Anna Fabrello "Vagando nella mente"

Buongiorno Scribacchini,
ecco il secondo appuntamento con le interviste agli scrittori, questa volta abbiamo Anna Fabrello con la sua opera "Vagando nella mente".

Vagando nella mente
 Albatros
87 pag. 12,90


TRAMA:

 Una suggestiva raccolta di brevi racconti, tutti dal gusto dolce-amaro. Storie raccontate in modo poetico, con uno stile morbido, carezzevole, e un linguaggio ricco di metafore. Fiabe magiche, che narrano soprattutto di amore, in tutte le sue forme. Corrisposto e non. Passionale o struggente. Favole che recitano di leggende arcane e incantesimi dimenticati, ma anche di imprese piacevoli e coraggiose. Novelle che restituiscono alla quotidianità e alle piccole cose la gioia di semplici, genuini gesti, o azioni. Un profondo rispetto per la vita, in un mondo dove tutto ha un'anima, anche una bambola di pezza.

Come è nata la tua passione per la scrittura?

Ho sempre provato piacere nello scrivere, da che ho memoria. La prima persona che mi ha avvicinato a questo mondo, spingendomi a farlo per superare la mia incredibile timidezza, è stata la mia insegnante delle scuole elementari. Lei mi ha consigliato di scrivere un diario segreto per raccogliere le mie emozioni e tutto quello che mi passava per la testa e che non avevo il coraggio di dire apertamente. Dal momento in cui ho scritto per la prima volta su quelle pagine, non mi sono più fermata. Ovviamente con il passare del tempo, con le esperienze della vita e con la maturazione (che dovrebbe arrivare crescendo!) la forma del diario si è modificata e ha assunto il contorno di racconti brevi,dove cerco di cogliere un momento, un attimo, un gesto e ne faccio “storia”.

Ad aprile hai pubblicato una raccolta di racconti “Vagando nella mente” perché questo titolo?

Il titolo l’ho scelto perché i racconti dell’opera spaziano in contesti e ambientazioni molto differenti e pur trattando di un argomento comune, lo colgono e lo “raccontano” attraverso le sue diverse forme e sfaccettature. C’è il racconto che rappresenta l’Amore passionale, quello che richiama l’Amore per le cose dimenticate, quello che riconduce all’Amore incondizionato e così via.

Hai deciso di suddividere i racconti in base ai quattro elementi della terra, una scelta interessante, come è nata?

Anche per la scelta della suddivisione dell’opera in quel modo, l’idea è nata dal fatto che ritengo l’Amore un elemento presente in ogni aspetto della vita e dato che la vita è costituita da questi quattro elementi, cosa meglio di loro poteva rappresentarlo? L’elemento Terra raccoglie racconti dove l’Amore è inteso in forma più concreta e materiale, l’Aria è composto da racconti in cui l’Amore è qualcosa di leggero, inafferrabile, dove i personaggi sono legati a quell’elemento, come gli Angeli ad esempio. L’Acqua comprende scritti dove l’Amore è visto come un elemento in divenire, che muta e trascina o dove l’acqua è un elemento determinante nel racconto. Per finire il Fuoco, che divampa e brucia porta subito a pensare all’Amore quello passionale, che non lascia respiro, che può anche divenire ossessione.

L’amore è il filo conduttore dei tuoi racconti, cosa rappresenta per te?

L’Amore rappresenta la vita. E’ quel qualcosa che fa sì che ogni istante della propria esistenza abbia un senso, che esiste in ogni piccola cosa, basta solo saper guardare e “sentire” il mondo come qualcosa di prezioso e non scontato, rispettando la vita in ogni sua forma e apprezzando anche le “piccole cose” che nel vivere quotidiano solitamente, presi dalla fretta e dallo stress, ci dimentichiamo di osservare.
Proprio questo mi piacerebbe che il mio Libro portasse al lettore: la riscoperta del valore delle cose, il rispetto della vita nelle sue varie forme e la riscoperta del valore e del senso dell’Amore, celato anche negli occhi di una bambola dimenticata.

Quali sono i tuoi progetti futuri?  

Per adesso attendo. La pubblicazione di questo libro mi ha gettato in una realtà che sto iniziando solo ora a conoscere e che, in verità, non avevo mai cercato prima. La selezione per la pubblicazione è avvenuta come un gioco, una scommessa con gli amici e ora mi trovo con l’incredibile opportunità di vedere una mia creatura mettere le ali e prepararsi a farsi scoprire anche da persone che non ho mai visto. E’ qualcosa di inebriante e entusiasmante. Da non credere!
Ovviamente sto continuando a scrivere racconti, perché la vita è ricca di stimoli e il mio desiderio di scrivere non credo si possa esaurire facilmente, anche perché ormai fa parte di me, senza scrittura non esisterei.
Poi… quel che sarà, sarà! Un altro libro? Per ora non credo… ma mai dire Mai.
  
Alla prossima intervista Scribacchini, continuate a seguirci...

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