[RECENSIONE] "Amori & Pasticci su Facebook di Valentina Cavallaro (Sussurri di parole)

Ecco la recensione di "Amori & Pasticci su Facebook" effettuata dal blog "Sussurri di parole" a opera della scrittrice Antonella Sgueglia.
La potete trovare qui


"Amavo la neve, mi portava fortuna. Quando si scioglieva, quindi, non era mai un buon segno e la giornata che stava volgendo al termine lo aveva ampiamente dimostrato. Non era un mia stupida superstizione, era vero".
Milena 20 anni, timida centralinista per una televendita di pentole che non corrispondono proprio a quelle presentate in tv e per questo subisce le lamentele dei clienti al telefono.
A meno 13 giorni da San Valentino, Milena si domanda il perché dell'essere single anche stavolta nel periodo in cui l'amore assente fa ancora più male.
Comincia così a scorrere la rubrica del telefono alla ricerca di qualche maschietto sebbene sappia perfettamente che la sua rubrica è poverissima di numeri. Infatti oltre al negozio e al lavoro saltuario nella casa di riposo ha solo il numero di Max un ragazzo che conosce da troppo tempo per uscirci insieme, sarebbe come un incesto e poi Max è brutto per davvero.
Questa cosa mi ha fatto sorridere perché anch'io conosco mio marito da quando avevamo 6 anni e quando 4 anni fa ci siamo rincontrati, l'innamoramento ci ha sorpresi. Tuttavia quando il destino è segnato non puoi sfuggirgli ;)
Milena riesce a far breccia solo nel cuore dei ragazzini minorenni o in quello di uomini alquanto adulti, diciamo pure nella quasi pace dei sensi. Cosa pensa di fare per recuperare? Si iscrive a facebook! Chi almeno una volta nella vita non ha usato questo strumento per cercare l'uomo dei sogni e per Milena diventa una vera ossessione. Ogni giorno controlla la posta sperando che qualcuno accetti la sua richiesta d'amicizia o che, magari, qualcuno la noti e le chieda di uscire. Ovunque, a lavoro, per strada, sotto la fermata del pullman è sempre tentata di chiedere: "Sei su facebook? Dammi il cognome che ti aggiungo".
Milena è pazzamente simpatica, ammetto che alla festa dell'anziano Ernest avevo temuto che si fosse tolta il maglione per fargli risollevare il morale in senso erotico; poi ho tirato un sospiro di sollievo quando ho capito che voleva solo scatenarsi in un ballo con il festeggiato, afflitto dall'assenza del figlio.
Milena è così, chiusa e brontolona ma con un cuore grande che si scioglie davanti alla sofferenza come del resto la sua adorata neve.
Un romanzo esilarante che diverte dalla prima pagina e ci fa riflettere sull'importanza che ha preso facebook nella nostra vita. Ormai ne siamo dipendenti, chiunque accende il pc e lo lascia aperto anche a lavoro, per chiacchierare e distrarsi un po'. Certo per Milena il discorso è diverso, aprendo un profilo facebook la sua vita viene completamente risucchiata nel pc dimenticando che quella è solo una realtà virtuale dove spesso ci si inventa un personaggio con la mera intenzione di piacere con l’inganno.
Una commedia dell'assurdo, una barzelletta che dura 100 pagine, un dono raro. Lo stile di Valentina è così delicato e pungente al contempo che rende fluida la narrazione e le pagine si voltano da sole, senza accorgerti che, puff, il libro è terminato. Per lo meno io l’ho letto in una mattina.
Adoro le scrittrici e gli scrittori che sanno rendere empatici i personaggi; li descrivono con una gaiezza che ti risultano subito familiari, come se li conoscessi da sempre.
Come ogni buon romanzo, ha la sua morale, ossia non avere pregiudizi nei confronti degli altri senza dar loro la possibilità di farsi conoscere; non accettare l’amicizia di sconosciuti su facebook con l’intenzione di uscirci senza averlo prima conosciuto perché il rischio è grosso.

Voto 4 sussurri, brava Valentina!

C'era una volta il domani...

Salve Scribacchini ecco un bellissimo evento dedicato a tutti gli appassionati di fantascienza, l'appuntamento è domenica 24 febbraio dalle 14 al Mu.Fant il Museo del Fantastico e della Fantascienza in Via Luini 195 a Torino, ci sarà anche il nostro Davide Tarò che presenterà il suo "Emina. Orfani Robot".


