Michel Manetti "Jenny Turner e le dinastie perdute delle fiabe”

Salve Scribacchini, oggi abbiamo come nostro ospite lo scrittore Michel Manetti, autore della saga "Jenny Turner e le dinastie perdute delle fiabe”.

Conosciamolo insieme!

BIOGRAFIA




Michel Manetti è nato a Fiesole nel 1995 e vive a Bagno a Ripoli (FI). Studente, appassionato di materie umanistiche, è da sempre un vorace lettore. Fin da piccolo, si è dedicato a scrivere e illustrare le sue storie. Il tradimento di Andersen è il secondo capitolo della saga ‘Jenny Turner e le dinastie perdute delle fiabe’, iniziata con La vendetta di Andersen.
Il suo blog.






#1 La vendetta di Andersen 


TRAMA: Quando meno te l’aspetti, un evento sconvolgente può cambiare per sempre la tua vita. Jennifer è una giovane studentessa di diciassette anni. Nonostante sia passato molto tempo, non riesce a darsi pace per la morte dei genitori, avvenuta prematuramente quando era solo una bambina. Un pomeriggio, durante una giornata di studio col suo migliore amico Dean, scopre una meravigliosa porta d’oro occultata nella sua stanza. Dopo qualche esitazione, i due giovani scelgono di varcare la soglia. Ad attenderli, in un salotto incantato, li aspetta niente meno che lo storico autore di fiabe Charles Perrault. Perché l’autore francese si nasconde in quella casa? Chi è veramente costui? Quale mistero cela il passato di Jennifer? In un’ambientazione fiabesca e spettrale, inizia così un’avventura fantastica, ricca di imprevisti, continuamente sospesa tra immaginazione e realtà. Una favola maledetta capace di tenere il lettore col fiato sospeso fino all’ultima pagina
Qui trovate l'Ebook.
Questo è il book trailer.



#2 Il tradimento di Andersen
                                                    
TRAMA: La missione di Jenny e Dean nel mondo delle fiabe non è terminata. Salvata Cenerentola, i due giovani protagonisti non tardano a rendersi conto di essere letteralmente sulla strada per una nuova fiaba. Perché Charles Perrault li ha trascinati in questo assurdo mondo parallelo? Perché Andersen li vuole ostacolare? Cosa è davvero successo tra i due scrittori? Ma soprattutto, di chi fidarsi? Messi di fronte a ostacoli ogni volta più difficili da superare, sempre più irrimediabilmente attratti l’una dall’altro, Jenny e Dean insieme cercano le risposte. Come per le mogli di Barbablù però, sanno di doversi muovere in fretta perché anche un solo errore può essere fatale.

INTERVISTA

Ciao Michel, per prima cosa parlaci un po’ di te, quando hai cominciato a scrivere?

La scrittura è sempre stata una mia passione, fin dall’infanzia. Quando andavo alle elementari io e il mio migliore amico ci divertivamo a scrivere e disegnare fumetti, i “famosi” Giornalini, che poi vendevamo al parco della nostra città. Poi, alle medie, ho partecipato a qualche concorso letterario, ma è stato al liceo che ho deciso di dedicarmi alla scrittura in modo più professionale.

Come è nata l’idea per la tua saga, “Jenny Turner e le dinastie perdute delle fiabe”?

In seconda liceo ho ripreso in mano un racconto scritto alle medie per un concorso. Si intitolava Lo scompiglio delle fiabe e, come si può intuire, aveva le fiabe come tema principale. Questo stesso racconto, infantile e sveltivo, è stato la base per un qualcosa di più complesso e articolato, la saga su cui sto lavorando tutt’ora. In realtà inizialmente il mio obiettivo era realizzare un unico romanzo… solo che le idee fermentavano e ho deciso di cambiare rotta. Nonostante io sia attirato dai libri voluminosi, la maggior parte dei lettori li scansa quasi ne fossero intimoriti. Così ho preferito suddividere la trama in quattro volumi, invece che concentrarla in uno di migliaia di pagine.


Quanto hai dovuto documentarti? 

La parte della documentazione è stata quella più interessante. Mi sono messo alla ricerca di versioni universitarie delle fiabe su cui volevo scrivere la saga. Non è stato facile, ma una volta reperito il materiale mi sono messo a leggerlo e studiarlo con attenzione… non solo le fiabe in sé per sé, ma anche le biografie degli autori stessi. Ho scoperto tante cose intriganti e sorprendenti che ho utilizzato per arricchire la mia serie e renderla unica.

