Lettere Animate

Salve Scribacchini, è con vero piacere oggi che vi presento una delle migliori realtà editoriali al momento, si tratta di una piccola casa editrice che investe totalmente sugli autori e che cura alla perfezione, in ogni aspetto i suoi libri, la loro grafica è impeccabile, i booktrailer sembrano dei mini film, insomma è veramente bello poter intervistare un editore con tanta passione, grazie quindi a Roberto Incagnoli, direttore editoriale di Lettere Animate per aver accettato questa intervista.





Ciao Roberto, partiamo dal nome, come mai “Lettere Animate”? 

È un nome che mi è venuto d’istinto, mi piaceva e mi piace il significato multiplo attribuibile. Fate voi.


Cosa ti ha spinto in un periodo di crisi ad aprire una casa editrice? 

Sicuramente una forte passione, una voglia di comunicare e creare un progetto interessante. La crisi esiste in ogni settore non solo nell’editoria, non si può però evitare di andare avanti e credere che il lavoro possa ripagare.

Qual è il vostro obiettivo? 

L’obiettivo è quello di creare un punto di riferimento editoriale in un sistema editoriale logoro e stanco. La difficoltà oggi di fare azienda e fare mercato è l’assenza di professionismo e non mi riferisco solo alla qualità dei libri, ma al sistema editoriale e alle case editrici che contornano il libro, spesso e volentieri, di servizi di poca qualità.

Curate molto l'aspetto grafico dei vostri libri... 

Ci piace vedere il libro come un progetto. Curiamo l’aspetto grafico di tutto, dal sito web, alla pagina di facebook, alle cover dei libri ai booktrailer. Ci tengo a sottolineare questo aspetto. La casa editrice è un’azienda che deve fatturare e deve proporsi al pubblico, non è necessario fare servizi di scarsa qualità, a quel punto è meglio non farli. Non si può, oggi, non avere un sito web funzionale graficamente accattivante, è un investimento, così come i booktrailer. A volte vedo booktrailer di piccole realtà editoriali che altro non sono che foto scaricate alla bene e meglio da google con dei testi scritti. Questi sono esempi di come l’editoria possa nuocere alla qualità. Oggi non può un’azienda scindere la qualità dall’immagine efficace.

Da poco avete deciso di creare a seconda del tipo di testo due percorsi, editoria tradizionale e/o digitale, come mai? 

Per vari motivi. Crediamo nel digitale tanto quanto il cartaceo. Il digitale è il futuro dell’editoria e per noi, che creiamo tutto in “casa” è un buon modo di fare editoria di nicchia. Ci permette di investire anche su testi brevi, strani e qualitativamente non per tutti. Soprattutto ci permette di avere la medesima distribuzione e visibilità dei grossi gruppi editoriali e metterci sullo stesso piano. C’è da considerare che ogni nostro titolo che è uscito in cartaceo e in ebook ha avuto maggior riscontro di vendite in ebook e parlo di cifre non da sottovalutare.

Secondo te è vero che gli italiani non leggono? Se sì quali sono secondo te le soluzioni per incentivare la lettura? 

Non è vero che gli italiani non leggono, leggono male. Non si può fare un paragone con gli anni 70/80 dove il consumismo tecnologico era inesistente. Prima non c’era molta Televisione, Internet, Facebook, videogiochi… Gli svaghi erano la musica e l’arte. Oggi è diverso, il libro è passato in secondo piano e oltre a questo i lettori leggono quello che gli viene detto di leggere, seguono le mode e sono attratti da stereotipi preconfezionati. La soluzione, a mio modo di vedere, è proprio la tecnologia stessa, la possibilità di diffondere idee tramite internet di poter produrre ebook e avere la stessa visibilità di tutti, aiuterà sicuramente il lettore ad avere una scelta più consapevole. Ecco perché noi investiamo più sul web che sulle librerie.

Quali caratteristiche deve avere un romanzo per poter entrare a far parte del vostro catalogo? 

Quello che dico sempre è : dovete scrivere con la non consapevolezza che state scrivendo un libro, con la naturalezza di chi ama comunicare e ha qualcosa da raccontare. Deve essere un libro vero e più estremi sono, più ci piacciono.


Quale consiglio daresti a uno scrittore esordiente? 

Di non smettere mai di leggere, di studiare i grandi scrittori e capire come loro siano riusciti o riescano a rendere semplice e piacevole la lettura, usando un tipo di scrittura qualitativamente elevata.


Cosa ne pensi del fenomeno dell'editoria a pagamento? 

La risposta è nella domanda : è un fenomeno e come tutti i fenomeni dal successo rapido è destinato a spegnarsi e a essere dimenticato. Credo che ognuno con i propri soldi faccia quello che vuole e deve essere libero di spenderli come vuole, anche nell’editoria. Noi non condividiamo questo modo di lavorare, soprattutto se alla base non c’è un sistema valido di selezione. Finirà, come tutto quello che non è programmato bene finisce.


Cosa rispondi a chi sostiene che non esistono case editrici free perché l'editore ha un secondo lavoro o offre servizi a pagamento estranei alla pubblicazione? 

Credo fortemente che nel 2012 non si possa differenziare il lavoro. Il termine casa editrice free è un termine che bisogna ben spiegare. Free si intende che l’autore non è obbligato a pagare niente, dalle copie all’editing, all’acquisto dal catalogo ecc.. a costo zero può pubblicare con una casa editrice. E’ importante però capire che il lavoro è giudicabile per la qualità del lavoro stesso, non deve essere giudicabile per altre cose esterne al lavoro. Basta prendere come esempio altre aziende che non lavorano nel settore editoriale. È come se la SONY fosse accusata di non essere un casa discografica vera perché costruisce anche televisioni. Se un’azienda fa bene più lavori e non ruba denaro, non vedo dove sia il problema. Comunque la gente parlerà sempre.


Quali sono i vostri progetti futuri?
Molti, troppi, e segreti … Seguiteci su facebook o sul sito o sul blog per le news!




Vi lascio il loro bellissimo spot:





0 commenti:

Posta un commento

Verranno pubblicati solo i commenti firmati. I commenti anonimi verranno cestinati. Grazie per la collaborazione.