Marisa Saccon "Le streghe di Dominique"

Buongiorno Scribacchini, ecco una nuova intervista, ospitiamo oggi sulle nostre pagine la Scribacchina Marisa Saccon con il suo libro "Le streghe di Dominique"

Le streghe di Dominique
Butterfly edizioni
276 pag. 14,50 euro



TRAMA:
Rue Dominique, un quartiere della Marsiglia anni '60 e il fermento vitale di nuove generazioni che crescono e si affacciano al mondo. Un mondo che è una strada, un campetto da calcio improvvisato, un gruppetto di ragazzi e ragazze che cominciano a sperimentare l'ebbrezza nuova, l'intensità conflittuale, il sapore forte di passioni e sentimenti. Rue Dominique sembra improvvisamente scossa da un evento imprevisto: l'arrivo di Estebanah, la ragazza venuta da lontano, capace di ammaliare come le fate e sedurre come le streghe. Estebanah, il controaltare e l'antagonista involontaria della bellissima "strega" Rachele, la regina indiscussa del quartiere. Rue dominique non sarà più la stessa strada, così come non sarà più lo stesso nessuno dei personaggi, chiamati ad uno ad uno al difficile e drammatico cammino verso la maturità, l'identità, un posto nel mondo. Un percorso dilemmatico che, così come accade nella realtà, per alcuni sfocerà nella "scelta criminale". Le "Streghe di Dominique" è un romanzo che alterna un crudo realismo narrativo a momenti di intensità poetica, le inquietanti atmosfere del noir all'analisi psicologica più sottile. Un romanzo a tutto campo.



Ciao Marisa, presentati al pubblico di Scribacchini per passione, com'è nata la tua passione per la scrittura?
La passione per la scrittura credo sia nata con la mia passione per la lettura. Sin da piccola un libro, un quaderno, un diario, un semplice foglio di giornale, hanno sempre rappresentato per me una specie di scrigno contenente infiniti tesori, poter aprire un libro rappresentava per me la possibilità di entrare in altre dimensioni, di viaggiare nel mondo, nella vita, nell’anima delle persone e questo mi permetteva (e mi permette) di allargare la mia vita, dal momento che non potrò mai allungarla.
Dalla lettura alla scrittura poi il passo è stato breve.



Com'è nato il tuo libro “Le streghe di Dominique”?
Il mio romanzo “Le streghe di Dominique” è nato 25 anni fa ed è stato poi riscritto e rieditato più volte nel corso degli anni. Il cambiamento radicale è stato nella forma (perché come scrittori si cresce a livello professionale) più che nella sostanza.
Le streghe di Dominique è un romanzo corale, un dipanarsi di storie che si incontrano le une con le altre, segnandosi a vicenda. E’ la storia di un gruppo di ragazzi di quartiere della periferia di Marsiglia nel dopoguerra, una storia di diseredati, di predestinati e segnati fin dalla nascita e, per contro, di altri esseri che si riscattano e che, nonostante siano pure essi segnati dalla nascita, riescono a mutare il proprio destino. Una realtà quindi a tratti squallida, a tratti ricchissima di umanità e sensibilità, a volte virtuosa a volte criminale fino al punto di tingersi di crimine e sangue, emarginazione e violenza impietosa.



Il tuo è un romanzo corale, è stato difficile raccontare le diverse vicende dei personaggi, facendole intrecciare tra loro?Intrecciare le vicende di più personaggi richiede sempre un po’ di attenzione perché spesso si rischia di cadere in contraddizione quando i fatti narrati non collimano in maniera coerente tra di loro. La difficoltà maggiore comunque consiste nel definire il profilo psicologico di ogni personaggio e nel dargli quindi spessore, in modo che ognuno occupi un suo spazio e abbia un suo preciso senso nella storia corale.


Perché hai deciso di ambientarlo a Marsiglia?

Quella che ho raccontato è una storia universale per la quale mi serviva uno sfondo immaginario, uno scenario non invadente, in una città portuale non troppo caratterizzata (come Napoli, per esempio) dove tutto è possibile e immaginabile e dove poter sviluppare quella storia senza legarla troppo all’ambiente.Si tratta quindi di una trasfigurazione quasi mitologica di un luogo ideale, emozionale, è una distanza psicologica più che geografica, è una distanza dell’anima: Rue Dominique non è quindi una strada, ma un percorso dell’anima, è un luogo lontano che io ho conosciuto.



