Cristina Cumbo "I Quattro Principi di Sàkomar”

Salve Scribacchini, oggi abbiano con noi la scrittrice Cristina Cumbo, che ci porterà nella terra di Sàkomar con il suo libro “I Quattro Principi di Sàkomar”.

I Quattro Principi di Sàkomar
ilmiolibro.it
272 pag. 20,50 euro


TRAMA:
Christine, Fabio, Roby e Valenthine sono quattro fratelli molto legati fra loro. Durante l'estate, sono vittime di strani fenomeni paranormali che riguardano gli elementi. Una sera il tempo si ferma e un Elfo e una Fata li conducono in una dimensione parallela in cui i quattro sono addirittura Principi. Le sorprese non sono finite. Il quinto Principe, Alessandro, prigioniero del nemico, nasconde un segreto, così come Stephenyl, Elfo Portavoce del Regno dell'Acqua dove verrà inviata Christine. Sàkomar non è però solo una dimensione fantastica, ma è anche una terra piena di pericoli. I personaggi mitologici sono reali, la vita ha avuto una diversa evoluzione e la magia regna sovrana. Infine una guerra, nata da un amore proibito, percuote le viscere della terra senza alcuna pietà e il Cavaliere dal Cuore Nero è deciso a far soffrire ogni abitante con qualsiasi mezzo possibile. Il primo volume è scritto in prima persona da Christine che dovrà affrontare una situazione complessa all'interno del suo Regno dove convivono Ninfe dell'Acqua e dei Fiori, Elfi, Sirene e Tritoni, senza dimenticare Nessie. Eh sì, perchè il Lago di Lochness non è un semplice specchio d'acqua, ma un portale dimensionale. Una storia travolgente che conduce il lettore in luoghi lontani, in cui la magia è all'ordine del giorno, le melodie celtiche attraversano spazio e tempo e in cui anche una ragazza, timida e pasticciona, può ritrovarsi a combattere a ritmo di spade e a governare un Regno con coraggio e saggezza. E' un libro adatto a chi si sente ragazzo nel proprio cuore.

Ciao Cristina, ti va di parlarci di come è nata la tua passione per la scrittura?
Ciao Valentina! Prima di tutto ti ringrazio per l'intervista e inizierò rispondendo a questa bella domanda. La passione per la scrittura l'ho sempre avuta, sin da quando alle elementari la maestra assegnava i titoli dei temi. Prendevo la penna e scrivevo di getto, prima testi ovviamente semplici, poi crescendo in età è cresciuta anche la qualità degli elaborati. Non ho mai fatto fatica ad esprimermi attraverso la scrittura, anzi, forse era un mezzo che mi aiutava parecchio essendo moto timida e riservata. Al liceo arrivò poi la possibilità di partecipare a un concorso letterario. Non ne ricordo nemmeno il nome, ma consisteva nel dover elaborare un racconto, di genere qualsiasi, della lunghezza di 15 pagine Word. Mi impegnai tantissimo e la professoressa ne rimase veramente soddisfatta. Da quel racconto è nato il mio primo paranormal romance, antecedente a Sàkomar e attualmente inviato a due grandi case editrici che spero lo accoglieranno favorevolmente. Per concludere il quadro su questa mia passione, mi sono sempre esercitata tenendo un diario, che è ovviamente super segreto, e leggendo tanto, a volte anche più libri di ogni genere in contemporanea.

Hai pubblicato “I Quattro Principi di Sàkomar” ce ne vuoi parlare?

I Quattro Principi di Sàkomar – Il Regno dell'Acqua è il primo volume di un trilogia che sto completando. Iniziai a scriverlo nel 2007 e impiegai qualche mese per terminarlo. Lo inviai a varie case editrici ma tutti conosciamo il difficile mondo dell'editoria Italiana. Solo pochi hanno la fortuna di essere veramente visionati e letti con attenzione. Il genere che tratto è il fantasy classico che tende verso il fiabesco. Alcune persone, leggendo l'anteprima di 42 pagine sul sito ilmiolibro.kataweb.it con cui ho auto pubblicato, lo hanno paragonato a Narnia. E forse è quella la prima impressione che si ha perché ci sono quattro fratelli come protagonisti che si trovano catapultati in un mondo fantastico, ma andando avanti con il romanzo si capisce la totale differenza dalla magistrale opera di Lewis. Ho intrapreso la via dell'auto pubblicazione come strada temporanea. Continuo e continuerò a provare a inviare il manoscritto alle case editrici (ovviamente non quelle a pagamento) perché credo fermamente nel mio sogno. In Sàkomar vengono trattati vari argomenti, dalla vera amicizia, all'amore puro e incondizionato, al dolore, al rispetto per la diversità, fino a toccare i complessi temi della relatività e delle dimensioni parallele. Diciamo che per certi versi è un fantasy "fantascientifico". È ambientato in parte in Scozia, in parte in Italia e ovviamente in questa grande isola che è Sàkomar, piccola parte di un mondo più ampio, dominata dalla magia e da personaggi che noi Umani abbiamo sempre ritenuto essere fantasticherie dei nostri avi e che invece qui sono semplicemente creature con doti un tantino particolari. Posso affermare che gli studi archeologici mi hanno dato una mano con la mitologia.

Qual è il personaggio a cui ti sei affezionata di più scrivendo?

