Cosa succede a un manoscritto? Lo svela un' editor della Mondadori

Chi meglio di un editor può dare delle vere risposte su cosa succede una volta inviato un manoscritto ad una casa editrice?

Giulia Ichino, editor della Mondadori, dalle pagine del Sole 24 ore ci svela interessanti retroscena...

“Se tutti gli italiani aspiranti scrittori leggessero, anche, oltre a scrivere, diventeremmo finalmente un Paese di forti lettori”, si usa dire tra noi editoriali. In questa facile battuta c’è un pizzico di verità: molto spesso aprendo files e dattiloscritti che giungono in valutazione si ha la sensazione che i loro autori non si siano mai misurati con la lettura, e dunque non abbiano quel “minimo sindacale” di competenza necessaria a dar forma a un testo interessante. Altrettanto spesso, però – anzi: sempre più spesso -, gli inediti rivelano una capacità di scrittura buona, storie ben strutturate, idee interessanti.
Non sono un editor ma qui non posso che concordare. Voi Scribacchini leggete vero? Lettura e scrittura sono inscindibili, anzi, come mi piace spesso dire “Posso non avere tempo per scrivere ma deve sempre esserci tempo per leggere”. La lettura è il primo e più importante modo per migliorare la propria scrittura... questo però non significa scopiazzare impunemente da altri scrittori! Semplicemente leggete molto e di tutto, anche generi che non amate particolarmente, tutto può tornarvi utile per le vostre storie.

Prosegue sfatando una delle paure più grandi di ogni aspirante scrittore: Verrò veramente letto?

"È un mito da sfatare quello che gli editor scartino dei testi senza averne letto una riga: per un editor trovare un buon romanzo in mezzo alla moltitudine delle proposte è il sogno più grande, la massima soddisfazione. Quale interesse avremmo a ignorare ciò che ci viene proposto?"
Ha perfettamente ragione! Questo non vuol però dire che per essere scartato un testo vada letto integralmente. Se già nella prima pagina presenta numerosi errori oppure annoia perché un editor dovrebbe proseguirne la lettura?

Veniamo adesso però al punto più importante, secondo me, dell'articolo:

La cosa che normalmente mi accade è di stabilire, facendo una prima veloce valutazione, se il romanzo che mi viene proposto
1) Può essere scartato subito perché assolutamente mal scritto, o incongruente per tema o impostazione con la nostra linea editoriale (per esempio: mémoires autobiografici sussultanti di emozioni, fantasy egittologico-paranormali eccetera)

2) Merita una lettura: allora scelgo tra le persone che lavorano con me la persona più adatta a quel testo (non passo un femminile frizzante al nostro lettore cinquantenne e così via. Un chiarimento, sempre per “dare dei numeri”: la narrativa italiana Mondadori ha UN solo lettore, che collabora con noi da anni. Tutti gli altri che scrivono pareri di lettura sono collaboratori che svolgono al contempo altre mansioni. Nessun libro viene mai acquisito o scartato unicamente sulla base del giudizio di lettura: l’editor compie sempre un vaglio ulteriore.)

3) Merita una mia lettura diretta perché a una prima analisi (la lettura di un certo numero di pagine) mi appare decisamente fuori dal comune: allora, acquolina in bocca, appena riesco mi tuffo nella lettura…

Scribacchini incrociate le dita e sperate di rientrare nel terzo punto!

L'articolo completo lo potete trovare qui

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