Come tutelare il proprio manoscritto?


Avete appena finito il vostro manoscritto ma non ve la sentite di inviarlo in giro per paura che la vostra grande idea venga copiata?

Il plagio, ovvero l'appropriazione, tramite copia totale o parziale, della paternità di un'opera dell'ingegno altrui, nel mondo dell’editoria in realtà è molto più raro di quello che si pensa, difficilmente un editore ruberà la vostra opera rischiando così un processo.


Se però la notte non riuscite a dormire sogni tranquilli, preoccupati per la vostra opera c’è una soluzione, anzi le soluzioni sono tre.

Iniziamo a parlare di quella più conosciuta ma anche quella più costosa: la registrazione del manoscritto alla SIAE.

In questo modo si è certi di assicurarsi la paternità dell’opera e di tutelarsi da qualsiasi controversia ma (c’è un ma ovviamente) la registrazione non vale per sempre, ha la durata di 5 anni, dopodiché si può decidere se rinnovare o meno la registrazione per altri 5 anni.

Non è possibile registrare solo il titolo ma questo deve essere registrato insieme all'opera, possono essere però depositati: romanzi, racconti, poesie, copioni, trame, soggetti.

Ma quanto costa?

Per coloro che non sono associati alla SIAE il prezzo è di 131,81 euro uguale per qualsiasi opera, indipendentemente dalla lunghezza, non è previsto però un limite massimo, per cui se siete scrittori particolarmente prolifici vi va bene.

Serve veramente?

Dipende, alcuni editori ad esempio lo trovano particolarmente fastidiosa, altri invece non prendono nemmeno in considerazione manoscritti depositati alla SIAE, se però siete particolarmente apprensivi, questo è il modo per essere sicuri al 100% ( per cinque anni almeno).

Nei prossimi post parlerò degli altri due metodi… continuate a seguirci Scribacchini, anche sul gruppo Facebook.

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