Officine Editoriali

Salve Scribacchini, pubblico con estremo piacere l'intervista a un editore completamente free, sono nati da poco ma hanno tanta energia e voglia di fare, si chiamano Officine Editoriali, oggi parliamo con l'editore, Mara Pantanella...




Ciao Mara, come sempre partiamo dall'inizio, come mai hai deciso di chiamare la tua casa editrice “Officine Editoriali”?

E’ stata una decisione presa di getto. Senza pensarci troppo. Ma le officine rispecchiano bene l’idea che abbiamo di un progetto che si realizza e che si trasforma in lavoro. Un lavoro in continua evoluzione dove giorno dopo giorno prendono forma le idee, le storie, i racconti, le iniziative. Officine che lavorano a pieno ritmo con la collaborazione di tanti.


Qual è stato l'input che ti ha portato ad aprire una casa editrice?
Un sogno che coltivavo da diversi anni. Quando poi sono rimasta senza lavoro e con nessuna prospettiva di trovarne un altro, ho preso il coraggio a due mani e mi sono lanciata in questo progetto che ormai rappresenta la mia vita.


Perché puntare sugli e-book? Porteranno alla sparizione del cartaceo o si affiancheranno al cartaceo?
Non possiamo più negare il mercato digitale. Vuoi o non vuoi è una cosa che va avanti dal 1971. Dunque parliamo di qualcosa di relativamente nuovo. E’ ora di considerare un nuovo modo di leggere. Il cartaceo non morirà mai ma possiamo leggere i libri anche su un dispositivo elettronico che ci permetterà oltretutto di portare con noi non uno, ma tanti libri tutti insieme. Lo trovo fantastico. Non dobbiamo fare i paragoni tra i due formati di libri, quello cartaceo e quello digitale. Sono due cose diverse ma dobbiamo cominciare ad abituarci a pensare ai contenuti, non tanto a come vengono presentati.


Quali obiettivi vi ponete?
Siamo una casa editrice digitale indipendente. Vorremmo portare avanti con coerenza questo nostro progetto e vogliamo che diventi il nostro lavoro. Ci rendiamo conto che anche la cultura si è allontanata dalla realtà per diventare una piccola roccaforte, anche questa destinata a pochi “pseudo” ecc. E’ come se facesse parte di un altro mondo, di un altro tempo. La scollatura con il resto della società è marcata. E’ diventato un bene rifugio, come l’oro, il mattone. Purtroppo per pochi. Vogliamo portarla dove dovrebbe stare. Tra tutta la gente.


Voi avete deciso di investire totalmente nell'autore cosa ne pensate invece delle case editrici a pagamento?
Non ne pensiamo molto bene. Ci vuole coraggio. Oggi o sei Mondadori, Feltrinelli, che si permettono di pubblicare solo business (libri scritti attorno a personaggi che saranno un bestseller sicuro) o sei una casa editrice a pagamento. Se il coraggio non viene nemmeno dalle grandi case editrici che potrebbero rischiare senza troppi danni, figuriamoci le altre. Nessuno più rischia di investire magari sbagliando investimento. Però non so quanto possa durare. Oggi esiste anche il self publishing e le case editrici dovrebbero comprendere che è cambiato anche il loro ruolo.


Cosa cercate in un'opera?
Cerchiamo la l’essenza, la scorrevolezza, l’umiltà, la freschezza, la capacità di raccontare il peggio con ironia. Cerchiamo l’autenticità.

Quali consigli daresti a uno scrittore esordiente?
Di scrivere senza tema di essere giudicato. La scrittura è uno degli strumenti a nostra disposizione per esprimerci.


Quali sono i vostri progetti futuri?
Wiki racconti, scrittura collettiva, un festival annuale della letteratura itinerante.

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