo è come indossare una maschera che dà la possibilità di esprimersi liberamente perché, paradossalmente, dietro la maschera si è più veri e più liberi di dire ciò che realmente si è.

Com'è nata l’idea di Virtual Life – Realtà parallele?

“Virtual Life – Realtà Parallele” è un romanzo che avevo scritto alcuni anni fa anche se soltanto ora l’ho pubblicato. L’ho scritto quando cominciavano a spopolare i primi giochi virtuali come “Second Life”. La cosa mi incuriosì molto e iniziai a fare delle indagini psicologiche in merito, chiedendomi appunto perché tanta gente cercasse rifugio in una vita virtuale che la gratificasse. Nello stesso periodo scoppiò il caso “Welby” e la questione etica e morale dell’eutanasia. Concatenando questi due incipit ho creato un intreccio narrativo e “costruito” una serie di personaggi reali e virtuali che interagiscono tra loro.

Chi sono i protagonisti di questa storia?

Come ti spiegavo precedentemente, il romanzo si dipana su due livelli: quello ambientato in un contesto reale e un altro completamente virtuale. Ci sono quindi due diverse tipologie di personaggi, per esempio, Carlo Grasso, un ragazzo giovane, esageratamente sovrappeso, che divora quantità industriali di cibo spazzatura e il suo alter ego virtuale, Gatto Rossoird, di nobili origini, bello, prestante, ricco, dai gusti raffinati. La detective interattiva Anna Perotti, non particolarmente avvenente, ma dotata di un’intelligenza e integrità morale spiccate. Sarà lei a voler risolvere il caso di un furto interattivo che si tinge dei colori del “giallo”. Annibale Guerra e Davide Ward sono due poliziotti antitetici; il primo è violento e rispecchia lo stereotipo di un agente di polizia tipico dei regimi dittatoriali, il secondo è umano, perspicace e analitico. Altri personaggi concorrono a tinteggiare la storia di suspence, mistero e di sano e divertente umorismo.

Ci sono libri che ti hanno ispirato questa storia?

Premetto che, nonostante la storia racconti di un futuro non molto lontano da noi, nel mondo virtuale, come tu ben sai, si può scegliere l’epoca in cui vivere la tua seconda vita, pertanto nel mio romanzo ho scelto anche il periodo medievale ed in particolar modo quello incentrato sulla persecuzione delle streghe. Molte sono state le ricerche che ho fatto a tal proposito e numerosi i testi consultati, tra i quali ti posso citare i più importanti: “Malleus Maleficarum”, testo di di Jacob Sprenger e Heinrich Kramer, ritenuto il più importante manuale antistregoneria, “Le terribili ancelle di Diana” di Fabio Milani in cui vengono riportati alcuni famosi processi contro le streghe e “Le erbe delle streghe del medioevo” di Rossella Omicciolo.

Secondo te è più semplice o più difficile scrivere un romanzo di fantascienza rispetto a uno romanzo ambientato in un mondo reale?


I miei romanzi solitamente sono quasi tutti ambientati tra realtà e fantasia, dove il lettore si può ritrovare sia nei luoghi che in situazioni sociali e politiche attuali. Il mio primo romanzo “Mr. Bonnet” era completamente ambientato nel mondo del rugby, quindi, scrivere di fatti odierni è una costante delle miei storie. Se poi, per romanzo ambientato nel mondo reale, intendi storie comuni, di gente dalle vicende sentimentali e vita quotidiana, devo ammettere che questo genere non è consono al mio sentire di scrittrice. A me piace il connubio tra realtà e finzione, a mio avviso, il lettore ha così modo di immergersi e vivere avventure emozionanti ed incredibili.

Perché hai deciso di autopubblicarti? Consiglieresti ad altri scrittori esordienti di farlo?

L’autopubblicazione, a mio avviso, è un mezzo che consente ad un autore di essere letto e farsi conoscere senza attendere i lunghi tempi dell’editoria classica. Ogni scrittore, autopubblicandosi, ha la possibilità di mostrare poi alle Case Editrici più note la sua potenzialità di apprezzamento e di vendita da parte dei lettori, quindi, come potrai capire, sono favorevole all’autopubblicazione come efficace strumento divulgativo.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Attualmente sono in contatto con una Casa Editrice per la pubblicazione del mio prossimo romanzo la cui uscita, spero, avverrà entro quest’anno. Continuo a narrare le mie storie, poiché scrivere è la mia linfa vitale.




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