C’era una volta il Domani
I giovani torinesi raccontano il futuro…
Un viaggio fra letteratura e cinema di fantascienza per riflettere sul nostro domani

SPAZIO MU.FANT
Museo-lab del Fantastico e della Fantascienza
VIA LUINI 195 – Torino

Il Mu.Fant Museo del Fantastico e della Fantascienza – MuseoLab del Fantastico e della Fantascienza di Torino –inaugura una nuova e “fantastica” iniziativa dedicata interamente ai giovani. Il progetto C’era una volta il domani, realizzato grazie al sostegno di Torino Giovani con il contributo della Città di Torino, intende promuovere una riflessione attorno alla domanda: “Quale è il futuro che ci aspetta?”. Interrogativo, urgente e attualissimo, che emerge da un presente che tutti, seppure in maniere differenti, percepiamo come difficile su molti fronti - sociale, individuale, economico - ma che sicuramente coinvolge in maniera ineludibile proprio i giovani, che vivono quotidianamente il conflitto fra il diritto di non perdere il proprio Domani e il dovere di affrontarlo!

Un progetto ricco ed articolato - che vede la collaborazione di differenti realtà cittadine: Istituti Scolastici Superiori, Biblioteche Civiche cittadine, Associazione Culturale Immagina e naturalmente il Mu.Fant Museo del Fantastico e della Fantascienza di Torino.

Cuore del percorso "C’era una volta il domani" è il Concorso Cinematografico “CORTI FANTASTICI” - a cura dell’Associazione Culturale Immagina - che coinvolge gli studenti torinesi in un percorso di produzione di cortometraggi di fiction sul tema del Futuro, realizzati adattando e rivisitando, in chiave contemporanea, racconti di fantascienza pubblicati su Urania, la notissima collana Mondadori di Fantascienza. Trattando di “Futuro” quale miglior linguaggio se non quello della Fantascienza, un genere che fin dalle sue origini altro non ha fatto che disegnare la complessità di possibili scenari venturi?

Il concorso cinematografico che si terrà domenica 24 febbraio al Mu.Fant vedrà confrontarsi diverse classi di istituti superiori distribuiti su tutto il territorio cittadino.

Il progetto si avvale anche della preziosa collaborazione del Sistema Bibliotecario Torinese che partecipa con numerose iniziative. La Biblioteca Civica Centrale propone gruppi di lettura dedicati al tema dell’anticipazione del futuro nella letteratura di fantascienza. Mentre giornate di proiezione dei cortometraggi realizzati nell’ambito del progetto, aperte al pubblico, avranno luogo nelle sedi delle Biblioteche Civiche: Villa Amoretti e Italo Calvino e presso la Biblioteca internazionale di cinema e fotografia Mario Gromo.

Un’intensa giornata, quella di domenica 24 febbraio 2013, dedicata ai giovani ed al loro futuro, durante la quale si approfondiranno i rapporti fra letteratura e cinema di fantascienza.
Ospite d’eccezione Franco Brambilla, illustratore di fantascienza e noto autore delle copertine di Urania e Giuseppe Lippi, curatore della collana. E poi altri ospiti importanti: Paolo Bertetti, Antonino Fazio e Piero Gondolo della Riva – esponenti di spicco della fantascienza italiana - che oltre a far parte della giuria del concorso “Corti Fantastici” interverranno in qualità di relatori nella conferenza “Visioni del futuro”.
Inoltre sarà ospite, per un breve intervento, Davide Tarò autore del romanzo di fantascienza "anime ucronica" EMINA OrfaniRoboT.
L’evento conclusivo di domenica 24 febbraio al Mu.Fant - via Luini 195, Torino - e gli appuntamenti presso le Biblioteche Civiche torinesi sono aperti a tutti gli appassionati di fantascienza e a tutti coloro che, sopravvissuti alla funesta profezia Maya, sono curiosi di confrontarsi sul proprio domani!




Il programma di domenica 24 febbraio 2013:

ore 14,00/14,15: presentazione a cura di Silvia Casolari e Davide Monopoli.
ore 14,15/15,15: sezione proiezioni del concorso “Corti Fantastici”
ore 15,15/ 16,00: intervento di Franco Brambilla “Illustrare il Domani”
ore 16,00/16.40: Intervento di Giuseppe Lippi: "Ricordando Riccardo Valla"
ore 16,40/17,30: Proiezioni del concorso "Corti Fantastici"
Ore 17,30/17,45: Presentazione del libro EMINA OrfaniRoboT di Davide Tarò
Ore 17,45/18,30: conferenza “Visioni del Futuro”, intervengono: Giuseppe Lippi, Paolo Bertetti, Antonino Fazio, Piero Gondolo della Riva.
Ore 18,30/19: Premiazione concorso “Corti Fantastici”


TUTTI GLI ALTRI APPUNTAMENTI


Biblioteca Civica Centrale: Gruppi di lettura “C’era una volta il Domani”
Mercoledì 23 gennaio 2013, ore 18 – 19,30
Mercoledì 6 Febbraio 2013, ore 18 – 19,30

Biblioteca civica Villa Amoretti: Proiezioni aperte al pubblico “Corti fantastici”
Lunedì 25 febbraio 2013, ore 18 – 19,30

Biblioteca civica Italo Calvino: Proiezioni aperte al pubblico “Corti fantastici”
Martedì 26 febbraio 2013, ore 18 – 19,30

Bibliomediateca Mario Gromo: Proiezioni aperte al pubblico “Corti Fantastici”
Mercoledì 27 febbraio 2013, ore 18 – 19,30

Officine Editoriali

Salve Scribacchini, pubblico con estremo piacere l'intervista a un editore completamente free, sono nati da poco ma hanno tanta energia e voglia di fare, si chiamano Officine Editoriali, oggi parliamo con l'editore, Mara Pantanella...




