Editoria a pagamento: esistono case editrici che pubblicano gratis?

Salve cari Scribacchini, ho deciso di scrivere questo articolo dopo aver letto l'ultima sparata di un editore a pagamento.

Si tratta dell'ennesimo articolo sull'editoria a pagamento? Può darsi ma sono convinta che parlarne non sia mai superfluo, visto l'elevato numero di persone che ignorano che pagare NON è la prassi per pubblicare.
Piccola premessa: questo blog nasce per dare spazio agli scrittori esordienti, tutti, senza distinzione alcuna, con qualsiasi editore abbiano pubblicato, ma nasce anche per dare consigli e informazioni e questo è proprio quello che voglio fare.
Cos'è l'editoria a pagamento?

È una pratica largamente diffusa (forse supera addirittura quella normale, o quanto meno ci va vicino) non è illegale ma questo non vuol dire nemmeno che sia una buona cosa.
Molti la definiscono la piaga dell'editoria italiana in quanto l'editore a pagamento medio pubblica qualsiasi cosa gli capiti sotto tiro, non è interessato alla bellezza intrinseca della storia, alla correttezza grammaticale e sintattica, alla coerenza narrativa e stilistica, l'unico requisito che l'editore a pagamento medio cerca è che il suo autore abbia soldi per pagare.
Sì, non giriamoci attorno, l'editore a pagamento chiede cifre assurde.
Queste sono le scuse più diffuse:

  1. In Italia sono più gli scrittori che i lettori.
  2. Se non credi tu nel tuo testo perché dovrei investire io i miei soldi?
  3. Gli esordienti pubblicano solo pagamento. Non esistono editori free.
  4. L'editoria a pagamento è una pratica antica, anche Italo Svevo ha pagato per pubblicare.
  5. Con la crisi nessuno compra libri.

Ok, permettetemi solo di smentire velocemente queste scemenze:

  1. I conti non tornano, uno scrittore è per definizione per prima cosa un lettore. Una persona che scrive ma non hai mai aperto un libro non è uno scrittore, è altro, non saprei come chiamarlo ma leggere è la condizione base per scrivere. Anche a me piacerebbe dipingere ma se non so nemmeno usare un pennello non posso pretendere di esporre i miei quadri.
    Concetto chiaro? Calcolate quanti libri leggete l'anno. Se sono meno di dodici (sono buona, mi tengo bassissima, cavolo almeno un libro al mese!) allora forse la scrittura non fa per voi. Iniziate a leggere e poi ne riparliamo.

  2. Perché tu sei un imprenditore. L'imprenditore per definizione è colui che investe il SUO denaro in un progetto, non quello del cliente, che si assume il rischio d'impresa. Quando si è mai sentito il contrario? E poi se la vogliamo vedere così tu editore a pagamento non sei nessuno, perché devo affidarti il mio testo che mi è costato impegno, sudore e fatica (è questa la dimostrazione che credo nel mio testo. Altrimenti, anziché passare tempo a scrivere e correggere, sarei stata in panciolle a calcolare quante piastrelle ci sono nella mia camera)?

  3. Ecco questa è una grandissima cazzata DISINFORMAZIONE.
    Perché editori a pagamento dovete raccontare questa balla? Se siete veramente una casa editrice competente perché non convincete lo scrittore di turno a pubblicare con voi mostrando quanto siete bravi anziché sfruttare una bugia? Perché dovete screditare i piccoli editori che non chiedono un centesimo agli autori ma che anzi investono i loro soldi facendosi un mazzo tanto? Loro hanno la mia stima.
    E per favore non cercate di giustificarvi dicendo che loro possono permetterselo perché hanno un altro lavoro, sono ricchi, hanno agganci. A me, scrittore cosa me ne importa? Editore a pagamento ma tu le conosci le basi del capitalismo? Perché mi sembra che quando a scuola le spiegavano non eri particolarmente attento.
    Ovvio che ci sono imprenditori che hanno più capitale da investire di altri, non è mica illegale, se non hai soldi non apri un'impresa. Punto.
    E smettila di piangere fame. Se da un'impresa non guadagni chiudi, come fanno tutti. Strano però che io conosca solo editori free che hanno chiuso, chissà cosa vorrà dire...

