Bilanci libreschi: i migliori e peggiori libri del 2016

Questo 2016 è ormai agli sgoccioli per cui mi appresto, come ogni anno, a fare un bilancio dei libri più belli e più brutti letti.

Siete pronti?

IL LIBRO PIÙ BRUTTO

Scelta difficile, purtroppo quest'anno me ne sono capitati parecchi, ma alla fine scelgo...

"Le sorelle" di Claire Douglas 

Le sorelle
Claire Douglas
Nord
336 pag. 16,90 €

TRAMA: Una mente. Una è morta.
La vede ovunque: al tavolino di un bar, alla fermata dell'autobus, al supermercato. Ogni volta, per un istante Abi dimentica l'incidente, dimentica che sua sorella Lucy è morta, dimentica il dolore che la consuma da oltre un anno. E, ogni volta, Abi rimane inevitabilmente delusa. Ha tagliato i ponti con la famiglia, si è isolata dagli amici e si è trasferita in un’altra città, nella speranza di cominciare una nuova vita, però è stato inutile: nessuno dovrebbe mai sopravvivere alla propria gemella. Eppure, quando incontra Bea, Abi ha l’impressione che il destino le stia finalmente dando una seconda occasione. Perché quella ragazza non solo è fisicamente identica a Lucy, ma le assomiglia pure nel modo di parlare e di vestirsi. Inoltre anche lei ha un gemello, Ben, perciò più di chiunque altro comprende il vuoto che sente Abi. E si propone di colmarlo, accogliendola nella grande casa che divide col fratello. Se con Bea è stata un’affinità istantanea, con Ben è amore a prima vista. Tuttavia, più tempo passa insieme con loro, più Abi si convince che ci sia qualcosa che non vada. All’inizio era solo una sensazione, ma poi sono arrivate le fotografie strappate e gli oggetti spariti dalla sua camera. Sono opera di Bea, gelosa per la relazione del fratello? Abi quasi spera che sia così. Altrimenti vorrebbe dire che qualcuno ha scoperto il suo segreto…

COMMENTOCosa c'è di meglio di un giallo in estate? Niente, a patto che il giallo sia degno di questo nome e mi dispiace ma ciò non vale per "Le sorelle".
Mi sono lasciata affascinare dalla copertina (mea culpa!) e ovviamente della trama ma... posso dirlo? Che palle! Ho fatto veramente tanta fatica a finirlo! Le protagoniste hanno trent'anni ma ne dimostrano quindici. La storia è banale, il giallo pure, lo stile pesante, insomma: bocciato su tutti i fronti.

IL LIBRO PIÙ BELLO

"Gli ospiti paganti" di Sarah Waters

Gli ospiti paganti
Sarah Waters
Ponte alle Grazie
572 pag. 18,60 €
TRAMALondra, 1922. La città porta ancora i segni della recente guerra: sono molte le cose che hanno bisogno di essere ricostruite, restaurate, molte le ferite da sanare, molti i cuori da riscaldare. Una madre e una figlia, i cui uomini di famiglia son stati portati via dalla guerra, sono costrette ad affittare alcune stanze della loro casa per sbarcare il lunario. Gli ospiti paganti sono una coppia di sposi, che con la loro allegria e sensualità portano una ventata di aria fresca nelle polverose stanze dell'appartamento. Ma anche turbamento. I rumori, i passi, gli incontri in bagno, sul pianerottolo, la condivisione della vita quotidiana: un'intimità con estranei a cui le due donne non sono più abituate. Lo scenario cambia velocemente, molti fatti accadono nel vecchio appartamento che sembrava destinato a una vita fatta di piccole abitudini e di noia: un amore inaspettato e travolgente; una misteriosa aggressione; e da ultimo un omicidio.

COMMENTO: Lo ammetto: siamo ben lontani da quello che secondo me è il suo capolavoro "Ladra" ma... io amo lo stile della Waters, è così brava a farti entrare in punta di piedi nelle vite dei suoi personaggi che le quasi 600 pagine scorrono via in un soffio. Se non la conoscete... procuratevi immediatamente un suo libro, però attenzione: dà dipendenza!


Lo so, sto barando, però c'è un altro libro che merita di stare in questa sezione:

"Sorella mio unico amore" di Joyce Carol Oates

Sorella, mio unico amore
Joyce Carol Oates
Mondadori
667 pag. 22,00 €

TRAMA: Bix e Betsey Rampike a prima vista sono un caso di esemplare medietà suburbana: vivono non lontano eppure distantissimi dalla grande città, in un New Jersey tanto sonnacchioso quanto crudele nelle sue frammentazioni economiche e sociali; conducono un'esistenza che oscilla poco consapevolmente tra appagato conformismo e smodata ambizione; hanno due figli che, se per Bix sono l'incarnazione di un perenne senso di colpa venato di responsabilità, per Betsey rappresentano il veicolo di sogni di gloria e di riscatto, alimentati da una sottocultura della celebrità ormai del tutto pervasiva nella middle class americana. Le aspettative su Skyler, il primogenito, si sono purtroppo infrante in seguito a un incidente che lo ha lasciato claudicante. Diverso però è il caso di Edna Louise, graziosa bambina che sin dalla più tenera infanzia dimostra un talento fuori dal comune per il pattinaggio su ghiaccio che promette di lanciarla nello scintillante mondo dell'agonismo professionistico e dello show business.

COMMENTO:È stato il libro con cui ho iniziato il 2016 e il primo libro della Oates che ho letto, che dire? Un bel pugno nello stomaco. La Oates infatti ha ripreso un triste caso di cronaca, quello della piccola JonBenét Patricia Ramsey, cambiando qualche particolare ma non il succo della storia, per arrivare a dare secondo lei (visto che nella realtà resta un caso irrisolto) un nome al colpevole. È etico che uno scrittore faccia una cosa del genere? Non lo so, me lo sto ancora chiedendo, quello che è certo è che questo libro non vi lascerà indifferenti.


IL MIGLIOR LIBRO INDIPENDENTE DEL 2016

"Dove scappi? Romanzo eroticomico in 50 nodi" di Desy Icardi

Dove scappi?
Desy Icardi
Golem Edizioni
232 pag. 16,00 €

TRAMA: Vincoli di seta e di corda, legami d'affetto, labirinti impiegatizi e grovigli del cuore: quanti nodi incontriamo lungo la strada, e quanti ne stringiamo senza accorgercene, ingarbugliando l'ordito ancora di più? Questo romanzo ne contiene cinquanta (altro che sfumature!). Cinquanta nodi-capitoli che avviluppano la protagonista in situazioni grottesche ed eroticomiche: dal rapporto con il migliore amico, innamorato di una web mistress dedita al bondage, ma ben poco ferrato in materia, alla voglia di gettarsi a capofitto in un nuovo progetto lavorativo, salvo poi ritrovarsi in una landa sperduta, in compagnia di una merciaia alquanto refrattaria al registratore di cassa. Aggiungete un uomo perfetto (?), un team di manager bizzarri, villaggi virtuali, sorrisi inaspettati che scombinano numeri, piani, certezze e priorità ... e l'intreccio è fatto. Armatevi di pettine e lasciatevi incatenare dalle vicende di una generazione ironica e irresistibile di "ragazzi vintage", sempre alla ricerca del bandolo della matassa.

