Salvatore Scalisi "Linea "

Salve Scribacchini, oggi abbiamo con noi Salvatore Scalisi, scopriamo qualcosa di più su di lui e la sua ultima opera "Linea 429" attraverso questa intervista.

Linea 429
Demian Edizione

Ciao Salvatore, parlaci un po' del tuo rapporto con il mondo della scrittura. 

È nato, come si suol dire, per forza maggiore. Ero giovanissimo quando iniziai a scrivere i primi racconti, lunghi non più di due tre pagine. Ma la passione per il racconto ebbe inizio in età preadolescenziale. Le prime storie, non avendo ancora molta dimestichezza con la scrittura, rimanevano prigioniere nella mia mente; solo più avanti decisi per comodità, visto che facevo fatica a tenere insieme le varie scene del racconto senza che mi sfuggisse qualcosa, di mettere nero su bianco. Da quel momento presi coscienza di un qualcosa, una vera e innata passione, che mi avrebbe accompagnato per tutta la vita. 


Dopo ben sette romanzi come è cambiato il tuo approccio alla scrittura? 
Sicuramente mi dà più sicurezza e consapevolezza dei miei mezzi, e questo mi consente di lavorare con maggiore tranquillità, e non solo; mi permetto di aggiungere, per come organizzo il mio lavoro, che il tutto viene svolto con professionalità, il che è fondamentale se si vogliono raggiungere certi obiettivi. 

Il tuo ultimo romanzo è “Linea 429” ti va di parlarcene? 
È una storia contemporanea, svolta per tre quarti all’interno di un bus urbano. È la storia di tanti personaggi, ognuno con le sue peculiarità, i propri sogni; chi sa cogliere nei piccoli frangenti della vita segnali di luce e chi invece annaspa fra tristi ricordi e un presente ambiguo e per nulla consolatorio. Lungo il difficile tragitto che percorre il bus, i passeggeri si ritrovano a fare i conti con un terribile nubifragio che mette la città sottosopra. La gabbia di metallo, nonostante i forti disagi di sovraffollamento, sembra resistere alla furia dell’acqua … Il sentirsi vulnerabili e impotenti dinanzi a situazioni createsi improvvisamente, di estrema drammaticità, riporta ognuno di loro in uno stato di penosa accettazione dei propri limiti. 

Com'è nata l'idea? 

È nata in presa diretta. Praticamente è il bus che prendevo quasi giornalmente fino ad alcuni anni fa per spostarmi nella mia città: Catania. Ancora oggi, saltuariamente, mi lascio trasportare dal mitico “429”. Non potevo esimermi a lungo nell’immortalare la “teatralità “ di quanto succede quotidianamente sopra il bus. Una fonte d’ispirazione infinita. 

"Linea 429" è un romanzo corale, qual è il personaggio a cui ti sei maggiormente affezionato scrivendo? 
Probabilmente, il piccolo Cristian. Sembra un personaggio fuori scena. La sua candida innocenza si contrappone ad una realtà aspra, i cui contorni si fanno sempre più cupi. A suo modo, con la sua infallibile pistola, cerca di pulire il mondo da tutte le ingiustizie. 

Hai dei riti particolari quando scrivi? Scrivi di getto o sei più riflessivo? 
No, assolutamente no. Non ho con me nessun oggetto portafortuna; alcuni anni fa mi faceva compagnia della musica di sottofondo, ma oggi posso farne a meno. Silenzio assoluto; si fa per dire, visto il suono dei clacson delle auto che transitano sotto casa mia. Scrivo più di getto, ma un minimo di riflessione devo per forza mettercela, altrimenti il racconto rischia di non avere né capo né coda. 

Quali sono i tuoi progetti futuri? 


Entro il 2013 uscirà il secondo episodio con Parker protagonista, mentre il prossimo anno sarà nelle librerie un noir all’italiana. 



Jolanda Buccella "Fortuna. Il buco delle vite"

Salve Scribacchini, ecco il nostro spazio dedicato agli scrittori esordienti, oggi abbiamo con noi Jolanda Buccella e il suo bel romanzo " Fortuna. Il buco delle vite"


Fortuna. Il buco delle vite
Ciesse edizioni
592 pag. 22 euro


TRAMA


Quando ci si accorge di  essere vicini alla morte è quasi inevitabile tentare di fare un 
bilancio della vita che si è vissuta. Ed è proprio quello che tenta di fare “Fortuna”, la protagonista di questo romanzo mentre uno strano individuo, che assomiglia spudoratamente a un etereo angelo del Signore, la sta accompagnando verso il cortile dove verrà eseguita la sua condanna a morte. Soltanto che, a differenza di altri, Fortuna deve cercare di tracciare il bilancio di ben tre vite. È impossibile vivere tre vite completamente diverse l’una dalle altre? La storia di Fortuna ne è un raro esempio. 


