Roberta Gregorio "Profumo di Magnolia"


Salve Scribacchini, rieccoci con le nostre interviste: abbiamo oggi come ospite Roberta Gregorio, già conosciuta attraverso l'intervista per la Chichili, questa volta però nei panni di scrittrice con il suo "profumo di Magnolia"


Ciao Roberta, vuoi raccontarci come è nata la tua passione per la scrittura?

Valentina, che bello essere di nuovo tua ospite! Grazie dell’invito!
Dunque, fammi pensare… in realtà scrivo da sempre: diari, lettere, liste della spesa, poesie, sogni. È questo il modo in cui preferisco comunicare. Ho sempre sentito il bisogno di vedere i miei pensieri su carta, come per renderli tangibili.
Quando poi ho iniziato a frequentare una scuola di lingue, dove tutti i giorni si analizzavano testi, mi sono accorta, che le lettere, parole e frasi, hanno un enorme potere. Basta spostare una virgola, per cambiare il senso o inserire un verbo piuttosto che un altro per modificare, anche minimamente, il significato. Non lo trovi affascinante? Penso che sia stata questa consapevolezza a spingermi verso la scrittura “seria”, quella da condividere con tante persone.

I nostri lettori già conoscono il tuo libro, "Profumo di Magnolia" tu come lo descriveresti?

Per me è speciale in quanto si tratta del mio primo racconto in italiano. Leggero, a tratti divertente. Una storia d’amore particolare con una protagonista svitata, un matrimonio, le magnolie e un gatto. Ah, dimenticavo la spogliarellista. C’è anche quella!

C'è qualche aspetto di Susanna in cui ti riconosci?

C’è un po’ di mio in tutte le mie figure femminili. Tanto per iniziare, Susanna canta in macchina e – confesso – lo faccio anch’io. Si emoziona guardando un alberello e io piango per molto di meno. Quindi, direi che siamo entrambe molto sensibili e musicali.

Hai pubblicato però anche diversi libri in tedesco, ce ne vuoi parlare?

Certo, molto volentieri, anche se mi concentrerei solo sui lavori degni di nota:
Parliamo di Emma, che ha iniziato a farsi sentire nella mia testa durante la prima gravidanza. Non mi mollava mai. La sognavo, la pensavo, mi accompagnava a fare la spesa. Sempre con me, finché non ho avuto tutta la struttura del romanzo ben chiara in testa. Il romanzo “Wie im Märchen” (Come in una favola) l’ho scritto in tre mesi. Si tratta di un chick lit a tutti gli effetti ed è stato pubblicato prima in cartaceo con un piccolo editore tedesco, successivamente in ebook con la Chichili.
Con Maria invece, l’esperienza è stata diversa. Mi è stato richiesto un lavoro con cliché tipicamente italiani. Lei, figlia di emigranti italiani, fidanzata con un tedesco niente male. Credo di aver elaborato parecchi miei traumi personali… In ogni caso, ne è uscito un bel seriale in 5 puntate: “Amore in bella Germania”, pubblicato sempre con la Chichili.

Noti grosse differenze tra il mercato editoriale tedesco e quello italiano?

No. Potrà sembrarti strano, ma non noto grosse differenze. Tranne forse i numeri di vendita in ebook. Quelli sì. In Germania sono molto più alti. Ma molto, molto. Per il resto siamo lì…

Lavorare per la Chichili Agency ha influenzato il tuo modo di scrivere?

Tanto! Leggere manoscritti è la migliore scuola per imparare a scrivere. Quando analizzi lavori di altri, gli errori (chiamiamoli banalmente così) li individui a volo e di conseguenza cerchi di evitarli.

Qual è il libro che ami rileggere e dal quale non ti separeresti mai?

I miei libri del cuore sono sempre con me. Tutti nel mio reader, ben custodito nella mia borsa. Sono circa 50 e si tratta di quelli finora pubblicati con Chichili Italia. Rileggerli a distanza di tempo, mi emoziona sempre, perché puntualmente, scopro dei nuovi passaggi che mi colpiscono per diversi motivi.

C'è uno scrittore/scrittrice in particolare che ti ha influenzata?

Marian Keyes. Lei è il mio mito. Mi basterebbe avere il 50% del suo talento per morire felice. È in grado di individuare il lato comico di ogni aspetto della vita, bello o brutto che sia. Non è da tutti! Usa un tono apparentemente leggero che ti entra dentro e ti porta a conoscere argomenti come morte o tossicodipendenza da un’angolazione che neanche sapevi esistesse.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Qualcuno avrà notato che ultimamente non sono molto presente. Con la testa, intendo. Succede quando lavoro su qualcosa di grande e importante. Mi sto avvicinando a un genere difficile, almeno per me. Una storia complicata, intrecciata, pesante a livello emotivo. A dire il vero, non vorrei neanche cimentarmi, tanto è lontana dal mio solito genere, ma cosa devo fare? Se questo romanzo vuole essere scritto, non ho scelta.

Facciamo un grosso in bocca al lupo alla nostra Scribacchina Roberta e la ringraziamo per essere intervenuta!

4 commenti:

Pierluigi ha detto...

Mi prenoto per il nuovo lavoro. D'altra parte ho letto quest'ultimo(ebbene sì, anche i maschi leggono di tanto in tanto il chick lit)e ne sono rimasto piacevolmente stupito: leggero, frizzante, ironico, a tratti amaro e scorrevole come pochi. Nel finale poi un sorriso e un irresistibile "profumo di magnolia."

Scribacchina ha detto...

Bravo Pierluigi! Perché un uomo non può leggere un chick lit? Tutti possono leggere tutto, smettiamola con i pregiudizi di genere. Fortuna che esistono lettori intelligenti come te.

Pierluigi ha detto...

Ringrazio con un inchino e un leggero sfarfallio di mano...

Rob ha detto...

Grazie, Pierluigi, per aver letto e apprezzato il mio racconto. Ti terrò informato. Ovviamente anche te, scribacchina, se vorrai...

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