Ciao Mara, come sempre partiamo dall'inizio, come mai hai deciso di chiamare la tua casa editrice “Officine Editoriali”?

E’ stata una decisione presa di getto. Senza pensarci troppo. Ma le officine rispecchiano bene l’idea che abbiamo di un progetto che si realizza e che si trasforma in lavoro. Un lavoro in continua evoluzione dove giorno dopo giorno prendono forma le idee, le storie, i racconti, le iniziative. Officine che lavorano a pieno ritmo con la collaborazione di tanti.


Qual è stato l'input che ti ha portato ad aprire una casa editrice?
Un sogno che coltivavo da diversi anni. Quando poi sono rimasta senza lavoro e con nessuna prospettiva di trovarne un altro, ho preso il coraggio a due mani e mi sono lanciata in questo progetto che ormai rappresenta la mia vita.


Perché puntare sugli e-book? Porteranno alla sparizione del cartaceo o si affiancheranno al cartaceo?
Non possiamo più negare il mercato digitale. Vuoi o non vuoi è una cosa che va avanti dal 1971. Dunque parliamo di qualcosa di relativamente nuovo. E’ ora di considerare un nuovo modo di leggere. Il cartaceo non morirà mai ma possiamo leggere i libri anche su un dispositivo elettronico che ci permetterà oltretutto di portare con noi non uno, ma tanti libri tutti insieme. Lo trovo fantastico. Non dobbiamo fare i paragoni tra i due formati di libri, quello cartaceo e quello digitale. Sono due cose diverse ma dobbiamo cominciare ad abituarci a pensare ai contenuti, non tanto a come vengono presentati.


Quali obiettivi vi ponete?
Siamo una casa editrice digitale indipendente. Vorremmo portare avanti con coerenza questo nostro progetto e vogliamo che diventi il nostro lavoro. Ci rendiamo conto che anche la cultura si è allontanata dalla realtà per diventare una piccola roccaforte, anche questa destinata a pochi “pseudo” ecc. E’ come se facesse parte di un altro mondo, di un altro tempo. La scollatura con il resto della società è marcata. E’ diventato un bene rifugio, come l’oro, il mattone. Purtroppo per pochi. Vogliamo portarla dove dovrebbe stare. Tra tutta la gente.


Voi avete deciso di investire totalmente nell'autore cosa ne pensate invece delle case editrici a pagamento?
Non ne pensiamo molto bene. Ci vuole coraggio. Oggi o sei Mondadori, Feltrinelli, che si permettono di pubblicare solo business (libri scritti attorno a personaggi che saranno un bestseller sicuro) o sei una casa editrice a pagamento. Se il coraggio non viene nemmeno dalle grandi case editrici che potrebbero rischiare senza troppi danni, figuriamoci le altre. Nessuno più rischia di investire magari sbagliando investimento. Però non so quanto possa durare. Oggi esiste anche il self publishing e le case editrici dovrebbero comprendere che è cambiato anche il loro ruolo.


Cosa cercate in un'opera?
Cerchiamo la l’essenza, la scorrevolezza, l’umiltà, la freschezza, la capacità di raccontare il peggio con ironia. Cerchiamo l’autenticità.

Quali consigli daresti a uno scrittore esordiente?
Di scrivere senza tema di essere giudicato. La scrittura è uno degli strumenti a nostra disposizione per esprimerci.


Quali sono i vostri progetti futuri?
Wiki racconti, scrittura collettiva, un festival annuale della letteratura itinerante.

Marco Bertoli "La signora che vedeva i morti"

Salve Scribacchini, intervistiamo oggi Marco Bertoli, di cui abbiamo già parlato a proposito della sua prima opera "La signora che vedeva i morti"...


La signora che vedeva i morti
Felici editore
360 pag. 13 euro


Ciao Marco, vuoi raccontarci come è nata la tua passione per la scrittura? 