COMMENTO: Ok, baro un po', ho avuto la fortuna di leggerlo l'anno scorso in anteprima ma... di fatto è stato pubblicato nel 2016 quindi rientra a pieno titolo nel miglior libro pubblicato da una casa editrice indipendente del 2016. Qui trovate la mia recensione.

IL LIBRO-EVENTO DEL 2016 CHE HO STRONCATO

Presentato come il libro evento del 2016, il libro che ha scalato le classifiche mondiali, osannato da tutti, non potevo non leggerlo...

"Le ragazze" di Emma Cline

Le ragazze
Emma Cline
Einaudi
334 pag, 18,00€

TRAMA: Evie voleva solo che qualcuno si accorgesse di lei. Come tutte le adolescenti cercava su di sé lo sguardo degli altri. Un'occasione per essere trascinata via, anche a forza, dalla propria esistenza. Ma non aveva mai creduto che questo potesse accadere davvero. Finché non le vide: le ragazze. Le chiome lunghe e spettinate, i vestiti cortissimi. Il loro incedere fluido e incurante come di "squali che tagliano l'acqua". Poi il ranch, nascosto tra le colline. L'incenso, la musica, i corpi, il sesso. E, al centro di tutto, Russell. Russell con il suo carisma oscuro. Ci furono avvertimenti, segni di ciò che sarebbe accaduto? Oppure Evie era ormai troppo sedotta dalle ragazze per capire che tornare indietro sarebbe stato impossibile?

COMMENTO: (vi copio quanto scritto a caldo sul mio profilo fb)
Ho letto "Le ragazze" di Emma Cline, annunciato come il best seller dell'anno, venduto in millemila paesi, lodato e osannato da tutti per la straordinarietà dello stile di questa ragazza che ha scritto un capolavoro a soli 24 anni.
Sfoglio e risfoglio il libro e mi chiedo "Ma io ho letto la stessa cosa?"
Perché questo stile così straordinario e perfetto non lo vedo.
E la storia non è che sia poi così originale, ha scopiazzato pari pari la storia di Charles Manson cambiando solo i nomi.
C'è questa ragazzina i cui genitori sono divorziati, il padre se n'è andato con una donna più giovane, la madre non ha tempo per lei, troppo presa da uomini sbagliati (trovatemi un libro americano con un'adolescente che non inizi così) che si lascia affascinare da un gruppo di ragazze poco più grandi che vivono in una comune hippy guidate da un santone alter ego di Manson che finiscono poi per fare una strage.
L'ho trovato di una superficialità sconvolgente.
Per carità, si legge in fretta ma anche "Il codice da Vinci" è scorrevole, sfido però a definirlo un capolavoro.

C'è però una cosa buona in questo libro, che me ne ha fatto scoprire un altro...


IL LIBRO CHE PIÙ MI HA AFFASCINATA

Dopo aver letto "Le ragazze" mi è venuta voglia di approfondire la figura di Charles Manson, cosa c'era di meglio se non leggere la storia del processo raccontata dal Pubblico Ministero in persona?

"Helyer Skelter. Storia del caso Charles Manson" di Vincent Bugliosi e Curt Gentry

Helter Skelter
Vincent Bugliosi, Curt Gentry
Mondadori
561 pag. 18,50 €
TRAMA: La storia di Charles Manson è forse il caso di omicidio satanico più famoso di tutti i tempi. Quella notte a Hollywood, era il 9 agosto deI 1969, morì una delle modelle più celebri del momento: Sharon Tate, incinta del marito Roman Polansky. In questo libro Vincent Bugliosi, il pubblico ministero nel processo contro Manson, racconta l'intero corso delle indagini che portarono alla condanna del diabolico Charles, con quello che è il più celebre e venduto libro di true crime di tutti i tempi. Di esso infatti sono state vendute sette milioni di copie e una copia è stata trovata persino nella stanza dei due autori della strage di Colombine.

COMMENTO:Non è un romanzo ma si legge come tale. L'ho divorato in due giorni, costretta a letto con l'influenza. Esamina bene la psicologia di un criminale e di come è riuscito a soggiogare le persone che hanno materialmente eseguito gli omicidi che l'hanno reso celebre.

IL LIBRO CHE PIÙ MI HA DELUSA

"Tony & Susan" di Austin Wright
Tony & Susan
Austin Wright
Adelphi
408 pag. 19,50€

TRAMA:  Confessa, lettore. Se un conoscente ti recapita un manoscritto ingiungendoti di leggerlo entro qualche giorno, quando vorrà incontrarti per un responso, cosa proverai? Nervosismo? Fastidio? Imbarazzo? Bene, più o meno quello che prova Susan, anche perché il mittente non è una persona qualsiasi, ma il suo ex marito, e il romanzo che le ha spedito è quello che ha fantasticato di scrivere, senza riuscirci, per tutta la durata del loro matrimonio. Quindi mentre tu, lettore, puoi accampare un qualsiasi pretesto che ti impedisce di fare quanto più desidereresti al mondo, cioè leggere quel benedetto manoscritto, Susan deve sedersi, e cominciare da pagina uno. Dove si racconta di una famiglia che viaggia di notte, in aperta campagna. Di un sorpasso e di un controsorpasso con una macchina sconosciuta. Di uno scambio di insulti dai finestrini. Di un agguato, qualche chilometro dopo. Di una moglie e una figlia portate via da tre balordi. Di un uomo rimasto solo, che vaga alla loro ricerca in una notte che, come un incubo perfetto, sembra sempre ricominciare daccapo. Allora, lettore? Se alla fine hai ceduto anche tu, se ormai stai leggendo da sopra le spalle di Susan, devi fermarti, come lei. Fare una pausa. Cercare conforto nei suoi pensieri, nel suo sforzo di capire da dove tutto questo abbia avuto inizio. Prima o poi però, insieme a lei, dovrai ricominciare a leggere. Di alcuni fatti muti, semplici, atroci. E di una lenta, feroce, allucinata vendetta. Vedrai quello che vede lei, intuirai quello che lei intuisce, e soprattutto proverai quello che lei prova: una variante del terrore che fin qui non aveva conosciuto. E neanche tu.