C'è un personaggio nel quale ti riconosci maggiormente?
Ne “Le streghe di Dominique” ho raccontato persone che ho conosciuto, persone nelle quali in parte mi sono riconosciuta, persone che non vorrei mai incontrare nella mia vita, persone che vorrei invece conoscere. In realtà ci sono alcuni personaggi ai quali mi sono affezionata più di altri (Estebanah, Omar e Pierre, per esempio).


Sebbene questo sia il tuo libro da oltre vent'anni scrivi per riviste nazionali femminili, raccontaci questa bella esperienza.

Le mie collaborazioni sono inziate con la Mondadori e la Universo nel 1992. E’ un lavoro che richiede impegno, passione, attenzione, ricerca, costanza, tanta umiltà e pazienza. A differenza di un romanzo dove posso lasciare andare a briglia sciolta la mia creatività e la mia fantasia, dove mi posso esprimere come meglio credo a tutto campo, scrivere per le riviste invece mi impone di seguire determinate regole, la collaborazione richiede una grande professionalità che consiste nell’offrire un prodotto adeguato che risponda alle esigenze di ogni redazione e che vada incontro a quelle del pubblico di lettori affezionati alla rivista.
Credo che la differenza sostanziale tra scrivere un romanzo e scrivere per una rivista stia nel fatto che mentre nel primo caso scrivi il mondo che vorresti, le persone che vorresti incontrare, la tua dimensione interiore, nel secondo caso sei osservatrice della realtà e testimoni il mondo che è.
A chi mi chiede comunque che lavoro faccio, di solito rispondo che sono un’impiegata della penna.


Quali sono i tuoi progetti futuri?Per il futuro vorrei continuare a scrivere, a misurarmi su altri terreni di scrittura, vorrei dedicarmi alla ricerca, alla fotografia, ai miei studi, vorrei riuscire a pubblicare il mio romanzo all’estero, (in Francia) perché qui in Italia il panorama editoriale è desolante, i lettori sono pochi, la fatica di farsi conoscere è tanta.
Ah, dimenticavo, vorrei iniziare a studiare seriamente l’inglese perché non l’ho mai studiato a scuola e siccome me lo trovo ovunque, sto cominciando a detestarlo.
Purtroppo sono stata costretta da una serie di circostanze a studiare francese e tedesco. Alle medie, essendoci un esubero di iscritti alla lingua inglese, sono stata sorteggiata per passare alla classe di francese. Alle superiori essendoci un esubero di richieste di iscrizione alla lingua inglese, sono stata sorteggiata e sono passata alla classe di tedesco. Credo che in entrambe le occasioni si sia trattato di Fattore C perché poi il mio nome non è stato più sorteggiato da nessuna parte, manco come premio di consolazione nella lotteria di beneficienza del paese.
Comunque non demordo. L’inglese si può imparare a qualsiasi età… o no?



Il romanzo che ha ispirato "Dieci piccoli indiani"


Apro oggi una nuova rubrica, quella dedicata ai consigli letterari, non i soliti best seller ma libri poco conosciuti o che vale proprio la pena di leggere.
Cominciamo con un giallo assolutamente straordinario, riscoperto dalla casa editrice Polillo.
Tutti conoscono “Dieci piccoli indiani” della fantastica Agatha Christie, opera che ha avuto un enorme successo con tanto di trasposizioni teatrali e cinematografiche.
Considerato uno dei gialli più famosi per antonomasia, che ha ispirato numerosi altri libri, ma se vi dicessi che la Christie si è ispirata a sua volta a un altro libro?
La notizia non è certa, ma dopo averlo letto... credo sia impossibile non notare le somiglianze.
Di che opera sto parlando? “L'ospite invisibile” di Gwen Bristow e Bruce Manning, scritto nel 1930, nove anni prima dell'opera della Christie.


Parlare di un giallo è sempre molto difficile, bisogna stare attenti a non svelare troppo, posso solo dirvi che merita assolutamente di essere letto, si legge d'un fiato ed è veramente un signor giallo, un classico da non perdere, se poi avete letto e amato “Dieci piccoli indiani” il confronto è d'obbligo.
Vi lascio la quarta di copertina, sperando possa catturare il vostro interesse.
Otto illustri rappresentanti del bel mondo di New Orleans vengono invitati a un ricevimento nell'appartamento di un misterioso anfitrione. Questi, mantenendo l'incognito, li sfida a un gioco perverso: scommette che riuscirà ad assassinare a uno a uno tutti i convenuti di lì all'indomani mattina, mentre a loro spetterà il compito di impedirglielo.

Maria Teresa Vivino


Salve Scribacchini, vi presento oggi la scrittrice e poetessa Maria Teresa Vivino...

