And the winner is...

Salve Scribacchini, si è concluso il primo contest indetto da "Scribacchini per passione" sulla pagina Facebook avete scelto come genere il fantasy, il personaggio da inserire era un orco e... sono nati degli ottimi racconti, ognuno di voi ha affrontato questo tema in modo diverso, attraverso prospettive differenti, quindi per prima cosa complimenti a tutti quanti!

Adesso però è giunto il momento di decretare il vincitore.

Abbiamo scelto un racconto un po' particolare, forse non è pienamente un fantasy classico ma, come ci insegna proprio questa storia, le etichette sono un po' strette, quindi complimenti a...

ANNARITA PIZZO

con 

L'orco Iussel



Iussel, il più piccolo di tre fratelli, camminava lungo il sentiero illuminato dai pallidi raggi della luna: non era alto, possente e spaventoso come loro e con la sua piccola statura, il volto magrolino, le orecchie quasi invisibili, non faceva paura proprio a nessuno. Ogni volta che provava ad arrabbiarsi e a grugnire invece di un urlo terrificante usciva, dalle sue ugole, solo una specie di ridicolo squittio. Era infelice perché i suoi fratelli, grazie al loro aspetto, avevano già ottenuto più di un bottino, saccheggiando e terrificando tutto il circondario; mentre lui non c’era ancora riuscito.
Un giorno sentì parlare del mago Verrex che poteva renderlo uguale a loro; perciò quella notte si era messo in viaggio per trovarlo.Camminava, oramai da più di un’ora, quando udì echeggiare nella notte «Chi sei?».
Raccolse tutto il suo coraggio e «Ehm..» rispose «Sono Iussel e sto cercando il mago Verrex» aggiunse con la speranza di non essere incappato in qualche creatura magica a cui gli orchi non andavano tanto a genio.
«Cosa vuoi da lui?» ebbe in tutta risposta.
«Desidero che mi trasformi, che mi faccia assomigliare ai miei fratelli».
«E quali creature sarebbero i tuoi fratelli? Tu mi sembri un…ehm…» la voce non proseguì e il malcapitato rimase in silenzio «Allora, mi dicevi?» riprese il suo interlocutore, dopo aver riflettuto in silenzio «Cosa vorresti diventare?!»
«Un orco» rispose «Uno di quelli veri che fanno paura e che sanno urlare!» esclamò disperato.
«Io sono Verrex e se è questo che desideri davvero, questo avrai!» rispose il mago, dopo essere uscito da un cespuglio lì vicino.
Iussel lo guardò sbalordito perché era decisamente diverso da come si era immaginato: non aveva la bacchetta, non aveva la barba lunga e bianca, non indossava una tunica, anzi non aveva neppure le sembianze umane, in realtà si trattava di uno splendido uccello luminoso.
«Dunque voi siete il mago che sto cercando?!» rispose titubante «E farete davvero quello che vi ho chiesto?»
«Sì, perché voglio che tu impari una cosa…» rispose il volatile, sbattendo le ampie ali.
«Cosa?!» chiese l’orco stupito.
«Ora lo vedrai» 
Un istante dopo, un fascio luminoso, proveniente dal becco di Verrex, lo colpì in pieno, facendolo stramazzare a terra.
Iussel, poco dopo, si rialzò, toccandosi la testa indolenzita e muovendo il collo nella speranza di non avere nulla di rotto, poi, subito dopo aver realizzato di essere stato vittima di un incantesimo, corse vero il fiumiciattolo lì vicino, per vedere come fosse diventato.
Si affacciò e osservò, riflessa nell’acqua, un’immagine che conosceva alla perfezione con quel visino appuntito e le orecchie piccole.
«Ma sono esattamente come prima!» urlò, portandosi le piccole mani alla testa in segno di disperazione.
«Sì è esatto!» rispose Verrex, roteando la coda voluminosa.
«Perché? La tua magia non ha funzionato?» riprese.
«Questa è la tua natura e non la puoi mutare. Impara ad accettarti per come sei e vivrai felice. Fino a quando vorrai essere come gli altri, soffrirai. Quando mi hai visto, avrai pensato che non sono il classico mago che tutti si aspettano e forse avrai anche dubitato di me. Non è detto che i canoni che comunemente si attribuiscono ad una categoria siano poi validi per tutti, non credi? Chissà magari un orco come te è meglio di uno come i tuoi fratelli. Non bisogna per forza spaventare gli altri per averne il rispetto, vale molto di più quello ottenuto con la loro amicizia, giusto?».
Iussel si mise a riflettere, consapevole del fatto che non avesse poi tanto torto…

MA NON FINISCE QUI...


Abbiamo deciso di attribuire però anche una menzione al racconto "Sogni di gloria" di RENATA REGA. Complimenti anche a lei, per l'ironia e la simpatia del suo racconto.

1 commenti:

Scribacchina ha detto...

Io sottoscritta Annarita Pizzo dichiaro che il racconto "L'Orco Iussel" è frutto del mio ingegno e che ne detengo i diritti e ne autorizzo la
pubblicazione sul blog http://scribacchiniperpassione.blogspot.it

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