Posso dire che è nata con me, impressa nel mio DNA. Da che ho ricordi coerenti, mi ha sempre attirato il “giocare” con l’immaginazione, inventando storie fantastiche che mi vedevano protagonista. Crescendo e interagendo con gli altri bambini mi è venuto spontaneo ampliare il mio pubblico: alle scuole elementari ideavo storie avventurose da narrare a voce agli amici e compagni per farli divertire o spaventare.
Alle scuole medie e alle superiori ho iniziato a metterle nero su bianco, ma senza comunque pensare mai di pubblicarle. Gli anni dell’Università e quelli seguenti mi hanno visto impegnato su altri fronti e ho quindi smesso di scrivere, ma non di fantasticare!, sinché una mattina, mentre attendevo l’autobus per recarmi al lavoro, ho sentito una vocina che mi sussurrava: “Che ne diresti di scrivere un romanzo?”. 

Il tuo primo libro è “La signora che vedeva i morti” ce ne vuoi parlare?

Il romanzo è essenzialmente un giallo storico con pennellate fantasy ambientato tra Pisa e la Lunigiana in un XVII secolo ucronico, cioè alternativo a quello reale, dove Pisa non è stata sconfitta alla battaglia della Meloria e il Conte Ugolino della Gherardesca, artefice della vittoria, ha rovesciato le istituzioni repubblicane e fondato il Regno Pisano, i cui confini corrispondono più o meno a quelli del Granducato dei Medici. La protagonista, Debrena, è una tredicenne ragazza contadina, cieca perché colpita da un fulmine all’età di otto anni, che scopre di avere la capacità di vedere le anime dei morti assassinati. Questo suo potere consentirà agli investigatori “ufficiali”, un colonnello dei moschettieri e un mago giudiziario, di venire a capo di una serie di suicidi misteriosi accaduti in diverse parti del reame e di un delitto perpetrato a Villafranca, paese in cui si svolge buona parte della vicenda.

Com'è nato il personaggio della protagonista, Debrena?

Parto dal nome che nasce dalla fusione, com’è spiegato nel romanzo, di Debora e Serena, i nomi delle mie figlie. L’alternativa, Serora, non suonava per niente musicale!
Debrena è una ragazza tredicenne, discendente da una famiglia di contadini da generazioni, divenuta cieca perché colpita da un fulmine cinque anni prima dello svolgersi della storia. Rassegnata a una vita dipendente dalla carità altrui, scopre per caso di possedere la capacità di “vedere” le anime delle vittime d’omicidio. Forse un potere prodotto dalla pubertà o dalle incessanti preghiere della nonna, comunque sia questa sua dote le stravolgerà totalmente la vita. 
Quanto al sesso della protagonista, l’universo femminile esercita un’irresistibile attrazione nei miei confronti, e le donne di casa lo possono confermare, perciò è stato spontaneo scegliere una giovane come eroina della vicenda. 

Perché hai deciso di mescolare elementi storici con elementi fantasy?

Sono un lettore affamato di gialli storici, quindi il genere base del mio romanzo era già stabilito a priori. L’aggiunta del fantasy mi ha permesso di utilizzare gli incantesimi al posto degli strumenti impiegati dalla polizia scientifica.
In realtà, mi attirava tantissimo il poter legare insieme generi della letteratura e della cinematografia che mi hanno visto crescere, appassionandomi e offrendomi spunti di meditazione sulla vita: i saggi di storia, i romanzi di avventura, le vicende di fantasmi, i gialli e le grandi saghe fantasy. Come in una reazione chimica (non scordate il lavoro che faccio!) si uniscono molti reagenti per ottenere un unico prodotto così ho mescolato “I tre moschettieri”, Padre Cadfael di Ellis Peters, Leroy Jethro Gibbs di “NCIS”, Melinda Gordon di “Ghost whisperer” curioso di scoprire che cosa ne sarebbe saltato fuori. 
Sullo sfondo rimangono l’amore per la Lunigiana, la valle dei miei avi, in cui affondo le radici e sgorga la mia indole (un incrocio perverso tra orso, gatto e lupo solitario), e il rendere omaggio alla città in cui vivo, donandole una storia diversa. 

Quanto è difficile scrivere un giallo “credibile” che fornisca al lettore i giusti indizi senza far scoprire l'assassino dopo poche pagine?

Questo è il nocciolo di ogni giallo che si rispetti come già definiva un maestro quale S. S. Van Dine: «Il romanzo poliziesco è un gioco intellettuale; anzi uno sport addirittura. Per scrivere romanzi del genere ci sono leggi molto precise: non scritte, forse, ma non per questo meno rigorose, e ogni scrittore poliziesco, rispettabile e che si rispetti, le deve seguire». La prima di queste regole consiste nel fornire al lettore gli stessi indizi che trova chi indaga e al contempo, però, mascherarli così da renderli a prima vista fatti, discorsi o descrizioni inutili, scritti tanto per “far volume”.
Personalmente, ho seguito un percorso a ritroso. Definito il colpevole, mi sono chiesto: come faccio a scoprirlo? Grazie a questo fatto e a quest’altra affermazione, mi sono risposto. A quel punto è stato relativamente facile sviluppare la vicenda, disseminando gli indizi senza renderli evidenti. 