Il risveglio, storie di persone e sogni
Guida al benessere edizioni
52 pagine, 11 euro
TRAMA:


Dal mistero della malga illuminata al risveglio di Adriana e l’avverarsi di un sogno... Storia di animali e persone e di come il puro ma totale Amore di una bimba di circa 8 anni, per gli animali e per la sorella maggiore, potrà far accadere un miracolo... Storia di sogni e di come, a volte, la realtà può essere un sogno e di come un sogno può aiutare la realtà... Storia di persone semplici, a volte un po’ rudi per la dura vita che conducono ma ancora saldamente legati ai valori veri della vita… Storia di Risveglio e di come una circostanza sfortunata, potrà aiutare le persone a crescere, a riconnettersi all’essenza della Vita, a valorizzare i legami veri e profondi… Storia di grande unione e umanità.

Ciao Maria Teresa, parlaci un po' di te, com'è nata la tua passione per la scrittura?

Sono una ragazza di 22 anni vivo a Bardonecchia, amo le montagne che mi circondano, la natura e porto nel cuore il mare, essendo di origini calabresi e avendo un amore innato per la Sicilia. Scrivo da quando avevo 15 anni, ma se vado indietro nel tempo mi accorgo di aver sempre scritto! Da bambina, su un diario segreto profumato, mi divertivo ad apporre delle figurine di ogni genere e sorta, inventandomi storie. Il tirannosauro così diveniva compagno di una scimmia, o l’amico di compagnìa di Cenerentola! Ho sempre avuto una predisposizione ad una spiccata fantasia, spesso ho coinvolto nelle mie “storie” i miei coinquilini. La signora del piano di sopra era obbligata a tenere la mia bambola/figlia, perché io sostenevo di dover andare a lavoro in un ristorante, dato che mio marito era morto ed ero povera… Così scendevo a casa e coinvolgevo nella mia sceneggiata anche mia mamma e le sue amiche che malauguratamente si trovavano nei paraggi. Crescendo ho iniziato ad innamorarmi e questo è stato il primo spunto che mi ha permesso di scrivere il mio primo romanzo breve “Nel cuore dell’Africa” edito da Montedit. In ordine cronologico è però uscita per prima la mia raccolta di poesie dal titolo banale ma chiarificatore “Poesie dal cuore…”! “Volo sulle note dell’anima” edito da Montedit è la raccolta scritta a quattro mani con l’autore ligure Roberto Gennaro, un connubio di emozioni che con il distinguo della poetica maschile e femminile, ci hanno permesso di fare un viaggio importante di conoscenza. Ho scritto sempre e quasi tutti i giorni della mia vita, ho cercato di scrivere sempre e di tutto per non dimenticare nulla della mia esistenza, le persone, i luoghi, le gioie e i dolori. Fino al giorno in cui è venuto alla luce “Il Risveglio Storia di animali, persone e sogni”, un’opera concepita a quattro mani con l’autore Lodovico Marchisio! Spero che il viaggio nel mondo della scrittura non termini qui, ma che vogliate continuare con me Il Risveglio…


Di che cosa parla la tua ultima opera "Il risveglio - Storia di animali, persone e sogni"?

Il Risveglio-Storia di animali, persone e sogni è un racconto scritto a quattro mani dalla poetessa bardonecchiese Maria Teresa Vivino, autrice della raccolta di poesie Volo sulle note dell’anima(edizioni Montedit), Poesie dal cuore… (tipografia Melli) e il romanzo breve Nel cuore dell’Africa(edizioni Montedit), e l’alpinista Lodovico Marchisio che ha all’attivo 24 libri tra cui itinerari di montagna, raccolte di poesie e autobiografie. Il Risveglio si apre alla vigilia di Natale; un avvenimento misterioso in un paesino dell’Alta Val Susa attira la curiosità di bambini e adulti all’uscita della messa di mezzanotte. La malga illuminata si copre di un alone di suspense che all’ultimo si snoderà in maniera inaspettata. Un racconto che sviscera l’amore per gli animali, le persone e la forza che i sogni e solo essi possono imprimere nella vita, quella forza che può aprire il cuore di tutti. Il montanaro come messaggero di una cultura di paese e di una vita fatta di fatica fisica e da una durezza strutturale, e la Bassa Valle come apertura alla città con le diverse sfaccettature caratteriali. Tutto questo è Il Risveglio.

È stato difficile scriverla a quattro mani?

La difficoltà iniziale è stata comprendere dove volesse andare a parare il mio coautore, i primi capitoli li ha scritti lui, io ho avuto l’onere e l’onore di dover continuare. Trovata l’illuminazione per continuare “sulla falsa riga” la storia, il secondo scoglio è stato quello della conclusione, il finale per me doveva essere a sorpresa e soprattutto totalmente discostato dalla storia anche se in coerenza con essa. Dopo aver finito tutto mi sono chiesta cosa penserà Lodovico di quello che ho scritto?!Per fortuna è andata bene, e ci siamo trovati in sintonia pur avendo pensato a “due storie” inizialmente differenti.

