Libri ambientati a Pasqua

Salve Scribacchini, Pasqua si avvicina, ecco quindi dei libri ambientati proprio in questo periodo.

Iniziamo con l’opera teatrale “Pasqua” del drammaturgo August Strindberg, Una sorta di sacra rappresentazione, un «mistero» (come lo definisce lo stesso Strindberg), che si sviluppa in tre atti scanditi come giovedì, venerdì e sabato santi; ma nonostante questo e i suoi densi riferimenti biblici, ha un'ambientazione borghese piuttosto modesta. Vi si narra, infatti, dei membri della famiglia Heyst che vivono nell'ombra di un padre inetto, finito in prigione “per orgoglio“, e di un loro temibile creditore, Lindkvist, che nell'immaginario di quei derelitti si trasfigura in un orco.







Per gli amanti del giallo troviamo invece “Vipera. Nessuna resurrezione per il commissario Ricciardi” di Maurizio de Giovanni
"Una nuova primavera si affaccia, e tenta uomini e donne con i suoi profumi, ma anche il male è nell'aria. Manca una settimana a Pasqua nella Napoli del 1932. Al Paradiso, esclusiva casa di tolleranza nella centralissima via Chiaia, Vipera, la prostituta più famosa, è ritrovata morta, soffocata con un cuscino. L'ultimo cliente sostiene di averla lasciata ancora viva, il successivo di averla trovata già morta. Chi l'ha uccisa, e perché? Ricciardi deve districarsi in un groviglio di sentimenti e motivazioni. Avidità, frustrazione, invidia, bigottismo. Amore. La scoperta di passioni insospettabili si accompagna alla rivelazione di una città molto diversa da come appare. Sotto i nostri occhi prendono forma, vivissimi e veri, illuminati da dettagli sorprendenti, sorretti da una genuina vocazione narrativa, i mercati, i vicoli, le strade, i mestieri, la rete rigogliosa dei commerci vecchi e nuovi, accanto alla vigliaccheria e al coraggio, alle violenze arroganti di chi pensa già di essere impunito per sempre perché indossa una camicia nera. Tanto che uno dei compagni di Ricciardi, il dottor Modo, vecchio estimatore di Vipera, finisce per cacciarsi in un guaio molto serio".




Per i buongustai invece abbiamo un bel connubio tra cucina e letteratura nel libro di Simonetta Agnello Hornby e Chiara Agnello “La pecora di Pasqua”

“Di Tano si diceva che era ‘in giro’; ma ogni due settimane Gesuela riceveva da Parigi una lettera del fratello e una scatola con dentro una capretta di pasta reale, ognuna più bella di quella che l’aveva preceduta. E così lei sapeva che Tano la pensava e che anche lui era a Parigi. Fu allora che le venne l’idea di fare qualcosa di suo e chiese alle monache benedettine se volessero modellare quelle caprette nella pasta reale e venderle: lei avrebbe fornito loro le mandorle, lo zucchero e i pistacchi per il ripieno.”

La pecora di Pasqua
Simonetta Agnello Hornby, Chiara Agnello
Slow Food Editore

La Pasqua incontra la fantascienza in “Pasqua nera” di James Blish.

"Baines, un potente magnate dell'industria bellica ingaggia il mago nero Theron Ware perché invochi le potenze infernali minori da utilizzare per specifici assassini su personalità della politica e della scienza che minacciano i suoi affari.
Il giorno di pasqua nella villa di Ware a Positano in provincia di Salerno, si riuniscono, oltre al mago nero, Baines, Ginsberg, il suo segretario, Hess, uno scienziato ingaggiato come osservatore e Padre Domenico Bruno Garelli, potente mago bianco inviato dal monastero di Monte Albano vicino Frosinone a supervisionare l'invocazione/esperimento e aiutare Ware nel caso le cose si mettessero male…"

Pasqua Nera
James Blish

Per i più piccini invece concludo consigliando l’avventuroso “Il coniglio di Pasqua e l’esercito delle uova” di William Joyce

"Tutti lo conosciamo come il Coniglio di Pasqua, mite dispensatore di dolciumi. Ma quanti di voi sanno che è anche l'ultimo esemplare della leggendaria lega dei Pooka, i Conigli Guerrieri, è specializzato in arti marziali ed è anche uno straordinario scavatore di tunnel sotterranei? Particolare non trascurabile poiché Pitch, il Re degli Incubi, trama una cruenta vendetta proprio nelle viscere della terra. Per fortuna il Coniglio di Pasqua ha al suo fianco il temerario Nicholas Nord, il mago Ombrie Shalazar, la dolce e coraggiosa Katherine e soprattutto un temibile esercito di uova guerriere".

