Prendi e vai. Una band, un amore, un sogno... Concesion Gioviale

Salve Scribacchini, oggi abbiamo con noi Concesion Gioviale che ci parlerà del suo libro "Prendi e vai. Una band, un amore, un sogno...."


Prendi e vai. Una band, un amore, un sogno...
Sovera Edizioni
176 pag. 15 euro.





TRAMA: La Musica. Quella droga di cui non puoi far a meno, ma che non ti fa morire. Ti fa vivere, anche quando immagini che sia tutto perso. Una ragazza, Sara, ritrova la voglia di vivere, di credere negli altri, di innamorarsi ancora una volta e soprattutto riscopre un sogno, sepolto nel cassetto da tempo, grazie all'aiuto di un amico. Una band, i BiancOstile, cinque personalità diverse, cinque vite diverse ma un unico grande obiettivo. Un intreccio di sentimenti ed episodi divertenti dove la Musica fa da colonna sonora.

Ciao Concesion, ti va di parlarci un po’ di te e di come hai cominciato a scrivere?

Ciao, sono una ragazza un po' cresciuta, di trentadue anni che sin da bambina ama scrivere ed ama la musica , elementi che, nella mia vita , mi hanno sempre dato un rifugio e un riparo dai problemi quotidiani e che, in alcuni casi, mi hanno aiutata a superare certe situazioni.
Scrivo da quando ho circa otto anni ed il primo racconto breve è stato " La principessa di Okuto" ispirato liberamente al noto anime Giapponese.
Ho tenuto sempre per me i miei scritti fin quando alle superiori , la mia professoressa di Italiano, Daniela Zanarini, non mi ha spronata a partecipare ad un concorso indetto dalla biblioteca Federico Borromeo e dal quale ne ho ricevuto premiazione da Stefano Masciarelli, essendo rientrata tra i primi dieci !
Poi, a causa di problemi personali e di famiglia, mi sono fermata. Ho continuato a scrivere fino a quattro anni fa ma, tenendo tutto per me, in seguito, a causa di una storia sentimentale finita male, ho avuto un blocco e sono stata senza la scrittura per due lunghissimi anni ... L'errore più grande della mia vita... Poi sono arrivati cinque magici ragazzi che, attraverso il loro sogno , hanno riacceso il mio ì.
Il mio rapporto con la scrittura è fondamentale , qualunque cosa io faccia o ovunque io sia, carta, penna, pc e IPhone sono sempre con me, prendo appunti , annotazioni ispirandomi ad episodi che vedo ogni giorno , ovviamente non mancano mai un paio di cuffie e la mia amata musica .
Ce l'ho nelle vene, sia la scrittura che la musica fanno parte di me, come se fossero due organi in più e vitali all'interno del mio corpo.7


Hai esordito con il romanzo “Prendi e vai una band, un amore, un sogno” ce ne vuoi parlare?

Al momento e poco dopo la pubblicazione avevo delle perplessità , scritto troppo velocemente, pubblicato troppo velocemente, doveva essere perfetto e dovevo riflettere di più... Erano tanti i dubbi, ma ...
Sono contenta di aver esordito con Prendi e vai perché parla delle mie due passioni, la musica e la scrittura...
È stata una magia, a distanza di nove mesi dall'uscita stanno arrivando tante soddisfazioni.
Persone che mi chiedono a che punto sono con il sequel, clienti a lavoro che mi chiedono se sono io la scrittrice , persone che mi chiedono se voglio fare delle interviste , editori interessati a me... Altri sogni a cui nemmeno pensavo...
E poi le PERSONE, parte fondamentale di questo mio viaggio. Questo libro non mi ha regalato semplicemente il sogno di averlo tra gli scaffali di una libreria, che per me è già molto, mi ha regalato molto di più ed io non me lo sognavo nemmeno quel "più ".

Come è nata l’idea per questo romanzo?
Sai non avevo idea nemmeno che ne nascesse un libro. È nato da uno scherzo su Facebook.
Valentino, un mio vecchio amico delle scuole medie, mi ha invitata al suo concerto, lì ho toccato con mano il suo sogno, ne ho fatto parte e ne ho preso esempio e per gioco e per ringraziare Vincenzo Giannone, il cantante della band , ho pubblicato un mini capitolo, lui era entusiasta e i miei, allora pochi, lettori, mi invitavano a scriverne altri , così ne è nata una storia, la mia con loro, un po' romanzata che la Sovera ha deciso di pubblicare.

Ci sarà un sequel?

