Elisabeth Gravestone "La stirpe di Agortos"


Salve Scribacchini, questa sera è con noi Elisabeth Gravestone, alias Alessandra Paoloni che ci parla del suo "La stirpe di Agortos" il primo di una saga di quattro e che solo per noi, in anteprima ci svela un'anticipazione sul suo libro in lavorazione.

La stirpe di Agortos
Butterfly Edizioni
198 pag. 16 euro



TRAMA:

Nell'incontaminata terra dell'Egucron, Agortos, uomo di acuto ingegno e spiccata sensibilità, stringe un patto con la Dea Natura giurando che, sia lui che i suoi discendenti, si impegneranno ad approfondire la conoscenza della parte mistica e magica di quel mondo inesplorato che li circonda. Saranno Anika e Airen, le sue figlie, le prime a dover far fronte a quella promessa. Elisabeth Gravestone (pseudonimo di Alessandra Paoloni) coltiva fin da bambina una passione quasi viscerale per la scrittura e la lettura, pubblicando fin da giovanissima poesie e racconti su riviste e giornali locali. Esordisce come scrittrice con la raccolta poetica "Brevi monologhi in una sala da ballo di fine Ottocento".


Ciao Alessandra, parlaci di come è nata la tua passione per la scrittura.
Ciao Valentina e grazie per questa intervista!
La scrittura è nata con me in quanto fin da piccola amavo inventare e creare storie. Fin da quando ho imparato a leggere ho capito che i libri sarebbero stati compagni per la vita, e se all'inizio “rubavo” i personaggi dei libri che leggevo per ricreare personali avventure, ho avvertito poi il bisogno di mettere su carta storie che fossero farina del mio sacco. E' stata un'esigenza la mia che dovevo assecondare, un bisogno fisiologico che tutt'ora avverto molto prepotente.

Ad aprile è uscito il primo volume della tua saga fantasy “La stirpe di Agortos” vuoi parlarcene?

La Stirpe di Agortos è in realtà una ripubblicazione di un libro già edito nel 2008 e che aveva per titolo Un solo destino. Ecco perché ora nella Stirpe mi firmo con il nome di Elisabeth Gravestone.
La Stirpe di Agortos ad ogni modo è il primo libro di una saga fantasy di quattro, dove vengono narrate le avventure e le disavventure di Agortos e dei suoi discendenti alle prese con una Natura magica e incontaminata. Agortos, come spiega nel prologo del primo libro, stringe un patto con la Dea Natura e si impegna a studiare e preservare tutti gli elementi magici che la compongono. I suoi discendenti (tra i primi Airen e Anika che sono le protagoniste della prima generazione) manterranno vivo quel voto ma ci sarà chi farà di tutto per ostacolarle. La saga parla chiaramente del rapporto uomo- natura, ma anche del destino e del rapporto padre- figlio. E' un fantasy dove non c'è la classica lotta bene contro male, almeno non nella definizione che tutti conosciamo. Ho cercato di inserire elementi innovativi e spero di esserci riuscita.

Si tratta del primo di una saga di quattro volumi, puoi anticiparci qualcosa di quello che succederà?

Proprio in questi giorni stavo lavorando allo schema generale del romanzo. Alcuni personaggi della prima generazione torneranno naturalmente, ma visto che è una saga generazionale ci saranno poi i figli di una delle due protagoniste del primo libro, i nipoti di Agortos. E, questo lo svelo in anteprima assoluta, spunterà fuori un vecchio nemico di Agortos che porterà scompiglio nella storia.
Uno dei temi della seconda generazione sarà la lotta per il potere, inteso come lotta per la conoscenza e per la verità. E perché no, per l'immortalità.

Hai esordito con una raccolta poetica, ma hai scritto anche racconti e romanzi, cosa differenzia secondo te queste tre forme di scrittura e qual è per te la più complessa?

