Come pubblicare (gratis) e vivere felici...


Yahoo answer abbonda di menti sopraffine ke kiedono kome pubblicare un LiBrO.
                                                        
L'avrete già sentito fino alla nausea, ma è sempre vero: non tutto quello che viene scritto deve essere pubblicato e, altra massima sempre attuale, la pubblicazione non è un diritto.
Ma veniamo al caso specifico.
Dopo mesi, anni, di duro lavoro, finalmente ce l'avete fatta, avete finito il vostro romanzo, siete arrivati a scrivere la tanto agognata parola Fine e adesso?
Bene, adesso inizia il lavoro. Come? Pensavate che una volta finito di scrivere sarebbe stato tutto in discesa? Poveri illusi.
Iniziamo con dei brevissimi consigli.


REVISIONE:




Vi ricordate quando a scuola il professore o ancora prima la maestra, quando andavate a consegnare il tema, vi chiedeva “Sicuro? L'hai riletto?” Domanda che a quel tempo odiavo, ma che in realtà racchiude profonda saggezza.
Il peggiore nemico di ogni scrittore è infatti la fretta.
Smaniamo tanto dalla voglia di vedere il nostro nome stampato che non ci accorgiamo di quanto il nostro testo sia zeppo di errori (più o meno gravi) e di inevitabili refusi.
Siete convinti che basti avere una buona idea e che per tutto il resto c'è l'editor? Se avete mastercard può darsi, in caso contrario scendete dalle nuvole e iniziate a rileggere attentamente, fino alla nausea, il vostro romanzo.
Non so chi abbia messo in giro la voce, ma qualunque addetto ai lavori vi può confermare che se un editore si trova davanti un testo pieno zeppo di errori lo buttata direttamente nel cestino e se ne frega se l'idea è fantastica.
Sono cattivi? No, è normale. Perché? Perché diavolo vi presentate come scrittori, quindi il requisito fondamentale è conoscere perfettamente la grammatica italiana.
Certo, sono ammesse distrazioni (sempre in minima parte) ma se per voi il congiuntivo è un essere sconosciuto, beh smettete di scrivere e iniziate a studiare le basi.


SCELTA DELL'EDITORE:



Ok, avete corretto perfettamente il vostro testo e vi sentite pronti per questa meravigliosa avventura, adesso dovete “solo” scegliere l'editore.
Come già sapete sono contraria all'editoria a pagamento (qui trovate una discussione in merito) quindi esaminerò il caso della ricerca di una vera casa editrice.
Questa lista può essere un ottimo punto di partenza (attenzione: questa lista non l'ho scritta io, per qualsiasi dubbio rivolgetevi al sito in questione, non a me)
La regola basilare, ma che per oscuri motivi molti scrittori ignorano, è controllare il catalogo dell'editore.
È inutile spedire poesie a chi pubblica solo saggi, gli farete solo perdere tempo.
Dunque andate a visitare sempre il sito dell'editore, ancora una volta non abbiate fretta.
Controllate se c'è qualche riferimento all'invio di manoscritti (generalmente potete trovarlo in contatti) e attenetevi scrupolosamente a quando indicato.
Non state a sindacare su ogni cosa: se chiede il manoscritto in formato cartaceo e il vostro romanzo consta di 1000 pagine, mi rendo conto che la spesa è considerevole, per questo cercate un editore che accetta manoscritti via mail, non scatenate una guerra con quell'editore, l'azienda è sua, avrà pure il diritto di fare quello che vuole.

PLAGIO:


Leggo di molti autori terrorizzati dall'idea che il loro capolavoro possa essere copiato.
Allora, guardiamoci negli occhi, credete davvero che gli editori non abbiano altro da fare che aspettare l'arrivo del vostro libro per copiarlo, mettergli il loro nome, pubblicarlo e diventare ricchi al posto vostro?
Suvvia, siamo realistici. Se però volete lo stesso tutelarvi, qui trovate dei consigli a costo zero.


ATTESA:


L'attesa è snervante, lo so bene, per questo il migliore consiglio che posso darvi è: una volta inviato scordatevene.
O meglio, annotatevi quando e le case editrici a cui avete inviato ma poi mettetevi il cuore in pace e smettetela di controllare ogni due secondi se l'editore vi ha risposto.
Le case editrici a pagamento sono quelle che rispondono prima, alcune addirittura in un paio di giorni.
Le vere case editrici hanno tempi lunghissimi. Si va da minimo 6 mesi a un anno.
Vi sento già gridare “Ma come? È un'eternità” Sì, concordo, ma è pur vero che il lavoro di un editore non è solo quello di leggere i manoscritti inviati.
Alcune case editrici scelgono di non rispondere e se entro tot mesi non vi contattano vuol dire che il vostro manoscritto è stato rifiutato.
Lo so, ricevere anche una lettera standard in cui si dice che siete stati rifiutati sarebbe bello, l'ideale poi sarebbe avere un commento su cosa non va, ma dobbiamo essere realistici, come già detto prima l'editore non è un'agenzia letteraria, ha altro da fare.
Ci vogliono due secondi per inviare una lettera standard perché molti editori non lo fanno?
Passiamo al prossimo punto:


UMILTÀ:


Mi è capitato di leggere una lettera che uno scrittore rifiutato ha scritto a un editore.
Ecco ho capito perché.
Un consiglio spassionato: SIATE UMILI.
Che non vuol dire essere scemi o accettare tutto passivamente, ma se un editore vi dice che il vostro manoscritto è stato rifiutato non prendetela sul personale, non inviategli una mail in cui lo definite un perfetto imbecille incapace di riconoscere il vostro talento.
Ho incontrato scrittori affermati di una umiltà straordinaria, con un bellissimo rapporto con i loro fans: Giovanni Del Ponte, Silvana De Mari, Fabio Geda, Johanne Harris, scrittori che prima di tutto sono persone, a cui fa piacere fermarsi a fare quattro chiacchiere con i loro fans.
Allo stesso modo ho incontrato perfetti sconosciuti che per il solo fatto di aver pubblicato, a pagamento, un libro si sentivano star.
Ecco le cose non stanno così.
Come amo sempre dire lo scrittore non è un personaggio (e vi prego non portatemi come esempio i best seller, stiamo facendo un discorso sulla vera letteratura, non sulle veline di turno).
Dovete imparare ad accettare le critiche costruttive, ma allo stesso tempo dovete essere in grado di distinguerle dalle critiche fini a se stesse, il cui unico scopo è insultarvi, quelle le dovete rifuggire come le peste e soprattutto non lasciatevi mai abbattere.

Vi ho traumatizzato per bene? Spero di sì, ma questo non deve assolutamente scoraggiarvi, pubblicare non è semplice, ma alla fine sarete ripagati di tutto e la soddisfazione sarà immensa, vi parlo per esperienza.
Questi sono solo dei micro consigli che esaminerò più attentamente nei prossimi post.
Quindi non perdete mai la speranza, scrivete, inviate e... in bocca al lupo!

2 commenti:

Marilena ha detto...

Congratulazioni! Articolo molto bello!

Scribacchina ha detto...

Grazie mille Marilena!

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