COMMENTO:(Anche in questo caso vi lascio il commento a caldo che ho pubblicato sul mio profilo fb)
Ho appena finito di leggere "Tony e Susan" di Austin Wright.
Ho deciso di leggerlo dopo aver visto il trailer del film "Animali notturni" di Tom Ford, tratto appunto da questo libro.
La storia sulla carta è molto interessante.
La protagonista, Susan, riceve dal suo ex marito, Edward, il romanzo "Animali notturni", l'uomo vuole un parere spassionato dalla donna, che non ha mai appoggiato la sua vocazione letteraria.
Senza nemmeno accorgercene ci troviamo così catapultati nella storia dentro la storia.
Un uomo, il Tony del titolo, mentre è in viaggio in auto insieme a moglie e figlia, viene spinto fuori strada da tre balordi che gli rapiscono moglie e figlia senza che lui, paralizzato dalla paura, riesca a fare nulla.
Fino a qui la storia è coinvolgente, molto coinvolgente.
Nel mezzo troviamo, quasi irritante, la storiella dell'insulsa vita della protagonista, che non riesce a staccarsi dalla lettura del libro.
Il romanzo è tutto un crescendo, ci aspettiamo il finale col botto ma, quando si arriva all'ultima pagina, si fa fatica a credere che possa essere veramente la conclusione, sì perché non c'entra assolutamente nulla, sembra un finale posticcio, magari anche di un altro libro, appiccicato a questo per errore.
Peccato perché aveva tutte le carte in regola per essere una bomba letteraria.
Solo una piccola considerazione editoriale: ma davvero Adelphi, la mitica Adelphi, ha pubblicato un romanzo del genere? Per carità, non è brutto ma, posso capire la Rizzoli, dove infatti era uscito inizialmente, ma da Adelphi mi aspetto tutt'altro, sia per storia che per linguaggio.
Detto questo sono curiosa di vedere come Tom Ford abbia trasportato su pellicola questa storia ricca di potenziale perché, anche se è raro, capita che i film possano essere migliori dei libri da cui sono tratti.
EDIT: No, il film non è migliore del libro, anzi, decisamente peggiore, Ford è riuscito a cannare in pieno la psicologia di Tony, il personaggio più interessante di tutta la storia.


IL CLASSICO
"La locandiera" di Carlo Goldoni



La locandiera
Goldoni
Mondadori
175 pag. 9,50 €
COMMENTO: L'ho studiato come tutti a scuola, non l'avevo mai letto però integralmente, che grandissimo peccato! Personaggi straordinari e più attuali che mai. Da leggere assolutamente!

IL LIBRO DEL CUORE DEL 2016

"Harry Potter e la maledizione dell'erede" di J. K. Rowling, John Tiffany, Jack Thorne
Harry Potter e la maledizione dell'erede
J.K Rowling, J. Tiffany, J. Thorne
Salani
368 pag. 19,80€
TRAMAÈ sempre stato difficile essere Harry Potter e non è molto più facile ora che è un impiegato del Ministero della Magia oberato di lavoro, marito e padre di tre figli in età scolare. Mentre Harry Potter fa i conti con un passato che si rifiuta di rimanere tale, il secondogenito Albus deve lottare con il peso dell'eredità famigliare che non ha mai voluto. Il passato e il presente si fondono minacciosamente e padre e figlio apprendono una scomoda verità: talvolta l'oscurità proviene da luoghi inaspettati.
Basato su una nuova storia originale scritta da J.K. Rowling, Jack Thorne e John Tiffany, Harry Potter and the Cursed Child, una nuova opera teatrale di Jack Thorne, è la prima storia ufficiale di Harry Potter rappresentata a teatro.

COMMENTO: Lo ammetto, ho iniziato "Harry Potter" e la maledizione dell'erede" piena di dubbi.
Sono cresciuta con Harry Potter, ho fatto le ore piccole a leggerlo e rileggerlo, insomma l'ho amato la follia, però non mi erano piaciute le ultime pagine del sette.
Non mi è piaciuto leggere di Harry cresciuto, di Ron ed Hermione sposati, dei loro figli...
Quando ho saputo di un ottavo libro non ero per nulla convinta, ce n'era davvero bisogno?
L'ho iniziato, ripeto, piena di dubbi ma mi sono bastate poche pagine per capire che la Rowling ce l'aveva fatta di nuovo.
Solo lei è stata in grado di trasformare una storia ormai esaurita in qualcosa di bello, coinvolgente, MAGICO! Chapeau!
P.s Non capisco chi critica il fatto che si tratti di una sceneggiatura, dicendo addirittura che è incomprensibile!



Questa è la mia classifica e la vostra?



Vi auguro un 2017 ricco di libri fantastici!

"Corso per mantenere la penna in movimento"

Cari Scribacchini torinesi, amate la scrittura e volete... fare pratica?
Questo è il corso che fa per voi!


Da sabato 29 ottobre, per 6 settimane, fino al 3 dicembre, dalle 17 alle 18:30, terrò un corso di scrittura creativa.
Di seguito tutte le informazioni





CORSO PER MANTENERE LA PENNA IN MOVIMENTO

PROGRAMMA:

Lezione 1: Presentiamoci con i libri.
Descriviamo noi stessi a partire dal nostro libro del cuore, quello che ci ha accompagnato nel corso della nostra vita.

Lezione 2: Per scrivere non serve l’ispirazione!
Dimostrazione pratica di come non si debba aspettare (nella prima fase) l’ispirazione per scrivere.

Lezione 3: Era una notte buia e tempestosa: i migliori incipit nella storia della letteratura.
Analisi di come si scrive un incipit di successo.

Lezione 4: Dissezioniamo dei mostri sacri.
Analisi critica dei racconti: “Una cosa che comincia per elle” Dino Buzzati, “Re di Carnevale” Eraldo Baldini, “Sentinella” Fredric Brown.

Lezione 5: Giochiamo con i finali.
Riscriviamo il finale di un’opera famosa.

Lezione 6: Mettiamoci all’opera
Ogni partecipante presenta un suo racconto.

SEDE CORSO: La Piola Libreria di Catia - Via Bibiana 31, Torino

ORARI: Da sabato 29/10/16 a sabato 3/12/16 dalle 17:00 alle 18:30

PER INFORMAZIONI E ISCRIZIONI:
Iscrizioni entro il 27 ottobre
Catia Bruzzo 3495890676
catia.bruzzo@gmail.com
o presso la sede del corso

COSTO: 50 €

Recensione "Prima di dirti addio" Piergiorgio Pulixi

Salve Scribacchini, eccoci giunti all'ultimo capitolo della saga di Mazzeo "Prima di dirti addio" del bravissimo Piergiorgio Pulixi.

Prima di dirti addio
Piergiorgio Pulixi
Edizioni E/O
320 pag. 18,00 €



TRAMA:

Nulla è per sempre. A parte il rimpianto e la vendetta. Mazzeo è stato trascinato all’inferno dai suoi errori e dai suoi nemici e ora è rimasto solo. Anche i suoi uomini l’hanno abbandonato. Ma prima dell’addio c’è un conto che deve saldare. Vatslava Ivankov, la donna che gli ha portato via tutto, deve morire. Solo così il poliziotto potrà avere pace. Con il quarto e ultimo romanzo della serie Pulixi fonde alla tragedia noir delle pantere, un’inchiesta dura e coraggiosa sul vero volto della ‘ndrangheta, multinazionale del crimine che ha cambiato la geografia del narcotraffico e della finanza criminale transnazionale.