Questa domanda è difficile. Un autore credo sia affezionato a tutti i suoi personaggi. In questo romanzo ce ne sono quattro che portano il nome mio, delle mie sorelle e di mio fratello, quindi a loro sono ovviamente legata. Forse però è Stephenyl il mio preferito. Lui è un po' la chiave di volta di parecchie vicende e misteri che interessano questa particolare dimensione parallela a quella Umana. Stephenyl Karyl Akyonol è un Mezzelfo, metà Umano e metà Elfo/Ninfa acquatica. La sua non è una discendenza semplice da comprendere. È molto bello. Ha gli occhi azzurri come il mare e i capelli dorati con qualche riflesso ramato, è alto e muscoloso, perfetto spadaccino e arciere, un tipo di cui innamorarsi a prima vista. Per idearlo ho pensato a questo: "Quale attore potrebbe interpretare il suo personaggio se si trattasse di un film?" e la mia risposta è stata "Chris Evans è perfetto!". Per chi non lo conoscesse si tratta dell'attore che ha interpretato vari ruoli come super eroe, Capitan America o la Torcia Umana ad esempio.
Il suo carattere è particolare. In lui sono riflesse idee e atteggiamenti di persone alle quali ho voluto molto bene e che unite hanno dato vita a Stephenyl, il tipo un po' lunatico, dolcissimo, con molto coraggio, astuto, intelligente e con un passato oscuro.

E quello in cui ti identifichi di più?

Vorrei rispondere che il personaggio in cui mi identifico maggiormente sia Christine, la Principessa del Regno dell'Acqua che porta il mio nome in inglese e che fisicamente un po' mi somiglia, ma non è completamente così. Mi identifico in lei quando trova il suo spirito combattivo in mezzo alle mille difficoltà che vengono a farle visita, quando impugna le sue scimitarre ed essendo ambidestra (come lo sono io) inizia a mirare colpi ben precisi per migliorarsi, per essere impeccabile, per essere una principessa guerriera. Per il resto, diciamo che Christine è troppo romantica. Non che io non lo sia, anzi, ma il mondo d'oggi non è certo quello di una fiaba e certi sentimentalismi è meglio lasciarli da parte. Mi identifico maggiormente con la protagonista del mio primissimo romanzo paranormal di cui parlavo prima. Luna è il suo nome ed è quasi uguale a me.

Ci sarà un seguito?
Ovviamente sì. Il secondo romanzo è già terminato da qualche mese ed è stato letto solo da mia sorella minore che lo ha approvato a pieni voti. Attendo ad auto pubblicarlo per il motivo che ho spiegato prima: il self publishing per me è solo una via temporanea. Il mio sogno è un altro e lotterò per realizzarlo. Il terzo libro lo sto scrivendo ed è quello conclusivo. Certo, non ho molto tempo perché gli studi impegnativi che porto avanti con costanza ed impegno richiedono anima e corpo, ma solitamente qualche pagina riesco a scriverla la sera. E con il terzo libro ce ne saranno di sorprese.

Come è nata Sàkomar, è stato difficile dar vita questa dimensione fantastica?
Il mondo di Sàkomar è nato da qualche disegno. Lo so che può sembrare la storia di Walt Disney, ma è la verità. Era l'estate del 2007 e io e le mie due sorelle stavamo facendo un gioco in cui si dovevano disegnare dei personaggi fantastici. A me venne l'idea di trasporre noi tre e nostro fratello in un mondo fantasy. E da lì nacque tutto. Decisi di scriverci un romanzo, di disegnarne la mappa, la copertina, i personaggi, di assegnare ad ognuno un potere in base alla preferenza dei colori e alla corrispondenza del carattere. Cominciai a scrivere con carta e penna e il primo nucleo di "Il Regno dell'Acqua" fu proprio quello, trasferito al pc, per poi essere migliorato, allungato, corretto. E tutto ciò riuscivo a farlo in notturna. All'epoca giocavo a pallavolo, quindi avevo gli allenamenti, e anche le lezioni universitarie e gli esami. Eppure con il buio e il silenzio intorno a me l'ispirazione arrivava prima, forse aiutata anche dal sonno e dai sogni ad occhi aperti. Non è stato particolarmente difficile ideare il mondo di Sàkomar. Credo che la realtà sia la fonte di fantasia più grande che ci possa essere ed è proprio da lì che ho attinto parecchi elementi; inoltre hanno giovato sicuramente i miei studi archeologici (in particolare quelli iconografici in cui sono specializzata), i videogiochi, i fumetti, i cartoni e altre letture.

Hai dei riti particolari quando scrivi?

Riti particolari non ne ho. Come ho detto prima, mi viene più facile scrivere verso la tarda serata. Non lo so perché. Anche con il disegno mi capita così. Più è tardi e più vengono fuori idee e creazioni migliori. So però di non essere l'unica e questo mi consola perché nella mia "sana" follia non sono sola.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Di progetti ne ho essenzialmente due strettamente legati alla scrittura: terminare la trilogia di Sàkomar e vederla pubblicata con una casa editrice che sappia darle il giusto valore e risalto; proseguire il mio paranormal romance con un secondo libro perché a Luna e agli personaggi sono particolarmente legata. Per il resto, i miei progetti sono connessi con l'ambito lavorativo e tutti iniziano con il primo passo, ovvero… trovare un lavoro attinente ai miei studi, impresa purtroppo ardua e praticamente impossibile in un paese in cui l'arte abbonda. Ma ce la farò. Non mi arrendo tanto facilmente.

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