Scrivi sia in poesia che in prosa, qual è la forma d'arte che ami di più?

Le amo entrambe, anche se la poesia è parte integrante di me, ma credo che entrambe in maniera diversa abbiano un valore comunicativo; la poesia è espressione pura di sentimento e sensazione, la prosa è descrizione pura di situazioni e il coinvolgimento da parte del lettore è dato dal costrutto e dall’intreccio più che all’emozione legata alla singola parola.

E quale delle due trovi più difficile da scrivere?

In primis distinguerei tra la prosa breve e la prosa lunga tra le due trovo più complicata perché riassuntiva la prima. Tra prosa e poesia… beh per una persona prettamente razionale è più difficile scrivere in versi altrimenti in prosa. Per me un pensiero viene più spontaneo in versi, “il risveglio” stesso pur essendo una prosa chi l’ha letto dice che è molto poetico come testo.

Hai pubblicato anche altri due libri in passato, "Poesie dal cuore" e "Nel cuore dell'Africa" in quale delle tue opere ti immedesimi di più?

In realtà ne ho pubblicati 3, la prima raccolta di Poesie dal cuore, il romanzo breve Nel cuore dell’Africa e la raccolta di poesia scritta a quattro mani con l’autore ligure Roberto Gennaro “Volo sulle note dell’anima”… mi immedesimo in egual modo con Il risveglio e Volo sulle note dell’anima perché rispecchiano ancora attualmente i miei pensieri e le mie emozioni. Ma senza dubbio la raccolta in cui mi immedesimo di più è quella che uscirà questa estate è un “riassunto” di Maria Teresa!

Oltre che scrittrice sei anche attiva per la diffusione della cultura...
Quali sono i tuoi progetti futuri?

Idealmente ho tanti progetti… spero nell’immediato di riuscire ad ampliare le attività del circolo culturale che gestisco e di portare a termine la prima edizione del concorso letterario “Dino Ariasetto” nella maniera migliore possibile!Di riuscire a far conoscere Il risveglio e la mia raccolta di poesia che uscirà questa estate in tutta Italia e di lanciare la seconda edizione del concorso letterario con nuove iniziative. Il mio sogno più grande sarebbe istituire a Bardonecchia il secondo paese della poesia in Italia, il primo è nato in Sicilia!



Premio letterario Giallo Limone 2012

Un concorso perfetto per tutti gli Scribacchini amanti del giallo, con in palio un soggiorno per due persone in un Hotel 4 stelle con trattamento SPA a Limone Piemonte... da non perdere!

Premio letterario Giallo Limone 2012

Sezioni:
- Libri editi (dal 1 luglio 2011)
- Racconti inediti (massimo 10 cartelle)

Tema:
- Mare e Montagna

Genere:
- Giallo

Giurie:
- Libri editiLionello Sozzi Valerio Varesi. Alla selezione collaborano anche il Presidente del premio e i responsabili della segreteria organizzativa.
- Racconti ineditiVincenzo Jacomuzzi e Claudio Maria Messina

Presidente:
- Domenico Clerico

Ente sostenitore:
- Il premio, collegato con il Salone del Libro di Mare e Montagna che si svolge ogni anno a Limone Piemonte l’ultimo fine settimana di luglio, è sostenuto dal Comune di Limone Piemonte

Segreteria organizzativa:
- con.testi – Torino & Roma
- Responsabili: Maurizio Gelatti e Carola Messina

Ufficio stampa:
- con.testi – Torino & Roma

Premio:
- Soggiorno di due giorni a Limone in hotel 4 stelle con trattamento SPA


                                                             Regolamento e Bando

Il Comune di Limone Piemonte (Cuneo) bandisce il Premio Letterario “Giallo Limone 2012” III Edizione.
- Il Premio prevede due sezioni:
Libri di narrativa, pubblicati a partire dal 1 luglio 2011 e Racconti inediti della lunghezza massima di 10 cartelle


- I testi inviati devono appartenere al genere giallo e devono avere un’ambientazione montana o marina


- Le opere dovranno pervenire entro e non oltre il 31 luglio 2012 pena l’esclusione dal Premio. Le opere edite e inedite dovranno essere inviate in forma cartacea. Le opere edite andranno spedite nella forma in cui sono state regolarmente messe in commercio. Farà fede il timbro dell’ufficio postale di partenza