RECENSIONE:

"Una brutta storia", il titolo del primo libro della saga, credo descriva perfettamente questi quattro romanzi perché, quella di Biagio Mazzeo e la sua banda di sbirri corrotti, è veramente una brutta storia, dove il male fa da padrone e non c'è spazio per i sentimenti.
Nel primo capitolo troviamo una banda invincibile poi, a causa di un incidente di percorso, l'uccisione del fratello di una potentissima organizzazione di mafiosi ceceni, tutto precipita sempre più a fondo, toccando il baratro con l'omicidio di Nicky, uccisa e bruciata per vendetta da Vatslava 
Ivankov sotto gli occhi di Biagio.
Mazzeo quel giorno muore con Nicky, spiritualmente, ma il suo corpo no, continua a vivere ed esige, anzi grida vendetta, vuole trovare personalmente Vatslava e fargliela pagare ma sembra essere un fantasma, l'unico modo per scovarla è vendere l'anima al diavolo, rappresentato in questo caso dalla 'ndrangheta.
E così si fa affiliare, lasciando i suoi compagni all'oscuro perché nonostante tutto "la vera famiglia non è quella in cui sei nato, ma quella per cui moriresti. Era sempre stato il suo credo, il motivo per cui aveva costruito il branco" .
L'unico a cui non può nascondere quanto sta accadendo è Varga, amico fidato di sempre.
Alla storia di Mazzeo si intreccia, in quest'ultimo capitolo, la guerra tra narscos e 'ndrangheta, Pulixi inoltre ha voluto inserire nella sua narrazione elementi reali (come spiega anche nella postfazione) rendendo quest'ultima storia la più vera rispetto alle precedenti.
La fine è in linea con il percorso del protagonista, non voglio anticipare nulla, ma credo sia l'unico finale possibile e anche in questo Pulixi è stato magistrale, evitando di cadere nella trappola del lieto fine obbligatorio.
Pulixi è riuscito a creare con abilità e maestria non solo un personaggio che per quanto negativo affascina il lettore ma anche tutto un mondo che, purtroppo, non è così distante dalla realtà di tutti i giorni.
Lo stile dell'autore nel corso della saga è mutato, adattandosi alla perfezione con il carattere dei personaggi e la tensione che la narrazione richiedeva, fino a toccare vette di vero e proprio lirismo.
Il mio incontro con questi quattro libri è stata una piacevolissima full immersion, divorati in un mese, uno dopo l'altro, come se fossero un'unica storia, ho pianto e sofferto con Biagio e la sua banda, ho amato Nicky, Claudia, Varga, Carmine, ho odiato Donna, Sergej e Vatslava, ora, giunta alla fine, come dopo la lettura di ogni buon libro, sento come se mi mancasse qualcosa, da una parte mi rattrista non poter più leggere di Biagio, dall'altra so che Pulixi ha fatto la scelta giusta, con "Prima di dirti addio" ha chiuso tutti i cerchi, è stato onesto con i suoi lettori, non ha costruito un finale raffazzonato ma ha concluso degnamente una delle migliori saghe noir italiane in circolazione, complimenti quindi all'autore che ringrazio per le belle ore che mi ha fatto trascorrere in compagnia dei suoi personaggi.

Recensione "Per sempre" Piergiorgio Pulixi

Salve Scribacchini, eccoci alla recensione del terzo libro della saga di Mazzeo, "Per sempre".

Per sempre
Piergiorgio Pulixi
Edizioni E/O
pag. 304, 16,50€

TRAMA:

La paura è più forte dell’amore e l’ispettore Mazzeo l’ha vissuto sulla sua pelle. Per la prima volta il poliziotto è tentato di lasciarsi tutto alle spalle e ricominciare da zero con Nicky, la ragazzina che gli è stata affidata. I suoi nemici non sono dello stesso parere e lottare per la sopravvivenza sarà di nuovo l'unica opzione possibile. Mazzeo, combattuto tra il desiderio di essere un capo freddo e temuto come Ivankov, il mafioso ceceno da cui è ossessionato, e l’amore fraterno per i suoi uomini, dovrà decidere una volta per tutte chi essere e da che parte stare, e scegliere tra l'amore per la sua “famiglia” e il potere. In un finale che cambierà per sempre il suo destino, Mazzeo scoprirà che la vendetta non è un'arte ma una scienza.


RECENSIONE:
"Ora tutto era cambiato. Biagio era uno sconosciuto. Non condivideva più niente con gli altri. Era sempre teso, sempre in guardia, come se avesse paura che da un momento all'altro potessero sparare loro addosso. Non c'era più traccia dell'amico di un tempo".

Più si va avanti in questa saga e più Piergiorgio Pulixi, con abile maestria, riesce a trascinarci sempre più a fondo nel mondo di Mazzeo e della sua banda di poliziotti corrotti.
Siamo partiti con una squadra di uomini forti, intoccabili, temuti da tutti e ci ritroviamo in questo terzo capitolo con una banda sempre più allo sfascio, con una talpa insospettabile all'interno che passa tutti i segreti a Irene Piscitelli, dirigente dello SCO.
Biagio è diventato un burattino della 'ndrangheta, tenuto in pungo dal loro fortissimo potere, impossibile liberarsi, l'unica via di uscita è la fuga. Forse.
Ma c'è un altro nemico che Mazzeo non ha tenuto in conto: Vatslava Demidov, unica sopravvissuta nello scontro contro la banda di ceceni, che cova dentro di sé la vendetta.
Unico elemento che riesce ad ancorare alla realtà Biagio è Nicky, la figlia di Santo, l'unico vero amore rimasto nella sua vita, tanto che progetta di abbandonare tutto e tutti e fuggire con lei, ma, come gli aveva insegnato Sergej nel primo capitolo di questa storia, l'amore è una debolezza se vuoi condurre questo tipo di vita.
La discesa negli inferi di Biagio è accompagnata da un mutamento nello stile dell'autore, che diventa sempre più crudo e asciutto, ridotto all'essenziale, volto a colpire con forza, con le sue parole, il lettore.
E la fine del libro colpisce come un pugno allo stomaco il lettore, consiglio di leggere pagina 253 con questa colonna sonora: lacrime assicurate.
Ora non mi resta che leggere l'ultimo capitolo, sapendo che, in ogni caso, sarà comunque triste separarsi da Biagio e la sua banda.

Recensione "La notte delle pantere" Piergiorgio Pulixi

Salve Scribacchini, come promesso ecco la recensione del secondo libro della saga di Mazzeo, sto parlando de "La notte delle pantere" di Piergiorgio Pulixi.

La notte delle pantere
Piergiorgio Pulixi
Edizioni E/o
288 pag. 16, 50 €


TRAMA:

Soldi, sesso e potere. L'ispettore Biagio Mazzeo è a capo di un'unità composta da poliziotti duri specializzati nella lotta al crimine e disposti a seguirlo come un padre. Questo li porta spesso a oltrepassare il labile confine tra legalità e illegalità. Per salvare i suoi uomini da uno scandalo di crimini e corruzione, Mazzeo finisce in carcere. Ma il suo sacrificio non può fermare le conseguenze di anni di comportamenti criminali. La sua squadra infatti ha messo le mani sulla partita di droga sbagliata. E ora i proprietari la rivogliono indietro. Ma non sono criminali comuni: si tratta di 'ndrangheta, mafiosi disposti a tutto pur di riaverla. Da dietro le sbarre Mazzeo non può fare nulla per aiutare i suoi. A meno che non scenda a patti con la legge scegliendo di imbarcarsi in una missione sporca e suicida. Una giovane funzionaria di Polizia propone al poliziotto corrotto un patto: lo tirerà fuori e farà cadere tutte le accuse se lui farà qualcosa per lei: fermare una guerra già dichiarata. In un crescendo di violenza, vendette e corruzione, Biagio Mazzeo dovrà scegliere da che parte stare perché questa volta non c'è in gioco soltanto il distintivo, ma la vita. Dopo il successo di Una brutta storia, Mazzeo e le sue pantere tornano con un'avventura ricca di azione e suspense. Un dramma poliziesco dal ritmo adrenalinico e cinematografico.