Sì ci sará un sequel, la storia d'amore nel primo capitolo rimane un po' aperta, come lo é la vita di Sara, la protagonista. Sarà molto diverso dal primo , incentrato sempre sul valore dell'amicizia e sulla crescita personale.


Ti riconosci in Sara, la protagonista ?

Sì e no. Sara, almeno nel primo capitolo , somiglia alla mia vecchia me, quella timida, quella che è pronta a rinunciare a tutto per gli altri, quella un po' debole che ha bisogno sempre di appoggiarsi a qualcuno per andare avanti. I nostri caratteri sono molto simili , ma io sono più solare e forte di lei, nel sequel, infatti, Sara subirà dei cambiamenti a riguardo .

La band di cui parli nel libro, i BiancOstile esiste davvero…

Sì ed è partito tutto da loro, forse lo avrei pubblicato lo stesso un libro, ma non così presto.
Il bello di questi ragazzi è che hanno cinque caratteri diversi, cinque vite diverse, ognuno di loro ha la propria vita e i propri problemi , ma quando si tratta di musica diventano un tutt'uno e trasmettono un'energia positiva che ti contagia , come una malattia virale, che ti rimane addosso e di cui non puoi più liberarti, ma ti fa stare bene, in ogni occasione, anche quella più dura.
La loro musica è forte, innovativa, non è uguale ai brani commerciali che sono sempre tutti simili tra loro , la loro è originale.
Da una della loro canzoni è tratto il titolo del romanzo : Prendi e Vai .
Quello è il loro cavallo di battaglia e per me è stato l'inizio di un viaggio che ancora deve finire.
Vincenzo è un bravissimo paroliere, nonché un artista a 360 gradi, dipinge, suona, scrive e decora elementi allo stato grezzo che diventano opere d'arte di alto livello. Ha un curriculum vitae che non ha niente da invidiare a nessun artista.
Valentino suona sin da piccolo e, a mio avviso, di tutte le band che ho ascoltato in tutti questi anni, lui ne è il batterista migliore! Ha delle braccia forti e un senso de ritmo incredibile e poi il suo volto cambia quando suona, trasmette passione allo stato puro.
Alessandro è il pagliaccio del gruppo, riesce sempre a far sorridere tutti anche nei momenti di maggior difficoltà ed è anche il fulcro della loro musica, spesso il bassista viene sottovalutato, ma è lui che fa quasi tutti gli arrangiamenti della band e direi che fino ad ora sono ben riusciti.
I miei preferiti sono Simone e Mirko però.
Mi riconosco molto in Simone, non ama molto parlare di se, è attento ai dettagli , è un calcolatore, ma nel senso buono , gli piace studiare le cose con ordine e precisione ma, pur essendo ordinato , è una persona alla quale piace divertirsi , è un signore ed ha un'educazione di altri tempi . Poi la sua chitarra parla, è il mio chitarrista preferito più di Santana o di Alex Britti, non ha niente da invidiare a loro.
Mirko, Mirko è divenuto uno dei miei più cari amici , forse, senza togliere niente a nessuno, il migliore in assolto, è buono, premuroso, attento, è il mio me al maschile e lo posso considerare come un fratello , tra me e lui c'è reciproca stima ma anche tanta fiducia.
È un bravissimo pianista e compositore , tutti hanno visto Mirko nei Biancostile, ma io ho avuto modo di ascoltare delle sue composizioni e posso affermare che l'Italia presto avrà un altro pianista di cui parlare molto bene.

Hai qualche rito particolare quando scrivi?

In realtà no. Scrivo ovunque , ad esempio ora sono in treno e scrivo, mi piace tenere con me sempre quaderno e penna, in modo tale che se ho qualche idea me l'appunto. Ma non ho riti particolari.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

In gennaio se tutto va bene uscirà Stazione d'arrivo , sequel del mio romanzo d'esordio.
Sto terminando "Ali ai piedi " un romanzo che tocca il tema dell'invalidità , una ballerina perde un piede e dovrà ricominciare da capo e adattarsi alla sua nuova condizione.
Sto curando la rassegna stampa di "Nuovi autori nel cuore di Roma" un ciclo di presentazioni letterarie , in cui ci sarà anche la mia l'11 ottobre .
Inizierò una collaborazione con la rivista "Sulpalco" e farò delle recensioni per artisti emergenti .
E inizierò una collaborazione con una radio Romana per reclutare artisti emergenti e mandarli in trasmissione.

Che dire, un futuro pieno che nemmeno in sogno potevo immaginare ....

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