Ciao Jolanda, parlaci di quando e come ti sei avvicinata al mondo della scrittura...


Credo che non ci sia un momento preciso in cui mi sono avvicinata alla scrittura, scrivere è sempre stato naturale per me, il tempo che dedico alla scrittura è il più libero e felice della mia giornata.

Hai esordito con “Fortuna, il buco delle vite” ce ne vuoi parlare?

"Fortuna, il buco delle vite" è stato un lavoro enorme, a volte complicato altre ancora massacrante e sofferto ma la soddisfazione che mi ha regalato questo romanzo quando è venuto alla luce mi ha fatto dimenticare tutti i momenti più negativi, quando la storia non sembrava andare per il verso giusto.

Come è nata l'idea?

Per caso, direi all’improvviso come tutti i momenti più piacevoli della vita. Se mi fossi messa seduta a pensarla e ripensarla, probabilmente Fortuna non avrebbe avuto tutta la forza emotiva che molti lettori già le riconoscono.

Il tuo romanzo è ambientato nel 1994 in Rwanda, anno del sanguinoso genocidio, come mai questa scelta?

In realtà soltanto l’ultima parte del romanzo è ambientata in Rwanda, la storia comincia agli inizi del 900 in un piccolo paesino del sud Italia. La scelta di raccontare la tragedia del Rwanda è stata fortemente voluta, perché quello dei tutsi è un genocidio dimenticato e che non ha suscitato il giusto scalpore e sdegno da parte dei media occidentali, semplicemente perché è avvenuto in un continente povero e affamato come l’Africa. Anch’io prima di affrontare un esame di relazioni internazionali all’università non ne sapevo niente, quando ho letto delle barbarie che sono avvenute in poco più di cento giorni mi sono detta che dovevo raccontarle, avevo l’obbligo morale di farlo.

Ti va di descriverci Fortuna, la protagonista del libro? 

Fortuna è una donna complicata, fragile, spigolosa a volte persino un po’ insopportabile. Una donna che conoscerà a fondo la sofferenza sin da bambina e che il destino porterà a nascere e morire diverse volte durante il corso della storia. 

In questa opera tratti anche argomenti delicati come la disabilità e i disturbi alimentari...

Sì, ho voluto parlare della disabilità e dei disturbi alimentari perché credo che in questa società rappresentino ancora dei tabù molto forti, non se ne parla per paura, ignoranza e a volte finta delicatezza. Si preferisce chiudere gli occhi o girare lo sguardo da un’altra parte come se facendo in questo modo tutto ciò che appare diverso potesse magicamente sparire. Credo che se imparassimo ad apprezzare la diversità che c’è in ognuno di noi, questo mondo avrebbe la chance di diventare un posto migliore.

Hai pubblicato con Ciesse, una casa editrice che non chiede contributi agli autori, cosa ne pensi del fenomeno dell'editoria a pagamento?

L’editoria a pagamento non l’ho mai nemmeno presa in considerazione. Considero tutti quelli che pubblicano libri dietro lauto pagamento delle banalissime copisterie e da scrittrice emergente penso che non ci sia niente di più appagante che il tuo libro venga scelto solo ed esclusivamente per la sua qualità. 

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Sto cominciando a scrivere il mio secondo romanzo, ma non mi va di anticipare molto perché la storia è ancora in fase embrionale. Spero soltanto che mi possa regalare le stesse soddisfazioni di Fortuna.

Qui potete leggere le prime venti pagine.

...Perché l'arte va sempre pagata, anche simbolicamente.

Salve Scribacchini, di cosa parliamo oggi? Del giusto compenso che spetta a un autore.
Siamo talmente abituati a considerare la scrittura come un passatempo che viene normale stupirsi quando si sente parlare di soldi, ovviamente non sto parlando delle case editrici che chiedono soldi all'autore ma esattamente il contrario.
Perché mai qualcuno dovrebbe pagarci per i nostri scritti? Perché abbiamo lavorato e ogni lavoro va giustamente pagato, anche simbolicamente, ma va pagato.
Potrei stare qua a parlare per ore ma non voglio annoiarvi di prima mattina, vi lascio quindi un video che spiega molto bene lo stesso concetto, è di un'attrice, Maddalena Balsamo ma il discorso è generico, si rivolge a tutti gli artisti.
Guardatelo e fatemi sapere cosa ne pensate.






Annarita Pizzo “Enelsin Artigton e la Petra Regia”

Salve Scribacchini, pronti ad immergervi in un mondo fantasy? Con me oggi c'è la Annarita Pizzo con il suo "Enelsin Artigton e la Petra Regia".