Hai dei riti particolari quando scrivi?

No. Quando sono ispirato, mi obbligo a sedere al computer e a scrivere perché se è vero che l’ispirazione soffia quando vuole, tuttavia è altrettanto vero che deve essere tenuta alle briglie e costretta a lavorare: scrivere, per quanto possa suonare un’offesa verso altri mestieri, richiede impegno e fatica. Descrivere certe storie ti risucchia energie ed emozioni proprio come se tu le avessi vissute in prima persona. Fantasia e costanza, sono, secondo me, essenziali per uno scrittore, anche a tempo parziale quale il sottoscritto.


Quali sono i tuoi obiettivi futuri? 

Ho pronto un altro giallo storico, sempre con sfumature fantasy, questa volta ambientato a Ur, in Sumeria, nel 3000 a. C. e sono alla ricerca di un editore disposto a pubblicare un libro lungo il doppio della “Signora”.
In questo periodo mi alterno tra il comporre un altro romanzo con Debrena e soci come personaggi e lo scrivere racconti di vario tema per alcuni concorsi nazionali. 

A scuola con portamento

Salve Scribacchini, oggi vi parlerò di "A Scuola con portamento" della scrittrice Antonella Sgueglia.
A scuola con portamento
e-book 0,89 euro

Ah, il primo giorno di scuola, pianti, mamme, bimbi, maestre, ma tutto sommato basta un gioco tutti insieme e le cose si aggiustano, nel caso del primo giorno del liceo invece è tutto molto, ma molto più difficile.
La protagonista di questa bella storia è Cristina, ragazza quattordicenne, di uno splendido color bronzo che fa risaltare maggiormente i suoi magnifici occhi verde smeraldo, grandi quanto la sua solitudine.
Antonella narra con maestria i disagi comuni a ogni adolescente: sentirsi esclusa, brutta, non capita, tanto che, anche chi ha superato questa età, non può che tornare indietro con la memoria e immedesimarsi nel racconto.
La vita di Cristina non è facile, ha una mamma speciale, Adelina, che la spinge a essere se stessa e soprattutto a non temere il giudizio degli altri, in particolar modo di Sharon e Giulia, le tipiche "Barbie" bellissime che traggono gioia solo nel vedere l'altro umiliato.
Cristina però non è del tutto sola, ha dalla sua parte Gio, amica speciale che nonostante le varie vicissitudini le dimostrerà di volerle davvero bene.
A scuola con portamento però non è una semplice storia, amalgamato nel testo si discute anche di trucco, bon ton, portamento, stile, il tutto in maniera discorsiva, non noiosa, un utile manuale all'interno della storia.
Questo romanzo rientra a pieno titolo nelle storie di formazione, seguiamo infatti il percorso di crescita di Cristina da insicura ragazzina ad aspirante modella.
Consiglio questo libro a tutte le ragazze adolescenti (e sarebbe bello lo leggessero pure le loro madri, capirebbero infatti molte cose!) perché c'è un importante messaggio di fondo, come Cristina capisce fin dall'inizio quello di modella potrebbe rimanere anche semplicemente un sogno ma alla fine del corso imparerà non solo a riconoscere i veri amici ma anche a essere finalmente sicura di se stessa e ad accettarsi per quello che è.
Un romanzo leggero che però fa riflettere, lo stile di Antonella è scorrevole e la sua abilità porta il lettore quasi senza accorgersene per mano fino all'ultima pagina, lasciando con la curiosità di "che cosa accadrà dopo?", se ci sarà un sequel lo leggerò molto volentieri.
 

San Valentino a Torino

Salve Scribacchini, volete passare un San Valentino diverso dal solito? Allora vi propongo "Amori & Pasticci su Facebok" in tour per San Valentino.


Tre incontri davvero particolari:


MERCOLEDì 13 FEBBRAIO: CIRCOLO DEI LETTORI DI TORINO via Bogino 9

Il libro verrà presentato all'interno del gruppo di lettura Conversazioni Illetterate




GIOVEDì 14 FEBBRAIO: LIBRERIA GOLEM Torino via Rossini 21 bis

L'autrice dialogherà insieme alla relatrice Albertina Zagami che si produrrà in divinazione con le foglie del the. Seguirà discussione sui social network.






VENERDì 15 FEBBRAIO: FELTRINELLI presso centro commerciale 8 Gallery 

Così come nell'opera "Il castello dei destini incrociati" di Italo Calvino, il libro sarà presentato con l'ausilio dei tarocchi.


