Teresa Di Gaetano


Salve Scribacchini, abbiamo oggi con noi Teresa di Gaetano, autrice della saga fantasy "La sabbia delle streghe" ma anche del romanzo rosa "Senza di te".

La sabbia delle streghe
Butterfy edizioni
100 pag. 11 euro

TRAMA:



Una ragazza in cerca della verità. Un deserto sconosciuto e un cammino nell’ignoto dove strani personaggi si alternano e conducono la fanciulla verso la giusta via del ritorno. Un compito difficile: salvare i due sovrani de La sabbia delle streghe dal terribile Ozark. Questo romanzo ci porta nei meandri magici di un mondo dove tutto è possibile, dove ogni cosa è diversa da come appare, dove non mancano colpi di scena e sorprese







Senza di te
Butterfly edizioni
88 pag. 8 euro

TRAMA:


Nina è una giornalista, vive in un appartamento tutto suo ed è circondata da amici che le vogliono bene; tutto questo, però, non basta più da quando Pietro è andato via. Adesso, Nina è una donna sospesa: colei che attraversa la città con le sue gambe, che scrive articoli con le sue mani, non è altro che l’ombra della donna che è stata. Persino i suoi migliori amici, Leo ed Elena, sembrano non capire la profondità del dolore che l’attanaglia e Nina, perseguitata dal ricordo di Pietro come da uno spettro, non può che sentirsi terribilmente sola. Sola, mentre affronta il dedalo di strade cittadine, mentre viene assorbita dal caotico paesaggio urbano, sfondo rumoroso e costante della vita dei protagonisti. La solitudine, però, dovrà combattere con la forza che Nina ha ancora dentro di sé, celata dietro la paura di ricominciare ad amare. Un romanzo intenso sull’abbandono, sul vuoto creato dall’assenza – tutte le assenze, quelle di coloro che ci hanno lasciato così come quelle di chi c’è ancora, ma non riesce a comprenderci. Una storia indimenticabile che è danza d’opposti: il dolore e la speranza, la solitudine e il calore dell’amicizia, la morte interiore e la rinascita della fenice dalle sue stesse ceneri.


Ciao Teresa, raccontaci della tua passione per la scrittura

Ciao a tutti! E grazie per avermi invitata a rispondere a questa intervista! La mia passione per la scrittura è nata quando ero solo ancora una bambina. Quindi, da molto piccola. Ho iniziato, pensa un po’, scrivendo un giallo. Non sono molto brava nello scegliere i titoli per i miei libri, allora l’avevo intitolato “Un raggio di stoffa”. La trama era intricata. Praticamente, per quello che ricordo, parlava di personaggi che finivano su di un’isola perché precipitati da un aereo. In quell’isola misteriosa però accadeva un delitto. Compito di risolverlo spettava al neo commissario Kelly. Sì... proprio così avevo scelto proprio una donna commissario per svolgere le indagini su quel delitto. E il resto è storia. Poi, purtroppo o per fortuna chissà, ho cestinato questo manoscritto. Ma se ripenso a tutto l’entusiasmo che provavo quando lo scrivevo mi rendo conto che la passione era molto più grande di me. Poi, come tutte le adolescenti, ho tenuto un diario. Mi serviva più che altro per esercitarmi nella scrittura, non soltanto per annotare i miei ricordi. E poi finalmente, negli anni Novanta, ho iniziato un quadernetto dove annotavo i racconti e le poesie che scrivevo. Sì, proprio così, anch’io inizialmente mi sono cimentata nella scrittura di poesie. Ma è stato un modo, credo molto efficace, per comprendere che fare la poetessa non era la mia strada. Nel 1994 ho creato quella che poi sarebbe diventata la saga de La sabbia delle streghe, scrivendo per l’appunto il primo libro.

Com'è nata la storia per il tuo libro“La sabbia delle streghe”?
Stavo leggendo “La storia infinita” di Micheal Ende. Allora avevo già visto il film e non credevo davvero che la storia, leggendola, mi avrebbe entusiasmato fino al desiderio di scriverne anch’io una simile. Sono, infatti, partita da un’idea, quella cioè “di una principessa prigioniera di un nemico, che poi nemico non è perché il principe di un altro regno se ne innamora”. Da questa semplice idea ho poi sviluppato il resto della storia che sarebbe diventato il primo libro della saga.