                                                                      


Ciao Annarita, parlaci un po' di te e del tuo rapporto con i libri...



Buongiorno a te, Valentina, e grazie per la tua ospitalità. Amo i libri sin dal piccola e questa passione mi è stata tramandata dalla mia famiglia, soprattutto da mia zia che, ad ogni festa, me ne regalava uno, invitandomi a scoprire un mondo nuovo. Ancora oggi conservo le collane per bambini che ho ricevuto in dono e, ogni volta che le guardo, ricordo i sentimenti di stupore e meraviglia che accompagnavano la lettura di quelle pagine oggi ingiallite…

Il tuo primo libro è “Enelsin Artigton e la Petra Regia” di che cosa tratta?

Enelsin Arigton e la Petra Regia
Albatros
308 pag. 19,50 euro


Di un romanzo fantasy in stile "potteriano" che racconta la saga della famiglia Artigton da secoli custode della Petra Regia, fonte di ogni magia e da sempre garante di giustizia e di buon governo, fino a quando la crudeltà e l'avidità di Enelsin non lo spingeranno ad una lotta feroce con il fratello Adrian per il possesso di una parte del cristallo, spezzatosi durante la cerimonia che avrebbe dovuto consacrarlo nuovo Custode al posto del padre Sidonio. Dopo una serie di avvenimenti rocamboleschi, tra cui mutamenti lunari, la scoperta di una pergamena e la comparsa di un prescelto, l'avventura si risolverà con la vittoria dei buoni, che hanno sì, vinta una battaglia; ma non la guerra...

Come mai hai deciso di cimentarti con un romanzo fantasy?
Perché la fantasia è sempre stato un elemento costante e fondamentale del mio carattere sino da bambina. Immaginare mondi fantastici, volare al di là dei confini quotidiani, mi ha sempre reso felice e divertito, perciò non ho fatto altro che dare voce a ciò che mi viene più naturale…

Com'è nata l'idea per questo romanzo?

Un giorno di Novembre ho deciso di buttar giù la bozza di questa storia che avevo già chiara in mente con i personaggi ben delineati. Dato che sono piuttosto timida, ho sempre avuto timore di esprimermi, però, in quel momento, ho deciso che qualcosa doveva cambiare così ho aperto il computer, lasciata libera la fantasia e ho iniziato a divertirmi…


Qual è il personaggio a cui ti sei più affezionata scrivendo?

Sicuramente Petra Regia, la Lumerpa, uccello magico dalla potente Magia e amica di Adrian Artigton, il Custode. Questo perché rappresenta il vero sostegno e sentiero per i buoni inoltre ha la particolarità di riflettere la luce del sole così che, quando si libra nel cielo, non lascia ombra sul terreno ed altre capacità che lascio a voi il piacere di scoprire…

Questa storia avrà un seguito o nasce come volume autoconclusivo?

Questa storia ha una conclusione lasciando aperto uno spiraglio dal quale prenderà vita il secondo volume..

Secondo te qual è la difficoltà più grande quando si scrive un fantasy?

Penso l’essere accurati nella descrizione dei personaggi e del mondo a cui si vuole dare vita perché, anche se fantastico, deve, comunque, essere credibile e coinvolgere il lettore senza annoiarlo.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Beh, ho scritto il secondo volume che spero venga pubblicato e ho iniziato il terzo perché sono così appassionata a questa saga che non posso proprio farne a meno. Poi sono proprio curiosa di vedere cosa succederà…

Concorso Letterario Storie al traguardo

Salve Scribacchini, siete appassionati di sport? Allora questo è proprio il concorso che fa per voi! Inoltre in palio ci sono succosi premi in denaro, quindi... inforcate la penna e correte a scrivere. EDIT: il concorso è stato prorogato fino al 30 aprile 2013.


Fare Insieme Onlus, con il patrocinio della Città di Torino, indice la I Edizione del Concorso Letterario “Torino, storie al traguardo”.
Nella città che ha ospitato le Olimpiadi Invernali e che nel 2015 sarà Capitale Europea dello Sport, la tradizione sportiva e la particolare sensibilità per ogni attività legata a questo affascinante universo sono forti e sentite. In tale contesto si colloca il concorso letterario che, lasciando ampi margini di creatività ai partecipanti, invita a trasmettere le emozioni dello sport sulla pagina bianca

Modalità di partecipazione

Il Concorso è suddiviso in due sezioni:

“Amatori” : Adulti

“Juniores”: ragazzi dai 14 ai 20 anni

I concorrenti di entrambe le sezioni dovranno inviare un racconto inedito. Ciascun partecipante potrà inviare più di un elaborato e la lunghezza del racconto non dovrà superare le 5 cartelle dattiloscritte (una cartella è composta da 30 righe di 60 battute con Times New Roman 12).

