Vincitori contest di Natale

Salve Scribacchini, ecco i tre vincitori del contest di Natale di Scribacchini per Passione, vi auguro Buon Natale e ovviamente buona lettura!

Al primo posto Francesca Carrer con "Babbo Natale il Santo"

C'era una volta nell'antica Turchia un bello e saggio ragazzo di nome Nicola, trascorreva le sue giornate nel palazzo di famiglia circondato da libri sacri cristiani e ricchezze di famiglia.
Il padre era molto fiero di lui e si immaginava il futuro del figlio pieno di gloria e santità:“Un giorno diventerai vescovo, potrai comandare la chiesa e tutti ti ameranno” gli ripeteva in continuazione.
Nicola amava molto il padre, lo rispettava e faceva di tutto per seguire i suoi consigli e la strada da lui indicata: crebbe così forte, amato dagli altri e colto.
A soli sedici anni il giovane Nicola però si trovò ad affrontare una terribile punizione del destino, nella sua città si diffuse la peste che in breve tempo divorò tutto; divorò famiglie, divorò speranze e divorò anche la vita dei suoi genitori.
Unico figlio si ritrovò con tante cose materiali, soldi e oro, ma tanto vuoto dentro da colmare.
Decise di trasferirsi a Myra per allontanarsi da quella città che tanto gli ricordava la sua famiglia e la sua infanzia, decise che sarebbe diventato Vescovo e avrebbe realizzato il sogno di suo padre.
In breve tempo diventò sarcedote e il popolo intero imparò ad amare la sua grazia, la sua intelligenza e la sua carità; fu infatti il popolo stesso che poco dopo lo acclamò a gran voce per farlo diventare il nuovo Vescovo di Myra.
Realizzato il sogno di suo padre si sentì finalmente libero di dedicarsi completamente agli altri, parlando con la gente comune venne a conoscenza di una triste storia di un nobile decaduto.
Questo non avendo più soldi da dare in dote alle figlie, e quindi non potendole far sposare, decise di avviarle al mondo della prostituzione.
Nicola decise così di regalare in gran segreto al povero nobile i denari necessari per far sposare le fanciulle, cambiando così il destino delle tre povere ragazze.
Scoperto chi fosse il misterioso donatore di denari, la sua fama crebbe a dismisura e fu subito soprannominato protettore dei bambini.
Dopo questa vicenda, il buon Nicola fece molte altre gesta di carità, e restò a capo della chiesa di Myra per il resto dei suoi giorni tra l'amore della sua gente e dedicandosi agli altri.
Dopo la sua morte venne quasi subito proclamato Santo; oggi Sanctus Nicolaus o abbreviato come Santa Claus lo si festeggia il 6 dicembre ed è uno dei santi più amati dalla chiesa e dal popolo.
Dopo la sua beatificazione qualcuno ha giurato di vederlo con il suo abito rosso da Vescovo aggirarsi tra le case delle famiglie con bambini e qualcuno addirttura dice che egli passi a cavallo di animali volanti a regalare doni ai bambini il 25 dicembre per rendere il loro futuro più gioioso...
Ma questa parte della storia è solo leggenda... O forse no!!!

Al secondo posto Silvia Devitofrancesco con "Per un sorriso in più"

Anche questo anno è arrivata la festa magica, la festa che tutti aspettano e che simboleggia la nascita, l’amore della famiglia, il calore del focolare domestico, avete capito di cosa parlo? Bravissimi! Il Natale. Io sono Babbo Natale. Sì, ma quello vero, mica i miei “fake”, per dirla con i termini moderni, che affollano le strade delle vostre città. In questo momento sto osservando come procede il lavoro dei miei elfi, creature impegnatissime e con tanta voglia di sentirsi utili per donare un sorriso.
Oggi è una giornata particolarmente fredda. Qui da me la neve è talmente tanta che ha ricoperto ogni cosa. Fa freddo, ma il calore del fuoco proveniente dal mio camino mi tiene al caldo. In questo momento sto leggendo le vostre mail con le vostre richieste, poiché anche Babbo Natale ha la propria casella di posta e un profilo sui social network. Vorrei accontentarvi tutti, cari bambini, ma è una missione davvero difficile. Scrollo tutte le vostre mails e clicco due volte col mouse su una di queste. Non so spiegarvi cosa mi attiri in essa, ma decido di leggerla attentamente, parola per parola, virgola per virgola.