RECENSIONE:
"La notte delle pantere" è la naturale prosecuzione di "Una brutta storia", per me che ho avuto la fortuna di leggerli uno dopo l'altro (il vantaggio di scoprire una saga quando è già terminata) mi sono parsi quasi come un volume unico, la seconda parte di un film che ti tiene incollata allo schermo.
La storia riprende da dove ci eravamo lasciati, Ivankov è stato ucciso e la famiglia è riuscita a mettere le mani su un grosso quantitativo di droga ma la 'ndrangheta lo rivuole e la morte di Santo è solo un avvertimento.
A ciò si aggiunge la giustizia, con Claudetti che vuole continuare il lavoro del suo collega Bucciarelli, e sbattere Mazzeo e la sua banda di poliziotti corrotti finalmente in carcere.
L'unica possibilità che Biagio ha per salvare la sua famiglia e se stesso dalla prigione è collaborare, anche se questo vuol dire mentire ai suoi uomini e rischiare la vita in prima persona.
Più si va avanti e più Mazzeo diventa marcio, 
chi entra nella sua traiettoria diventa perduto, entrando in una spirale di corruzione e malvagità, nessuno riesce a salvarsi, l'anello di Ivankov, che porta al dito, è quasi una maledizione, un simbolo che lo spinge ad emularlo e diventare come lui.
Questo secondo romanzo è più riflessivo, più ponderato rispetto al primo, qui troviamo la famiglia allo sbando, che comincia a dubitare delle doti del suo leader.
Mazzeo gradualmente inizia a diventare sempre più feroce, si spinge oltre ogni limite, ciò che riesce ancora a tenerlo ancorato al suo lato umano è Nicky, figlia illegittima del suo amico Santo.
Il romanzo si conclude con un grosso colpo di scena, la famiglia rischia di correre un grave pericolo a causa di 
qualcuno di insospettabile, non vedo quindi l'ora di iniziare il terzo capitolo: "Per sempre".
Complimenti di nuovo all'autore, Piergiorgio Pulixi perché non è facile riprendere un personaggio, una storia e continuarli dandogli comunque una veste nuova e intrigante, ma dopo questa lettura direi che ci è riuscito alla grande.

Recensione "Una brutta storia" Pulixi

Salve Scribacchini, al Salone del Libro ho acquistato "Il canto degli innocenti" di Piergiorgio Pulixi (la recensione la trovate qui) lo stile e la storia mi sono così tanto piaciuti che ho deciso di recuperare anche gli altri libri dell'autore, iniziando dalla saga di Mazzeo, questa è la recensione della prima avventura "Una brutta storia" nelle prossime settimane seguiranno le recensioni degli altri romanzi.

Una brutta storia
Piergiorgio Pulixi
Edzioni E/O
460 pag. 16 euro


TRAMA:

Quella dell'ispettore Biagio Mazzeo non è una famiglia normale. È composta solo da poliziotti, un clan molto unito, un branco dove si combatte insieme contro il crimine. Ma Mazzeo e i suoi ragazzi non sono poliziotti comuni: sono una banda di sbirri corrotti in seno alla Narcotici, che dopo una feroce guerra di bande contro il narcotraffico hanno preso il controllo delle strade con pugno di ferro. Ma quando sulla loro strada spunta il cadavere di un criminale ceceno le cose si complicano imprevedibilmente. e per uscire da questa brutta storia Biagio Mazzeo dovrà scendere a patti con la sua stessa anima. Una brutta storia è allo stesso tempo una grande saga criminale e un dramma poliziesco in piena filosofia Sabot/age, un romanzo di cruda verità davanti al quale è impossibile rimanere indifferenti. 

RECENSIONE:

“La famiglia: tutto ruota attorno a questa dannata ossessione. È sempre stato il suo sogno: creare una grande famiglia dove tutti si vogliono bene e si proteggono a vicenda. Ma è una follia, Miriam, una stronzata bell'e buona. Questa famiglia ha qualcosa che non va: troppa violenza, troppi fantasmi, troppi silenzi, troppi segreti, cazzo!”.
Protagonista di questa storia è Biagio Mazzeo, capo di una famiglia di poliziotti corrotti, in città il mercato della droga, della prostituzione, dei traffici illeciti è loro, chi non si adegua o cerca di mettergli i bastoni tra le ruote è un morto che cammina; i superiori sanno ma chiudono gli occhi, la banda di poliziotti corrotti è infatti un male necessario per la città ma soprattutto con i loro arresti danno lustro a tutto il dipartimento.
Un giorno però le cose si complicano, durante una rapina a un supermarket, commissionata a dei nigeriani per dare una lezione al proprietario, viene ucciso Goran Ivankov, fratello del boss ceceno Sergej che, appena appresa la notizia, corre in Italia per scoprire chi sia il mandante dell’omicidio e saldare i conti, deciso a vendicarsi e a distruggere la famiglia creata da Mazzeo.
Nei ringraziamenti si apprende che il libro è frutto di un lungo lavoro di ricerca durato tre anni e non si fatica a crederlo, la storia è un enorme puzzle di personaggi ed eventi, incatenati con sapienza e abile maestria.
Pulixi con il suo stile asciutto, che colpisce dritto al cuore del lettore, ci trasporta nel mondo di Mazzeo e Ivankov, due boss apparentemente diversi ma in realtà molto più simili di quanto appaia, spietati ma “resi deboli” dall’amore, amore che rischierà di far saltare i loro regni, tanto da chiedersi se il gioco vale la candela.
Biagio è un criminale, un assassino ma non si può non rimanere affascinati dal suo carisma e sperare sempre che se la cavi e, nonostante la giustizia cerchi di metterlo con le spalle contro il muro, attraverso la figura di Valerio Bucciarelli, vicequestore aggiunto, uomo indefesso e incorruttibile, beh, ci si ritrova a fare ugualmente il tifo per Mazzeo, senza troppi sensi di colpa.
“Una brutta storia” è un libro che, nonostante le 440 pagine, si beve in un sorso, bastano un paio di pagine per rimanere invischiati nella trama e ridursi (come nel mio caso) a fare le ore piccole per capire cosa succederà, per fortuna ci sono altri 3 libri prima di leggere definitivamente la parola fine.

"L'ultimo elefante" Pino Pace

Salve Scribacchini, oggi voglio parlarvi di un libro veramente molto interessante "L'ultimo elefante" dello scrittore e documentarista Pino Pace.