- La Segreteria del Premio ha sede presso gli uffici di con.testi in Via Massena 91 – 10128 Torino


- Per le opere edite una copia dovrà essere inviata alla segreteria organizzativa (all’indirizzo sopra indicato) e due copie al Comune di Limone Piemonte in Via Roma 32 (specificando nell’intestazione la dicitura: “Selezione Premio Letterario Giallo Limone”)




- Per le opere inedite una copia dovrà essere inviata alla segreteria organizzativa (all’indirizzo sopra indicato), una a Claudio Maria Messina c/o Robin Edizioni, via Silla 35, 00192 Roma (specificando nell’intestazione la dicitura: Premio Letterario Giallo Limone) e una al professor Vincenzo Jacomuzzi c/o Casa Editrice Sei, corso Regina Margherita 176, 10152 Torino (specificando nell’intestazione la dicitura: Premio Letterario Giallo Limone)


- Non sarà prevista l’assegnazione di premi ex-aequo


- Ogni Autore partecipante dovrà includere, insieme agli elaborati, in una busta separata, i propri dati anagrafici, il proprio indirizzo, il numero telefonico e l’eventuale indirizzo di posta elettronica


- Il giudizio della Giuria si intende come insindacabile ed inappellabile


- Per la III edizione del Premio (2012) la Giuria è composta da:
8]o Libri editi: Lionello Sozzi e Valerio Varesi. Alla selezione collaborano anche il Presidente del premio e i responsabili della segreteria organizzativa
8]o Racconti inediti: Vincenzo Jacomuzzi e Claudio Maria Messina


- Giallo Limone è presieduto da Domenico Clerico ideatore del premio


- Al vincitore per ognuna delle due sezioni del Premio 2012, che sarà assegnato sabato 6 ottobre 2012 a Limone Piemonte (Cuneo), verrà offerto un soggiorno di due giorni per due persone in un Hotel 4 stelle con trattamento SPA a Limone Piemonte

Il premio dovrà essere ritirato personalmente dagli autori il giorno della Premiazione
http://www.limonepie.../Bando_2012.pdf

People For Peace

Salve Scribacchini,
diffondo con gioia questo bell'evento previsto per venerdì 20 aprile alle ore 18.
Non mancate, sarà un'ottima occasione per conoscere una bella realtà come quella della Biblioteca Civica Cognasso che offre, oltre a questa, tante iniziative interessanti!

Il dono della sintesi

Sul nostro gruppo Facebook “Scribacchini per passione” un utente mi ha fatto notare che ho il “dono della sintesi”.

Oddio, definirlo dono mi sembra eccessivo, mi ha fatto capire però che, a differenza di quanto comunemente si pensi, scrivere una storia breve, di poche pagine, non è semplicissimo.

Ho deciso di condividere con voi i consigli che gli ho dato, sperando che incuriositi vogliate seguirci anche su Facebook.

Non prendeteli come oro colato, né come rivelazioni, sono delle mie semplici considerazioni che potete seguire o ignorare completamente.
Voglio però premettere una cosa, credo che ciascuno di noi sia portato per una forma d' arte diversa, c'è chi si trova meglio con in racconti brevi, chi con i racconti lunghi, chi con i romanzi, sempre arte è, questo però non significa che non si possa provare a cimentarsi con forme diverse.

Quali sono dunque i miei consigli?



  • Leggere. Lo so, ve lo ripetono tutti, ma la ragione è che la scrittura scaturisce dalla lettura, non trinceratevi dietro scuse come “Non ho tempo” se non avete tempo per leggere allora non ne avete nemmeno per scrivere. In questo caso vi consiglio di leggere raccolte di racconti brevi, il primo nome, secondo me utilissimo per capire bene il meccanismo che c'è alla base della narrazione breve, è Dino Buzzati, in particolare vi consiglio “La boutique del mistero”. 

  • Eliminare o quanto meno ridurre al minimo le descrizioni. In un racconto breve, tutto deve essere condensato in poche righe, al lettore non interesse sapere di che colore sono le foglie, ma cosa accadrà dopo. Dovete tenere il lettore in apnea, ma non può starci troppo a lungo, altrimenti deciderà di emergere, ovvero abbandonerà il racconto. Il segreto è trovare una giusta via di mezzo, fargli trattenere il respiro e poi liberarlo nelle ultime righe, con un bel colpo di scena. Come riuscirci però? Questo mi porta all'ultimo punto. 

  • Provare, provare, provare. Se vi soddisfa: bene, ce l'avete fatta, altrimenti potete continuare a provare o decidere che il racconto breve non fa per voi e salpare per altri lidi. 