Si tratta di una saga vero?

Sì. Si tratta di una saga. Dovrebbe constatare di ben 14 volumi. Ma non so se riuscirò a scriverli tutti. I primi 5 libri della saga riguardano esclusivamente le vicende della principessa Primrose. Dal sesto libro in poi, invece, narra di eroi/eroine esterni alla saga, tuttavia rimangono saldi i riferimenti ai luoghi, ai regni, alcuni personaggi o alcuni fatti accaduti dei precedenti primi cinque libri.

Ci puoi dare qualche anticipazione su quello che accadrà dopo?

Certamente! Primrose (la principessa, protagonista del libro) si metterà in viaggio alla ricerca dei suoi ricordi (il titolo dell’opera, infatti, sarà La sabbia delle streghe – Alla ricerca dei ricordi), perché senza non può regnare nel suo Regno. Ma, durante il suo cammino, incontrerà il perfido mago Zahedi che la farà sua prigioniera. Sconfiggere il mago e riportare la pace e la quiete nel suo Regno sarà il compito della principessa. E non svelo altro... perché non voglio rovinare il finale a nessuno!

Non scrivi però solo fantasy, hai pubblicato da poco anche un romanzo rosa “Senza di te”, parlacene...

Sì... è vero. Un’altra mia passione, oltre scrivere romanzi fantasy, è quella di scrivere romanzi rosa. “Senza di te” è nato per caso. Stavo, infatti, leggendo il famoso libro della Meyer, e cioè Twilight. E all’improvviso mi ha ispirato proprio questa storia d’amore tra Nina e Pietro. Una storia un po’ tormentata perché Pietro ha lasciato Nina, nonostante la storia funzionasse. Però, e per fortuna, Nina può contare su degli amici speciali come Elena, Leo, Domenico.

Quale dei due libri è stato più difficile da scrivere?

Forse “La sabbia delle streghe” perché è uno dei primi libri che ho scritto e soprattutto perché ho creato tutta l'ambientazione, cercando di proiettarmi nel pensare anche gli altri libri della saga. Sì, credo, decisamente “La sabbia delle streghe” perché è una saga e bisogna ricordarsi tantissime cose per non creare contraddizioni.

Ti senti più simile a Primrose (di“La sabbia delle streghe”) o a Nina (“Senza di te”)?

Bè... senza ombra di dubbio c’è un po’ di me in entrambe. Ogni personaggio infatti "nasce" da una esperienza, da un sentimento, dalle cose di tutti i giorni. Però credo di sentirmi più simile a Nina. Perché lei è una giornalista come me e come me ha dovuto affrontare delle delusioni in amore. E poi perché Nina è un personaggio attuale, odierno. La sua fragilità e la sua insicurezza, provocate dalla mancanza di Pietro, le fa nascere anche in lei una certa paura nell’amare e quindi vivere ogni giorno con questo dolore diventa quasi una lotta. Il personaggio di Primrose... bè... anche lei è in lotta, ma il suo mondo è più fantastico e poi... lei... è un’eroina!

So che hai svolto uno stage in una casa editrice, da scrittrice che impressione ne hai tratto?

E’ molto difficile lavorare in una Casa editrice. Occorre intuito e innovazione, cioè il saper creare cose sempre nuove. In una Casa editrice non ci si può permettere di non essere al passo coi tempi e, allo stesso tempo, bisogna avere nuove idee, quindi una grande capacità di rinnovarsi. La mia esperienza, purtroppo, è stata di poca durata. Però ho avuto modo di leggere (per esercitazione, naturalmente) criticamente un romanzo. E devo ammettere che un errore che potrebbero fare gli esordienti è quello di non leggere il manoscritto a qualcuno fidato, prima di inviarlo ad una Casa editrice. Sicuramente, le critiche esterne di chi non è coinvolto emotivamente nel testo come lo scrittore possono essere di grande aiuto per migliorare il proprio scritto. Oltre, naturalmente, da evitare gli errori!!!!

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Bè... portare avanti il mio progetto ambizioso dei 14 volumi della saga de La sabbia delle streghe. Attualmente, ne ho scritti solo 4, diciamo 3 perché uno è in fase di scrittura. E poi chissà... spero di scrivere qualche altro romanzo rosa...








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