Angelica Belli "L'iniziazione"

Salve Scribacchini, oggi l'atmosfera si scalda, parliamo infatti di letteratura erotica con Angelica Belli e il suo romanzo "L'iniziazione"


L'Iniziazione
Edizioni Esordienti
ebook 0,99 euro




TRAMA:


Angelica, adolescente bella, inquieta ma ancora inconsapevole della sua sessualità, nutrita di vaste letture, in parte non ancora adatte a lei, vive il risveglio del suo corpo, con tutte le sue inquietudini, nella grande villa sul lago dove abita con la madre, libera di cavalcare tra i boschi o di perdersi nel grande parco. Il rapporto ambiguo che la lega allo zio Aldo e, soprattutto, l’infatuazione per il cugino Folco, il conflitto con la sorella di quest’ultimo, Margherita, e l’indifferenza della giovane, bellissima madre Ortensia, sono gli ingredienti che concorrono all’iniziazione sessuale della ragazza. Il personaggio di Angelica ci ricorda i turbamenti di René di Chateaubriand e la curiosità inesperta e impudica della Lolita di Nabokov, e dà vita a una storia forte, intensa e drammatica.



Ciao Angelica, vuoi raccontarci di quando è nata la tua passione per la scrittura?

Scrivo da sempre… Da quando ne ho memoria, almeno. Da piccola scrivevo storie avventurose e zuccherosamente romantiche e quando è mancata la mia nonna materna – più un’amica-sorella che una nonna – ho scritto il primo vero romanzo in cui c’era dentro lei e tutto il mio dolore… Naturalmente non era un capolavoro, ma lì ho imparato che la scrittura poteva essere anche terapeutica, molto più utile di tante medicine.

Hai deciso di pubblicare sotto pseudonimo, come mai questa scelta?
Perché il tema del romanzo è un po’ “caldo” e il fatto di avere una figlia adolescente mi metteva a disagio.

Hai pubblicato “L'iniziazione” ce ne vuoi parlare?
“L’iniziazione” è prima di tutto una storia d’amore. Di quell’amore assoluto e sconvolgente che si vive nell’adolescenza. La protagonista è una ragazzina rimasta molto ingenua nel corpo ma precocemente cresciuta nell’anima grazie alla sua fame di libri e alle vaste letture che ha fatto nei lunghi anni trascorsi da sola, quando viveva con suo padre. Improvvisamente, alla morte di lui, la sua vita viene stravolta dal forzato trasferimento nella villa della madre, un luogo un tempo sontuoso e ora quasi in rovina, dove si trova a vivere con una donna eccentrica e affascinante di cui lei quasi non conserva memoria. Lì, in questa residenza circondata da un parco dove lei si troverà – di nuovo – sola, conoscerà il cugino Folco, figlio di un fratello del padre, con cui comincerà una travolgente relazione. Il gioco della seduzione sarà, di giorno in giorno, sempre più intrigante e conturbante e Angelica scoprirà il proprio corpo e il proprio potere sugli uomini. La torbida presenza dello zio e l’invidia della cugina porteranno la storia verso un epilogo terribile e inaspettato.



Com'è nato il personaggio di Angelica, la protagonista?
Angelica incarna la purezza del sentire. I suoi sentimenti sono assoluti così come le sue passioni e i suoi appetiti sessuali, senza filtri e senza vergogna. Per dirla con Freud è come se lei, soprattutto nella prima parte del romanzo, fosse puro Es, senza un Super-Io formato che le indichi con chiarezza il bene e il male. In qualche modo senza peccato originale. E’ una ragazza tenace e con un suo inattaccabile senso della giustizia. Volevo un personaggio così, giovane e intatto, per costruirvi attorno una storia forte, romantica anche nel senso letterario del termine. Di un romanticismo passionale che mi ricorda i tormenti degli scrittori del primo Ottocento. Non a caso ho cercato di ridurre al minimo le referenze temporali, di creare una storia che fosse estremamente vaga nella sua collocazione cronologica, perché la vedevo antica e attualissima al tempo stesso.

Hai scelto la formula del romanzo breve, come mai?
C’è stato un momento, quando mi sono resa conto che la storia stava arrivando alla sua naturale conclusione, in cui mi sono chiesta se fosse il caso di creare dei diversivi, ampliare le descrizioni. Ma poi ho deciso di no. Ritengo che l’essenzialità della forma si adatti perfettamente a una storia che si potrebbe definire minimale e sinteticamente scandita. Inoltre è una storia dai contorni sfumati, per certi versi onirica, che si presta a una lettura tutta d’un fiato, magari prima di andare a dormire.



Ci sono parti o personaggi del libro che hai avuto difficoltà a scrivere?

No, devo dire che il lavoro è cresciuto in maniera fluida. Piuttosto ci sono dei personaggi, come ad esempio l’amico pittore o la fidanzata di Folco, Anne-Catherine, che mi sarebbe piaciuto approfondire.