L'ultimo elefante
Pino Pace
Giunti
160 pag. 8,90 euro

TRAMA:

La vicenda è ambientata nel 218 a.C., nel corso della seconda guerrapunica. Mesilea (detto Mes) è un ragazzino che abita in un villaggio in quella che ora si chiama Provenza, in compagnia del suo cane Blez bada alle pecore. Rapito dai cavalieri numidi dell'armata del condottiero cartaginese Annibale Barca, viene incaricato di fare l'attendente al reparto degli elefanti, comandato da un gigante nero: Shafà. Mes non ha mai visto un elefante, all'inizio ha paura, ma grazie anche all'amicizia di Yann - un suo coetaneo - impara a conoscerli.


L'AUTORE:

Pino Pace si è laureato in Lettere all’Università di Bologna, lavora da anni come autore per la radio nazionale, per il cinema e l’audiovisivo. Inoltre insegna scrittura creativa all’Istituto Europeo di Design di Torino, nelle scuole di specializzazione e nei centri culturali, tiene seminari per gli allievi delle scuole elementari, medie e superiori.
Qui il suo sito.

RECENSIONE:

"L'ultimo elefante" viene presentato come un romanzo per bambini a partire dai 7 anni, ecco non sono d'accordo, ritengo si tratti di una storia adatta a tutte le età, godibile quindi sia per bambini che per adulti.

Si può aiutare i ragazzi ad amare la storia attraverso i romanzi? Certamente, e questo libro ne è un ottimo esempio.
Pino Pace non ha scelto un periodo storico "famoso", uno di quelli solitamente usati (e abusati) nelle storie, no, ha scelto la seconda guerra punica.
Protagonista della storia è Mesilea, un ragazzino che un giorno, tornando a casa dopo aver portato al pascolo le pecore, scopre che il suo villaggio è stato distrutto e viene rapito nientemeno che dai cavalieri numidi dell'armata di Annibale.
Da lì inizia la sua nuova vita, quella di mahaba, ovvero conduttore di elefante, nella celebre traversata di Annibale verso Roma.
Pace, come afferma in un'intervista, ha voluto trasmettere l'immagine che la guerra può essere esaltante in un primo momento, Mesilea infatti inizialmente rimane affascinato dalla situazione "Non so cosa ci sia laggiù, dove lo sguardo non arriva, ma lo voglio. Tutte queste persone che arrivano da lontanissimo, da un posto al di là di un mare che non finisce mai, forse stanno cercando la stessa cosa. Se i Cartaginesi hanno preso la mia vecchia vita, in cambio me ne hanno data una nuova: adesso devo andare a Roma con i miei amici, i miei compagni d'armi, e schiacciarla sotto le zampe del mio elefante".
Il protagonista affronta nel corso della storia un percorso di crescita, da pastore a conduttore dell'ultimo elefante dell'esercito di Annibale, ma anche tutta una serie di avventure che lo porteranno a interrogarsi se quella sia veramente la sua guerra.
Pino Pace trasmette un messaggio profondo ai lettori "Il mondo non è la guerra. O almeno non è solo guerra. Il mondo sono le persone che si incontrano, da qualsiasi parte arrivino, senza badare a come sono vestite, a che lingua parlano, se la loro pelle è pallida come la neve sulle montagne o scura come il mantello dei cavalieri numidi".
"L'ultimo elefante" è una storia d'avventura, di guerra, di amicizia ma anche d'amore, un libro importante e al tempo stesso leggero, i bambini non faticheranno certo a immedesimarsi in Mesilea e a tifare per lui.
Un romanzo assolutamente consigliato.

Oltre l'arcobaleno. Vol. 1. Il domani che vogliamo

Salve Scribacchini, oggi vi giro il comunicato stampa della casa editrice free Amarganta, che ha deciso di creare un'antologia molto importante, perché il ricavato dell’opera andrà interamente a sostegno delle attività dell’Avvocatura LGBT – Rete Lenford.



Quindici autori si sono messi in gioco declinando con il proprio stile e il proprio genere ciò che sentono e che vogliono raccontare sull’omosessualità e i diritti, per gridare a gran voce qual è, dal loro punto di vista, il domani che desiderano: l’equità e il rispetto di tutti, senza svantaggi di fatto o discriminazioni. 

Si tratta di storie semplici e nel contempo complesse, che parlano del quotidiano, del dramma o anche della gioia di essere. Dall’antica Grecia, passando per l’era contemporanea fino ad apocalittici futuri probabili, i personaggi vivono la vecchiaia, la malattia, l’omofobia, il desiderio di non arrendersi, il senso di famiglia e la genitorialità l’amore e l’amicizia in un percorso unico ed emozionante. 

Il ricavato dell’opera andrà interamente a sostegno delle attività dell’Avvocatura LGBT – Rete Lenford. 

Prefazione a cura di Marcello Di Giacomo. 

Con la partecipazione di: Francesca Masante, Guido Spano, Cristina Bruni, Beatrice da Vela, Taylor Kinney, Fabio Cicolani, Francesco Sansone, Annemarie De Carlo, Federica Gnomo Twins, Clara Cerri, Leah Weston, Minerva Stevens, Susan Moretto, Giada Gaudino e Francesco Mastinu. 

Autori Vari Titolo: Oltre l’arcobaleno – Volume 1. Il domani che vogliamo 
Genere: Racconti a tematica LGBT 
Pagine: 220 
Prezzo e-book 2,49 
Isbn e-book 9788899344528 
Uscita in e-book il 17 maggio 2016 in occasione della giornata mondiale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia. 
Prossimamente anche in versione cartacea. 

Presentata in anteprima al LGBT Film Festival a L’Aquila, Oltre l’arcobaleno è un progetto che intende raccontare la vita e la quotidianità delle persone e delle famiglia omoaffettive per mostrare che in realtà non esistono differenze. In un percorso che attraversa tutti gli ambiti della sfera umana, attraverso diversi generi letterari, gli autori hanno voluto regalare ai lettori dei testi unici, guidati solo dall’idea di realizzare qualcosa di concreto in favore dell’associazionismo che costantemente lotta per la parificazione dei diritti della comunità LGBT. 
Simbolicamente in uscita proprio il 17 di maggio, in occasione della giornata mondiale contro l’omofobia.

Per ulteriori informazioni qui trovate il sito della casa editrice.

Recensione "Il canto degli innocenti" Piergiorgio Pulixi

Salve Scribacchini, oggi vi voglio parlare di un libro che  avevo adocchiato da un po' di tempo e il Salone del Libro è stata la giusta occasione per acquistarlo, sto parlando de "Il canto degli innocenti" di Piergiorgio Pulixi.
L'ho letteralmente divorato e mi ha permesso di scoprire un nuovo bravissimo autore, adesso non mi resta che recuperare i suoi libri precedenti.

Il canto degli innocenti
Piergiorgio Pulixi
Edizioni E/O
224 pag. 15 euro


TRAMA:

Una serie di brutali omicidi perpetrati da adolescenti fra i dodici e i quindici anni sta mettendo in seria difficoltà la polizia. A indagare è il commissario Vito Strega, un brillante investigatore il cui lavoro è più una missione che un mestiere. Serve infatti un suo proprio ideale di giustizia più che le regole di procedura penale. È un poliziotto filosofico, attento alla psicologia dei criminali, più che uno sbirro d’azione. Ma è anche un uomo molto tormentato che combatte tra il desiderio di giustizia e l’abbraccio del Male. I Canti del Male è una serie poliziesca composta da tredici episodi, di cui Il canto degli innocenti è il primo capitolo. Una serie ambiziosissima che racconterà un mosaico completo della malvagità in tutte le sue sfumature.

