Salone del Libro 2014 Considerazioni finali

Salve Scribacchini, oggi parliamo del Salone del Libro di Torino.




È un nuovo record questo Salone del Libro, con il 3% in più di visitatori rispetto allo scorso anno, sfiorando quota quasi 340 mila ingressi con code lunghissime ai botteghini nei pomeriggi di sabato e domenica.
La crisi sembra quindi non toccare i libri come invece si temeva.
Il pubblico quest’anno era composto soprattutto da ragazzi che si sono dimostrati molto interessati ai libri.
La vera novità di quest’anno però è stato il padiglione dedicato all’editoria indipendente, perché il vero cuore del Salone non è andare a visitare gli stand delle grosse case editrici per comprare a prezzo pieno il solito best seller che si può trovare pure nel supermercato sotto casa, ma proprio scoprire editori di nicchia e autori sconosciuti.
Lo scrittore Culicchia ha gestito al meglio l’Officina Editoria di progetto, un viaggio nei vari mestieri che portano alla stesura del libro.
Nell’indipendent’s corner si sono susseguiti incontri organizzati da case editrici indipendenti come quello tenuto dagli scrittori torinesi Pino Pace e Margherita Oggero che hanno spiegato ad un pubblico di aspiranti scrittori, oltre che di insegnanti e lettori, il dietro le quinte del loro bellissimo mestiere.
Tra gli editori indipendenti quello che mi ha colpito di più è stata la Jo March edizioni, che prende il nome dalla famosa protagonista del libro Piccole Donne, che si è posta l’ambizioso progetto di pubblicare libri di scrittori inglesi ottocenteschi mai tradotti in lingua italiana, un po’ quello che fa la Polillo editore con i gialli.
Come al solito non potevano mancare le polemiche, la scrittrice Isabella Santacroce diventata famosa per la trilogia Fluo, ha pubblicato la foto del suo fondoschiena con la scritta “Dedico il mio culo al Salone del Libro di Torino” offesa per non essere mai stata invitata al Salone.
Un bilancio dunque molto positivo anche se ovviamente ci sono aspetti che andrebbero sicuramente migliorati: prima cosa fra tutte è sicuramente la poca pubblicità, in questi giorni i vari telegiornali non hanno quasi parlato delle iniziative del Salone, si rischia così che, sebbene si tratti del più importante appuntamento italiano dedicato ai libri, rimanga confinato solo a Torino.
Altro aspetto negativo è dato dalle numerose iniziative che esulano dal mondo dei libri: attori, cantanti, cuochi, tutte attività che hanno poco a che fare con il libro in sé rischiando anche qui di togliere importanza ai libri che sono il vero protagonista di questa kermesse.
E infine ovviamente il prezzo del biglietto, 10 euro sono veramente troppi.
Il prossimo anno il paese ospite sarà la Germania e ci sarà il coinvolgimento niente meno che della Buchmesse di Francoforte, ci sarà quindi un nuovo record da battere.

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