  4. Dio ancora questa scusa? Ma non sapete essere un tantino più originali? Sì va beh nel Medioevo la schiavitù era una pratica normale e allora? Non vuol dire che una cosa perché era diffusa nel passato debba valere anche per il presente. Avete mai sentito parlare del progresso? A scuola eravate proprio distratti!
    E poi mi dispiace ma non penso che siano in molti ad avere come insegnante di inglese uno scrittore come Joyce.

  5. Il fatto che io ti dia dei soldi farà scomparire la crisi o aiuterà gli italiani a comprare più libri?
Per farla breve  (troppo tardi direte voi) leggete ATTENTAMENTE un contratto e se non siete sicuri NON FIRMATE.
Se volete pagare per pubblicare io non sono certo qui per impedirvelo, non è il mio intento, come ho sempre detto nella vita ciascuno è libero di fare ciò che vuole, sopratutto con i suoi soldi.
Se però vi chiedono dei soldi adducendo una di queste scuse sappiate che stanno mentendo. Esistono case editrici che pubblicano senza chiedere nulla all'autore, potete dare un'occhiata agli editori degni di questo nome che ho intervistato (qui invece il lunghissimo elenco di editori che pubblicano GRATIS come potete vedere non sono rari!)
Pubblicare a pagamento non è una prassi, è una possibilità.
L'unica cosa che voglio è che ne siate consapevoli.
Non reputo l'editoria a pagamento la piaga dell'editoria italiana, o meglio sono così tante le cause della brutta piega che ha preso l'editoria in Italia che una in più una in meno non fa tanto differenza.
È una piaga invece nel momento in cui fa leva sui sogni degli Scribacchini per ottenere soldi.
Questo è brutto e chi mette anima e corpo nei suoi scritti non lo merita.

P.s: Non credo, ma sei per sbaglio qualche editore a pagamento dovesse leggere TUTTO questo articolo non si prenda il disturbo di commentare, le sue opinioni non mi interessano o per citare il Dr. Cox rispetto alle sue giustificazioni mi interessano di più...



5 commenti:

Anonimo ha detto...

ottimo articolo!

Anonimo ha detto...

Articolo ricco di informazioni!

Anonimo ha detto...

ok è vero...di articoli come il tuo ne ho visti altri, ma, qualcuno ci vuole dire dove li troviamo questi benedetti editori che pubblicano gratis i nostri testi? un indirizzo e-mail, un nome, qualunque cosa!

Scribacchina ha detto...

Caro Anonimo mi sembra di capire che non hai letto con molta attenzione questo articolo, se lo avessi fatto, avresti notato che ho inserito un sito dove trovare editori che pubblicano gratis, esistono, fidati!

Anonimo ha detto...

Sono contrario all'editoria a pagamento, ma il discorso è piuttosto complesso. Ci sono editori che si professano free che pubblicano un libro senza stampare nemmeno una copia, oppure solo quelle ordinate dagli autori. Non distribuiscono e non promuovono, costringendo l'autore ad acquistare copie per farsi da solo la promozione. Ripeto, io sono contrario all'editoria a pagamento, ma peso la serietà di un editore in base alla sua capacità di vendere i suoi libri, di distribuirli e di promuoverli. Per questo motivo, dopo pessime esperienze con piccoli editori (no eap) e dopo aver collezionato una dose infinita di delusioni sono giunto a una considerazione: o pubblicare con un grande editore (difficile ma non impossibile) altrimenti... evviva il self-publishing, dove almeno ho la libertà di creare il mio libro, promuoverlo e guadagnarci qualcosa dal momento che poi non devo elemosinare i diritti d'autore a un editore che in tale circostanza si rende stranamente irreperibile.

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