RECENSIONE:

«Questo è il buio» ripeteva come se fosse un mantra. «Questo è il buio» dice una delle assassine bambine verso la fine della storia e a mio avviso è proprio il buio, metaforico, il filo conduttore di questo romanzo.
Il buio che avvolge la vita del protagonista, il commissario Vito Strega, ma anche di tutti gli altri personaggi di questa storia, vittime e carnefici.

Novanta pugnalate inferte da una ragazzina tredicenne a una sua coetanea rivale in amore, così si apre la lunga e sanguinosa serie di omicidi che si dipana in questo romanzo.
Omicidi tutti compiuti da assassini poco più che ragazzini, che si vogliono vendicare dei loro carnefici e che non scappano mai dalla scena del crimine, anzi, sono pronti anche a farsi uccidere per portare a termine il loro piano, la loro “missione”
Spetta al commissario Vito Strega tentare di far luce su questi casi, anche perché non è tutto semplice come sembra, se gli assassini sono noti chi ci sarà dietro a manovrarli?
Perché qualcuno deve esserci, ne è convinto Vito, l’aspetto simile a quello di un taglialegna ma con un gran cervello (tre lauree: in filosofia, psicologia e giurisprudenza) un passato doloroso da affrontare, una ex moglie che ama ancora alla follia, e una sospensione dal lavoro per aver ucciso in un incidente il suo collega.
Seppur in questo momento sia un civile Strega vuole a tutti i costi risolvere il caso, trovare il burattinaio, perché l’ha promesso alla madre della prima assassina e perché è l’unico modo per placare dentro di sé “Il canto degli innocenti” ovvero le voci delle vittime. Questo mi ha fatto ricordare un altro investigatore, il commissario Matthäi, uscito dalla penna di Dürrenmatt, anche lui non riesce a darsi pace dopo una promessa fatta alla madre di una vittima (ma le storie da qui in poi prendono pieghe diverse).
Una serie di donne ruotano intorno a Vito: Cinzia, la sua ex moglie, l’unica a conoscere il segreto del suo oscuro passato; Livia, la psicologa incaricata di decidere se reintegrarlo in polizia; Teresa la sua collega che, sebbene sposata è innamorata di lui e Marina, una donna misteriosa che incontra per caso.
Il giallo è molto ben costruito e con un bel colpo di scena ma devo avvisarvi che la fine non è consolatoria, perché come dice l’assassin* «il male è contagioso».
“Il canto degli Innocenti” è uno di quei romanzi che quando li chiudi ti lasciano l’amaro in bocca, come secondo me un vero noir dovrebbe fare e Pulixi in questo è stato fenomenale, d'altronde cosa aspettarsi da una serie che si chiama “I canti del Male”?

#SalTo16

Salve Scribacchini, ieri si è ufficialmente conclusa la XXIX edizione del Salone del Libro di Torino.
Questo è stato il mio primo anno, dopo parecchio tempo, che ho potuto partecipare al Salone come semplice lettrice, non mi sembrava neanche vero!
Purtroppo però sono riuscita a partecipare solo domenica.
Quali sono state le mie impressioni?
Il Salone del Libro è uno degli appuntamenti imperdibili per tutti gli amanti della carta scritta e io non sono certo da meno!
È l'evento per eccellenza, quello che aspetto tutti gli anni con trepidazione.
Tante piccole case editrici che presentano libri e autori da scoprire, il Paradiso in terra per ogni lettore.
Peccato che come al solito gli stand delle grandi case editrici fossero non pieni, di più, traboccanti di folla, che, molto intelligentemente, ha pagato il biglietto per comprare un libro che al supermercato sotto casa avrebbe pagato con lo sconto.
Non mi è piaciuta per nulla la scelta di invitare (come accade purtroppo ogni anno) personaggi dello spettacolo, per vedere il comico Checco Zalone c'erano quasi mille persone, vi rendete conto? Ed è dovuta intervenire pure la polizia per contenere la rabbia delle persone che non sono riuscite a entrare.
Ora, cosa c'entra un comico con il Salone del Libro? E non rispondetemi che era lì per presentare il suo libro, che è come se io mi presentassi a Sanremo.
Passiamo alle cose belle.
Questo è il mio bottino di quest'anno, tutti libri di editori rigorosamente indipendenti

 

In rigoroso ordine d'acquisto:

"Infelici e scontente" Alice Chimera, Les Flaneurs Edizioni

"Dov'è Alice" Stefania Siano, Lettere Animate

"Il canto degli innocenti" Piergiorgio Pulixi, Edizioni E/O

"Dove scappi" Desy Icardi, Golem Edizioni con omaggio della MemoNoir

"L'estate selvaggia dei tuoi occhi" Ana T. Pereira, Scritturapura edizioni

"La casa dei sette cadaveri" Jefferson Farjeon, Polillo editore

"Tunisian girl. La rivoluzione vista da una blogger" Mhenni Leena B., Edizioni Alegre


E voi? Siete stati al Salone? Quali sono stati i vostri acquisti?

Il Salone ti regala un libro!

Salve Scribacchini, giovedì 12 inizierà il Salone del Libro di Torino, uno degli eventi più amati dai lettori, per questa occasione ho deciso di mettere in download gratuito il mio primo romanzo "Amori & Pasticci su Facebook" sul mio sito
                                             http://cavallarovalentina.jimdo.com


Il libro è stato pubblicato nel 2012 dalla casa editrice free Nocchiero Edizioni, che purtroppo ha chiuso qualche anno dopo.
Mi dispiaceva però pensare che con la chiusura della casa editrice “Amori & Pasticci su Facebook” cessasse di esistere.
Ho pensato quindi di ripubblicarlo con un altro editore, ho contattato alcune case editrici, ma poi mi sono tirata indietro, erano passati troppi anni da quando avevo scritto questo romanzo, molte cose sono cambiate su Facebook e… sono cambiata io e il mio modo di scrivere.
Per questo ho deciso di metterlo gratuitamente sul mio sito, in modo che quanta più gente possibile possa leggerlo.
Facciamo rivivere insieme questo romanzo!


Da Giovedì 12 potrete scaricarlo gratuitamente, aspetto i vostri pareri su scribacchiniperpassione@gmail.com

QUI trovate l'evento Facebook.

Si può vivere di poesia?

Salve Scribacchini, secondo voi si può vivere di poesia? Oggi abbiamo come nostra ospite Maria Teresa Vivino, scrittrice e giornalista talentuosa, che abbiamo ospitato diverse volte su queste pagine, (qui) che ci racconta dei suoi dieci anni dedicati alla poesia.
A lei la parola!


Gentili colleghe e colleghi,
so che siete oberati di notizie e di lavoro, ma mi piacerebbe condividere con voi la gioia di questi “10 anni in cui convivo con la Poesia”.
  
   Magari, questa storia non potrà trovare spazio nelle vostre pagine, ma spero possa entrare, a punta di piedi, nel vostro cuore.

