Ilaria Goffredo "Il cavaliere d'Africa"

Salve Scribacchini, la scrittrice di oggi ci porta negli spettacolari paesaggi africani, abbiamo infatti Ilario Goffredo con la sua ultima fatica letteraria "Il cavaliere d'Africa".


Il cavaliere d'Africa
0111 Edizioni
296 pag. 16,50


TRAMA:

Selene è una ragazza italiana come tante. Un giorno parte per il Kenya, destinazione Malindi, per lavorare come volontaria in una scuola professionale. Si innamora dell'Africa e di Edward, un giovane insegnante kenyota bellissimo, passionale e istintivo. Tra loro esplode un amore travolgente, viscerale, ma anche difficile a causa delle grandi differenze culturali. Insieme affronteranno l'Africa travagliata e magica, con i suoi colori e i suoi profumi, alternando la povertà e la morte a momenti di passione impetuosa e a volte quasi violenta che li unirà in un'anima sola. Il diario di un viaggio nel cuore dell'Africa, il diario di un viaggio in fondo al cuore, che continuerà con la promessa di un anello dalla pietra blu.

Ciao Ilaria, parlaci della tua passione per la scrittura.

Ciao a tutti. Dunque, la mia passione per la scrittura... direi che è nata quasi per caso. Sebbene sin da piccola fossi portata nello scrivere temi e riassunti, non avevo mai pensato di dedicarmi seriamente a quest’attività. Poi, al ritorno da un viaggio di volontariato in Africa, ho sentito un forte bisogno dell’anima: raccontare agli altri ciò che ho visto e provato. Quindi quale modo migliore che imprimere su carta emozioni e ricordi affinché possano raggiungere anche persone che non conosco?

Il tuo ultimo libro “Il cavaliere d'Africa” mescola elementi di fantasia con la tua esperienza di volontariato in Africa, come mai questa scelta?

“Il cavaliere d’Africa” raccoglie tutti i profumi, i colori, i paesaggi e le amicizie che ho incontrato e amato in Africa che mi accompagnano ogni giorno attraverso uno spietato ma dolce mal d’Africa. Il pubblico al quale ho subito pensato di indirizzare questo mio scritto è quello giovanile: sui ragazzi infatti bisogna investire energie positive per una futura società basata sull’amore e il rispetto per gli altri popoli. Ho pensato però che molti adolescenti non si sarebbero accostati piacevolmente al diario di un’esperienza di volontariato in sé e per questo ho deciso di arricchirla con un’intensa storia d’amore e passione tra una ragazza italiana come tante e un giovane kenyota con un passato molto difficile. Il sentimento che nasce tra loro è inaspettato e travolgente ma anche ostacolato dalle profonde differenze culturali. Queste problematiche potranno essere superate soltanto dalla forza dell’amore e del reciproco rispetto, dalla capacità di comprendersi e dialogare anche con il corpo, laddove le parole non possono arrivare.

È stato difficile trascrivere le emozioni vissute durante la tua esperienza su carta?

Devo ammettere che, soprattutto nel narrare i punti più delicati e al tempo stesso crudi, la mano ha tremato per qualche istante commossa quasi quanto gli occhi. Ho esitato anche temendo di non essere in grado di dare giustizia alle storie di vite spezzate dalla povertà e piegate sotto il peso della sofferenza. Poi però mi sono fatta forza rammentando a me stessa che la voce del cuore non è mai sbagliata.

La protagonista, Selene, ti rispecchia?

Si potrebbe dire che Selene rispecchia la visione della vita che avevo io alla sua età, prima di andare in Kenya e comprendere il significato di tante cose. Il mondo da cui ella parte, quello italiano che noi definiremmo “normale” ma che in Africa appare colmo di comodità e lussi, è lo stesso in cui si muovono i giovani di oggi, molti che, come la sottoscritta anni fa, non immaginano neppure come sia la vita in un’altra parte del mondo. E poi Selene raccoglie le emozioni che io stessa ho provato dinanzi a persone che muoiono da sole ai bordi delle strade, a baby prostitute che vendono il proprio corpo per dar da mangiare alla famiglia, a bambini che si appendono ai finestrini dei pulmini in corsa chiedendo cibo ai bianchi.

Nel tuo libro hai inserto anche delle frasi in swahili, la lingua più usata in Kenya, perché?

Lo swahili è una lingua molto armoniosa, nonostante la presenza quasi continua di consonanti; io ne sono rimasta da subito affascinata. I miei amici kenyoti sono stati felici di insegnarmela ed io sono loro grata per questo: è come se fossi un po’ più vicina alla mia cara Africa. Di certo era un elemento che non poteva mancare nel romanzo, sia per far assaporare ancora meglio una cultura così diversa dalla nostra come quella kenyota, sia per rendere lo scritto ancora più vivo e reale.

La 0111 è una casa editrice che non chiede contributi agli autori, cosa ne pensi delle case editrici a pagamento?

Purtroppo ci sono una marea di case editrici che speculano sul sogno di pubblicare di tantissimi scrittori alle prime armi. E la maggior parte di esse in realtà offre - anzi sarebbe meglio dire “vende” viste le costrizioni contrattuali - niente di più dei servizi di una tipografia. Dietro la promessa di pubblicità e distribuzione dell’opera in realtà si nascondono solo menzogne. Un “editore” - qui volutamente messo tra virgolette poiché non ritengo tali i signori che operano in questa maniera - che ha già ottenuto il proprio utile dalla vendita di copie all’autore, non avrà interesse alcuno nel promuovere il detto libro. È un modo di operare che dovrebbe essere bandito perché subdolo e gettante discredito sul valore dell’attuale letteratura contemporanea italiana. Uno scritto che vale, seppur dopo lunghe attese e possibilissimi rifiuti, troverà qualcuno disposto ad investire onestamente tempo e denaro su di esso. Oltretutto per uno scrittore è un pessimo biglietto da visita il fatto di aver pubblicato con case editrici a pagamento.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Di progetti ce ne sono tanti. Quello che più mi sta a cuore al momento è pubblicare uno degli ultimi romanzi che ho scritto con maggiore impegno e passione, dopo un lungo lavoro di documentazione e ricerca storica. Si tratta infatti di una storia d’amore ambientata nel sud Italia durante gli anni bui della Seconda Guerra Mondiale. In realtà non si tratta di un libro solo ma di una saga composta da quattro libri. Spero di potervi dare presto aggiornamenti positivi in proposito. Grazie a tutti, un caro saluto.



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