Nel tuo libro non ci sono solo scene di sesso fini a se stesse, hai voluto anche costruire una storia d'amore... Quanto è difficile scrivere un romanzo erotico credibile?

Il sesso fine a se stesso lo trovo un po’ forzato… Non per motivi morali, ci mancherebbe!, ma mi conosco: se cercassi di scrivere una scena di sesso a freddo, senza un coinvolgimento di qualche tipo dei personaggi, percepirei i loro gesti come profondamente forzati, anche un po’ ridicoli. Qui ho cercato di raccontare il sesso come lo interiorizza una donna, con il suo portato di pensieri, sogni, emozioni… la donna costruisce molto mentalmente il suo coinvolgimento sessuale. Forse non è sempre necessario che ci metta il cuore, ma mente e cervello credo che per lei siano fondamentali. E questo porta, come conseguenza, che un romanzo erotico, almeno per come lo concepisco io, debba avere una trama, un crescendo che dia senso anche alle scene più forti (penso a quella dei ragazzi nella biblioteca o a quella durante il party di nozze), sia insomma sostenuto da un’architettura solida.

A partire da “Cento colpi di spazzola” ma soprattutto con “Cinquanta sfumature” e affini, ha preso piede la letteratura erotica “commerciale” cosa ne pensi di questi fenomeni?

Quando ho cominciato a scrivere un romanzo erotico sono diventata anche molto più attenta alla letteratura erotica, soprattutto a quella contemporanea. C’è di tutto, davvero: da romanzi veramente coinvolgenti e conturbanti alla mera macelleria… Questo fenomeno mi incuriosisce anche dal punto di vista antropologico, perché poi alla fine il vero boom sono i romanzi erotici scritti da donne. E se ci si pensa è piuttosto curioso che in un momento storico in cui in Italia si assiste a una totale oggettivazione della donna (penso all’immagine femminile tipica della pubblicità o anche a quella proposta da certa politica) e a una terribile recrudescenza della violenza maschile verso il femminile, nella letteratura la donna sia “attiva”, sia quella che scrive e cioè in qualche modo la regista. (Salvo, poi, essere regista di una certa propensione alla sottomissione… che dalle “Cinquanta sfumature” in poi è molto in voga…). Ho letto “Cinquanta sfumature di grigio” e mi sono macchiata di quello che considero uno dei peccati più gravi: non terminare un libro. Ahimè non ce l’ho fatta: l’ho trovato sciatto e scritto male… Mi faceva anche un po’ rabbia: ma come, non sei riuscita nemmeno a limare un po’ lo stile? A dargli un po’ più di dignità? Però, pur avendo curato molto lo stile e la scrittura de “L’iniziazione”, io non voglio fare la snob (e non sono nemmeno così sciocca da pretendere di fare cultura): “Cinquanta sfumature” è un prodotto che ha letteralmente sbaragliato sul mercato e da quel punto di vista è certamente un prodotto riuscito. Chapeau alla mom porn…


Quali sono i tuoi progetti futuri?

Angelica è cresciuta, è andata a Parigi e ha cominciato una nuova vita. Il secondo capitolo della sua storia è già a buon punto. Il titolo potrebbe essere “Viaggio all’Inferno”… Chi lo sa, magari diventerà una trilogia (!). Intanto la piccola Angelica si gode il successo del suo e-book, che la vede navigare piuttosto in alto nella classifica di Amazon. Ha esordito giostrandosi per un paio di settimane, tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, tra i primi tre posti e ad oggi è al numero 26! Ne sono particolarmente orgogliosa, perché avendo scritto sotto pseudonimo e non avendo potuto fare ricorso al fondamentale sostegno degli amici è stato tutto frutto del passaparola. Ora Piera Rossotti, il mio editore – una donna fantastica e piena di entusiasmo – ha deciso di pubblicare la versione cartacea che a maggio sarà lanciata al Salone del Libro di Torino!

Rossana Lozzio

Salve Scribacchini, oggi vi presento la scrittrice Rossana Lozzio e le sue opere...


Ciao Rossana, vuoi parlarci di come è nata la tua passione per la scrittura?

Ciao e grazie per l'ospitalità!
La passione per la scrittura è nata con me. Credo si tratti di dna, in quanto mio padre ha scritto per quasi tutta la sua vita, era giornalista pubblicista e scriveva anche testi di canzoni! Gli sono molto grata per questa preziosa eredità... scrivere, per me, è vita.


Hai all'attivo diversi romanzi, senti che il tuo percorso come scrittrice dal 2005, anno della prima pubblicazione, ad oggi si è evoluto? In che modo?

Probabilmente, sarebbe più giusto lo dicesse chi mi legge ma credo di sì, come dovrebbe essere naturale. Si evolve nella vita, crescendo e così, esercitando questo splendido "mestiere" di scrittore, matura anche il modo in cui lo fai... si cambia e perciò, cambia anche ciò che crei e il modo in cui lo condividi.