“Caro Babbo Natale,
forse ho sbagliato a scriverti, ma ho sentito dentro me che fosse la cosa più giusta da fare. Mi chiamo Valeria e sono una commessa di un grande negozio di giocattoli, uno di quei classici negozi che durante il periodo natalizio, colorati di rosso, argento e oro, sono pronti ad accogliere tanti bambini festanti.
Ecco, anche questo anno è andata così… oggi ho assistito a una scena che mi ha dato l’imput per scriverti questa lettera. Una bambina bellissima è entrata in negozio con i suoi genitori. Ha vagabondato per ore tra gli scaffali, persa tra le miriadi di bambole e giochi da tavola, sino a quando la mamma l’ha svegliata da questo sogno: “Un giorno li avrai. Per questo anno non sarà possibile. La crisi ha tolto il lavoro a tuo padre.”
Ho letto, negli occhi di quella bambina, il dolore, ma non perché non avrà quel giocattolo, ma per questa maledetta crisi. Ha afferrato la mano della mamma ed è uscita dal negozio senza voltarsi. Tra le lacrime di dolore ti ho scritto questa lettera, anche se so bene quanto questo mio gesto sia un’assurdità, Babbo Natale non esiste, ma è frutto di chi, quando eravamo bambini, voleva donarci la poesia della festa. Io ci ho provato!”

La devo aiutare esclamo e, così, novità assoluta per me, decido di rispondere alla sua mail.

“Cara Valeria,
sicuramente ti stupirai di questa mia risposta, ma la tua storia mi ha colpito. Non è giusto che i bambini paghino per errori commessi dai cosiddetti “grandi”. Ho deciso di aiutare te e soprattutto questa bambina protagonista della tua triste avventura. Desidero che sul suo viso compaia un sorriso, uno di quei sorrisi che scaldano il cuore e che fanno sciogliere la neve Le donerò una di quelle bambole che guardava nel tuo negozio.
Riguardo te, invece, ti dico solo questo: “Babbo Natale esiste per chi sa cercarlo. Per chi, nonostante tutto, non ha perso la poesia. Per chi crede ancora nella magia e per chi ha il cuore colmo d’amore pronto per donarlo agli altri.”


Messaggio inviato. Sorrido soddisfatto, mi alzo dalla scrivania e contemplo il paesaggio innevato della Lapponia. 
Dove è finita la speranza in un mondo migliore? Mi chiedo con malinconia.
Qualche anno fa, almeno, la leggevo nelle lettere dei bambini, ma alla soglia del 2014, questa speranza è svanita. Leggo principalmente queste frasi: “Ti chiedo solo una cosa per Natale: fai scomparire la parola crisi che mi fa tanta paura.” Questo è il mondo nel quale viviamo, questa è la storia che stiamo scrivendo e che lasceremo in eredità a quanti verranno dopo di noi.
Ho preso una decisione folle, ma necessaria. Questo anno il 24 dicembre, mi toccherà fare una bella passeggiata in giro per il mondo. Non si può mai stare tranquilli!


Al terzo posto Marco Bertoli con "MABN – Missile Anti Babbo Natale"

