Recensione "Amabili resti" Alice Sebold

Salve Scribacchini, oggi parliamo di un libro molto forte "Amabili resti" della scrittrice statunitense Alice Sebold.
Amabili resti
Alice Sebold
Edizioni e/o
416 pag. 18 euro

TRAMA

Susie, quattordicenne, è stata assassinata da un serial killer che abita a due passi da casa. È stata adescata, stuprata, fatta a pezzi e nascosta in cantina. Il racconto è affidato alla voce della stessa Susie, che dopo la morte narrra la vicenda con lo spirito allegro e senza compromessi dell'adolescenza.
                                                             

RECENSIONE
Appena uscito al cinema vidi il film che ne era stato tratto, molto bello, assolutamente non morboso, con uno straordinario Stanley Tucci nei panni del vicino di casa che adesca, violenta e uccide la protagonista, Susie, una bambina di appena 14 anni.
È senza dubbio una storia forte, per anni mi sono rifiutata di leggerla, per paura che i dettagli della violenza fossero raccontati in maniera troppo esplicita, anche perché l'autrice, quando era all'Università, è stata vittima di uno stupro (violenza che ha narrato nel libro "Lucky), come sarebbe stato dunque leggere una violenza da parte di una scrittrice che l'aveva realmente subita e non la raccontava basandosi
 solo sulla sua immaginazione?
Alla fine però mi sono fatta coraggio.
La violenza è raccontata, ma non nei minimi particolari, il libro sebbene tratti una tematica forte non scende mai nel morboso, colpisce senza eccessi, sono rimasta invece sconvolta da questo brano:
“Una parte di me desiderava una vendetta immediata, voleva che mio padre si trasformasse nell'uomo che non era mai stato: un uomo che la collera rendeva violento. È quello che si vede nei film, che succede nei romanzi che legge la gente. Un uomo qualunque prende una pistola o un coltello e va a caccia della belva che ha sterminato la sua famiglia. Fa il giustiziere alla Charles Bronson e tutti applaudono. Ma la realtà era questa: Ogni mattina papà si alzava. Finché durava l'effetto del sonno, era l'uomo di sempre. Ma via via che riprendeva coscienza, era come se un veleno filtrasse dentro di lui. A volte non ce la faceva nemmeno a scendere dal letto. Restava lì steso sotto un peso enorme. Ma d'altra parte solo smuovendosi poteva salvarsi e allora faceva, faceva, faceva, anche se niente bastava mai. Si sentiva gravato dal senso di colpa, la mano di Dio lo schiacciava dicendogli: «Tu non c'eri, quando tua figlia aveva bisogno di te».

Ecco, questo brano secondo me è quello più forte di tutto il libro, mi ha profondamente scossa, poco ci mancava che scoppiassi a piangere, perché quello che turba è proprio questo senso di impotenza.
Sono un'amante dei gialli classici, di quelli insomma che si concludono con l'assassino che viene scoperto e sbattuto in carcere, certo ci sono casi in cui questo non accade, un libro su tutti che merita di essere citato è sicuramente "La promessa" di Friedrich Dürrenmatt, ma sono sporadici nelle mie letture.
In "Amabili resti" mi sono identificata più che con la protagonista con il padre, secondo me la figura migliore di tutto il libro "Ho bisogno di riposare, tesoro. Devo capire come arrivare a quell'uomo. Spero che tu comprenda".
Cosa farei se morisse mia figlia? Ovvio, cercherei il suo assassino, ma non siamo in un libro giallo e anche la vendetta non è così semplice.
L'altra scena, secondo me, straziante di questo libro è proprio quando il padre cerca di vendicarsi, come dicevo prima non siamo in uno di quei film d'azione e nemmeno la vendetta va a compimento.
La madre di Susie è invece un personaggio che ho compreso ma che non mi è piaciuto, reagisce in maniera molto diversa dal padre di fronte al dolore: scappa, abbandona la sua famiglia, ma come dice la figlia minore "Come si può pretendere che passi la sua vita accanto a un uomo prigioniero del passato?"d'altra parte forse lei non si era mai sentita adatta a fare la madre "Ora aveva imparato che fare la madre era una vocazione che tante sognavano di diventarlo. Ma lei quel sogno non l'aveva mai avuto, ed era stata punita nel modo più orribile e inimmaginabile per non avermi voluta".
Credo però che nonostante marito e moglie affrontino il dolore in maniera diversa, la frase più forte sia proprio quella che il marito rivolge a sua moglie "Mio padre fece un sorriso bellissimo. -Vedi- Le disse, -ecco come si fa. Si vive nonostante tutto, offrendole un fiore".
Altra figura di rilievo è la sorella minore, che cerca di assumere una propria identità, di distaccarsi dalla figura della sorella morta e che non esita a entrare nella casa dell'assassino per fornire al padre le prove che sta cercando "Era entrata in quella casa mossa dal desiderio di riportargli delle prove che potesse usare come tanti pioli per risalire da lei, dal desiderio di sostenerlo con dei fatti, di zavorrare i suoi discorsi a Len. E invece si vedeva precipitare dietro di lui in un baratro senza fondo".
"Amabili resti" è un bellissimo libro, toccante e struggente che ci catapulta nel mondo di chi resta, di come si possa affrontare un evento così sconvolgente come la morte di una figlia di cui non si troverà mai il corpo, di come nonostante tutto si debba andare avanti.
"Queste erano le bellissime ossa cresciute intorno alla mia assenza: i legami - a volte esili, a volte stretti a caro prezzo, ma spesso meravigliosi - nati dopo che me n'ero andata. E allora cominciai a vedere le cose in un modo che mi lasciava concepire il mondo senza di me. Gli avvenimenti cui la mia morte aveva dato luogo erano semplicemente le ossa di un corpo che in un momento futuro imprevedibile sarebbe divenuto intero. Il prezzo di quel che ormai vedevo come un corpo miracoloso era stato la mia vita."

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