Il dono della sintesi

Sul nostro gruppo Facebook “Scribacchini per passione” un utente mi ha fatto notare che ho il “dono della sintesi”.

Oddio, definirlo dono mi sembra eccessivo, mi ha fatto capire però che, a differenza di quanto comunemente si pensi, scrivere una storia breve, di poche pagine, non è semplicissimo.

Ho deciso di condividere con voi i consigli che gli ho dato, sperando che incuriositi vogliate seguirci anche su Facebook.

Non prendeteli come oro colato, né come rivelazioni, sono delle mie semplici considerazioni che potete seguire o ignorare completamente.
Voglio però premettere una cosa, credo che ciascuno di noi sia portato per una forma d' arte diversa, c'è chi si trova meglio con in racconti brevi, chi con i racconti lunghi, chi con i romanzi, sempre arte è, questo però non significa che non si possa provare a cimentarsi con forme diverse.

Quali sono dunque i miei consigli?



  • Leggere. Lo so, ve lo ripetono tutti, ma la ragione è che la scrittura scaturisce dalla lettura, non trinceratevi dietro scuse come “Non ho tempo” se non avete tempo per leggere allora non ne avete nemmeno per scrivere. In questo caso vi consiglio di leggere raccolte di racconti brevi, il primo nome, secondo me utilissimo per capire bene il meccanismo che c'è alla base della narrazione breve, è Dino Buzzati, in particolare vi consiglio “La boutique del mistero”. 

  • Eliminare o quanto meno ridurre al minimo le descrizioni. In un racconto breve, tutto deve essere condensato in poche righe, al lettore non interesse sapere di che colore sono le foglie, ma cosa accadrà dopo. Dovete tenere il lettore in apnea, ma non può starci troppo a lungo, altrimenti deciderà di emergere, ovvero abbandonerà il racconto. Il segreto è trovare una giusta via di mezzo, fargli trattenere il respiro e poi liberarlo nelle ultime righe, con un bel colpo di scena. Come riuscirci però? Questo mi porta all'ultimo punto. 

  • Provare, provare, provare. Se vi soddisfa: bene, ce l'avete fatta, altrimenti potete continuare a provare o decidere che il racconto breve non fa per voi e salpare per altri lidi. 

In bocca al lupo Scribacchini.

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