Masterpiece, la finale

Salve Scribacchini, vorrei tanto farne a meno, ma visto che me la sono dovuta sorbire, oggi vi parlerò della finale di quello che è stato definito un programma innovativo, che avrebbe dovuto avvicinare gli italiani ai libri, sto parlando del talent per scrittori Masterpiece.



“Siamo sempre sul cubo e vediamo che passano di nuovo le pischelle. Ormai sono uno dei grandi.
Non vedo Ìvana. Allora salto giù e vado da Snezana, la sorella di Buglia.
Snezana ha i capelli castano chiaro e lunghi fino al culo ed è più grande di me solo di sei mesi, ma va in terza perché io ho cominciato con sette anni piani e lei invece con sei.
Non vedo nessuna somiglianza con Buglia e la sua faccia serenamente schifata.”
Questo è il migliore scrittore italiano, vincitore del talent per scrittori che verrà pubblicato per Bompiani in centomila copie.
Ma facciamo un passo indietro.
La puntata si apre con due sfidanti che si fronteggiano per entrare in semifinale.
La prova si svolge presso il Circolo dei Lettori di Torino, per inciso se questo programma ha un merito è quello di mostrare i bellissimi luoghi torinesi.
Il pubblico che dovrà giudicare i due autori sarà, udite, udite composto interamente da librai, perché una cosa simile? Perché i librai torinesi si sono dovuti prestare a questa becera operazione commerciale?
Gli sfidanti sono un ragazzino eccentrico e un signore di mezza età che ha scritto un giallo.
Chi potrà mai vincere? 
Visto che in questo programma si presta molta attenzione ai testi, e nessuna ai personaggi, ovviamente vince lo scrittore eccentrico, che può raggiungere gli altri tre concorrenti: un anziano che si finge imbranato che lavora all'ufficio decessi, un serbo a cui regalerei volentieri un dizionario di italiano, così almeno può scrivere finalmente in italiano corretto e l’unica donna, una ex manager definita dagli altri concorrenti come uno squalo.
La prova consiste nel solito temino da svolgere in trenta minuti, il compito è quello di scrivere il monologo con cui il protagonista del loro romanzo si presenta, questa volta c’è però una nota positiva, i testi non verranno letti dai loro autori, che tanto non si capiva nulla, ma dal bravissimo attore Giuseppe Battiston, perché a nessuno sia venuto in mente prima di far leggere i testi a un attore rimane però un mistero.
Il ragazzo eccentrico viene eliminato e si passa alla prova successiva.
Finalmente Massimo Coppola, il famoso coach, ha un ruolo: giudice nella prova.
Come tutti gli studenti sanno, a fine anno, si traggono le conclusioni di quanto fatto, quale poteva essere dunque il tema? “La mia storia a Masterpiece” insomma la fiera delle banalità.
Viene eliminato anche l’anziano finito imbranato per arrivare finalmente all'ultima manche.
 Nell'arena i due concorrenti non sono soli, magari! Ma sono appoggiati da due scrittori: Susanna Tamaro e Donato Carrisi, che lodano l’innovazione del programma, talmente innovativo che anziché passare in prima serata, come previsto, è rimasto confinato in seconda, insieme ai film porno.
Vengono letti due dialoghi tratti dai libri, da una parte abbiamo la Finlandia, dall'altra Belgrado, punto di contatto l’Italia stereotipata.
Ma il punto in cui si cade più in basso è quando si chiede alla Tamaro e a Carrisi di inventare una frase da inserire sulla fascetta per pubblicizzare i loro concorrenti.
Ovviamente vince il concorrente serbo, sebbene Elisabetta Sgarbi, direttore di Bompiani affermi: che il suo stile presenta qualche sgrammaticatura” ma cosa volete che sia, è stato scelto solo come miglior romanzo italiano, l’italiano corretto è un optional.


Sapete cosa scriverei sulla fascetta del libro vincitore? “Avevamo proprio bisogno di un talent per scrittori come Masterpiece?”

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