Midnight in Paris

In quale epoca vi piacerebbe vivere? 
Da questa domanda parte il nuovo film di Woody Allen "Midnight in Paris", vincitore di quattro (meritatissimi) premi Oscar tra cui quello per il miglior film e la migliore regia.
La Parigi degli anni Venti è la risposta del protagonista, Gil, sceneggiatore di successo che sogna però di diventare uno scrittore di romanzi, come i suoi beniamini bohèmienne.
Risposta sicuramente condivisa da tutti noi scribacchini.
Ed è così che Gil, nelle sue passeggiate notturne per un'incantevole Parigi, conosce i più grandi: dai coniugi Fitzgerald, ai pittori Picasso e Dalì, passando per Gertrude Stein a cui niente meno lascia il suo manoscritto da leggere (a quanti di voi non piacerebbe?), ma è dall'incontro con il suo idolo Hemingway che scaturiscono delle vere e proprie perle di saggezza.
Quando infatti Gil chiede tutto emozionato ad Hemingway di leggere il suo manoscritto, lui gli risponde che lo odia per due motivi: "Se è cattivo, lo odio perché odio la brutta prosa, se è buono odio te perché sono invidioso..." confidandogli che ( contrariamente a quanto tutti noi desideriamo) non bisogna mai far leggere la propria opera ad altri scrittori.
Trovo pienamente condivisibile la definizione del compito di un'artista data dalla Stein: "Compito dell'artista non è di soccombere alla disperazione, ma di trovare un antidoto per la futilità dell'esistenza"

Film assolutamente da vedere e gustare, soprattutto se si è scrittori.


 E a voi Scribacchini, in quale epoca vi piacerebbe vivere?

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