I testi dovranno ispirarsi liberamente al tema dello sport. Ad esempio, potranno raccontare l’universo sportivo attraverso la lente della propria esperienza, positiva o negativa, attraverso la sua funzione storica, o interpretare l’emozione della sfida, i profondi valori che lo sport promuove (solidarietà, uguaglianza…), la sua funzione sociale.

Gli elaborati potranno essere inviati via mail all’indirizzo premio.fareinsiemeonlus@gmail.com sotto forma di allegato privo dei dati personali. I dati dovranno invece essere indicati nel testo della mail.
In alternativa è possibile inviare i manoscritti in forma cartacea alla sede operativa dell’Associazione Fare Insieme Onlus, Via Frassati 39- 10094 Giaveno (TO).
Chi sceglie questa modalità di invio dovrà spedire l’elaborato in 7 copie, una sola recante i dati personali.

I dati richiesti sono:

Nome, cognome
Indirizzo
Data di nascita
Numero di telefono
Email

Il termine ultimo per inviare gli elaborati è il 31 marzo 2013 (farà fede la data indicata sul timbro postale).
Gli elaborati non saranno restituiti e l’associazione si riserva il diritto di pubblicazione su organi di stampa locali, sul proprio sito internet, fatta salva la proprietà letteraria degli Autori.
La partecipazione al concorso è gratuita.

Selezione e premiazione

Per la selezione dei vincitori, il Concorso di avvale di una giuria d’eccellenza, composta da editori, giornalisti e personalità di spicco del panorama culturale e sportivo torinese e nazionale:
- Stefano Gallo, Assessore Allo Sport del Comune di Torino
- Ezio Pelizzetti, Rettore dell'Università di Torino
- Gian Paolo Ormezzano, giornalista e scrittore
- Renata Freccero, docente di Storia dello Sport al SUISM e scrittrice
- Sandro Gros Pietro, editore, Casa Editrice Genesi e scrittore
- Livio Berruti, oro olimpico Roma 1960
- Georgina Gordon Ham, redattrice e giornalista British Italian Society

Il giudizio della Giuria è inappellabile, insindacabile e potrà escludere le opere non conformi al regolamento o in evidente contrasto con i più elementari principi di civiltà e decenza. Ogni autore è comunque responsabile del contenuto e dell’autenticità degli elaborati.

La premiazione avverrà a Torino il 21 giugno 2013, presso la suggestiva sede del Club Scherma, Villa Glicini, nel Parco del Valentino.

I vincitori verranno annunciati durante la Cerimonia di Premiazione e dovranno ritirare personalmente i premi in denaro. Eventuali spese di viaggio e di soggiorno non verranno rimborsate.

I premi per entrambe le sezioni prevedono:

1° premio € 250,00
2° premio € 150,00
3° premio € 100,00

Ai vincitori saranno inoltre consegnati premi offerti dagli sponsor del concorso.

La giuria premierà, con un diploma d’onore, gli autori di opere ritenute degne di segnalazione.

La partecipazione al Concorso implica l’incondizionata accettazione del presente regolamento. I dati personali saranno trattati in ottemperanza alla legge n. 675/1996 sulla tutela dei diritti personali: il trattamento dei dati sarà effettuato esclusivamente ai fini inerenti il Concorso e per informativa dell'attività dell’Associazione. Garantiamo la massima riservatezza sui dati dei partecipanti che non verranno comunicati o diffusi a terzi, a qualsiasi titolo.

Sito internet

La libreria dei ragazzi

Salve Scribacchini oggi parliamo di Librerie con la elle maiuscola, e iniziamo questa panoramica delle migliori Librerie Indipendenti partendo dai bambini.
Eh sì perché sarà un discorso banale ma sempre più spesso si sottovalutano i bambini come lettori, molto più critici e feroci degli adulti sanno benissimo cosa gli piace o cosa no.
I piccoli lettori torinesi da questo punto di vista sono fortunati, dal 1974 infatti c'è la Libreria dei Ragazzi, in via Stampatori 21.

Il personale è gentilissimo e altamente competente, saprà infatti sempre consigliarvi il libro giusto in base all'età, spaziando dai classici alla nuove uscite.
Organizzano inoltre presentazioni con scrittori molto simpatiche, le consiglio vivamente.
Impossibile abitare a Torino e non esserci mai stati.
Aggiungo che è molto grande e molto fornita, è una bellissima sensazione girovagare all'interno, sia per i bambini che per gli adulti!
Ecco il loro sito