"È caduto il muro di perline" Rosalba Sinesio

Salve Scribacchini, riprendiamo con le interviste, oggi abbiamo ospite Rosalba Sinesio con il suo "È caduto il muro di perline" un bel libro che affronta in maniera insolita il tema della disabilità.

è caduto il muro di perline
a&b editore
96 pag. 10 euro


TRAMA:

Questo è il mondo in cui lavoro, popolato da burloni, elfi e fate incantate. Un bosco, a volte difficile da attraversare, ma l'apertura di inaspettati sentieri rende il viaggio meno complicato. Ognuno di questi protagonisti porta dentro una favola da raccontare, dolorosa, incredibile, tenera o difficile. A volte ogni storia come un'ostrica in fondo al mare offre una perlina piccola, magari non proprio perfetta, ma avvolta da una luce che sembra sprigionarsi da un piccolo sole. Sono decine le piccole perle che ho raccolto. Sono sempre esistite, ma non sono mai cadute a terra, libere e saltellanti come da una collana rotta, ma si sono accorpate, saldate quasi a formare un muro, un paravento che divide il senso comico degli uomini "normali" da quello dei ragazzi "disabili". Ho voluto dare un pugno a questo muro, per "liberare" le perline cementate tra loro, farle saltellare e prendere tutte le direzioni.


Ciao Rosalba, da quanto scrivi e com'è nata in te la passione per la scrittura?
La passione per la scrittura è nata in me leggendo, leggendo, leggendo.
Quando leggi molto è inevitabile "farci un pensierino", ma fino a quando non misi mano al mio primo libro non avevo idea di cosa avrei scritto un giorno se avessi preso questa decisione. La mia fantasia spaziava dall'immaginario al reale al biografico.
Poi ho scelto di iniziare (sono una esordiente "attempata" dati i miei 49 anni ai tempi della decisione) con un argomento che mi avrebbe visto "reale" nella realtà in cui lavoro tutt'oggi.

Nel tuo libro “È caduto il muro di perline” affronti il mondo della disabilità da un punto di vista insolito, attraverso l'ironia, come mai questa scelta?

La scelta nasce da un bisogno pressante di avvicinare il mondo della disabilità pscicofisica alla gente "normale", la quale ha sempre avuto paura di interagire con queste persone, forse per inadeguatezza o addirittura per ignoranza.
Quando ci troviamo di fronte a disabilità sensoriali come cecità, sordità e disabilità motorie sappiamo in qualche modo rapportarci con queste persone perchè abbiamo la certezza del loro deficit, aiutiamo i non vedenti a camminare per la giusta strada evitando gli ostacoli, ci rivolgiamo ai non udenti con quel linguaggio universale che sono i gesti, spingiamo le carrozzelle delle persone che non possono camminare, si tratta solo di avere forza fisica e volontà.
Ma quando ci troviamo di fronte a persone con ritardo mentale non sappiamo come agire, ci intimoriamo ed evitiamo di comunicare.
Fa parte della natura umana.
Negli episodi raccontati nel libro la mia intenzione è quella di evidenziare le parti "sane" di queste persone:l'ironia, le emozioni, la solidarietà, e i sentimenti che, in questi casi, non conoscono ipocrisie.

Qual è il significato del titolo del libro?
"È caduto il muro di perline" è un titolo che gioca sull'assonanza con la caduta del muro di Berlino, che ha finalmente unito le popolazioni delle due Germanie fino a quel momento divise e senza possibilità di comunicazione.
Provando a far cadere questo muro sociale, ho desiderato che queste perline (le storie) saltellando come da una collana rotta finissero tra i piedi di persone che, cogliendole incuriosite, ne avessero ammirato la preziosità. Spero di esserci riuscita.
Desideravo fortemente che fossero le storie di tutti e non solo degli addetti ai lavori, rendendole fruibili, con benevola ironia, come si raccontano gli aneddoti sui bambini.

Quanto il tuo lavoro di educatrice presso un centro di riabilitazione ha influenzato la tua scrittura?
Mi ha aiutato molto, come scrittrice esordiente, scrivere di persone con cui lavoro, gente vera, senza riserve e senza ipocrisie, nel bene e nel male. Non ho dovuto scervellarmi su cosa inventare, le storie sono tutte vere e piene di sentimenti, di passioni, di gioco, di vita vissuta pienamente da me raccontate con sospensione del giudizio. L' influenza è stata solo positiva, generatrice e rigeneratrice.


La disabilità generalmente spaventa, e viene valutata in toto negativamente, nella realtà però non è così, ci sono aspetti che meritano di essere valorizzati, quali sono secondo te?
Avendo già parlato della "paura della disabilità" all'inizio, in merito agli aspetti che meritano di essere valorizzati io rispondo TUTTI.
E lo dico perché i vari aspetti della disabilità insegnano tante cose. Si imparano i metalinguaggi, cioè forme di comunicazione che vanno oltre le convenzioni.
Si rimane sempre stupiti quando si vedono queste persone sopperire ai loro bisogni con escamotage che noi normodotati non ci sogneremmo nemmeno.
Si rafforza la pazienza. Si impara a dare valore alle piccole cose.
E soprattutto è bellissimo ritrovarsi a parlare con loro come non si parla ad una moltitudine di persone, senza contraddittorio e senza dialogo, ma rivolgendosi ad ognuno di loro tenendo in considerazione la loro unicità che si esprime nel carattere, nella sensibilità, nei gusti.
Il bello del mio lavoro è proprio questo: scoprire che mettendo queste persone nelle condizioni di potersi esprimere riescono a trovare da sole potenzialità insospettabili e capacità dormienti che esplodono all'improvviso.
E questo è gratificante, per me e per loro. Il segreto è non dare nulla per scontato, non avere aspettative né richiedere sforzi maggiori
delle loro possibilità. Questo aiuta tutti, educatori e persone disabili, a non ritrovarsi in condizioni frustranti.


Secondo te l'arte può essere una maniera per entrare in contatto con le persone disabili?
Da quando lavoro in questo centro di riabilitazione ho sempre gestito un laboratorio di attività artistico-creative.
L'arte aiuta moltissimo ad entrare in sintonia, a capire, a dialogare attraverso i colori, le forme e la drammatizzazione.
Aiuta soprattutto le persone con ritardo mentale ad esprimere con altri mezzi la loro capacità e la loro volontà.
Basta solo fornire loro gli strumenti adatti (e tenere gli occhi aperti!).


Quali sono i tuoi progetti futuri?

Per quanto riguarda la scrittura ho in cantiere un nuovo lavoro, un romanzo questa volta.
Desidero mettere alla prova la mia capacità di scrivere con fantasia. Non è di certo semplice, molte volte si sta intere settimane senza scrivere, ma poi accade qualcosa che stimola la fantasia. E così si va avanti.

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