Ti va di parlarci della tua ultima pubblicazione?


Una favola per Asia
Edizioni Miele
164 pag. 12,50 euro


"Una favola per Asia" è stata una piacevole sorpresa... mi spiego. Era uno dei romanzi scritti molti anni fa e racchiusi nel classico cassetto. L'anno scorso lessi per caso di un concorso indetto da Edizioni Miele che aveva un nome che mi piacque subito "Da donna a donna" e il tema mi riportò alla mente, altrettanto in fretta, quella storia tenera e un tantino drammatica, che avevo partorito molto tempo prima. Così, la rispolverai e decisi di partecipare al concorso e nel luglio 2012 ricevetti la bella notizia di essermi classificata prima!
Ed eccoci qui, nel gennaio appena trascorso, con il libro fra le mani. Sono legatissima a questa storia, la cui protagonista è una bambina di nome Asia che cresce in una situazione un pò particolare ma che non sembra avere alcuna difficoltà a vivere serenamente. E' orfana di madre e suo padre Stefano se ne prende cura insieme alla giovane sorella, la zia della bambina, Raffaella. La piccola è stata cresciuta con le fiabe dello scrittore Luca Antonioni che, finalmente, può andare ad incontrare di persona e chiede alla zia di accompagnarla... da quel momento, si sviluppa una storia che vi invito, con il cuore, a leggere.
La copertina del romanzo è stata creata per me da un carissimo amico, Maurizio Parietti che ha fotografato la mia nipotina nell'anima (figlia della mia migliore amica, Marilù), la splendida Camilla... la quale non ha avuto alcuna difficoltà a posare per lui sul finire dell'estate scorsa, in un parco di Milano, facendoci trascorrere un'oretta di puro divertimento.
Ringrazio tutti loro, Barbara Miele che ha creduto in me e nella mia storia e gli amici che si sono prestati a "costruire" una copertina che considero davvero speciale!



La tua opera precedente invece è “Un pubblico di stelle... sorride” pubblicato lo scorso novembre con Runa Editrice...


Un pubblico di stelle... sorride
Runa editrice
230 pag. 14 euro

Si tratta di un romanzo che racconta di due coppie, una delle quali omosessuale e che ci induce ad interrogarci su quanto l'amore possa durare per sempre... un romanzo che amo molto.



Come è nata questa storia?
Come tutte quelle che scrivo... per caso. Un giorno, mentre stavo lavorando, ho ripensato ad un vecchio amore... un ragazzo più giovane di me di qualche anno e da quello ho preso spunto per la storia di Laura e di Simone, che a parte questo, sono completamente immaginati e vivranno una storia molto diversa dalla nostra.


Ti riconosci in Laura, la protagonista?

Abbastanza, per quello che ho appena raccontato ma non totalmente.

Nel maggio del 2011 invece hai pubblicato “Una farfalla sul cuore” che ha dato vita ad un esperimento su Facebook ce lo vuoi raccontare?



Una farfalla sul cuore
Il Ciliegio Edizioni
160 pag. 14 euro

Sì, fu un'esperienza interessante ed anche divertente! Coinvolsi un gruppo di amici su Facebook, una cinquantina di persone e proposi loro dei sondaggi, facendo quindi scegliere alla maggioranza varie opzioni relative alla creazione della storia del romanzo. Sono nati così, i nomi e le professioni dei personaggi, i colori della farfalla protagonista, il nome della villa che ospita il protagonista maschile...


Oltre che con la narrativa ti sei cimentata anche nella scrittura a quattro mani della biografia del cantante domese Alberto Fortis, come è nata questa idea?




L'idea mi è venuta poco dopo che iniziai la mia collaborazione con Alberto. Quell'anno avrebbe festeggiato il trentennale della sua carriera ed ero fermamente convinta che avrebbe avuto molto da raccontare circa la sua vita personale e soprattutto professionale. Così, cercai un editore che accettò con entusiasmo e quindi, lo proposi ad Alberto, il quale accettò con altrettanto entusiasmo. Insieme a lui e a Maurizio Parietti, altro suo collaboratore, iniziai l'avventura della creazione di "AL Che fine ha fatto Yude?", autobiografia romanzata edita da Aliberti nel 2009. Un'esperienza laboriosa e affascinante che ricordo con tenerezza.



Quali sono i tuoi progetti futuri?

Come ho detto prima, sto promuovendo due romanzi, inoltre continuo a collaborare con una rivista, "Espressione Libri", per cui mi occupo di un paio di rubriche e gestisco il mio blog (Rossana Lozzio - Scrittrice per passione), il mio sito Roxie's Place e molto altro ancora... a volte, il tempo pare non essere abbastanza!
Vi ringrazio ancora per questa bella intervista e saluto tutti i vostri lettori.
Roxie