Antonella Sgueglia

Salve Scribacchini, eccoci con la nostra ospite, Antonella Sgueglia, di lei avevamo già parlato a proposito del suo primo romanzo "A scuola con portamento" oggi la intervistiamo.



Dove osano le farfalle
Emv edizioni
12 euro


Ciao Antonella, parlaci un po' di te...

Ciao Valentina, grazie per questa intervista. Ho 28 anni, lavoro come traduttrice per un ente di certificazione estero e da un anno mi dedico realmente alla mia passione per la scrittura. Sono sposata, vivo a Lago Patria, in provincia di Napoli, tra lago, mare e praterie.

Hai esordito con “A scuola con portamento” un romanzo rivolto a tutte le ragazze che parla di moda in maniera intelligente...
Sì, A scuola con portamento è un romanzo breve per le ragazze più giovani che si ritrovano ad affrontare il cambiamento che implica la crescita. Molte ragazze lo vivono con disagio e si nascondono dietro una falsa sicurezza, alcune diventano prepotenti nei confronti delle coetanee, altre ancora, quelle più deboli, si chiudono in se stesse e non sanno come reagire. Qui entra in gioco questa lettura, per spronare tutte le ragazze, sia le più insicure che quelle insicure, verso i veri valori ossia l'amicizia, la lealtà e la famiglia. Amare prima di tutto perché ci soddisfa più di un abito firmato o un successo poco desiderato e soprattutto solitario.

Sta per uscire il tuo secondo romanzo “Dove osano le farfalle” come è nata l'idea per questo libro?
Dove osano le farfalle è il primo romanzo che ho scritto. È nato in estate, in seguito a tante letture che mi soddisfacevano in parte. Ho pensato di scrivere la storia che avrei voluto trovare nelle pagine dei libri acquistati ed è stata la prima volta che mi sono impegnata fino in fondo. Ho scoperto una passione che avevo abbandonato alle medie perché non credevo alle parole della mia insegnante di lettere. Ora lo so, i sogni sono raggiungibili solo se ci si impegna davvero. Io l'ho fatto.

Perché hai scelto questo titolo?
Il titolo è tratto dal quarto capitolo. Ogni capitolo del libro racchiude in sé una morale nel suo titolo. Lì Greta, la protagonista, scorge una farfalla priva di vita e lo avverte come un cattivo presagio. Ha da poco conosciuto un ragazzo ed è convinta che sia il suo grande amore ma la vista dell'insetto immobile la spaventa e le fa dubitare della certezza dei suoi sentimenti e su quanto siamo piccoli e indifesi di fronte alla grande magia della vita.

Ti riconosci in Greta, la protagonista?
Tantissimo, è la mia fotocopia ma non l'ho fatto di proposito. Di vero c'è che alcuni miei lati sono talmente buffi e, volendo realizzare una commedia, sapevo che avrebbero colpito i lettori. Di Greta oltre l'imbranataggine, mi accomuna la paura dell'inadeguatezza, del domani, di quando non ci saranno più i tuoi genitori, e il terrore ma anche la curiosità di quanto accadrà in futuro.

Oltre che scrittrice sei anche un' editor, questo ha influenzato il tuo modo di scrivere?
Assolutamente no. Io scrivo sempre di getto, anche orrori. Penso prima alla storia in generale, a cosa accadrà, mi immedesimo nei personaggi e, a storia conclusa, aspetto parecchio prima di rileggere, altrimenti non ne vedrei gli errori, neppure i più palesi. Spesso è successo che ho totalmente cambiato i dialoghi, per rendere la narrazione più fluida, oppure ho omesso delle parti irrilevanti. Da Editor preferisco la brevità alla lunghezza del testo perché non sempre un libro di molte pagine rende soddisfatti, spesso lo si arricchisce di particolari non necessari, annoiando il lettore. Tuttavia, credo di essere una dei pochi Editor che non affida a nessuno la propria creatura. Un bravo scrittore dovrebbe fare così, è come un parrucchiere, non può tagliarsi i capelli da solo, ma fino ad ora i miei scritti sono piaciuti così com'erano e per un'insicura come me, sono belle soddisfazioni.

Hai dei riti particolari quando scrivi?
No però ho bisogno di silenzio. Non riesco a scrivere con la musica o la tv accesa. Mi impedisce di pensare.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Sto scrivendo la sceneggiatura di Dove osano le farfalle ed è quasi terminata. È per me la prima volta e mi tremano le mani. Prima stavo scrivendo un altro romanzo ma l'ho messo da parte perché sono impegnatissima in questo periodo. Ho anche un altro lavoro terminato che aspetta la sua valutazione, di cui, magari, parleremo a fine anno

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