In bocca al lupo Scribacchini.

BRANDICO TRA LE NUVOLE 2012

Salve Scribacchini, è con vero piacere che vi inoltro il comunicato stampa di una bella manifestazione targata MalEdizioni.


Brandico e Mairano tra le nuvole: sei giorni per scoprire la letteratura disegnata tra autori, cineforum e laboratori.


È giunta alla seconda edizione Brandico tra le nuvole, rassegna dedicata al fumetto e al cinema d’animazione, che quest'anno raddoppia con la partecipazione della Biblioteca Comunale di Mairano.
Nel corso dei due week-end nelle due biblioteche si alterneranno incontri con autori, cineforum e laboratori dedicati al fumetto.
La manifestazione, organizzata anche quest'anno in collaborazione con la casa editrice MalEdizioni, si svolgerà nei giorni 13-14-15 e 20-21-22 aprile presso la sala civica della Biblioteca di Brandico e l'Auditorium Rossignol della Biblioteca di Mairano e offrirà un programma ricco di iniziative, che punta a far scoprire il fumetto come forma d'arte, letteratura e comunicazione.
Questa edizione sarà dedicata a Jean Giraud, in arte Moebius, maestro del fumetto francese scomparso recentemente e conosciuto in tutto il mondo per le sue storie fantastiche e per le collaborazioni con lo scrittore e sceneggiatore Alejandro Jodorowsky.
L'opera di Moebius verrà ricordata durante gli incontri sul fumetto francese e sulla figura del mostro in programma per l'inaugurazione e la chiusura della manifestazione.
Gli ospiti di quest’anno saranno Alberto Corradi, autore di Mostro & Morto per XL di Repubblica e creatore del Conte Vlad per la rivista Linus, e Squaz, fumettista underground noto per il fumetto Pandemonio realizzato con Gianluca Morozzi e Dimmi la verità, pubblicato da Grrrzetic.

Questi gli eventi principali in programma:

Venerdì 13 aprile alle 20.45 inaugura la rassegna Alberto Corradi, autore per Linus e XL di repubblica, che ci accompagnerà in un viaggio alla scoperta del fumetto francese. Da Asterix e Lucky Luke fino a Persepolis, attraverso opere di autori come Moebius, Throndheim, Baru, Blain e Sfar.
Brandico, sala civica

Sabato 14 alle 20.45 si apre il cineforum con Scott Pilgrim, film tratto dall'omonima serie a fumetti di Brian O'Malley.
Scott Pilgrim ha 23 anni, suona il basso in una band e ama i videogiochi 8bit. La sua vita scorre tranquilla finchè non si innamora di Ramona. Per poter stare con lei, Scott dovrà combattere e sconfiggere i suoi 7 malvagi ex.
Mairano, Auditorium Rossignol

Domenica 15 alle 15.00 "Crea il tuo fumetto!", laboratorio di fumetto con l'illustratrice e fumettista bresciana Francesca Navoni dedicato a bambini e ragazzi. Si consiglia la prenotazione presso la biblioteca.
Mairano, Biblioteca comunale

Venerdì 20 alle 20.45 continua il cineforum con la proiezione di Redline, di Takeshi Koike, film d’animazione interamente disegnato a mano, senza l'ausilio di computer grafica.
Otto piloti affrontano la Redline, la più grande corsa automobilistica clandestina dell’intero universo, ma durante la competizione il governo del pianeta Roboworld cercherà di fermarli con ogni mezzo. Visione consigliata ad un pubblico adulto.
Brandico, sala civica

Sabato 21 alle 17.30 aperitivo con il fumettista Squaz, che parlerà della sua esperienza come autore di fumetti. Squaz ha pubblicato su Linus, il Male, Rolling Stone, Frigidaire e Stripburger. Tra i suoi fumetti Dimmi la verità, Le 5 fasi, Minus habens e Pandemonio.
Brandico, sala civica

Domenica 22 alle 17.30 aperitivo con Alberto Corradi per chiudere la manifestazione.
L'ultimo appuntamento sarà dedicato alle creature mostruose che popolano il mondo del fumetto. Parleremo della figura del mostro tradizionale e di come i fumettisti l’abbiano reinterpretata nel tempo, fino ad arrivare ai lavori di Alberto Corradi.
Mairano, Auditorium Rossignol

Nel corso della manifestazione, nelle sale della biblioteca e della sala civica sarà possibile leggere e curiosare tra fumetti di ogni genere e nazione.

Durante tutto l’evento saranno esposte a Brandico le tavole di Francesca Navoni, giovane fumettista bresciana. Sarà inoltre possibile acquistare alcuni fumetti selezionati grazie alla collaborazione con Starshop Brescia.