Il coniglio di Pasqua e l'esercito delle uova
William Joyce
Rizzoli

Masterpiece, la finale

Salve Scribacchini, vorrei tanto farne a meno, ma visto che me la sono dovuta sorbire, oggi vi parlerò della finale di quello che è stato definito un programma innovativo, che avrebbe dovuto avvicinare gli italiani ai libri, sto parlando del talent per scrittori Masterpiece.



“Siamo sempre sul cubo e vediamo che passano di nuovo le pischelle. Ormai sono uno dei grandi.
Non vedo Ìvana. Allora salto giù e vado da Snezana, la sorella di Buglia.
Snezana ha i capelli castano chiaro e lunghi fino al culo ed è più grande di me solo di sei mesi, ma va in terza perché io ho cominciato con sette anni piani e lei invece con sei.
Non vedo nessuna somiglianza con Buglia e la sua faccia serenamente schifata.”
Questo è il migliore scrittore italiano, vincitore del talent per scrittori che verrà pubblicato per Bompiani in centomila copie.
Ma facciamo un passo indietro.
La puntata si apre con due sfidanti che si fronteggiano per entrare in semifinale.
La prova si svolge presso il Circolo dei Lettori di Torino, per inciso se questo programma ha un merito è quello di mostrare i bellissimi luoghi torinesi.
Il pubblico che dovrà giudicare i due autori sarà, udite, udite composto interamente da librai, perché una cosa simile? Perché i librai torinesi si sono dovuti prestare a questa becera operazione commerciale?
Gli sfidanti sono un ragazzino eccentrico e un signore di mezza età che ha scritto un giallo.
Chi potrà mai vincere? 
Visto che in questo programma si presta molta attenzione ai testi, e nessuna ai personaggi, ovviamente vince lo scrittore eccentrico, che può raggiungere gli altri tre concorrenti: un anziano che si finge imbranato che lavora all'ufficio decessi, un serbo a cui regalerei volentieri un dizionario di italiano, così almeno può scrivere finalmente in italiano corretto e l’unica donna, una ex manager definita dagli altri concorrenti come uno squalo.
La prova consiste nel solito temino da svolgere in trenta minuti, il compito è quello di scrivere il monologo con cui il protagonista del loro romanzo si presenta, questa volta c’è però una nota positiva, i testi non verranno letti dai loro autori, che tanto non si capiva nulla, ma dal bravissimo attore Giuseppe Battiston, perché a nessuno sia venuto in mente prima di far leggere i testi a un attore rimane però un mistero.
Il ragazzo eccentrico viene eliminato e si passa alla prova successiva.
Finalmente Massimo Coppola, il famoso coach, ha un ruolo: giudice nella prova.
Come tutti gli studenti sanno, a fine anno, si traggono le conclusioni di quanto fatto, quale poteva essere dunque il tema? “La mia storia a Masterpiece” insomma la fiera delle banalità.
Viene eliminato anche l’anziano finito imbranato per arrivare finalmente all'ultima manche.
 Nell'arena i due concorrenti non sono soli, magari! Ma sono appoggiati da due scrittori: Susanna Tamaro e Donato Carrisi, che lodano l’innovazione del programma, talmente innovativo che anziché passare in prima serata, come previsto, è rimasto confinato in seconda, insieme ai film porno.
Vengono letti due dialoghi tratti dai libri, da una parte abbiamo la Finlandia, dall'altra Belgrado, punto di contatto l’Italia stereotipata.
Ma il punto in cui si cade più in basso è quando si chiede alla Tamaro e a Carrisi di inventare una frase da inserire sulla fascetta per pubblicizzare i loro concorrenti.
Ovviamente vince il concorrente serbo, sebbene Elisabetta Sgarbi, direttore di Bompiani affermi: che il suo stile presenta qualche sgrammaticatura” ma cosa volete che sia, è stato scelto solo come miglior romanzo italiano, l’italiano corretto è un optional.


Sapete cosa scriverei sulla fascetta del libro vincitore? “Avevamo proprio bisogno di un talent per scrittori come Masterpiece?”