La sirena d’allarme risuonò nell’attimo in cui le lancette dell’orologio appeso alla parete del bunker indicarono la mezzanotte.
Una voce antica e stridula si sovrappose all’ululato sbraitando: «Ai posti di combattimento! Tra poco comincia il ballo!».
Babbo Natale controllò il display del “segnalatore di posizione” sul cruscotto della slitta. Una ruga di profonda preoccupazione incise la fronte di un volto altrimenti rubizzo e pacioso. Scosse la testa ed esclamò: «Ci siamo, ragazze mie. Siamo prossimi al confine!».
Un coro di bramiti ansiosi rispose all’avviso.
«Non piace neanche a me questo sporco lavoro, ma qualcuno deve comunque farlo» commentò il sanguigno postiglione dello strano velivolo, spronando le nove renne. «Lampo e Saetta accelerate l’andatura!» ordinò secco. «E tu, Rudolph, spegni quel benedetto naso: adesso non occorre illuminare la notte con un faro. Da questo momento, navigazione silenziosa!» concluse, tirando la leva che bloccava lo scampanellio dei sonagli legati al collo delle bestie.
«Abbiamo un contatto sul radar …» sibilò una voce, tesa.
«Altezza e velocità corrispondono al bersaglio…» proseguì una seconda, riflessiva.
«Soluzione di tiro elaborata» sancì una terza, decisa.
«FUOCO!».
Gli occhi stretti a fessura di Babbo Natale scrutavano attenti lo schermo circolare che irradiava una tenue luminosità verdastra.
Sussultò nello scorgere quattro puntini apparire in basso a destra. Rompendo la consegna da lui stesso impartita, gridò: «Missili in avvicinamento! Guizzo e Ballerino: iniziare le manovre evasive!».
La coppia di renne obbedì all’istante. Traino e slitta presero a ondeggiare e serpeggiare nell’etere gelido, simili a un serpente ubriaco.
Pur in preda a violenti conati di vomito, il bianco-scarlatto postiglione non smise di osservare la traiettoria dei minacciosi puntolini.
Uno si fermò in volo, confuso dai movimenti forsennati dell’obiettivo, quindi si lanciò in una direzione completamente sbagliata. Gli altri, invece, proseguirono imperterriti. Segugi cocciuti sulle tracce della preda.
Babbo Natale sospirò. Aprì un sacchetto che portava alla cintura e ne estrasse una manciata di strisce di carta oleata ricoperta da entrambi i lati con un sottile strato di alluminio, a sua volta trattato con vernice riflettente. Al culmine di un giro della morte che gli proiettò lo stomaco tra le labbra, sparse in aria i ritagli e continuò sinché il contenitore fu vuoto. “Ora vedremo se la nuova trovata degli elfi funziona” rimuginò.
La nuvola argentata si distese come una scia di lucciole sbarazzine dietro la slitta. Quando il terzetto d’inseguitori piombò in mezzo al ribollire di scintille, l’energia arcana che li animava andò in sovraccarico. Scattarono protezioni di sicurezza, ma per due di loro era troppo tardi. Accecati, persero di colpo l’orientamento finendo per urtarsi l’uno con l’altro. La deflagrazione coincise con il loro sparire dallo schermo radar.
Ostinato, il superstite continuò la caccia.
«Poteva andare peggio» fu la pragmatica chiosa di Babbo Natale. Quindi, rivolto alle renne parlò con dolcezza: «Con l’ultima me la vedo io. Voi belle, restate tranquille e procedete diritto. Senza scossoni, mi raccomando».
Si alzò, reggendo tra le mani il pesante sacco dei regali. Accompagnò con lo sguardo l’approssimarsi rapido della scopa con la gialla carica esplosiva fissata alla sommità del manico.
Attese immobile, poi colpì la ramazza una frazione di secondo prima dell’impatto, scaraventandola lontano, un rottame inutile.
Uno sbuffo di sollievo e si risedette brontolando: «Tutti gli anni la solita storia quando si sorvola Befania!».

5 commenti:

Francesca Carrer ha detto...

Io sottoscritta carrer francesca dichiaro che il mio racconto "Babbo Natale il Santo" è frutto del mio ingegno, che ne detengo i diritti e ne autorizzo la pubblicazione sul blog www.scribacchiniperpassione.blogspot.it

Francesca Carrer ha detto...

Vorrei complimentarmi anche con gli altri due vincutori e augurare a tutti un buon natale

Anonimo ha detto...

Io sottoscritto Marco Bertoli dichiaro che il racconto MABN MISSIONE ANTI BABBO NATALE è frutto del mio ingegno, che ne detengo i diritti e ne autorizzo la pubblicazione sul blog http://scribacchiniperpassione. Blogspot.it

Anonimo ha detto...

racconto piacevolissimo che si legge "con passione" e per l'argomento ben congegnato e soprattutto per l'ottima proprietà di linguaggio

Anonimo ha detto...

"Io sottoscritta Silvia Devitofrancesco dichiaro che il racconto Per un sorriso in più è frutto del mio ingegno, che ne detengo i diritti e ne autorizzo la pubblicazione sul blog http://scribacchiniperpassione.blogspot.it

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