La più complessa è per me la poesia. E' da molto che non scrivo poesie, da quando appunto ho esordito coi “Brevi Monologhi in una sala da ballo di fine Ottocento” (ispirata all'antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters). Anche se stilisticamente è un componimento breve rispetto a un racconto o a un romanzo, è però più difficile in quanto attraverso di essa si esprimono concetti personali, segreti ma allo stesso tempo universali. Tutti siamo in grado di scrivere versi. Ma pochi sanno scrivere davvero la Poesia. Io con i monologhi ci ho provato, anche se il risultato in realtà è quello di un lungo racconto in versi dove i protagonisti si confessano al lettore.
Anche scrivere racconti non è poi così semplice come sembra. In poche pagine uno scrittore deve concentrare tutto: pensieri sentimenti e azioni. Il lettore deve immedesimarsi anche se ha a disposizione poche righe. Per me è una sfida affascinante questa, che esercito spesso soprattutto se si tratta di partecipare a concorsi letterari. Anche se non scrivo romanzi, che come avrai capito è la forma di scrittura nella quale più mi riconosco, mi tengo sempre in allenamento.

Presto uscirà “La discendente di Tiepole” non un fantasy ma bensì un paranormal fantasy...

Esattamente. Ed è un libro estremamente diverso dalla Stirpe. E' stato scritto nel 2008, l'anno del mio esordio, ma è rimasto nascosto nel mio pc in quanto sono stata appunto impegnata nel progetto dei Monologhi e in quello che a quei tempi era Un solo destino. Ho incontrato poi per caso la Butterfly Edizioni, che è una casa editrice molto giovane, e ho tirato fuori questo asso dalla manica. Come dicevo il libro si differenzia dal ciclo fantasy sia per scrittura (qui utilizzo la prima persona nella narrazione) che per argomento: la storia narra delle vicissitudine di una ragazza, Emma Onofri, che scopre lo sconvolgente passato della sua famiglia e che è vittima di una maledizione che la cambierà per sempre. I temi restano però quelli della predestinazione e del rapporto padre (madre)- figlio.

Dei libri che hai scritto qual è il personaggio a cui sei più affezionata? E quello che invece hai fatto più fatica a descrivere?

Bellissima domanda! Quello a cui mi sono più affezionata sicuramente è Agortos. Come disse Catherine in Cime Tempestose “Io sono Heathcliff”, posso dire allo stesso modo “Io sono Agortos”. Lui abita in una terra fantastica, nutre curiosità verso tutto ciò che lo circonda. Viaggia per terre inesplorate, proprio tutto ciò che vorrei o avrei voluto fare io nella sua situazione.
Il personaggio invece che ho fatto fatica a descrivere, ma non perché mi fosse ostile o altro, è stata proprio Emma Onofri. Forse per il fatto di scrivere in prima persona ed entrare nella sua testa ad ogni singola parola. E' stato un personaggio molto combattuto poiché non sapevo bene all'inizio come delineare la personalità di questa semplice ragazza di città che si ritrova all'improvviso in un paesino sperduto a combattere contro maledizioni e altre stregonerie varie. Non sapevo come farla reagire all'inizio, e poi c'è il tabù della sua maledizione. Ma per questo non posso dire altro e vi invito invece a leggere la sua storia.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Di progetti ce ne sono davvero tantissimi. Ma primo fra tutti c'è la seconda generazione da scrivere. Non vedo l'ora di poter tornare nell' Egucron (che è la terra immaginaria dove le avventure di Agortos e dei suoi discendenti avvengono).
Per ora cerco di diffondere il primo libro della Stirpe, La discendente di Tiepole e alcune antologie che vedono presenti un mio racconto (“On the road: diari di viaggio” della Libro Aperto Edizioni, “Stirpe Chimerica Vol.I” del blog Club urban fantasy e “365 Storie d'amore” del Writer Magazine di Franco Forte). Ho anche nella testa altre storie per nuovi romanzi....
Insomma spero davvero che il 2013 sia un anno pieno di scrittura e di piccole soddisfazioni.

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