Come mai hai deciso di scrivere una saga proprio sulle fiabe?

Le fiabe mi hanno sempre affascinato quando ero piccolo… quei mondi fantastici, popolati da creature bizzarre e misteriose. Leggendole mi estraniavo dalla realtà e viaggiavo con la fantasia. Non è stato un caso che i miei primi libri trattino proprio di questo argomento.


Solitamente quando si parla di fiabe il primo nome che viene in mente è quello dei fratelli Grimm, il protagonista della tua storia è invece Perrault, come mai questa scelta?
Sarò sincero. Sebbene apprezzi la rivisitazione dark e gotica che i fratelli Grimm hanno dato alle fiabe della tradizione, non sono tra i miei autori preferiti. Il loro lavoro è stato semplicemente raccogliere racconti preesistenti e modificarli. Perrault, al contrario, è un ideatore. Le sue fiabe sono praticamente originali (anche se si possono trovare dei parallelismi con fiabe di altre culture). Purtroppo Perrault è quasi sconosciuto di nome. Mi fa rabbia quando sento dire che la versione originale di Cenerentola è dei fratelli Grimm, perché non è vero. La loro è una rivisitazione della fiaba di Perrault. Insomma, se ho scelto Perrault invece che i fratelli Grimm è perché mi piacerebbe rivalutare il suo lavoro.

Ci vuoi parlare di Jennifer e Dean, i protagonisti della tua storia?

Jenny e Dean sono due personaggi molto diversi tra loro, ma forse è proprio per questo che si sentono così attratti l’una dall’altro. Jenny è sola al mondo. La sua intera famiglia è stata sterminata e lei si sente perennemente contesa tra un passato doloroso e la prospettiva di vivere un futuro migliore… ma purtroppo non è sempre facile svincolarsi dal passato e questo Jenny lo sa benissimo. Dean è un ragazzo molto concreto, che crede solo a ciò che vede. È grazie a lui se Jenny riuscirà pian piano ad allentare la presa che il passato ha sulla sua vita. Sono cresciuti insieme e condividono un legame solido che non farà che rafforzarsi col tempo. Ovviamente non può essere tutto rose e fiori. La loro relazione verrà messa a dura prova… e più si proseguirà nella saga, più questo diventerà evidente.

Nel sequel della tua saga compare invece Andersen come mai questa scelta?
Devo ammettere che ero stuzzicato all’idea di far comparire il nemico supremo della saga. Volevo mostrare al lettore come agisce, come è capace di manipolare la mente degli altri… e volevo mostrare tutto ciò attraverso un velo di mistero. Non a caso Andersen è sempre avvolto da nere ombre impenetrabili. L’unico elemento che descrivo di lui è la sua voce.

Come sei arrivato a Libromania?
Sono arrivato a Libromania dopo aver inviato manoscritti a più case editrici e aver ricevuto alcune risposte. Ho fatto una selezione dei contratti che mi erano stati proposti e ho scelto quello che mi allettava maggiormente. Ciò che mi ha fatto puntare su Libromania è stato il fatto che è una casa editrice nata dalla collaborazione di due editori italiani molto importanti.

Cosa ne pensi delle case editrici a pagamento?
Sono molto radicale al riguardo. Le case editrici a pagamento non mi convincono per niente. Vanno contro la mia idea di editore onesto. Ogni lavoro ha i suoi rischi. Nel caso di una casa editrice il rischio è prendere sotto la propria ala un autore che magari non venderà come si aspettava. Ma è così che funziona. Questo è ciò che deve fare un editore. Riporre la speranza su qualcuno. Fortunatamente ci sono ancora editori seri, che non chiedono contributi. Per quanto riguarda gli altri… beh, io non affiderei mai loro un mio manoscritto.

Hai dei riti quando scrivi?

Quando scrivo ho semplicemente bisogno di concentrazione e silenzio… e di un dizionario di sinonimi e contrari. Poi, per il resto, non ho esigenze particolari. Potrei scrivere ovunque.

La tua saga sarà una tetralogia, puoi rivelarci qualcosa sui prossimi volumi?

So già tutto della mia saga, finale incluso. Quello che posso anticipare è che al momento Jenny e Dean stanno attraversando le fiabe di Perrault… ma chissà che non finiscano pure nel mondo di Andersen! Il lettore dovrà aspettarsi grandi colpi di scena. Ho intenzione di lasciare tutti a bocca aperta, dall’inizio alla fine.

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