Indirizzi

Tutti gli eventi si svolgeranno presso:

Biblioteca Comunale di Brandico - Sala Civica
Via IV Novembre, 8 - BRANDICO (BS)
Tel. 030 97 58 93
biblioteca.brandico@gmail.com

Biblioteca Comunale di Mairano
Via Mazzini, 3/F - Loc. Pievedizio - MAIRANO (BS)
Tel. 030 99 75 612
biblioteca@comunedimairano.it

Auditorium Rossignol
Via Mazzini, 3/H - Loc. Pievedizio - MAIRANO (BS)

Contatti e informazioni:

MalEdizioni - Officina editoriale
www.maledizioni.eu
info@maledizioni.eu

Cosa succede a un manoscritto? Lo svela un' editor della Mondadori

Chi meglio di un editor può dare delle vere risposte su cosa succede una volta inviato un manoscritto ad una casa editrice?

Giulia Ichino, editor della Mondadori, dalle pagine del Sole 24 ore ci svela interessanti retroscena...

“Se tutti gli italiani aspiranti scrittori leggessero, anche, oltre a scrivere, diventeremmo finalmente un Paese di forti lettori”, si usa dire tra noi editoriali. In questa facile battuta c’è un pizzico di verità: molto spesso aprendo files e dattiloscritti che giungono in valutazione si ha la sensazione che i loro autori non si siano mai misurati con la lettura, e dunque non abbiano quel “minimo sindacale” di competenza necessaria a dar forma a un testo interessante. Altrettanto spesso, però – anzi: sempre più spesso -, gli inediti rivelano una capacità di scrittura buona, storie ben strutturate, idee interessanti.
Non sono un editor ma qui non posso che concordare. Voi Scribacchini leggete vero? Lettura e scrittura sono inscindibili, anzi, come mi piace spesso dire “Posso non avere tempo per scrivere ma deve sempre esserci tempo per leggere”. La lettura è il primo e più importante modo per migliorare la propria scrittura... questo però non significa scopiazzare impunemente da altri scrittori! Semplicemente leggete molto e di tutto, anche generi che non amate particolarmente, tutto può tornarvi utile per le vostre storie.

Prosegue sfatando una delle paure più grandi di ogni aspirante scrittore: Verrò veramente letto?

"È un mito da sfatare quello che gli editor scartino dei testi senza averne letto una riga: per un editor trovare un buon romanzo in mezzo alla moltitudine delle proposte è il sogno più grande, la massima soddisfazione. Quale interesse avremmo a ignorare ciò che ci viene proposto?"
Ha perfettamente ragione! Questo non vuol però dire che per essere scartato un testo vada letto integralmente. Se già nella prima pagina presenta numerosi errori oppure annoia perché un editor dovrebbe proseguirne la lettura?

Veniamo adesso però al punto più importante, secondo me, dell'articolo:

La cosa che normalmente mi accade è di stabilire, facendo una prima veloce valutazione, se il romanzo che mi viene proposto
1) Può essere scartato subito perché assolutamente mal scritto, o incongruente per tema o impostazione con la nostra linea editoriale (per esempio: mémoires autobiografici sussultanti di emozioni, fantasy egittologico-paranormali eccetera)

2) Merita una lettura: allora scelgo tra le persone che lavorano con me la persona più adatta a quel testo (non passo un femminile frizzante al nostro lettore cinquantenne e così via. Un chiarimento, sempre per “dare dei numeri”: la narrativa italiana Mondadori ha UN solo lettore, che collabora con noi da anni. Tutti gli altri che scrivono pareri di lettura sono collaboratori che svolgono al contempo altre mansioni. Nessun libro viene mai acquisito o scartato unicamente sulla base del giudizio di lettura: l’editor compie sempre un vaglio ulteriore.)

3) Merita una mia lettura diretta perché a una prima analisi (la lettura di un certo numero di pagine) mi appare decisamente fuori dal comune: allora, acquolina in bocca, appena riesco mi tuffo nella lettura…

Scribacchini incrociate le dita e sperate di rientrare nel terzo punto!

L'articolo completo lo potete trovare qui

Giuseppe Chiara "L'apprendista becchino"

Buongiorno Scribacchini, questa mattina si tinge di giallo con il nostro nuovo ospite, Giuseppe Chiara e il suo libro "L'apprendista becchino".