Nei momenti di solitudine, che di tutti noi fanno parte talvolta, ci sono parole, ci sono frasi, ci sono versi che tornano a bussare alla mia porta. Poeti, autori che hanno già chiuso gli occhi ed altri che ancora incontro per strada, di cui posso assaporare gli scritti e la voce.

   Chissà, il sogno di ogni poeta forse è proprio “donare emozioni e riflessioni” in attimi e pillole, a me ne hanno donate molte le letture che ho fatto in questi anni, ma soprattutto è stato importante assaporare i versi in “presa diretta”, nel contesto di reading di poesia e premi letterari, mi piacerebbe donare qualche emozione anch’io;
mi chiedo se in questi 10 anni ci sia riuscita…



Ho iniziato a scrivere poesie tra la fine del 2004 e l’inizio del 2005, avevo 15 anni e non pensavo mai di trovarmi a condividere la strada con la poesia;  eppure è stata lei a bussare alla mia porta, grazie ad alcuni autori locali, Dino Ariasetto e Rosalinda Osano, in primis. I primi versi sono scaturiti in momenti di grande dolore personale, un anno della mia vita tormentato da tanta sofferenza e dai primi battiti di cuore per il “primo” amore, dall’adolescenza anche che svegliava i primi sentimenti forti e radicati nell’anima.

    Dall’amore non corrisposto sono nate parole di profonda speranza, parole con cui ho partecipato a concorsi letterari che, negli anni, mi hanno condotta in giro per l’Italia, in un turismo culturale, accompagnata dalla mia famiglia, mio padre Pietro, l’autista ufficiale, mia mamma Erminia la mia sponsor ufficiale, mia sorella Ilenia, fonte di grande ispirazione per me.

   Savona, Recco, Roccavaldina, Rocca Imperiale, Sale, Torino… alcune delle città in cui sono arrivata per ritirare la coppa, l’attestato,  ma soprattutto per riempire il cuore di pensieri, parole ed emozioni altrui, che mi hanno arricchita e continuano ad essere il mio serbatoio di bellezza negli anni.

    Ho pubblicato a 16 anni la mia prima raccolta di poesie “Poesie dal cuore…” Tipografo Melli, nel 2006, e poi a seguire nel 2007 il mio primo romanzo breve, risultato finalista al concorso Jacques Prévert, “Nel cuore dell’Africa”, Montedit Edizioni.

   Più giravo per l’Italia, fisicamente o con il pensiero, più incontravo poeti e poetesse con cui desideravo condividere nuovi percorsi dell’anima.
Così, sono nati nel 2009 “Volo sulle note dell’anima” Montedit Edizioni a quattro mani, con il poeta Roberto Gennaro, nel 2011 “Il risveglio – Storia di animali, persone e sogni” Oak edizioni, ideato e scritto a quattro mani con l’alpinista e scrittore Lodovico Marchisio e, poi, è venuta alla luce la silloge “Libertà – Poesie d’amore” Oak edizioni, nel 2012, 177 pagine di pensieri e versi scritti in circa 7 anni.

Nell’ambito del giornalismo, mi occupo di cronaca locale, ma cerco sempre la poesia anche in essa; ognuno di noi ha una bella storia da raccontare. Bella non vuol dire facile, né liscia, né semplice, vuol dire colma di bivi e di sentimenti, e spesso sono loro che hanno fatto la differenza nelle scelte di ognuno.

  Ho scritto versi sui tovagliolini del bar, nell’armadio, su fogli volanti, sul computer, sul telefono, su di un vecchio libro, sulla stoffa e nel mio cuore.

   “Di poesia non si vive” è la frase che più  mi sono sentita ripetere in questi 10 anni, e probabilmente è vero...
La storia insegna che “il poeta”, se non era maledetto e con una buona dose di follia, viveva d’altro e continuava a scrivere per “hobby”. Ma dopo morti i grandi poeti sono finalmente “solo poeti” e sono ricordati per quello, non tanto per ciò che hanno fatto d’altro per vivere, ma perché la poesia li ha fatti vivere e li fa sopravvivere anche ora che non ci sono più fisicamente.
   Scrivo poesie perché mi fa sentire viva, non perché si possa vivere di poesia;
la macchina va avanti grazie alle ruote, ma si può forse dire che il carburante non sia importante?

   Quest’anno, il concorso letterario “Dino Ariasetto”, dedicato ad un poeta ancora vivente, da me ideato e organizzato grazie ad un congruo numero di persone che mi hanno sostenuta e mi sostengono, giunge alla Quinta edizione.
   A Bardonecchia, paese in cui vivo, in questi 5 anni, ho stretto le mani di molti autori di tutta Italia, e anche provenienti dalla Francia; ho legato i loro cuori al mio e mi sono detta “qualcosa ho dato, qualcosa mi hanno lasciato”, talvolta mi hanno lasciato proprio tanto.

  La premiazione si terrà sabato 4 giugno presso il prestigioso Palazzo delle Feste di Bardonecchia; mi piacerebbe festeggiare con tutti voi questi miei 10 anni di poesia e i 5 anni del nostro concorso nella Perla delle Alpi, una collana di emozioni, strette insieme, in un vortice di parole, che ritornano anche nei silenzi, a distanza di tempo.

 Tra le centinaia e centinaia di poesie che ho scritto, pubblicato, condiviso o nascosto tra le pieghe del cuore e i meandri di un cassetto, forse questi descrivono ciò che per me è scrivere, in particolare poesie:

…Sulle mura… “Volo sulle note dell’anima”

Quando non avrò fogli
Su cui scrivere
Utilizzerò le gambe
E quando non le avrò
Più
Scriverò sulle mura
Delle mie prigioni.

…2008…

Il destino di una rosa “Volo sulle note dell’anima”

Quanto costa
Il destino di una rosa
Dolce, sensibile, ma fragile…
Fragile fino
Ad aver paura
Del vento,
di uno sguardo…
Fino ad aver
Paura della vita
Che anche
L’ultimo petalo
Muoia…

… estate 2008…

Il poeta “Libertà – Poesie d’amore”

Il poeta è un gondoliere
sereno e sognante
con i turisti a Venezia.

Tu “Libertà – Poesie d’amore”

Tu enigma perpetuo
Evangelico Pensiero
in un fiore d’inferno…


Scrivere poesie “Libertà – Poesie d’amore”

Scrivere poesie è come correre in un campo
Quando lo fai ti senti libera e felice come non mai…
Liberi il tuo cuore ed esprimi il tuo vero essere
e l’anima prende forma.

Scrivere poesie è come gridare
i suoni sembrano non avere senso
invece sono la massima espressione
di rabbia e di sfogo.

Scrivere poesie è un’arte che esce dal cuore
e come un dipinto
prende forma poco a poco, parola dopo parola
immagine dopo immagine…


Non è il momento “Libertà – Poesie d’amore”

Quante volte non è il momento.
Quante volte è passato troppo in fretta.
Quante volte è troppo tardi.
Quante volte l’amore al vento.
Quante volte un bambino che piange.
Quante volte l’ultima volta.

Troppe volte non è andata come volevamo…

Causa ed effetto
verità e menzogna
amore e odio…

Il contrario del mondo.