Jolanda Buccella "Fortuna. Il buco delle vite"

Salve Scribacchini, ecco il nostro spazio dedicato agli scrittori esordienti, oggi abbiamo con noi Jolanda Buccella e il suo bel romanzo " Fortuna. Il buco delle vite"


Fortuna. Il buco delle vite
Ciesse edizioni
592 pag. 22 euro


TRAMA

Quando ci si accorge di  essere vicini alla morte è quasi inevitabile tentare di fare un 
bilancio della vita che si è vissuta. Ed è proprio quello che tenta di fare “Fortuna”, la protagonista di questo romanzo mentre uno strano individuo, che assomiglia spudoratamente a un etereo angelo del Signore, la sta accompagnando verso il cortile dove verrà eseguita la sua condanna a morte. Soltanto che, a differenza di altri, Fortuna deve cercare di tracciare il bilancio di ben tre vite. È impossibile vivere tre vite completamente diverse l’una dalle altre? La storia di Fortuna ne è un raro esempio. 


Ciao Jolanda, parlaci di quando e come ti sei avvicinata al mondo della scrittura...


Credo che non ci sia un momento preciso in cui mi sono avvicinata alla scrittura, scrivere è sempre stato naturale per me, il tempo che dedico alla scrittura è il più libero e felice della mia giornata.

Hai esordito con “Fortuna, il buco delle vite” ce ne vuoi parlare?

"Fortuna, il buco delle vite" è stato un lavoro enorme, a volte complicato altre ancora massacrante e sofferto ma la soddisfazione che mi ha regalato questo romanzo quando è venuto alla luce mi ha fatto dimenticare tutti i momenti più negativi, quando la storia non sembrava andare per il verso giusto.

Come è nata l'idea?

Per caso, direi all’improvviso come tutti i momenti più piacevoli della vita. Se mi fossi messa seduta a pensarla e ripensarla, probabilmente Fortuna non avrebbe avuto tutta la forza emotiva che molti lettori già le riconoscono.

Il tuo romanzo è ambientato nel 1994 in Rwanda, anno del sanguinoso genocidio, come mai questa scelta?

In realtà soltanto l’ultima parte del romanzo è ambientata in Rwanda, la storia comincia agli inizi del 900 in un piccolo paesino del sud Italia. La scelta di raccontare la tragedia del Rwanda è stata fortemente voluta, perché quello dei tutsi è un genocidio dimenticato e che non ha suscitato il giusto scalpore e sdegno da parte dei media occidentali, semplicemente perché è avvenuto in un continente povero e affamato come l’Africa. Anch’io prima di affrontare un esame di relazioni internazionali all’università non ne sapevo niente, quando ho letto delle barbarie che sono avvenute in poco più di cento giorni mi sono detta che dovevo raccontarle, avevo l’obbligo morale di farlo.

Ti va di descriverci Fortuna, la protagonista del libro? 

Fortuna è una donna complicata, fragile, spigolosa a volte persino un po’ insopportabile. Una donna che conoscerà a fondo la sofferenza sin da bambina e che il destino porterà a nascere e morire diverse volte durante il corso della storia. 

In questa opera tratti anche argomenti delicati come la disabilità e i disturbi alimentari...

Sì, ho voluto parlare della disabilità e dei disturbi alimentari perché credo che in questa società rappresentino ancora dei tabù molto forti, non se ne parla per paura, ignoranza e a volte finta delicatezza. Si preferisce chiudere gli occhi o girare lo sguardo da un’altra parte come se facendo in questo modo tutto ciò che appare diverso potesse magicamente sparire. Credo che se imparassimo ad apprezzare la diversità che c’è in ognuno di noi, questo mondo avrebbe la chance di diventare un posto migliore.

Hai pubblicato con Ciesse, una casa editrice che non chiede contributi agli autori, cosa ne pensi del fenomeno dell'editoria a pagamento?

L’editoria a pagamento non l’ho mai nemmeno presa in considerazione. Considero tutti quelli che pubblicano libri dietro lauto pagamento delle banalissime copisterie e da scrittrice emergente penso che non ci sia niente di più appagante che il tuo libro venga scelto solo ed esclusivamente per la sua qualità. 

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Sto cominciando a scrivere il mio secondo romanzo, ma non mi va di anticipare molto perché la storia è ancora in fase embrionale. Spero soltanto che mi possa regalare le stesse soddisfazioni di Fortuna.

Qui potete leggere le prime venti pagine.

0 commenti:

Posta un commento

Verranno pubblicati solo i commenti firmati. I commenti anonimi verranno cestinati. Grazie per la collaborazione.