L'apprendista becchino
Todaro editore
260 pag 15,50 euro


TRAMA:

Siete stanchi dei soliti avvocati, giornalisti e insegnati che si improvvisano detective? Eccovene uno nuovo di zecca: un becchino, anzi, un apprendista becchino.
Il sindaco di un paesino nell’entroterra ligure decide di sfruttare, a fini elettorali, il passato glorioso degli abitanti del paese. Per questo incarica il becchino di riesumare la salma di un eroe partigiano per inaugurare un sacrario. Un incidente fa cadere la cassa e anziché il cadavere vengono trovati dodici lingotti d’oro. Anselmo il becchino e Silvestro, suo giovane aiutante, pensano di tenersi l’oro. Questa decisione non porterà fortuna a nessuno dei due.



Ciao Giuseppe, “L’apprendista becchino” è il tuo primo libro, cosa si prova dopo aver scritto la parola fine?
Sorpresa, panico e aspettativa. Con il protagonista del tuo romanzo hai convissuto per mesi, anni e ora ti lascia solo. È un po' come quando vieni lasciato all'inizio delle vacanze estive e ti senti il mal di mare all'idea di quelle giornate interminabili che hai davanti. Ma sotto sotto sei contento, perché può cominciare un'altra storia.

Ma chi è questo apprendista becchino?
L'apprendista becchino ha poco più di vent'anni e vive in un piccolo paese dell'entroterra ligure. Ha la testa piena di sogni, ma è dignitosamente povero. Vuole partire per sfuggire alla melassa della vita di paese e a una fidanzata che lo vuole serio e sposato. Nella primavera del '75 accade un fatto che cambierà completamente la sua vita. Diventa, o crede di diventare, ricco ma purtroppo gli dei hanno un perverso senso dell'umorismo e gli giocano un brutto scherzo. Ben presto si troverà nei guai, perché qualcuno lo vuole morto. Tutto questo in una sonnolenta valle, la Valle Scrivia, dove non ti aspetteresti di trovare: ladri e assassini, puttane e tossicomani e forse un fantasma inquieto.

Quanto è difficile, ma soprattutto quali sono le difficoltà che si incontrano nello scrivere un giallo?
Dipende molto dal tipo di giallo. Questo è un genere che si suddivide in molte sotto-categorie dai confini non ben definiti, come il giallo classico, il noir, il thriller e la spy story. Io non amo i gialli pieni d'indizi dove se a tre quarti del libro non hai un'idea precisa del colpevole ti senti un idiota. Preferisco quelli che presentano dei personaggi credibili in cui tutti si possono riconoscere.

E quali sono invece le difficoltà nel trovare “l’editore giusto”?
Per prima cosa lo scrittore deve decidere qual é il suo fine. Se scrive per sé, allora deve trovare una tipografia che gli stampi una decina di volumi che potrà regalare agli amici. Ne ricaverà una profonda soddisfazione. La stessa che ricaviamo contemplando le pareti di casa che abbiamo tinteggiato: sappiamo che un professionista l'avrebbe fatto meglio, ma noi siamo pieni di giusto orgoglio.
Al contrario se vuole pubblicare bisogna informarsi sulla linea editoriale delle varie case editrici. Sulle modalità d'invio, CD o carta, del numero delle copie che richiedono, se inviare l'opera completa o un estratto o la semplice sinossi, che ci vuole sempre anche quando non è specificatamente richiesta. Insomma essere il più specifico possibile. Spedire manoscritti a pioggia serve a poco, se non a creargli delle frustrazioni e a distruggere fette di giungla amazzonica, ma se proprio non può farne a meno ricordi che esiste il "Piego di libri" che gli farà risparmiare parecchio denaro.

Quali sono, secondo te, le trappole che uno scrittore esordiente deve evitare?
Infinite. Dai pseudo corsi, ai manuali. Se si conosce un po' d'inglese nella rete si può trovare molto e tutto legale. Un discorso a parte meritano le case editrici che richiedono un contributo. Internet è pieno di pareri contrastanti e sarebbe troppo lungo esaminarli ora. Pertanto farò un'unica considerazione. Se un editore trova il suo guadagno nel contributo che richiede allo scrittore, perché dovrebbe spendere nell'editor, nella grafica, nella correzione delle bozze, nella distribuzione, nell'organizzare presentazioni, nell'iscrivere il libro ai concorsi letterari? Forse esistono case editrici che chiedono un contributo, ma si fanno anche carico di tutte queste spese, ma credo che siano molto rare.

Quali sono i tuoi progetti futuri?
Seguire la promozione del libro, partecipare alle presentazioni che la Todaro mi sta organizzando, riprendere a curare il mio blog http://apprendistabecchino.blogspot.it/ che ultimamente ho trascurato e cominciare a scrivere un nuovo giallo che da un po' di tempo viene a turbare le mie notti.